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20130523-223556.jpgSotto 2 a 0 gli Ottawa Senators cercano una rimonta difficile, almeno per uscire a testa alta.

Pittsburgh @ Ottawa gara 3 (2-0)

Jason Spezza di nuovo sul ghiaccio per “spezzare” l’egemonia Penguins, pronti via però è subito Chris Kunitz a spaventare i 20.500 spettatori che registrano il solito tutto esaurito da playoff.

Pittsburgh scrollata di dosso la paura del primo turno sembra trovarsi a memoria, anche troppo perfetti se ricordiamo le “schifezze” di alcune performance contro gli Islanders.

In porta ancora Vokoun, ormai Fleury giace immobile in panchina con un fiaschetto di grappa a fianco, il motivo viene spiegato a Daniel Alfredsson quando tira a colpo sicuro l’estremo difensore si supera e neutralizza.

Malkin sbaglia tutto solo contro Craig Anderson, il portiere è una diga, blocca tutto o quasi, quando Cooke lo spiazza col disco che arriva a Kennedy nulla può, il puck si rivede dentro la gabbia per la delusione Senators.

Siamo appena al secondo periodo, sul ghiaccio è lo show dei goalie che fermano tutto, fenomeno o picchiatore che sia, a trenta secondi dalla fine gli Ottawa Senators sono in inferiorità numerica, colpa di Karlsson che ingenuamente regala un power play ai Pens, ben sapendo che la superiorità numerica è letale.

Il cuore dei Capitani con la C maiuscola spesso scrive pagine indelebili di hockey su ghiaccio, Michalek trova il suo smarcato, è Alfredsson, è smarcato, è semplicemente gol!!!!!
1 a 1, incredibile, pur in inferiorità numerica i Penguins non chiudono la gara, incredibile delusione per il Crosby Team, è aria di supplementare.

Con una fiaba cosi ci vuole il lieto fine, Malkin prova a fare il Messi della situazione per segnare, non ci riesce come nessuno fa col nel primo supplementare, ne serve un altro, sempre con la stessa raffica sui portieri.

Il boato più dolce arriva con una mischia, il disco arriva a Andre Benoit che tira, Greening anticipa Vokoun disteso e segna il gol del vantaggio, 2 a 1 e gara chiusa, boato di una città canadese, fatto ormai raro in questa postseason.

Per Ottawa 2° gol vincente in questi playoff, ancora situazione simile, Conacher segna a 20” dalla fine di gara 4 con i Canadiens e poi Turris segna nell’overtime, il tutto dopo perfetta rimonta dal 2 a 0.

In casa Penguins rammarico per aver giocato bene per 59 minuti, le gare però durano 1 minuto in più e 60 secondi possono cambiare una vita.

Craig Anderson blocca “appena50 tiri contro i “soli” 48 di Vokoun. La diga canadese sembra irresistibile.

Pittsburgh @ Ottawa gara 4 (2-1)

Chi ha ricevuto parecchie critiche tra le fila della squadra numero 1 a est è James Neal, cecchino prodigioso in regular season e fantasma ora.

L’incubo di Craig Anderson fomenta la bolgia canadese, fa meglio Milan Michalek che in inferiorità supera Letang e Malkin che giocano al “lo fermi tu o io?non so” e supera Vokoun, sono appena passati 2 minuti di gioco e già s’insegue.

A litigar son bravi tutti e tutti ci provano, in power play Iginla e Crosby, il capitano viene murato, respinto e insultato, non si passa, tutti troppo concentrati, talmente attenti che nel pasticcio di Pittsburgh il disco arriva telecomandato a Neal, alla faccia della sua crisi prende la mira e supera Anderson, 1 a 1 e tutto da rifare.

Poco male, altri 180 secondi scarsi e Turris si lancia sul disco davanti a Vokoun, il risultato è il secondo boato, il puck non viene spazzato via e il gol è il risultato. Ottawa è caldissima, talmente calda che si scioglie come neve al sole.

Nel secondo periodo scatta qualcosa nei Penguins, sembra una scintilla, fatto sta che in 40 secondi abbattono la diga Anderson, prima Dupuis lancia Kunitz che tutto solo si dimostra letale, poco dopo la staffetta Malkin-Iginla-Letang sembra quella dei Blackhawks, tiro del difensore e rimbalzo in gol dell’icona dei Calgary Flames, i Senators sono annichiliti.

Ma il peggio deve ancora venire, terzo periodo, si scatena la furia dei Power Penguins, che la fortuna si sia indirizzata lo si capisce dal tiro di Crosby, porta mancata ma balaustra che indirizza il disco ancora su Giacomino Neal, tiro a porta vuota e gol del 4 a 2, sono passati appena 2 minuti e il morale è sotto i tacchi per Ottawa.

L’ottimo Vokoun tranquillizza i suoi, cosi Pittsburgh si può permettere anche di segnare in inferiorità numerica quando Cooke libera Dupuis, tap-in e chiusa ogni speranza canadese.

Lo show prosegue a gonfie vele, passano 30 secondi e Sidney Crosby, capo branco dei Power Penguins, regala un numero d’alta classe, si accentra senza che nessuno gli prenda il disco, danza, guarda il portiere, tiro e gol, cosi anche Craig Anderson può far da spettatore a testa bassa.

C’è ancora fame e voglia di correre, power play sfruttato da Letang al quarto assist della gara, passaggio per Jokinen che trova ancora Iginla smarcato nel gol del 7 a 2, punteggio esagerato ma purtroppo per Ottawa giusto, è come la pallacanestro, quanto la palla entra anche quando tira uno spazzino non ci si può far niente.

Il gol della bandiera per i Senators arriva col capitano, Alfredsson è l’ultimo ad arrendersi e ci crede anche sul tiro di Karlsson che devia per il 3-7 finale, i Penguins hanno cosi ora tre match per chiudere con una vittoria la serie.

Pittsburgh se lasciata giocare e non intimorita fisicamente è letale, una macchina da gol e punti si qui con Letang a quota 11 assist e 13 punti, meglio di lui Crosby a quota 14 con 7 gol e addirittura Malkin sempre a 14 ma a secco nelle ultime due gare disputate in terra canadese.

Daniel Alfredsson segna il punto numero 100 nei playoff in 120 gare ma sembra pronto ad alzare bandiera bianca, quel diluvio di gol che ha abbattuto la diga fa male e tempo per riprendersi c’è n’è poco.

Prossimi appuntamenti

Ottawa @ Pittsburgh gara 5 – 24 maggio

Post By Francesco Fiori (212 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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