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Sono 2 tra le Original Six della Nhl, non si amano ma hanno condiviso mille battaglie, Detroit l’anno prossimo sarà nella Eastern Conference, dunque quale miglior regalo se non lasciare i ricordi di una battaglia epica?

Detroit @ Chicago gara 1

I Blackhawks ritornano sul ghiaccio dopo la passeggiata di salute targata Wild, per i Red Wings è una non stop dopo la guerra con Anaheim.

Il riposo non giova a Chicago che inizia in sordina e contro l’adrenalina che scorre ancora tra i Red Wings non connette subito, un po’ come essere strapazzati appena svegli.

FranzenDatsyukAbdelkader per scardinare la forza numero 1 contro chi inventa hockey, Jonathan Toews e la sua staffetta 4 x 100 che scatta appena lui decide di scatenare l’inferno.

La classe degli Hawks si nota anche con Patrick Sharp che s’invola velocissimo, il resto è poesia, disco per Toews poi Hossa e gol dell’1 a 0, da fermo, nella maniera più semplice del mondo.

Detroit non ci sta, sa di essere inferiore ma se la gioca, Brunner viene dimenticato nell’attacco, si propone avanti e segna sul rimbalzo del suo tiro salvato da Crawford, è 1 a 1 e sembra che ci siano i presupposti per una gara tirata.

Non è cosi.

Il secondo periodo è spettacolo per Crawford e Howard nel giochino del portiere che subisce più tiri, purtroppo ha la peggio il goalie di Detroit ma solo nell’ultimo periodo, quando Oduya si ritrova smarcato con una prateria davanti a sé grazie all’assist-magia di Patrick Kane, tiro, rimbalzo e gol, 2 a 1.

3 minuti dopo è Kruger a segnare di rovescio sfruttanto una mischia dove Howard non sa se vola il disco o la testa di qualche avversario.

Hossa prova a segnare un altro gol, lui che è ex della partita ma dalle parti di Detroit è meglio non nominare il suo nome causa parentesi nefasta, Brunner può riaprire la gara ma la traversa dice no e Seabrook la pensa allo stesso modo vedendo il disco infilarsi quasi in rete, il salvataggio vale parecchio, specie se poi Sharp chiude i conti a porta vuota per il 4 a 1 finale.

Il punteggio seppur pesante rispecchia gli esatti valori dimostrati sul ghiaccio nella miglior partita dei Blackhawks in questi playoff.

Detroit paga la stanchezza della maratona del primo turno, ricordando che Kane, Toews e Saad, forza giovane, fanno 69 anni in tutto e Datsyuk, Zetterberg e Franzen 99, statistica utile e inutile al tempo stesso visto che la Nhl non ha un principio esatto di coerenza.

Detroit @ Chicago gara 2 (0-1)

Dicevamo dei 30 anni in più del trio dei Red Wings, si può rispondere con un “echisenefrega”, difatti gara 2 è la riscossa dei vecchi leoni, Henrik Zetterberg è l’erede naturale di Nicklas Lidstrom per classe e carisma, tutti guardano lui per dare il massimo e lui, vichingo pronto alla guerra, non chiede di meglio.

A lasciar correre un po’ il talento di Chicago è ancora la premiata ditta (una delle tante in casa United Center) Sharp- Kane, il disco che sembra telecomandato passa anche per Handzus con il golden boy numero 88 che segna tutto solo.

Finita?

Neanche per sogno, Detroit si porta da casa un defibrillatore, attacca dal secondo periodo in poi, Crawford in qualche modo dovrà cedere pensano, e a capita anche di pensar bene e azzeccarci, tiro di Kindl e deviazione di Brunner dopo che i Red Wings si passano il disco a memoria e a meraviglia.

In panca Quenneville e Babcock prendono appunti, 2 icone della Stanley Cup, solo uno avanzerà al turno successivo e l’altro esclamerà “era ora levarti dalle scatole”, intanto capitan Zetterberg pressa, fa sbagliare Hjalmarsson, recupera il disco e lo offre al centro per Smith che segna e ringrazia, 2 a 1.

Visto l’enorme mole di veterani che graffia il ghiaccio dello United Center a memoria Ericsson lancia alla perfezione Johan Franzen, controllo tiro e gol del Mulo di Detroit con Crawford che sembra chiudere gli occhi per non essere colpito.

Ormai si è capito che la disputa è per i vecchi leoni che allontano per un po’ le giovani minacce, Zetterberg ancora in lotta con chiunque trova il tempo per confezionare l’assist per Filppula, altro big, nel gol del 4 a 1 finale in risposta a gara 1.

La sorpresa di vedere espugnato il ghiaccio della forza numero 1 è quasi assoluta, ci si attendeva lo sweep ma in questi round sembra di assistere a sfide abbastanza livellate, sia che si incontri la forza numero 1 o la numero 7.

Fa riflettere una frase letta sull’analisi della sfida, “Chicago vincerebbe la serie con Detroit 8 volte su 10 ma non vorremmo che questa sia una delle 2 perdenti

Prossimi appuntamenti

Chicago @ Detroit gara 3 20 maggio

Chicago @ Detroit gara 4 23 maggio

Detroit @ Chicago gara 5 25 maggio

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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