Mike Modano, uno dei più grandi di sempre nella storia di questo sport

La stagione Nhl appena partita farà a meno di una delle stelle più splendenti dell’ultimo ventennio. Il 23 settembre ha annunciato il ritiro dal ghiaccio bollente Mike Modano, per l’occasione Dallas, sua storica franchigia, ha stipulato un contratto simbolico di un giorno cosi che l’icona si possa ritirare per le statistiche con la maglia Stars e non con quella Red Wings indossata nell’ultima stagione.

Chi è Mike Modano?

Michael Thomas Modano Jr. nasce il 7 giugno 1970 a Livonia (Michigan) e da subito scopre che il suo talento lo indirizza verso l’hockey su ghiaccio.

Nelle leghe minori è semplicemente devastante, con i Detroit Compuware sigla 131  punti in 69 partite ad appena 16 anni, passando poi nella Western Hockey League con la maglia dei Prince Albert Raiders dove in tre stagioni realizza 294 punti.

La Nhl bussa alla porta principale, Mike Modano è la scelta numero 1 nel draft 1988 precedendo campioni del calibro di Trevor Linden, Jeremy Roenick, Rod Brind’Amour, Teemu Selanne, Mark Recchi, Tony Amonte e Rob Blake.

Gleen Healy portiere degli Islanders è la prima vittima di Modano con la casacca dei Minnesota North Stars dove da subito diventa idolo incontrastato.

Eccellente la prima stagione, il diciottenne Mike piazza 29 gol e 46 assist ma a sorpresa e tra mille polemiche perde il Calder Trophy (rookie d’oro) a vantaggio di Sergei Makarov che a 31 anni fa suo il trofeo che in quell’anno si assegna a chi gioca per la prima volta in Nhl indipendentemente dall’età. Da quel trionfo nasce la “Makarov Rules” con i criteri di assegnazione per gli esordienti notevolmente cambiati.

La stagione 1990-91 è incredibile, Minnesota chiude una pessima regular season con 39 sconfitte e 27 vittorie, percentuale negativa ma che vale ugualmente i playoff. Nella postseason esplode Modano, 20 punti in 23 partite e North Stars che contengono la Stanley Cup nella finalissima.

Purtroppo nei sogni di Modano si presentano i Pittsburgh Penguins di Mario Lemieux. La serie inizia bene per la cenerentola dei playoff avanti 2 a 1 ma il “Magnifico” capitano dei Penguins infila 3 vittorie consecutive tra cui l’8 a 0 che sul ghiaccio di Minnesota tramortisce i North Stars consegnando la prima Stanley Cup alla franchigia della Pennsylvania. Mike Modano deve attendere ancora un po’ per esultare.

La squadra di Minnesota si trasferisce a Dallas nella stagione 1993/94 dove Mike realizza 93 punti come l’anno prima, segnando 50 gol suo miglior record di reti e punti in carriera.

Nel 1996 con la maglia degli Stati Uniti Modano vince la medaglia d’oro ai campionati del mondo superando in tre gare il Canada di Gretzky, Lindros, Messier e Yzerman con una doppia vittoria consecutiva per 5 a 2. In quella squadra la classe non manca grazie a Mike Richter (mvp del torneo) Brian Leetch, John LeClair, Keith Tkachuk, Brett Hull e appunto Modano.

Vincente in nazionale ora c’è solo la Stanley Cup da conquistare

I Dallas Stars non l’hanno mai vinta, nel 1998/99 è finalissima contro i Buffalo Sabres di Dominik Hasek. La serie non è consigliabile ai deboli di cuore o a chi vuole vedere tanti gol. 6 partite e 22 boati per i tifosi di entrambe le squadre, non c’è distanza tra il vantaggio e lo spavento per il mancato pareggio. Buffalo non riesce mai a vincere con 2 gol di scarto, gara 6 è la fotografia della stupenda Nhl, Brett Hull segna dopo 3 supplementari, 114 minuti di gioco in una gara finita quando l’orologio segna quasi le 2 di notte e tutti, giocatori e tifosi, vicini all’esaurimento.

La stanchezza incide come un macigno sul risultato finale, Modano passa per Hull che prova più volte il tiro con Hasek che, sdraiato sul ghiaccio, compie miracoli, sino al quarto tentatico che vale gol e coppa.

Purtroppo per i Sabres il pattino di Brett Hull è dentro l’area di porta ma né arbitri ne giudici davanti alla tv segnalano l’accaduto con la reazione rabbiosa di Hasek e compagni.

Derian Hatcher appena ricevuta la coppa si volta verso Mike Modano, non perché sia il più bello ma perché è l’eroe della serie chiusa con 23 punti.

È il più bravo di tutti ma anche uno che sa soffrire, che s’infortuna al posto sinistro in gara 2 (ancora oggi si pensa che quel polso fosse rotto) e continua a giocare stringendo i denti e facendo nascere dal suo bastone gli ultimi 5 gol della serie.

Senza la cattiveria o stazza da goleador puro Modano è un genio del ghiaccio veloce e letale, diventa il simbolo Usa che piace a tutti, segna e fa segnare e si regala serate come nel 1995 contro i Ducks dove mette a referto 6 punti (record personale) e inizia ad inseguire i primati di franchigia.

Nel 2003 arriva il punto numero 1.000 e se nella stagione post lock out è vicinissimo ai Boston Bruins Modano è convinto dalla dirigenza Stars a restare a Dallas.

Perde i gradi di capitano in favore di Morrow ma entra nella storia con il suo gol numero 500 contro i Flyers nel 2007 e il 17 marzo dello stesso anno infila la doppietta che consente il sorpasso ai danni di Joe Mullen, fermo a quota 502 reti, facendo diventare Flash Mike il giocatore americano con più reti segnate.

Dopo questo record per un nativo americano arriva quello dei punti superando Phil Housley nella stagione 2007/08.

Pur in declino Modano non rinuncia a nuove sfide, nel 2010 passa ai Red Wings nella linea composta da Hudler e Cleary dando la caccia ad una Stanley Cup con la casacca del suo stato natio.

La coppa non arriverà e visto il logorio fisico Modano decide il ritiro, non come giocatore di Detroit ma bensì con la maglia dei Dallas Stars, col contratto di un giorno come premio per la sua grandezza.

Smette dopo 561 gol, 1.374 punti, 145 realizzati nei playoff e 1.499 partite (tutti record per un giocatore Usa), 813 assist vengono consegnati ai ricordi dei tanti bambini sfortunati che la Fondazione Mike Modano decide di aiutare e questo vale molto più di una Stanley Cup per il numero 9 Stars.

Mike Modano abbandona cosi il ghiaccio, come il più bello o il più devastante giocatore Stars ma soprattutto come la più grande stella a stelle e strisce della Nhl.

Post By Francesco Fiori (193 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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3 thoughts on “Il ritiro di Mike Modano

  1. Modano un campione,un grande del ghiaccio,una classe incredibile,una bella determinazione vincente.

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