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Patrick Kane sta utilizzando la off season per guarire al meglio dagli infortuni...

Kane e compagni preparano il riscatto dopo una stagione opaca. I vincitori del 2010 sembrano avere le carte in regola per poter ambire al ruolo di protagonisti nel campionato che verrà.

La storica franchigia dell’Illinois si è già lanciata sul mercato per rinforzare l’organico. In attesa di scendere di nuovo sul ghiaccio, i giocatori della Windy City si allenano in ogni modo. Baseball compreso…

Patrick torna a “scuola”

Dopo una primavera da incubo, Kane cerca la migliore forma nell’estate 2011. Il numero 88 ha subito un infortunio al polso sinistro nella gara dell’8 aprile scorso contro i Detroit Red Wings. Le prime analisi ai raggi X non hanno evidenziato fratture e così uno dei simboli della Stanley 2010 ha stretto i denti sino alla fine.

L’ottavo posto nella Western Conference, l’agguerrita sfida al primo turno contro i Vancouver Canucks, migliore squadra della stagione regolare, risolta solo al supplementare di gara-7 dopo un’epica rimonta dei Blackhawks, che molti critici davano per spacciati, portano anche la sua firma. Per i 6 punti messi a segno, ma soprattutto per la sua dedizione.

Il polso, tuttavia, non era così a posto. Ulteriori “lastre” hanno evidenziato una frattura allo scafoide. Per la prima volta della sua carriera, è stato necessario un intervento chirurgico, effettuato il 19 luglio. Operazione riuscita al 100% secondo il parere medico e sei settimane di recupero. Patrick s’è unito a un campus estivo di giovani, di età compresa tra 10 e 12 anni, per riprendere la migliore forma.

Pattinando con i possibili atleti sul ghiaccio di domani, “i più importanti fan” come li definisce lui, lo ha riportato alla sua infanzia a Buffalo, quando due giocatori dei Sabres vennero ad allenarsi in una pista di giovani. “Eravamo felici come bambini nel vedere giocatori che ce l’avevano fatta (a giocare in Nhl, ndr). Credo ti porti indietro (nel tempo, ndr)”.

“Ho pattinato, ma senza una stecca o altro”, ha dichiarato al termine della giornata sul ghiaccio, aggiungendo: “Avrò una stecca in mano, ma niente dischi. Mi sto esercitando, sto facendo molto allenamento”.

Appena un anno fa Kane vinceva con i suoi compagni la Stanley Cup, riconoscimento alla migliore squadra americana; adesso, con umiltà, sta facendo il possibile per ritrovare la forma e tornare a lottare per il titolo.

Vecchie conferme e nuovi talenti

La stagione Nhl ancora è lontana. A settembre si apriranno i training camp delle 30 squadre. La partenza ufficiale è fissata per il 6 ottobre. Jonathan Toews e compagni avranno il tempo necessario per trovare la nuova condizione e testare nuovi equilibri. Già, perché accanto allo “zoccolo duro” delle passate stagioni, molti giocatori si sono uniti alla causa dei Blackhawks durante il mercato estivo.

Confermatissimo il capitano Toews. Il numero 19 è stato tra i migliori dei rossoneri durante la stagione scorsa. Taser alias Captain Serious, come lo chiamano in Illinois, scenderà sul ghiaccio con la ‘C’ targata sul petto e tanta voglia di riscatto. Una garanzia importante è giunta anche nel reparto arretrato.

Archiviata la partenza di Niemi, il portiere che aveva contribuito alla vittoria della Stanley, ingaggiato dai San Jose Sharks, Corey Crawford ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale, dimostrando di poter essere una certezza tra i pali. Per lui parla il record di 33 vittorie e 24 sconfitte (di cui 6 dopo i tre periodi regolamentari) e la percentuale di appena 2.30 reti subite a partita.

Di fronte a lui, un’intera squadra è pronta a scendere determinata sul ghiaccio. Di Kane si è detto. Potrà essere la stagione anche di Marian Hossa: da sempre “bocca di fuoco”, con almeno 35 gol in cinque stagioni (su sei) prima di esordire in maglia Blackhawks, Hossa ha totalizzato 49 reti nei suoi due campionati in Illinois. Dalla sua, il fatto di aver saltato 42 incontri e tanta voglia di fare meglio. La stessa muoverà probabilmente anche Duncan Keith, baluardo della difesa, i cui numeri sono però peggiorati l’anno passato.

A loro e al resto della squadra, il general manager Stan Bowman ha deciso di affiancare volti nuovi, desiderosi di far bene in una piazza importante come Chicago. Da Buffalo è arrivato il difensore Steve Montador: per lui accordo quadriennale, con un contratto da 11 milioni di dollari. Messa alle spalle la partenza di Troy Bouwer (free-agent), di Brian Campbell e del free-agent Tomas Kopecky (destinazione Florida Panthers) e Jake Dowell (Dallas Stars), dai Flyers, runner-up nel 2010 contro gli stessi Hawks, sono arrivati l’ala Daniel Carcillo e il difensore Sean O’Donnell. Un anno di contratto per entrambi.

Dai Minnesota Wild giunge Andrew Brunette, 43 gol nelle ultime due stagioni, mentre dalla Florida, sponda Panthers, è arrivato Rostislav Olesz. Sempre con contratto annuo, indosseranno la maglia rossonera anche l’ala Jamal Mayers e il difensore Sami Lepisto. Senza dimenticare Jeremy Morin, che ha giocato nove gare con la formazione maggiore (con buoni risultati), Marcus Kruger e Ben Smith, nuovi rinforzi durante la stagione passata.

Tanti volti nuovi che probabilmente spingeranno Bowman a non confermare i giocatori che al momento restano free-agents, vale a dire Fernando Pisani, Ryan Johnson, Jordan Hendry e Marty Turco, leggendario estremo difensore ai tempi di Dallas.

Dai Sauk alla Stanley, passando per la trincea

I Chicago Blackhawks sono una delle squadre “storiche” degli Stati Uniti. Al tempo della sua fondazione, c’erano appena tre formazioni nella Nhl: i Montreal Canadiens, i Toronto Maple Leafs e i Boston Bruins. La squadra del Massachusetts, campione in carica, è stata la prima statunitense in assoluto, nel 1924. Chicago sarebbe presto entrata per costituire l’Original Six, le prime sei formazioni originarie, accanto ad altre due gloriose compagini: i Detroit Cougars (poi Red Wings) e i New York Rangers. Correva l’anno 1926.

Il nome deriva dal capo indiano Falco Nero (Black Hawk, appunto) o Makataimeshekiakiak in lingua Sauk, personaggio importante nella storia del neonato Illinois; ad assegnarlo alla squadra ha pensato Frederic McLaughin, ai tempi proprietario della squadra e primo presidente la cui squadra è scesa sul ghiaccio con soli giocatori statunitensi. Arruolato nel primo conflitto mondiale, McLaughin ha prestato servizio nel 86° battaglione, denominato appunto “Blackhawk Division”. Da qui, il nome della squadra che avrebbe vinto quattro Stanley Cup nella sua storia.

La prima giunge nel 1934, in finale contro Detroit. Gli Hawks si sono imposti la squadra del Michigan (già Red Wings) al secondo supplementare. Quattro anni dopo e Chicago conquista un altro titolo. Dopo aver chiuso la stagione regolare con 14 gare vinte e 25 perse (peggior record di sempre per una squadra campione) e aver conquistato un accesso ai playoff per il rotto della cuffia, gli Hawks prendono lo scalpo dei Toronto Maple Leafs. “Vicini” canadesi sconfitti per tre a uno e seconda Stanley in bacheca.

Il terzo titolo arriva nel 1961, ancora più inaspettato. Dopo aver inanellato due sconfitte di fila al primo turno contro i Montreal Canadiens, i rossoneri sconfiggono la formazione del Quebec e i Red Wings in finale, aggiudicandosi la terza coppa. La Stanley Cuo 2010, conquistata in sei gare contro i Philadelphia Flyers, è storia recente.

Sharp tra ghiaccio e monte… di lancio

La stagione 2011/2012 può essere la decisiva consacrazione per Patrick Sharp. L’ala, tra poco 30 anni, ha già realizzato in carriera 316 punti, quasi equamente distribuiti tra gol (160) e assist (156). Alternate captain degli Hawks, ha già vinto la Stanley nel 2010 e l’anno passato è risultato l’Mvp nell’All Star Game di Raleigh, “patria” dei Carolina Hurricanes. Sharp ha recentemente firmato un nuovo contratto che lo lega alla società: 29.5 milioni di dollari per 5 anni.

Il numero 10, in attesa del training camp di settembre, si mantiene in forma giocando a baseball. Wrigley Field, storico impianto di baseball a Chicago, 5 agosto scorso. In campo ci sono i Cubs e i Cincinnati Reds. Le due squadre sono avversarie in Central Division (National League): gli ospiti sono meglio piazzati in classifica, i padroni di casa inseguono, ma hanno una migliore “striscia” di risultati.

Patrick Sharp va sul monte di lancio prima dell’inizio e effettua il pitch inaugurale. Per la cronaca, la squadra dell’Illinois ha vinto la gara e continua la sua corsa per una wild card che la proietti nei playoff. Chissà se possa portare fortuna anche allo United Center e alla corsa dei Chicago Blackhawks verso la quinta Stanley Cup…

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato
di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e
s’iscrive al corso di laurea in “Giornalismo per Uffici Stampa” nella
sua città d’origine.
Conclusa l’esperienza nell’ottobre 2009, con una tesi dal titolo
“Solo per sport”, si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso
di laurea “Editoria multimediale e nuove professioni
dell’informazione”. Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011
mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per
l’esame finale sulle Olimpiadi di Berlino.
Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l’hockey.

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2 thoughts on “Chicago rilancia la corsa alla Stanley Cup

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