La scelta di Jagr ha fatto scalpore, specialmente a Pittsburgh...

Il romanticismo nello sport è una cosa splendida, fa riscrivere favole o leggende per i grandi ritorni, dove in tanti rispolverano i ricordi e le emozioni del passato immaginando siano belle quanto quelle del futuro.

 

Pittsburgh ha assaporato con nostalgia e curiosità il ritorno sul ghiaccio di Jaromir Jagr, colui che nel 1990 venne ribattezzato “little Mario Jr” perché sapeva giocare in maniera splendida sia con Lemieux che senza e che nella sua storia Nhl ha siglato 1.599 punti grazie a 646 gol e 953 assist.

Proprio Jagr ha colmato il vuoto nel ritiro del grande capitano dei Penguins e ora i grandi sognatori sportivi dicevano “Jagr va a Pittsburgh e chiude la carriera lì dove è esplosa”, niente di più sbagliato.

Jaromir Jagr è un giocatore dei Philadelphia Flyers.

Esistono 29 squadre nella Nhl dove un giocatore ha la possibilità di approdare (esclusi i Penguins), per Pittsburgh ne contano 28 perché per loro i Flyers non devono esistere e la rivalità è accesissima. Jagr ha a disposizione 28 scelte se proprio non vuole accettare i 2 milioni offerti da un salary cap striminzito e che fa?

Sceglie l’unica squadra in cui una leggenda dei Penguins non deve andare!
Un po’ come Ronaldo che dall’Inter innamorato di Milano sceglie il Milan, Jagr è innamorato (forse) della Pennsylvania e approda al Wachovia Center.

E dire che son stati proprio i Penguins a riaccendere in Jagr la scintilla Nhl nei recenti campionati del mondo dove la sua risposta “Tornare in Nhl, perché no?” aveva riacceso speranze in una tifoseria che da sempre deve combattere contro la sfortuna che colpisce le sue stelle.

Jagr uguale Pittsburgh sembrava l’equazione perfetta, il veterano che insegna qualcosa alle grandi stelle Crosby e Malkin, Jagr che può essere l’erede di Lemieux anche nel grande ritorno, Bylsma che vanta Jagr, Shero che ammira Jagr, niente di più sbagliato.

Jaromir Jagr è un giocatore dei Philadelphia Flyers.
Le sue parole spiegano il perché ha accettato i 3,3 milioni offerti da Phila “Ho avuto la possibilità di poter scegliere, se la gente dice che mi vuole nella propria squadra non significa che io devo andare lì per forza” in pratica se vuoi salvarti da un pasticcio non affidarti alle scuse di Jaromir perché rischi di peggiorare tutto.

Teoricamente avrei difficoltà a giocare con Crosby e Malkin perché sono mancini come me, cosi come nei sogni di Detroit è complicato giocare con altri due mancini come Datsyuk e Zetterberg”.

Briere e Giroux sono invece giocatori che vanno a occupare il lato opposto a quello che preferisce Jagr essendo giocatori destri e quindi possono completare un trio eccellente.

Jaromir Jagr diventa cosi l’erede di un altro giocatore molto simpatico alla tifoseria di Pittsburgh, tale Marian Hossa, diventato ora con Jagr l’ex nemico pubblico numero 1 perché se una leggenda chiude la carriera con gli arci rivali compie qualcosa di inenarrabile.

Ma visto che gli incubi dei Penguins non hanno una fine dopo la rottura dei legamenti di Malkin, le commozioni cerebrali di Crosby, le amnesie di Fleury ecco che dopo Jagr anche Maxime Talbot, eroe della Stanley Cup 2009 con la sua doppietta, diventa free agent e firma per un’altra squadra

Maxime Talbot è un giocatore dei Philadelphia Flyers.
A questo punto è guerra aperta in Pennsylvania, dovendo ripiegare su free agent che con tutto il rispetto non stimolano grandi sogni (Arnott, Selanne, Prospal,Kaberle), diciamo che si attende con ansia il primo scontro del 29 dicembre col rammarico che la battaglia venga disputata in una arena che non ha lo stesso infuocato clima del vecchio amato igloo della Mellon Arena.

Che Jagr si scusi dicendo che per 3 anni non ha parlato l’inglese e certe cose riuscirebbe a spiegarle solo in ceco o in russo poco importa, i fischi e i “boo”sono un linguaggio mondiale, il vecchio goleador con i capelli da rockstar e il numero 68 giallonero sono un ricordo, ora vediamo cosa saprà regalarci “little Mario Jr”, ma non ditelo a Pittsburgh, potrebbero arrabbiarsi.

Bentornato in Nhl, Jaromir.

Post By Francesco Fiori (207 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

4 thoughts on “La scelta di Jagr e l’incubo Penguins

  1. lo sport è un insieme di tantissime sensazioni,positive e negative…ecco, Jagr in maglia Flyers suscita le stesse sensazioni…

Commenta