Il momento del terribile impatto di Pacioretty

Martedi 8 marzo al Bell Center di Montreal è andata in scena una delle partite più sentite per i tifosi canadesi.

Boston-Montreal è una delle più grandi, se non la più grande, rivalità della National Hockey League fin dagli albori dei tempi, secondo forse solamente a Toronto-Montreal, francofoni contro anglofoni.

Anche ai giorni nostri questa rivalità è sentita da entrambe le squadre.
L’ultima partita di qualche settimana prima era balzata agli onori delle cronache più per la rissa generale avvenuta durante la partita che per le prodezze dei giocatori con il disco.

I padroni di casa stavano avendo la meglio sui Bruins per 4 a zero, quando dopo un ingaggio nella propria metà campo, il ventiduenne

Max Pacioretty, ala dei Canadiens, cerca di allungare il disco e di saltare il Zdeno Chara, terzino e capitano dei Boston Bruins, che lo carica sulla balaustra commettendo interferenza.

Sfortuna o intenzione del gigante slovacco, Pacioretty urta violentemente la testa contro la colonnina della panchina da dove ricomincia il plexiglass.. Mentre in quasi tutta la sua totalità un rink di hockey è ricoperto dal plexiglass, che si flette cercando di attutire anche le varie cariche disperdendo l’energia cinetica impressa dal cozzare dei corpi, davanti alle due panchine è assente per permettere i cambi volanti dei giocatori.

Proprio contro una di queste colonne che delimitano le panchine il giovane attaccante canadese ha cozzato violentemente la testa, perdendo subito i sensi e finendo esanime sul ghiaccio del Bell Center.

Chara è stato punito con 2 minuti di penalità per interferenza e per 5 minuti di cattiva condotta, come da prassi.

La diagnosi dell’ospedale ha evidenziato una grave commozione cerebrale e una frattura di una vertebra del collo. Semplice carica chiusa o nel movimento del difensore si intravede un atto volontario di spingere l’avversario contro quella colonna?

Molteplici sono stati i pensieri dei vari giocatori della NHL
Il portiere Price è rimasto sconvolta dall’impatto del corpo del suo compagno di squadra, che ha causato un rumore cosi sordo da assomigliare a un colpo di pistola, mentre il difensore Subban ha subito attaccato il giocatore di Boston definendo assassina e fuori ogni regola la carica del difensore Bruins.

Nelle interviste post gara il gigante sloveno ha subito affermato la non-volontarietà del fatto, definendola fortuita:”Eravamo entrambi lanciati verso il disco e stavamo lottando per la posizione. Lui è stato molto sfortunato perchè proprio nel momento in cui io l’ho colpito ha perso l’equilibrio ed è saltato proprio sulla colonna che delimita la panchina”

“Preferirei che Chara ammettesse l’errore e chiedesse scusa, piuttosto che parlare di miei presunti salti o cose simili” ha riferito la vittima dall’ospedale.

A gran voce l’opinione pubblica ha chiesto la squalifica di Chara, vedendo nella carica un atto volontario e anche un po’ premeditato, essendo proprio Pacioretty il giocatore che ha decretato con il suo gol vittoria una partita contro i Bruins del gennaio scorso, esultando proprio in faccia al capitano dei Bruins.

Ma la commissione disciplinare non è stato di questo avviso, non vedendo nel gesto del numero 33 giallonero niente di pre-meditato, ma solo una carica finita male per una serie di sfortunate circostanze.

Il commissioner della NHL, Gary Bettman, ha definito la carica terrificante ma ha anche fatto notare come questa non sia stata portata in modo scorretto con gomiti alti o con grande ricorsa, risultando quindi regolare.

Nonostante questo le polemiche continueranno certamente nei prossimi giorni.

Per chi, come il sottoscritto, ama l’hockey, parlare o scriver di questi fatti non è mai piacevole, soprattutto pensando alla famiglia del giocatore coinvolto in questo grave incidente. Certo non si poteva soprassedere su un fatto di così forte attualità nel mondo dell’hockey a stelle e strisce.

Un punto di vista importante e che può racchiudere anche l’idea di chi questo articolo l’ha scritto, è stato espresso proprio da un compagno di squadra di Pacioretty, Mike Cammalleri: “Sul ghiaccio esiste uno speciale livello di consapevolezza di dove sei e di quello che fai. Nessuno saprà mai cosa è passato nella testa di Chara, a parte lui stesso”

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One thought on “Boston-Montreal: quando il gioco si fa duro

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