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San Francisco beneficia come non mai del turno del riposo e al Divisional recupera tutti gli acciaccati potendo schierare così la migliore formazione possibile, mentre dall’altra parte Minnesota porta l’effetto sorpresa visto a New Orleans a San Francisco, ma si trova di fronte una squadra più preparata. L’effetto sorpresa non funziona più e i Vikings non hanno soluzioni alternative. Il risultato? 7 primi down conquistati in tutta la partita.

I 49ers hanno superato i Vikings in ogni singolo aspetto e in ogni singolo duello all’interno dello scacchiere di gioco. In questo momento i 49ers sono semplicemente una squadra di football migliore.

644 caratteri sono bastati per analizzare la partita e il nostro recap potrebbe anche finire qui. Ci sforziamo però di andare un pochino più avanti e mi vorrei concentrare su due nomi dei 49ers, uno per reparto, che hanno fatto davvero la differenza. In attacco nessuno ha brillato più di altri, Garoppolo ha amministrato molto bene, protetto a meraviglia dalla linea, ha trovato vari ricevitori che hanno timbrato il cartellino. Uno forse non ha svettato come al solito ricevendo yards e touchdown ed è George Kittle. Mi voglio concentrare su di lui perché il suo nome lo abbiamo sentito poco, ma se l’attacco ha funzionato alla perfezione, senza strafare, è merito suo. Il TE, azzarderei il miglior TE in circolazione, si è buttato nelle retrovie del lavoro sporco giocando per i compagni. Ha puntellato la linea offensiva aggiungendo protezione quando Mike Zimmer ha invertito la propria pass rush. Una settimana fa, la mossa è servita per penetrare nella linea offensiva dei Saints, una delle migliori della lega e ha funzionato alla perfezione perché le guardie non sono abituate all’atleticità e nell’uno contro uno posso andare in sofferenza. Kyle Shanahan ha allora preparato il suo TE ha giocare da tackle in queste situazioni in modo da aiutare le guardie e il centro a non subire l’uno contro uno. Risultato praticamente perfetto con la difesa Vikings che mette a segno pochissime giocate. Meglio di così non si poteva perché in fondo siamo ai playoff e non si può lasciare a 0 ogni statistica degli avversari.

A questo punto è doveroso aprire una parentesi per il coach Shanahan visto che lo abbiamo chiamato in causa perché il turning point della partita è stato il drive che ha condotto i suoi sul 24-10. Un po’ perché ha aperto il divario in termini di punti, ma sopratutto perché è arrivato con un drive condotto praticamente da sole corse. Otto chiamate consecutive di corsa che hanno aiutato Jimmy G in difficoltà nel trovare punti e spazio per lanciare. Otto chiamate che hanno affrontato i Vikings sulla fisicità che loro stessi hanno messo in campo e li hanno battuti, ammazzando così il loro spirito. Otto chiamate da stratega. Cosa c’è di strano direte? Beh di strano c’è che proprio l’incapacità di chiamare giochi di corse efficaci è costata ad Atlanta la peggiore sconfitta della propria storia. Quello del Super Bowl, quando erano sopra 28-3 e non sono riusciti a far correre il cronometro, facendosi così recuperare dai Patriots. Una sconfitta da cui i Falcons ancora non si sono ripresi.

Che delle chiamate di corsa così efficaci escano da Shanahan sono l’esempio perfetto della sua capacità di imparare dagli errori, di non mollare mai. Dopo il più basso momento della sua carriera ha iniziato la nuova avventura in California con 9 sconfitte consecutive. E il secondo anno da coach lo ha visto con sole 4 w a dicembre. Peggio di così non poteva andare, ma San Francisco e Shanahan hanno resistito, si sono adattati e ora ne traggono i dividendi.

Ma non solo, vista la difficoltà del proprio qb Shanahan ha chiamato molte giocato con il rb in movimento. Un gioco di corse efficace abbiamo detto mille volte che obbliga le difese avversarie a schierarsi su tutto il campo e i 49ers hanno sfruttato questa situazione mettendo in movimento il running back a correre dal lato opposto rispetto al qb. Il risultato è che il LB al centro deve spostarsi a sua volta per seguire l’avversario e questo crea spazio al centro dove Garoppolo ha consegnato alcuni dei suoi lanci. Corti e senza troppa copertura, lanci affidabili.

Dopo una partita come questa dobbiamo alzare il cappello al coach e alla preparazione di questa partita.

Molte righe sopra ho fatto riferimento a due giocatori chiave, uno era Kittle l’altro è in difesa ma non è Sherman che ha annullato Thielen, non sono Bosa e Armstead costantemente su Cousins, non è nemmeno Dee Ford al rientro tra i titolari, ma è Fred Warner. La sua partita è stata spettacolare in termini di comando. Come per Kittle il suo nome non va a registro nelle statistiche, ma lo si è sentito comandare la propria difesa come un qb fa con il proprio attacco. Ogni volta che i Vikings cercavano di cambiare formazione all’ultimo, per provare a sorprendere una difesa ben schierata, Warner chiamava gli aggiustamenti. E se il suo nome non rimane nelle statistiche individuali, è però la chiara firma dietro le statistiche totali: 7 primi down concessi in TUTTA la partita. Commentare la sua partita a parole è difficile, sarrebbe più facile usare un’emoticon, quella del cervello che esplode.

Per Minnesota non ha funzionato niente e sono venute fuori tutte le fragilità di un attacco che dipende troppo dalle corse di Cook. I ricevitori, quando chiamati in causa non hanno inciso e Cousins non è riuscito a trovare soluzioni nuovi e improvvisate. Ma d’altronde non è il suo ruolo e non rientra tra le sue capacità, motivo per cui trovo ingiustificabili i milioni che riceve ogni anno, come già altre volte sottolineato su questo sito.

Bisogna però spezzare una lancia in suo favore perché ieri sembra proprio che non abbia mai avuto una vera possibilità di mettersi all’opera, soffocato dalla pass rush incredibile dei 49ers e dalla loro partita perfetta.

Se vogliamo trovare un punto problematico nei 49ers in vista della finale è proprio il suo qb. Garoppolo ha amministrato quello che doveva evitando di commettere (troppi) errori, ma non è mai sembrato al comando della squadra. Forse si è sentita la pressione della prima partita ai playoff in carriera, ma se la partite si faranno più equilibrate dovrà forse trovare qualcosa di più, ma è anche vero che con una difesa così, forse non serve nemmeno un qb stellare. Ci pensano gli altri a portare le W.

Sia che sia Rodgers, sia che sia Wilson la difesa dei 49ers dovrà affrontare un qb di diversa caratura e un attacco di diversa caratura. Lo spettacolo è assicurato fortuna nostra.

Post By Michele Comba (95 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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6 thoughts on “A San Francisco i Vikings scompaiono, i 49ers vanno al Championship

  1. Grazie per le sottigliezze tecniche che hai enunciato, Michele. Aiutano a far capire una volta di più quanto sia straordinario e di gran lunga il più bello questo sport. Garoppolo? Hai ragione, è sembrato il meno decisivo. Oltre hai due che segnali appropriatamente come hai spiegato, Bosa e Armstead incredibili anche per la carica che trasmettono non solo alla difesa ma proprio a tutti. Bosa specialmente sembra sempre stia facendo cose facilissime, ma quanta sostanza e quanta pressione sui QB. Dopo il crollo e relativa scomparsa dei Ravens i Niners sono i favoriti. Ma lo erano anche i Ravens, e di gran lunga. Vediamo come va, mi aspetto partite eccezionali. ciao a tutti

  2. Il mestiere del QB è dirigere le operazioni (tipo Bridgewater in contumacia-Brees o Brady durante tutta la sua carriera), non fare il clown.
    Onore a Tannehill a Garoppolo (e ai rispettivi head coach per aver organizzato due squadre poderose e senza difetti).

    • Se ti riferisci a jackson non capisco l accostamento al clow, non mi pare sia un attore o uno sbruffone…Tannehill sta avendo un buon momento ma se penso a quando giocava a miami … lamar è giovane e cmq sono 2 anni che arriva ai playoff…se a te non piace ok, ma fai paragoni del cavolo

  3. Non c’è molto da commentare su questa partita: è stato un massacro e basta. La pass rush dei 49 ers ha disintegrato la OL dei Vikings. Punto. Dato che il vecchio adagio NFL recita “le partite sono vinte in trincea”, c’è poco da aggiungere. Quattro quarti di calvario per la OL di Minnesota che oltre a subire in ogni modo ed a concedere sacks e pressures a profusione, non ha creato un solo mini buco per il buon Cook. No match davvero.
    Chiudo dicendo che il buon Tannehill lo conosco benissimo, da tifoso Dolphins quale sono da sempre: onore a Vrabel che ne ha capito i pregi (pochi) e li sfrutta a dovere. Se chiedi a Tannehill di lanciare e di creare opportunità col braccio allora vuoi suicidarti perché proprio non è il suo pane, non ha il carisma necessario e tanto meno il cuore e le capacità; se però gli chiedi di amministrare il gioco offensivo, dosando una buona dose di handoff a Henry in alternanza con qualche lancio ogni tanto allora può darti molto. E così stanno facendo i Titans che non hanno bisogno di grandi cose dal QB per muovere la palla (Mariota non riusciva nemmeno a gestire l’ordinaria amministrazione senza fare pasticci e senza infortunarsi a ripetizione). A Miami si è puntato su di lui come franchise Qb e quel ruolo per lui è sempre stato troppo sia per il suo carattere che per l’effettivo talento. Ma se deve essere parte di un ingranaggio già molto ben oliato come sono adesso i Titans può fare bene.

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