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Le ovvie “vittime” della naturale evoluzione del gioco sono proprio loro, gli inside linebacker: fino a qualche decennio fa ai giocatori in questione veniva chiesto prevalentemente di gettare il loro corpo nella mischia e sfruttare i gap aperti dalla defensive line per contrastare il running game avversario, mansione che impallidisce a fronte di quanto viene preteso da loro oggigiorno, in quanto oltre che ad agire spesso e volentieri come veri e propri coordinatori difensivi in campo, a questi signori viene spesso richiesto l’impossibile, ovvero riuscire a contenere fisicamente un tight end, correre passo a passo con un running back o neutralizzare lo slot receiver di turno. Come potete vedere, il tratto fondamentale, quello che assolutamente non può o non deve mancare, è la velocità e tutti e cinque i giocatori che andrò a menzionare sicuramente non soffrono di carenze sotto questo punto di vista: vediamo insieme chi sono i cinque migliori inside linebacker in vista del 2019.

5) Deion Jones, Atlanta Falcons

Partiamo immediatamente con un linebacker che grazie alla velocità è riuscito a guadagnare un rinnovo da 34 milioni di dollari garantiti: Deion Jones, quando in campo, è probabilmente il linebacker più atletico della lega.
Una serie di infortuni ha fin da subito compromesso il 2018 dell’ex LSU costringendolo a prendere parte a solamente sei delle sedici partite che costituiscono una stagione, ma siccome fortunatamente la memoria a questo punto della mia vita non è ancora un problema, posso spiegare la mia scelta facendo riferimento a quanto successo due stagioni fa: nel 2017 Jones si portò a casa uno sfavillante 91.7 di valutazione PFF in copertura, il miglior voto mai dato dal sito ad un linebacker con almeno 300 snap passati a contrastare il passing game. In grado di risultare efficace contro chiunque e soprattutto di avere un impatto sideline-to-sideline nel vero senso della parola, Jones dovrà dimostrarci di non aver smarrito nemmeno un’oncia del pazzesco atletismo che ha contribuito a renderlo il leader della difesa dei Falcons: senza di lui, fra gli altri, l’intero reparto boccheggia ed è tristemente in grado di imbarcare trenta-quaranta punti ad allacciata.

4) Jaylon Smith, Dallas Cowboys

Qualcuno si offenderà mortalmente a fronte della mia preferenza per Smith a scapito di Vander Esch, ma perdonatemi.
Ritenuto – ai tempi – da ogni analista come il miglior prospetto disponibile al già leggendario draft del 2016, solamente un terribile infortunio al ginocchio patito al Fiesta Bowl poteva farlo scivolare fuori dalla top five: da questa Top Five, tuttavia, non si muove. Da dove posso partire a parlarvi di uno dei linebacker più completi del gioco? Dalla sua completezza, per l’appunto.
Smith è una forza da non sottovalutare nel portare pressione al quarterback avversario – quattro sack e 17 pressioni nel 2018 – ed il suo 27.8% di vittoria nel pass rush lo posiziona al primo posto in questa speciale classifica fra off-ball linebacker; instancabile run defender in grado di martellare continuamente i gap, ciò in cui Smith spicca è senza dubbio la copertura sui passaggi: avrà sì concesso 48 ricezioni su 60 palloni indirizzati all’attaccante da lui marcato, ma tutto ciò che il running back o tight end di turno hanno ricavato da tali ricezioni sono 276 yards ed un touchdown, ovvero 5.75 yards a presa!
Concedere un solo touchdown su più di 500 snap trascorsi in copertura a giocatori sulla carta immensamente più atletici non dovrebbe essere possibile, eppure Smith nonostante abbia alle spalle uno dei peggiori infortuni possibili per un giocatore che deve portare a casa il pane grazie alla propria esplosività ed atletismo è riuscito non solo a tornare ai livelli fatti vedere al college, ma addirittura ad eccedere ogni più rosea aspettativa.

3) Darius Leonard, Indianapolis Colts

Chissà fra vent’anni in che modo parleremo del 2018 di Leonard: il primo anno di una leggendaria carriera o una splendida, incredibile meteora? In tutta sincerità non ho mai visto un’annata altrettanto statisticamente completa: 163 tackles – numero uno nella lega -, 7.0 sack – una follia per un giocatore nel suo ruolo -, 4 forced fumble, 2 di questi fumble recuperati e due intercetti. Non è concepibile che un giocatore, soprattutto un rookie, sia sempre nei pressi del pallone, sia sempre così coinvolto nel distruggere ogni qualsivoglia piano offensivo: la velocità sideline-to-sideline è quella di un safety, mentre il modo in cui atterra il malcapitato attaccante di turno mi ricorda da vicino quello di un linebacker vecchia scuola degli anni ’70-’80.
Ciò che più mi ha impressionato della sua sensazionale prima stagione è la capacità innata di diagnosticare la giocata, di mettersi sempre nella posizione perfetta per compiere la giocata decisiva: il suo impatto non è solo meramente statistico, in quanto la difesa di Indianapolis grazie principalmente alla sua leadership si è trasformata da una delle peggiori della lega in un reparto perlomeno rispettabile con un futuro roseo all’orizzonte.
Tutto questo grazie ad un Maniaco.

2) Luke Kuechly, Carolina Panthers

La distanza presente fra Kuechly ed il primo classificato è così minima che a volte si fatica a comprendere se la si stia guardando dal verso giusto: nonostante – apparentemente – lo scettro di miglior inside linebacker della NFL gli sia stato soffiato dall’ovvio numero uno, Kuechly rimane comunque un giocatore destinato ad una giacca d’oro principalmente grazie alla propria leadership, intelligenza ed encomiabile etica lavorativa.
Ciò che ha contribuito a rendere Kuechly uno dei migliori giocatori di questa generazione è senza dubbio la sua preparazione: come visto abbondantemente in All or Nothing, l’ex Boston College è tranquillamente in grado di passare ore in completa solitudine a studiare film, a cercare di carpire tendenze dall’attacco avversario, il tutto anche solo per mettere a segno una singola giocata in una partita, o per dirigere al meglio l’intero reparto difensivo.
Spendere troppe parole su un giocatore così consistente da almeno un intero lustro può risultare complicato, in quanto cadere nella banalità diventa pressoché inevitabile, ma nonostante i troppi traumi cranici patiti negli ultimi anni possiamo certamente dire che Kuechly rimane uno dei migliori giocatori della lega, indipendentemente dal ruolo.

1) Bobby Wagner, Seattle Seahawks

Non poteva essere altrimenti.
Non importa chi abbia davanti, Wagner sarà sempre e comunque in grado di correre con lui passo a passo grazie ad un’innata abilità nella copertura che ricorda da vicino quella dell’ex compagno Sherman e, soprattutto, di mettere a segno una giocata sul pallone: ora come ora lanciare l’ovale nei pressi del 54 dei Seahawks non è mai una buona idea.
Per un giocatore in campo praticamente sempre, non concedere nemmeno un touchdown in copertura è quasi irrealistico, eppure Wagner in un modo o nell’altro è riuscito anche in questa impresa: ancora più impressionante è invece il fatto che abbia concluso il 2018 con soli due missed tackles, numero incredibile per un giocatore sempre e comunque nei pressi del pallone.
Oltre che ad essere uno dei quattro giocatori ad aver guadagnato da subito il prestigioso 99 su Madden NFL 20, Wagner ha concluso la passata stagione con la più alta valutazione PFF fra i linebacker in ogni categoria significativa: primo per valutazione complessiva – 91.9 -, per difesa contro le corse – 91.8 – e, dulcis in fundo, per valutazione in copertura – 90.4 -, e ciò altro non serve che a ribadirci che al momento trovare un punto debole nel suo gioco è impossibile.
Destinato ad una tanto ovvia quanto meritata giacca d’oro, Wagner incarna alla perfezione ciò che un linebacker moderno dovrebbe essere e, nonostante l’implosione della Legion of Boom, se la difesa dei Seahawks è ancora anche solo lontanamente rispettabile, il merito va esclusivamente a lui.

Esclusi a malincuore

  • C.J. Mosley, New York Jets. Giustificare il faraonico contratto datogli dai Jets potrebbe essere difficile, però Mosley in cinque anni a Baltimore ha dimostrato abbondantemente di essere uno dei linebacker più efficaci e rispettati della NFL.
  • Joe Schobert, Cleveland Browns. Macchina da tackle da almeno un paio di stagioni, Schobert risulta estremamente competente sia sulla difesa contro le corse che contro i passaggi: la nuova difesa dei Browns ha in lui un condottiero valido e sempre sul pezzo.
  • Leighton Vander Esch, Dallas Cowboys. Non potevo – non volevo – mettere due Cowboys in questa graduatoria, pertanto rimando all’anno prossimo il suo inserimento nella Top Five.
  • Lavonte David, Tampa Bay Buccaneers. Sottovalutato a causa dei scarsi risultati di squadra, David è da tempo uno dei linebacker più atletici della lega: purtroppo, come già detto, emergere in una difesa così ripetutamente abusata è impossibile.

Post By Mattia Righetti (246 Posts)

Mattia, 23 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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