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Nessuna corretta definizione, univoca e onnicomprensiva, generalizzante e sufficientemente esaustiva. Il Fantasy Football è tanto, troppo talvolta, comunque indispensabile passatempo- passione- lavoro- gioco- mania di tanti di noi parte di quell’assemblea laica devota alla NFL.

Offseason, 6 lunghi ed interminabili mesi, febbraio – agosto, amore mio non ti conosco, nessuna cotta estiva, fedeltà coniugale, ma ahimè tornano ad accendersi le luci del palco, abbagli a fendere quei gridirons che brillerebbero di luce propria anyway tante sono le stelle a calpestarlo.

Offseason, 6 mesi, ancora, da riempire con film, videogames, statistiche, analisi, storie, gossip che nemmeno fossimo a Beautiful.

Ah, l’NFL, il miglior film ancora tutto da scrivere. A tal proposito amo ricordare un passaggio di quel capolavoro scritto da Roberto Gotta, Football & Texas, dove riprende una fase ricorrente negli ambienti della Lega: non basterebbero tutti i produttori di Hollywood a scrivere il copione della NFL.

Amen, di tutto ciò ci nutriamo. Di tutto ciò non ne abbiamo mai abbastanza.

Preambolo lungo, introduzione doverosa, passaggio melodrammatico per tornare al punto di partenza: il fantasy football è la quintessenza della Lega della palla ovale. Un composto di tutto, un amalgama che vive di ogni suo componente.

Regole semplici, bonus e malus a premiare o gravare sulla squadra in oggetto, in base ai giocatori disposti in campo che, a formare il team, servono un quarterback, due running backs, due ricevitori, un tight end, una figura ambigua ma importantissima chiamata flex e la difesa. 6 in panchina. Ah si, il kicker. Povero kicker.

Si, non mi venite fuori con la storia del Fantacalcio che proprio no. Non ci sta. Il Draft dei giocatori – a cui si arriva dopo un lungo e studiato, provato e riprovato, percorso di mocks– può essere snake (testa-coda/coda-testa) oppure auction, asta.

Varie modalità: standard, ppr*, half ppr**, 2 QBs e pure quella “ognuno si fa la sua”.

Pronti-partenza-via. Altrimenti non ne usciamo più di qui, sono prolisso ma è il mio love for the game a guidarmi, ispirarmi, comandare le mie mani.

Basta, focus, sono stato chiamato a dire la mia sui migliori “acquisti” per ruolo e ciò devo fare.

Nuovamente – dai che è la volta buona- pronti-partenza-via.

ATTENZIONE, warning: c’è chi fa i soldi – in USA- con queste cose qui. Io ho semplicemente la voglia di divulgare e trasmettere questa mia passione a tutti quelli che vorranno leggere, ascoltare e raccogliere.

Come in ogni gioco, la strategia ha un ruolo fondamentale e le regole base da seguire sono le seguenti:

  1. Non seguire il consenso generale. L’ADP (average draft position) che trovate su molti siti ha valenza tendente allo 0 poichè è risultante del consenso generale stesso.
  2. Osservare tutti i movimenti della offseason: non solo le trade tra giocatori, importanti sono anche i cambi a livello di coaching staff
  3. Statistiche, Statistiche, Statistiche
  4. Non farsi abbagliare dalla luce emessa dai nomi di rilevo. Esempio: Brady è il migliore mai esistito, GOAT, ma al fantasy è meglio draftiate me
  5. Chi chiamare prima? Ecco, i primi 4 round dedicateli a running backs e wide receivers. Direi anche i primi 5. Non cedete alla tentazione del quarterback prima del 6°- ma di questo parleremo nel paragrafo dedicato ai capitani d’attacco. Chi chiamare alla fine? Difese tra il 12° e 13° giro, kickers tra il 14° e il 15°.

Cinque, 5, regole basilari che vi saranno di fondamentale aiuto, vedrete.

QUARTERBACKS: preso atto della stagione – monster- passata, Patrick Mahomes è il favorito ad essere la prima scelta del gruppo. In numerosi mocks rimbalza tra la 3a e la 5a chiamata. Gli altri lanciatori sono più staccati ad eccezione fatta per Luck e Rodgers.

Il mio consiglio è tenere il colpo in canna per un po’, guardarsi in torno, e verso il 6° o 7° round tirare il grilletto: da quelle parti trovate gente come Matt Ryan – una garanzia nel fantasy- Baker Mayfield – la mia previsione è che quest anno se la giocherà per l’MVP– e Drew Brees.

Consiglio per l’acquisto: Matt Ryan al sesto giro.

La sorpresa: c’è un hype crescente attorno a Kyler Murray– prima scelta assoluta al Draft. Gli schemi d’attacco del nuovo coach dei Cardinals paiono impostati verso una grande mole di lanci e la versatilità del giovane quarterback potrebbero far di lui l’asso nella manica in molte leagues.

RUNNING BACKS: le mie prime due scelte ricadranno in questo comparto. Prestando un minimo di attenzione e capacità strategica qui si rischia di fare il colpaccio. E vi faccio un esempio semplice: se siamo selezionati come quarti a chiamare – tra il primo e il secondo giro- potremmo portarci a casa un tandem come KamaraChubb. Sento già il sapore della vittoria…

Tornando all’analisi, la prima scelta – forse assoluta- di questo fantasy draft 2019 pare essere indirizzata verso Saquon Barkley, talentuoso workhorse di casa Giants, l’unico capace di brillare nella Grande Mela durante un buio 2018.

Tutto ha un senso, anche il preambolo iniziale: il gossip è fondamentale. Todd Gurley, fenomeno di casa Rams, dominatore assoluto della compagine “di corsa” nel 2018 sta sprofondando nelle retrovie – ADP 2.05. Troppi i detto-non detto in riguardo alla presunta artrite al ginocchio che pare essere profondamente limitante.

Consiglio per l’acquisto: se avete la fortuna di essere tra i primi quattro della vostra lega a chiamare non fatevi scappare Alvin Kamara. Il runningback di New Orleans ha un outlook più che positivo dove incidono, oltre alle indubbie qualità atletiche, anche la partenza di Mark Ingram verso Baltimora. Come diceva Dan Peterson, per me numero 1.

La sorpresa: tendenzialmente ce ne potrebbero essere un’infinità ma essendo chiamato a scegliere dico Damien Williams. Le vicissitudini – extrasportive – di Kareem Hunt ora ai Browns e Tyreek Hill – probabile sospensione- proiettano il runningback classe 1992 in un ruolo di primo piano dalle parti dell’Arrowhead Stadium. Chiamarlo in un secondo giro può essere una mossa che rischia di pagare alto.

WIDE RECEIVERS: ma perchè gli MVP vengono vinti solamente da i quarterbacks o, raramente, dai running backs? I ricevitori, atleti fenomenali dalle capacità funamboliche con mani magiche e vista supereroica, sono la categoria forse più sottovalutata nella NFL. E c’è da dire che è dalle loro parti che passa – a grandi quantità- lo spettacolo che tutti noi ammiriamo. E c’è da aggiungere che è ancora dalle loro parti che arrivano le giocate che andranno ad incidere sul risultato. Misteri.

Quest anno il Tier1, l’elitè, è un club ristretto che appartiene ad un binomio: Davante Adams – Green Bay Packers– e DeAndre Hopkins – Houston Texans.

Faccio il bastiancontrario del caso e dico no ad entrambe. Non valgono un primo giro. O meglio – sia chiaro e scritto a grandi lettere- lo meritano ma il prezzo è troppo alto. Rischiare un ticket (primo e secondo giro) di running backs e accalappiarsi un Keenan AllenChargers– o un Amari CooperDallas Cowboys– pare essere una proposta più allettante. O un Julio JonesFalcons– da mettere vicino ad un corridore di rilevo con una chiamata al secondo round? Io direi di si.

Consiglio per l’acquisto: l’analisi costo beneficio – non prendete tutto seriamente per l’amor di Dio- mi porta a scegliere Mike Evans probabilmente disponibile in un secondo giro. Il maestoso- scherzo della natura per alcuni- ricevitore di Tampa Bay trarrà sicuro, certo, sottoscrivibile, – ve lo certifico- vantaggio dall’arrivo di coach Bruce Arians sulla panchina dei Buccaneers. Non sarà un caso il fatto che finirà nella Top 5 tra i ricevitori del 2019.

La sorpresa: Robby Anderson sarà la sorpresa con la S maiuscola di questa stagione 2019. Il ricevitore dei Jets, atleta di comprovate doti, affronterà un nuovo – seppur ben conosciuto- ambiente in casa biancoverde. L’arrivo di Adam Gase e la sua dose di lanci nello slot si accompagneranno bene con l’arrivo di Le’Veon Bell. Le conosciute abilità del running back numero 26 di vincere i duelli one-to-one spingeranno le difese avversarie a blitzare con maggior frequenza liberando maggiori spazi in profondità dove Anderson – la cui chimica con Sam Darnold ha già avuto modo di essere provata e, ora, migliorata- sa essere devastante.

TIGHT END: se volete seguire il genio – dai, si scherza- non sprecate una chiamata prima del settimo, ottavo giro.

No, no, così non va bene. Rifacciamo.

Allora, dipende da quello che volete. O da quello che il vostro cervello vi dice, le vostre sensazioni vi trasmettono. Volete rischiare un tutto per tutto e prendere un tight end al secondo giro? Fatelo, ma solo se questo è Travis Kelce, Kansas City, che in aggregato lo scorso anno ha finito 7° tra i ricevitori.

Siete più prudenti? Bene, allora val la pena aspettare il momento giusto tra il 5° e l’8° giro per sparare il colpo. Tutta strategia qui. Dipende quali sono le aspettative e qui, per essere chiaro, viene a manifestarsi una delle scelte più complicate e rischiose. E’ la natura stessa del ruolo a comportarle.

Prima del consiglio, Zach ErtzEagles– non vale un terzo giro, George Kittle 49ers– forse si. Ma il “costo” è troppo elevato.

Consiglio per l’acquisto: amo OJ HowardTampa Bay Bucs– al 5° giro ma sono certo che David NjokuBrowns– con una chiamata più ritardata sia il Big Deal della stagione. La scorsa stagione, la sua migliore, gli ha permesso di creare una buona sintonia con Baker Mayfield, portandolo a piazzarsi nella top 10. L’unica incognita alla probabile esplosione – che in italiano suona male ma breakout in inglese rende meglio- è l’abbondanza di target presenti a Cleveland.

La sorpresa: Hunter Henry, Los Angeles Chargers, ha saltato tutta la stagione scorsa. Quando in campo è uno tra i target preferiti di Philip Rivers specialmente nei 3rd downs e in endzone. Saprà regalare emozioni. Anche se, forse, ha un “costo” eccessivo- ADP 6.02

FLEX: posizione importante, fondamentale, rischiatutto, jolly, matta o asso nella manica. Il valore intrinseco dipende anche e soprattutto dalle modalità della lega in cui si gioca. Se PPR – points per reception- il fatto che questa posizione appartenga ad un running back o ad un ricevitore può incidere molto. Esempio: se utilizziamo – preso atto del sistema di gioco dei PatriotsJulian Edelman come Flex, il suo valore può essere maggiore di quello di un running back utilizzato solo in endzone. Intesi? No? Allora, numericamente, se Edelman ha sei ricezioni per 50 yards (6+5) totalizzerà 11 punti che rapportati – magari- a quelli di un Mark Ingram qualunque (1 TD e 30 yards guadagnate, per un totale di 9 punti) saranno sicuramente più vantaggiosi.

Ok? Ok!

Comunque, qui si va a sensazioni. O si aggiusta il tiro di settimana in settimana. La posizione flex ce l’hai già in casa e devi solo capire qual’è il momento giusto per usarla.

DEFENSE: gli attacchi fanno vendere i biglietti ma le difese fanno vincere le partite. E’ un mantra vecchio come Matusalemme, dai. Comunque, momento idoneo per la chiamata? 8°-10° giro se si punta al top o 11°-13° se si vuol rischiare il boom or bust.

Consiglio per l’acquisto: all’ottavo giro avrete già – ipotesi realistica e basilare- 3 RBs, 2 WRs, 1 QB, 1 TE e quindi è il momento di spingere per provare a prendere il top, ovvero, Chicago.

Alt, questo secondo il consenso generale.

Io? Io vi dico di aspettare, sornioni, provate ad acciuffare Houston o Denver tra il 13° e il 14° giro. Pagheranno bene.

La sorpresa: rischierei di prendere un kicker prima di una difesa solo per quella dei Buffalo Bills. Sibillino.

KICKERS: devo proprio? Ok. 15esimo, massimo, 14esimo giro non prima. Non preoccupatevi, riuscirete a prendere elementi buoni e fatto salvo i soliti noti – Zurlein, Tucker e Fairbairn– punterei sul cecchino nostrano, Giorgio Tavecchio.

E’ giunto il momento – per ora- di salutarci!

Non prendete il fantasy football alla leggera, è un gioco – certo- ma non un semplice gioco.

Aneddoto di chiusura. La Challenger, Gray & Christmas – società di consulenza di Chicago – ha stimato la perdita di produttività pari a 17 miliardi di dollari per le aziende i cui i dipendenti sono occupati nel fantasy football. I ricavi annui della NFL oscillano tra i 13 e i 15 miliardi annui.

Costoso passatempo? Fermi. Fermi.

I fantaallenatori oscillano tra i 58 e i 75 milioni – dato USA – annui. Tenendo conto che la loro spesa media annuale per riviste, manuali, iscrizioni a leghe o siti specializzati si aggira attorno ai 550 dollari, ciò che viene pompato nell’economia generale è – stima realistica- pari a 32 miliardi di dollari. Quasi il doppio del danno causato dalla perdita di produttività.

Dio benedica l’America.

 

*ppr: points per reception, in parole semplici oltre a i punti guadagnati con le yards al giocatore viene aggiudicato un punto per la semplice ricezione. Indicativamente uno slot receiver – Edelman- è un ottimo acquisto in una lega del genere.

**half ppr: come sopra ma invece che un punto, alla ricezione è assegnato mezzo.

 

 

 

Post By Carlo Alberto Mattiussi (16 Posts)

Usi, costumi, storie, miti e leggende, sportivi e non, della terra di Dio, l'America. Che per me fa rima con Libertà. Così come Dio fa rima con Amore. Mi definisco uno storyteller, amo più le emozioni che le azioni, gestisco un profilo Instagram dedicato al Fantasy Football, @afantasyfootballgenius Si, lo so, pecco di umiltà.

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One thought on “Fantasy Football, consigli appassionati per il 2019

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