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Diventa dura portare avanti una rubrica nel momento in cui le notizie più ghiotte riguardano per la quasi totalità ritiri, ma arrivati a questo punto non ha assolutamente alcun senso fermarsi, in quanto gradualmente ogni roster sta assumendo una forma che verrà poi ridefinita al draft, l’evento che fra poco più di un mese ci darà il primo vero assaggio di NFL: pertanto, per non arrivare alla grande notte di fine aprile impreparati, vi conviene non perdervi nemmeno un episodio di Eligibles, anche se pensandoci con più lucidità, con una semplice scrollatina su Twitter potreste ricavare altrettante informazioni impiegandoci un centesimo del tempo che ci mettereste a leggere tali notizie in queste confuse righe.

1) Un ritiro sottovalutato

Mi piace passare del tempo su Wikipedia a spulciare fra le statistiche ed i riconoscimenti individuali di vari giocatori e questa settimana, dopo il ritiro di Jordy Nelson, una breve incursione sulla sua pagina era assolutamente d’obbligo: con sdegno ho notato che il numero 87 dei Packers è stato convocato ad un solo Pro Bowl, nel 2014, anno in cui ricevette per più di 1500 yards e dieci touchdown. In dieci stagioni Nelson è andato sopra quota mille yards in “sole” quattro occasioni, ma in questo sfavillante poker ha in media ricevuto per quasi 1350 yards e 12.5 touchdown: questi sono numeri da All-Pro, cari lettori.
Ciò che probabilmente ha reso possibile questo abominio è la consistenza del giocatore e la calma della persona in questione, poiché Nelson non è mai stato al centro di scandali, dispute contrattuali o comportamenti sopra le righe: Nelson era semplicemente un vero professionista che avrà modo di trovare il riconoscimento che merita all’interno di quella struttura Packers con la quale nel 2010 arrivò sul tetto del mondo.

2) Un altro ritiro eccellente

Sette convocazioni al Pro Bowl, nove volte inserito in un Team All-Pro e maglia da titolare nella squadra ideale dello scorso decennio: sto sicuramente parlando di un Hall of Famer, no?
No, sto parlando di Shane Lechler, senza ombra di dubbio il miglior punter della nostra generazione: dopo essere stato messo alla porta da Houston lo scorso agosto, Lechler ha pazientemente aspettato una chiamata, non arrivata, per tutta la scorsa stagione fino ad arrivare a convenire che fosse meglio appendere gli scarpini al chiodo.
Troverà un posto a Canton? Molto difficile, in quanto nella storia NFL l’unico punter ad indossare una giacca dorata è il leggendario Ray Guy, il cui palmares ad onor del vero è decisamente simile a quello del buon Shane: l’unica differenza, però, risiede nel numero di Super Bowl vinti, in quanto il tre a zero in favore di Guy ci fa intendere che molto probabilmente, quando arriverà il momento di discutere il suo caso per Canton, i vari votanti punteranno il dito contro tale mancanza. Agli occhi della nostra redazione, però, Lechler è sicuramente un Hall of Famer: magra consolazione, ma comunque consolazione!

3) Prima o poi doveva succedere

Non che Jordan Howard non piacesse a Matt Nagy, anzi, è che proprio il suo modo di giocare non si adattava all’idea di football predicata dal Coach of the Year, che ha preferito affidare le chiavi del backfield al meno fisico ma decisamente più dinamico e duttile Tarik Cohen: le voci che ci raccontavano di Chicago alla disperata ricerca di un partner per finalizzare una trade più che annunciata si sono trasformate in realtà la scorsa settimana, quando Howard è stato spedito a Philadelphia in cambio di una scelta al sesto giro che però potrebbe trasformarsi in una al quinto a patto che succedano cose di cui francamente non sono a conoscenza. Howard si inserirà in uno dei backfield più popolosi dell’intera NFL -Smallwood, Clement, Sproles e Adams vorranno tutti la loro parte- con però una concreta possibilità di diventarne il leader viste le caratteristiche tecniche e lo schema di Philadelphia.

4) Iperattività

Non c’è che dire, gli Oakland Raiders si stanno indubbiamente rivelando essere fra i più grandi protagonisti di questa offseason e posso addirittura arrivare a dirvi che quest’anno Eligibles senza un punto dedicato ai Raiders non sarebbe Eligibles: apparentemente sempre con le mani in pasta, Mayock e Gruden zitti zitti si sono garantiti le prestazioni di due giocatori che al momento sembrano destinati ad una pressoché indiscussa maglia da titolare, ovverosia il runningback Isaiah Crowell ed il middle linebacker Brandon Marshall. Considerata l’incertezza attorno al futuro di Lynch, garantirsi un halfback in grado di gestire senza problemi carichi di lavoro fra le 15 e 20 portate ad allacciata rientra senza dubbio nella categoria “buon affare”, anche se personalmente sono più intrigato dall’acquisizione di Marshall, in quanto prima di tutto si sono garantiti un buonissimo linebacker che eccelle nella sempre più importante difesa sui lanci e, fatto non marginale, un veterano in grado di dare un po’ di stabilità ad un reparto ricolmo di incertezze e scommesse.

5) Pesce d’aprile?

Guardate cos’ha combinato Sean McVay a Kliff Kingsbury, nuovo allenatore di quegli Arizona Cardinals che incroceranno due volte a stagione i campioni in carica NFC: visto da tutti come “il nuovo McVay” -anche se ogni allenatore bianco sotto i quaranta viene definito così-, Kingsbury è stato vittima di questo scherzo da parte del “mentore”.

Lascio decidere a voi se ciò faccia ridere o meno.

6) Pesce d’aprile parte due

Poteva l’MVP dell’Internet, Tom Brady, non partecipare alla festa creata per veri burloni come lui?
Non diciamo fesserie!

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Tom Brady has joined Twitter … on April 1st 🧐

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Potevi simularla un po’ meglio però, caro Tom.

7) Un po’ di giustizia, finalmente

Per motivi sconosciuti ai più, C.J. Anderson prima non è stato rinnovato dai Rams e poi, ancora più assurdo, ha passato un mese senza praticamente ricevere telefonate o offerte: considerando il suo curriculum di tutto rispetto e la brillantezza mostrata lo scorso dicembre a Los Angeles, era impossibile trovare una spiegazione razionale al perché un giocatore del genere fosse ancora disoccupato.
Accortisi dell’opportunità, i Detroit Lions non ci hanno pensato due volte e lo hanno messo sotto contratto per il prossimo anno, anno in cui con ogni probabilità farà da gregario al promettente Kerryon Johnson, andando probabilmente a rubargli portate nei pressi della goal line: siamo appena ad aprile, non ha senso iniziare a ragionare in termini di fantasy football ora… vero?

8) È stato… bello?

Con una sana dose di dispiacere e con assolutamente la benché minima sorpresa, la AAF ha ufficialmente chiuso i battenti: considerando che tale rischio si era presentato già dopo il primo weekend di gioco, è quasi un miracolo che tale campionato sia riuscito a trascinarsi fino ad inizio aprile, o se volete vederla in senso contrario, fino a meno di un mese dalla finale. Non discuterò qua le motivazioni economiche e le cifre che hanno portato al patatrac, mi limiterò a fornire quella che credo essere la spiegazione più ovvia ed appropriata dietro tale fallimento: a nessuno interessa veder giocare una squadra condotta da un quarterback fuori dalla NFL da un paio di stagioni, protetto da una linea d’attacco assolutamente non in grado e circondato da skills player che ad ogni drop ci ricordano perché non siano riusciti a trovare spazio in National Football League.
Senza stelle ed appeal come si può vendere un prodotto del genere?

9) Huncho Game 2019

Come lo scorso anno, Quavo -membro dei fantastici Migos- ha organizzato per il proprio compleanno una partitella di football con amici, colleghi e superstar NFL varie: fra gli invitati troviamo Ric Flair, Saquon Barkley, Alvin Kamara, Von Miller, Julio Jones, Nosh Norman ed Eric Reid.

An sì, c’era pure Colin Kaepernick: nemmeno noi ci dimentichiamo di lui.

10) Nuggets!

Duke Johnson, uno fra i migliori runningback sul terzo down della lega, ha chiesto al front office di Cleveland di essere ceduto a qualsiasi altra squadra abbia un posto per lui: con Hunt e Chubb probabilmente Johnson non avrebbe visto molto il campo. Interessante scambio fra Browns e Chiefs, che hanno finalizzato una trade che porterà Emmanuel Ogbah a Kansas City e Eric Murray a Cleveland, dove probabilmente avrà l’opportunità di contendersi una maglia da titolare visto il buco creatosi con la cessione di Peppers. Gli insaziabili Raiders hanno messo sotto contratto Luke Willson, ex Lions e Seahawks che molto probabilmente spenderà la maggior parte dei propri snaps a bloccare per il runningback di turno.

 

Post By Mattia Righetti (268 Posts)

Mattia, 23 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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