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Dopo aver trascorso giorni ad aggiornare ossessivamente la mia timeline di Twitter per non perdermi nemmeno il più irrilevante dei trasferimenti, finalmente sono tornato a trattare Twitter per quello che è, ovvero un’apprezzabile fonte secondaria di meme: come già detto sette giorni fa, la prima ondata di free agency è ufficialmente terminata ed ovviamente tutti i free agent più succosi ed ambiti hanno già trovato la loro nuova casa.
In queste settimane, però, i protagonisti saranno tutti i vari veterani tagliati in nome dello spazio salariale: una vera contender, spesso e volentieri, è in grado di aggiungere una o due pedine fondamentali alla rotazione proprio in questa particolare finestra temporale, pertanto di motivi per mantenere alto il livello d’attenzione sicuramente non ne mancano.

1) Welcome home, Clay!

Se negli ultimi due anni abbiamo imparato qualcosa dai Rams di McVay è che i pass rusher a roster non sono mai abbastanza: dopo aver garantito ben dodici milioni di dollari al promettente ma mai esploso Dante Fowler, L.A. ha messo sotto contratto per i prossimi due anni Clay Matthews, giocatore chiaramente in declino ma che, a mio avviso, nel contesto giusto potrebbe ritrovare -parzialmente- la produttività dei giorni migliori.
Leader all-time in sack dei Green Bay Packers, Matthews non è mai stato in grado di raggiungere la doppia cifra dall’oramai sempre più lontano 2014: infortuni, repentini e continui cambi di ruolo sono indubbiamente stati fattori decisivi dietro tale calo di produttività, in quanto nelle ultime stagioni è stato spesso schierato come inside linebacker, posizione dalla quale generare pressione è alquanto complicato.
Che il ritorno alla città natale lo possa aiutare a ritrovare lo smalto dei giorni migliori e di chiudere la propria carriera con un ultimo, clamoroso botto?

2) La mossa dell’anno?

Ho difeso a spada tratta la pazienza e lucidità degli Indianapolis Colts, finora sornioni ed apparentemente disinteressati a qualsiasi free agent nonostante una disponibilità salariale senza pari: tutto ciò è cambiato, in quanto Chirs Ballard ha appena messo a segno un colpo che a fine della prossima stagione potrebbe rivelarsi decisivo.
Ma cosa ha fatto? Niente, se non mettere sotto contratto Justin Houston, a mio avviso il miglior pass rusher “disponibile” -è stato tagliato da Kansas City giusto qualche settimana fa-, per i prossimi due anni: se la salute sarà dalla sua -non è stato in grado di giocare tutte e sedici le partite di una stagione dal 2014- Indianapolis potrebbe aver trovato un pass rusher estremamente produttivo ad un prezzo pressoché ridicolo, in quanto dodici milioni a stagione per un giocatore del suo calibro possono essere visti come vera e propria truffa. Attenti a questi Colts, che da un anno a questa parte non stanno sbagliando assolutamente nulla.

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Welcome to Indy, Justin Houston!

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3) Un altro long-time Packers andato

Offseason veramente atipica quella dei Green Bay Packers, che prima hanno aggredito l’apertura della free agency con una grinta mai vista con Thompson general manager e poi, per decongestionare il proprio spazio salariale, hanno lasciato andare un paio di veterani amati da Rodgers, tifosi e città come Clay Matthews e Randall Cobb.
Cobb, reduce da almeno tre annate consecutive sottotono, si è accasato ai Dallas Cowboys dove di fatto andrà a sostituire Cole Beasley nella slot: buona mossa quella dei Cowboys che lo hanno messo sotto contratto esclusivamente per la prossima stagione al relativamente basso prezzo di cinque milioni di dollari. Non sarà sicuramente l’opzione numero uno, ma poter contare su un veterano del genere potrebbe aiutare Dallas non solo in campo, ma pure nello spogliatoio.

4) Boh?!

Proseguono imperterriti gli esperimenti folli del duo Gruden-Mayock, che dopo averci stupito a suon di trade e contratti a mio avviso non molto ragionati, hanno aggiunto al proprio roster l’ex Bengals Vontaze Burfict: indiscutibilmente l’ombra del giocatore di qualche anno fa, viene da chiedersi come mai Mayock sia andato ad inserire, in uno spogliatoio già potenzialmente elettrico, un elemento che negli ultimi anni ha fatto più parlare per le proprie scorrettezze che per l’abilità nel dirigere la difesa.
Ah sì, vale la pena ricordare che Burfict si cambierà nello stesso spogliatoio di Antonio Brown: quello stesso Antonio Brown che qualche stagione fa, ai playoff, provò a decapitare.

5) Un ritiro leggermente meno illustre

Negli stessi istanti in cui il mondo NFL metabolizzava l’annuncio di Gronk, Jeremy Maclin -ex scelta al primo giro del draft- ha salutato il mondo NFL durante il baby shower della compagna: buonissima carriera la sua, culminata in una convocazione al Pro Bowl nel 2014, anno in cui con Foles a passargli l’ovale a Philadelphia riuscì a guadagnare più di 1300 yards ed a trovare i sei punti in ben dieci occasioni.

6) Finalmente, New Orleans!

L’addio di Jimmy Graham nel marzo 2015 ha creato un vuoto che il front office di New Orleans non è neanche lontanamente riuscito a colmare in tutte queste stagioni: varie combinazioni fra Hill, Watson, Fleener e chi più ne ha più ne metta hanno di fatto privato il leggendario Brees di un affidabile go-to-target in red zone e, soprattutto, sul terzo down.
Certo, l’esplosione di Michael Thomas ha gradevolmente sopperito a tale perdita, ma considerata la predilezione del numero nove per gli interpreti della posizione, non garantirgli perlomeno una opzione da top ten mi è sempre sembrato folle: ciò è cambiato pochissimi giorni fa, in quanto New Orleans ha messo sotto contratto per i prossimi due anni Jared Cook, giocatore che negli ultimi anni sembra aver finalmente trovato la quadratura del cerchio e silenziosamente si è affermato come uno dei più affidabili tight end di tutta la lega.

7) Finalmente…

A quanto pare per rendere le chiamate di pass interference reviewable era necessaria la peggior scelta arbitrale del ventunesimo secolo e, di conseguenza, l’odioso boicottaggio del Super Bowl da parte di un’intera città: la prossima stagione passerà alla storia come la prima in cui agli allenatori sarà permesso lanciare la bandiera rossa del challenge in caso di chiamata, o non chiamata, di pass interference.
Inoltre, agli arbitri, durante gli ultimi due minuti di entrambe le metà di gioco, potranno valutare con l’aiuto del replay i casi limite di pass interference: meglio tardi che mai, anche se molto probabilmente all’intero mondo Saints di ciò importerà poco, in quanto preferirebbero un pass che li porti direttamente al prossimo Super Bowl!

8) Io credo, risorgerò…

Ereck Flowers è uno dei più grandi bust dell’ultimo decennio, non c’è che dire: tante volte chiamiamo “bust” un giocatore che non è riuscito a rispettare le enormi aspettative riposte su di lui, non un giocatore che per anni è stato assolutamente deleterio alla propria squadra concedendo infiniti sack ai pass rusher avversari dando sempre l’impressione di trovarsi in crisi ed in profonda apprensione.
Dopo essere stato -finalmente- scaricato dai Giants lo scorso ottobre, Flowers è stato raccattato dai Jaguars che, assolutamente non impressionati dalla sua predisposizione naturale alla catastrofe, lo hanno altrettanto velocemente messo alla porta: la sua nuova -e forse ultima- fermata sono i Washington Redskins, squadra che negli ultimi anni ha avuto gravissimi problemi di profondità alla linea d’attacco e che, in caso di ulteriori disastri, potrebbe passare alla storia come l’ultima franchigia ad aver “investito” su di lui.

9) Beef?

Antonio Brown, a quanto pare, ha ancora qualche macigno nella scarpa da togliersi: l’ultima vittima della sua “strage dialettica” è JuJu Smith-Schuster, ex compagno di reparto nonché causa di infinite gelosie.
Vediamo insieme cos’è accaduto.

A questo tweet del simpatico ricevitore di Pittsburgh, il nuovo lunatico giocatore dei Raiders ha risposto con:

JuJu, non ti curar di loro ma guarda e passa: non ne vale la pena.

10) Nuggets!

Scrubs mi ha insegnato l’importanza di avere un buon mentore, ed a quanto pare la lezione è servita pure a Baltimore, che ha rinnovato per i prossimi due anni RGIII, personalità veramente importante per lo sviluppo professionale di Lamar Jackson; buonissima mossa dei Panthers, che per sopperire alla mancanza di pass rusher hanno messo sotto contratto Bruce Irvin. Segnalo altri movimenti riguardanti backup quarterback: i Buccaneers si sono garantiti Blaine Gabbert, mentre gli Oakland Raiders hanno aggiunto alla rotazione Landry Jones, ex backup di Big Ben Roethlisberger.

Post By Mattia Righetti (226 Posts)

Mattia, 23 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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One thought on “Eligibles, seconda settimana: affari, storie e curiosità dalla free agency

  1. Spero non si debba dover rimpiangere Jared Cook,ottimo (o quasi) negli anni disputati ad Oakland.

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