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Siamo tornati, per il terzo anno consecutivo, a tentare di soddisfare la vostra voglia di football americano parlando di free agency, il regno della speculazione e del “secondo me”: la vostra primavera pure nel 2019 sarà animata da Eligibles, rubrica nata più in risposta ad una terribile crisi d’astinenza che altro, il quale unico scopo è offrirvi quanto più football possibile in un periodo dell’anno in cui tutto ciò per cui possiamo esaltarci si limita ad essere una firma, non un lancio no-look o uno stiff arm da violazione della convenzione di Ginevra.
L’intenzione era quella di iniziare, come ogni anno, dal giovedì e da lì in poi confermare il giovedì come giorno prediletto, ma visti gli assurdi colpi già -a 99,99%- pressoché ufficiali, non mi sarebbe stato possibile inserire così tanto materiale in un solo articolo: questo è un episodio bonus, se volete chiamarlo così, in quanto dalla settimana prossima Eligibles tornerà sempre e solo il giovedì, anche se non escludo, visto che la free agency deve ancora iniziare ufficialmente, di inserirci qualcosina nel mezzo.
Dieci storie, anche se questa settimana dovranno essere per ovvi motivi un po’ di più, dieci o più protagonisti: bentornati cari lettori.
Che ne dite, partiamo?

1) Cleveland non scherza più

Wow, cos’hanno fatto i Cleveland Browns?
Questa notte Cleveland e New York hanno trovato un accordo per Odell Beckham Jr., giocatore di cui evidentemente il front office di New York non ne poteva più, spedito a Cleveland a giocare con il miglior amico Landry: New York riceverà la diciassettesima scelta all’imminente draft, una chiamata al terzo giro ed il buon Jabril Peppers, ex scelta al primo giro del vecchio regime. Dorsey a questo punto sta mettendo insieme uno degli anni più sensazionali mai visti da un GM, in quanto non solo è riuscito a ribaltare immediatamente le sorti di una squadra presa in mano sullo 0-16 portandola sul 7-8-1, sta pure riuscendo a restituire genuino entusiasmo ad una città vittima di decenni di incompetenza: il parco dei ricevitori dei Browns ora recita Beckham, Landry, Callaway, Higgins e Njoku.
E considerando i già netti miglioramenti difensivi… pazzesco.

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Reunited! 😁 📷: Vincent Carchietta/USAT

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2) Se non puoi batterli, imitali

Già l’anno scorso avevamo avuto modo di intendere che il piano A di Matt Patricia ai Detroit Lions fosse quello di imitare in tutto e per tutto i New England Patriots: il verbo “imitare” in questo caso non rende giustizia all’opera di Patricia, in quanto più che imitare la squadra del maestro Belichick, sta proprio tentando di ricrearla a Detroit strappando all’Incappucciato quanti più giocatori possibile. Dopo aver messo sotto contratto per la prossima stagione Danny Amendola -4.5 milioni di dollari-, Patricia si è garantito pure uno dei prezzi più pregiati dell’intera sessione, ovverosia Trey Flowers, pass rusher che vestirà la maglia dei Lions per le prossime cinque stagioni e che percepirà una cifra intorno ai 18 milioni di dollari a stagione, ma non è finita qui: Detroit ha ricoperto d’oro Justin Coleman, cornerback utilizzato principalmente nella slot, con un quadriennale da 36 milioni e si è garantita un buon blocking tight end -nonché una costante minaccia in red zone- in Jesse James, famoso per la ricezione annullata proprio contro i Patriots.
Il primo anno è stato un disastro, che il secondo sia un po’ meglio per Patricia ed i Lions?

3) I veri vincitori della free agency

Se intendente avvicinare la vostra progenie al grid iron, vi suggerisco di farli specializzare immediatamente nella posizione di safety: scherzi a parte, a dominare l’inizio di questa sessione ci hanno pensato loro, contrattone dopo contrattone. Landon Collins, uno dei giocatori più completi che questa free agency potesse offrire, ha appena firmato un pazzesco accordo con i Washington Redskins dalla durata di sei anni per 84 milioni di dollari, di cui ben 45 garantiti: poche ore dopo Kansas City ha messo a segno un colpo che si rivelerà senza dubbio fra i più importanti dell’intera sessione mettendo sotto contratto l’eroico Tyrann Mathieu con un triennale da 42 milioni di dollari. Vanno segnalati inoltre i nuovi contratti ricevuti da Kenny Vaccaro -quadriennale da 26 milioni di dollari con i Titans-, Lamarcus Joyner -quadriennale da 42 milioni di dollari con i Raiders-, Tashaun Gipson -triennale da 23 milioni con i Texans- e Adrian Amos -quadriennale da 37 milioni di dollari con i Packers-: attenzione, il pezzo più pregiato, Earl Thomas rimane ancora in cerca di una casa nuova!
A questo punto il biennale da circa cinque milioni di dollari a stagione firmato da Weddle con i Los Angeles Rams si candida di diritto alla palma di affare dell’anno.

4) L’iperattività dei Jets

I New York Jets sono una delle squadre con più spazio salariale libero, pertanto vederli iper-aggressivi non deve coglierci di sorpresa: New York ha dato profondità al proprio parco ricevitori mettendo sotto contratto l’ex Redskins Jamison Crowder -triennale da 28.5 milioni di dollari- e l’ex Bears Josh Bellamy, mentre poco dopo aver raggiunto un apparente accordo con il più volte Pro Bowler Anthony Barr, hanno pensato bene di bissare il tutto ricoprendo l’ex Ravens C.J. Mosley d’oro: il quattro volte Pro Bowler ha messo nero su bianco un contratto quinquennale da 85 milioni, di cui 51 garantiti… poco fa ho usato la parola apparentemente poiché un repentino ripensamento di Barr lo ha portato a rinnovare con i Vikings, lasciando così “solo” il neo-arrivato nuovo compagno. Negli scorsi giorni New York si è resa protagonista, insieme ai Raiders, di un’interessante trade che ha portato l’ex Ravens e First Team All-Pro Kelechi Osemele alla Grande Mela: nulla in grado di cambiare il destino di una franchigia finora, ma New York sembra finalmente muoversi in una direzione precisa, anche se a mio avviso i soldi dati a Crowder e Mosley potrebbero essere eccessivi.
Considerando che con la terza scelta assoluta al draft potrebbero mettere le mani su un quasi sicuro Pro Bowler come Williams, qualcosa mi dice che l’anno prossimo a New York potrebbe giocare la prossima grande difesa della NFL.

4b) L’iperattività dei Jets, parte due

Non solo difesa per i New York Jets, in quanto Gang Green ha appena scritto la parola “fine” ad una delle telenovelas più lunghe, a tratti ridicola e polarizzante dell’ultimo decennio NFL: i New York Jets sono riusciti finalmente a fare firmare un contratto a Le’Veon Bell, dando così a Sam Darnold un’arma in grado di togliergli parecchie responsabilità dalle ancora strette spalle. Bell ha firmato un quadriennale da 52.5 milioni di dollari, di cui 33 garantiti: cifre non troppe diverse da quelle offerte da Pittsburgh durante le scorsa offseason, ma evidentemente la distribuzione del totale soddisferà di più l’ex runningback degli Steelers.

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Welcome to the @nyjets, @leveonbell! ✈️

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5) La “straordinaria” offseason di Baltimore

Che questa offseason fosse delicata e fuori dall’ordinario era chiaro fin dal momento in cui Newsome ha annunciato che la stagione 2018 sarebbe stata la sua ultima come GM dei Ravens, ma quanto successo in questi giorni a Baltimore ha dell’incredibile: dopo aver tagliato l’ottimo Weddle, Baltimore in meno di ventiquattro ore ha visto la propria anima, Terrell Suggs, ritornare a casa migrando in Arizona dai Cardinals, Mosley firmare un contratto astronomico con i Jets e, dulcis in fundo, il promettente Za’Darius Smith svernare in Wisconsin.
È chiaro che tutti gli sforzi dei Ravens sono rivolti al reparto offensivo ed alla maturazione di Lamar Jackson, ma raramente abbiamo visto una difesa così buona smembrarsi così velocemente: si attende una risposta, soprattutto dopo la firma di Bell con i Jets.

6) I ‘Niners se ne fregano

John Lynch non ha paura, lo abbiamo capito.
Non solo l’ex safety dei Bucs ha messo sotto contratto il buono ma enigmatico Kwon Alexander, ma si è pure reso protagonista di una trade tanto oscurata -ovviamente- da quella di Beckham quanto importante: San Francisco l’anno prossimo potrà contare su Dee Ford, uno dei migliori pass rusher della scorsa stagione, ripagando KC con una scelta al secondo round del draft del 2020.
I più potrebbero rimanere perplessi di fronte all’apparente desiderio di Kansas City di liberarsene, ma va ricordato che Ford schematicamente parlando nella formazione 4-3 che il nuovo DC Spagnuolo vuole instaurare non avrebbe avuto alcun senso.

7) Un addio tutt’altro che quieto

Le ultime partite dei Raiders ad Oakland si preannunciano tutto fuorché noiose: dopo aver strappato Antonio Brown agli Steelers –guardare qui per più informazioni e giusto per darmi qualche view in più-, Oakland ha prima spedito Kelechi Osemele a New York sponda Jets -sempre loro, eh-, poi firmato il prelibato e fresco di Super Bowl left tackle Trent Brown dandogli il contratto in media più remunerativo della storia della posizione, ed infine hanno strappato ai Rams il divorziato in casa Lamarcus Joyner, safety la cui versatilità tornerà sicuramente comoda ad una difesa lacunosa come quella allenata da Gruden.
Le mancanze sono ancora sicuramente troppe, ma Chucky non sembra intenzionato a perdere tempo: situazione molto boom or bust, proprio come piace a noi. O almeno, a me sicuramente.

8) Che i Packers abbiano imparato la lezione?

Dopo aver buttato al vento anni ed anni di produzione da vero e proprio GOAT di Aaron Rodgers a causa di una difesa costantemente sotto la media, Green Bay ha apparentemente deciso di correre ai rimedi: nel giro di pochissime ore Gutekunst ha acquisito i servigi del promettente e feroce pass rusher Za’Darius Smith -il quale ha firmato un folle quadriennale da ben 66 milioni di dollari-, dell’ottimo safety Adrian Amos -strappato con gusto ai Bears- e di Preston Smith, versatile linebacker che forse non vale i 52 milioni che percepirà nei prossimi quattro anni.
Il rilascio di Nick Perry, giocatore troppo poco costante e spesso infortunato per giustificare il proprio contrattone, ha dato loro immediata flessibilità che con ogni probabilità permetterà al front office di mettere a segno qualche altro colpo importante.

9) Nick Foles ha vinto… ancora!

Senza dilungarmi troppo, Nick Foles a quanto pare non è in grado di perdere: dopo essere diventato l’eroe locale di Philadelphia, Foles ha firmato un contratto assolutamente folle con i Jacksonville Jaguars, ovverosia un quadriennale da 88 milioni che Jacksonville darà al buon Nick nel tentativo di trasformarlo in un franchise quarterback, ci dice tutto ciò che dobbiamo sapere circa il meccanismo della free agency, apparentemente rotto e non molto consistente.

10) A proposito di vincitori: i veri vincitori, parte seconda

Questo tweet ci dice tutto ciò che dobbiamo sapere circa la posizione di inside linebacker: Mosley, Alexander, Hicks e Barr -nonostante le finte- hanno tutti ricevuto abbondanti attenzioni e, successivamente, un contratto molto alto.
Diciassette milioni per un inside linebacker -sto parlando di Mosley, ovviamente- mi sembrano uno sproposito, ma in un’era in cui tight end e slot receiver guadagnano sempre più importanza e target, avere qualcuno in mezzo al campo in grado di correre con loro è veramente importante.

Bonus: nuggets

Come ogni anno tornano i Nuggets, ovverosia una sfilza di colpi offertavi senza troppe presentazioni: partiamo.
Non solo Beckham, i Browns hanno rafforzato la propria linea difensiva mettendo sotto contratto per i prossimi tre anni Sheldon Richardson; i Titans si sono garantiti esperienza e produzione nel proprio pass rush firmando per 23 milioni nei prossimi tre anni l’ex Dolphins Cameron Wake; passate un po’ in sordina le firme di Mitch Morse con i Bills e Rodger Saffold con i Titans, due fra i migliori offensive lineman disponibili quest’anno: sicuramente il loro impatto non passerà altrettanto in sordina. Continua l’epica carriera di Frank Gore, che si aggregherà a Mitch Morse a Buffalo, nel tentativo di abbellire ulteriormente i numeri di una carriera già leggendaria. Colpo fantastico dei Panthers, che si sono assicurati per i prossimi tre anni l’ex centro dei Denver Broncos Matt Paradis, a detta di molti il miglior inside-lineman dell’intera sessione di free agency. Ottimo colpo degli Arizona Cardinals, che hanno rinforzato il centro della propria difesa aggiungendo il spesso infortunato ma ciò nonostante ottimo ex-Eagles Jordan Hicks.

Post By Mattia Righetti (232 Posts)

Mattia, 23 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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6 thoughts on “Eligibles 2019, settimana zero: affari, storie e curiosità dalla free agency

  1. Mattia, deluso nn poco dalle mosse dei ravens.
    Mosley nn poteva essere rifirmato? Nn c’era spazio salariale? Cito lui perché era il pezzo pregiato. E se vogliamo parlare di attacco? sono andati brown e crab, ogni anno cambiamo i wr,
    Sono perplesso non poco

    • Erano tutte inevitabili: Suggs è una leggenda, però era anche ora di voltare pagina, Smith è stato strapagato a Green Bay -ha potenziale, non c’è che dire, ma 66 milioni non li vale assolutamente-, Weddle doloroso ma inevitabile ed infine Mosley non aveva senso nemmeno provare a pareggiare l’offerta dei Jets, troppi soldi 17 milioni per un ILB.
      Thomas ed Ingram sono due upgrade, eccome se lo sono.

  2. Per quanto riguarda i colts vergognosa off season finora… hanno più spazio salariale di chiunque altro e stanno a guardare facendosi fregare tutti i migliori free agent. Politica incomprensibile a mio modo di vedere e Ballard dovrà rispondere di questo… anche perché jag e texans si stanno rinforzando… vista la disponibilità economica e i nomi che circolavano si poteva rendere indianapolis da subito una contender… ma niente dobbiamo accontentarci di funchess, a 13 milioni oltretutto… pass rush e safety oltre a wr sono i nostri ruoli più scoperti, si sono mossi fior di giocatori perfetti per noi e non è stato fatto nemmeno un tentativo. Bah delusione.

    • I Colts a mio avviso sono stati molto intelligenti a non scialacquare soldi: certo, WR e pass rusher sono bisogni concreti, ma che motivo hanno di buttare via soldi se non vedono qualcosa che li convinca sul serio? Il contratto di Funchess durando semplicemente un anno non andrà ad influire sul loro futuro, pertanto so far so good.
      Meglio tenersi i soldi in tasca che lanciare 17 milioni a C.J. Mosley, fidati.

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