Pocket

Per una mera questione di ordine alfabetico, la NFC viene sempre dopo: facciamocene una ragione.
Decisamente più competitiva della AFC, la NFC al momento vede i Rams un gradino sopra ogni altra compagine, ma è innegabile che almeno mezza dozzina di squadre possano dire la loro, ed a ragione!
Partiamo.

NFC NORTH

Chicago Bears

In questo caso il buongiorno si è visto sì dal mattino!

Record: 4-3.

Cosa è andato bene: Sono lontani i tempi di Fox e dei costanti three n’ out, i Bears finalmente riescono a sostenere drive lunghi e che spesso fruttano punti: solo gli Eagles hanno un tempo di possesso medio maggiore, ed il motivo per cui riescono a controllare l’ovale per più di trentadue minuti a domenica lo si trova dietro l’ottimo 45% di terzi down convertiti ed il fatto che solo due squadre riescano a guadagnare più rushing yards a partita. Dopo anni di inettitudine offensiva, Chicago riesce a mettere a tabellone, in media, 27.7 punti e ciò non può che far ben sperare i tifosi ed il front office: un attacco così efficiente in una squadra la cui anima rimane la difesa è un notevole plus. La difesa, dicevo: Chicago subisce in media 20.6 punti ad uscita, risultando quasi sempre inattaccabile via terra, in quanto stiamo parlando dell’unico reparto difensivo che deve ancora concedere un singolo rushing TD. Non che la secondaria sia da meno, poiché seppur meno brillante del front seven ha comunque il vizio di mettere le mani sul pallone, come testimoniano gli 11 intercetti: questo è l’impatto che Chicago voleva da Khalil Mack, punta di diamante di una squadra il cui futuro è più che mai promettente.

Cosa è andato male: È difficile esprimere razionalmente quanto sto per dire, ma ci proverò: non avete l’impressione che Trubisky potrebbe sempre fare qualcosina in più? Che sì, segnali di miglioramento e di talento cristallino non mancano certamente, ma viste le premesse un minimo, secondo voi, non sta ancora deludendo? Se togliamo dall’equazione i numeri fatti registrare nel massacro dei Buccaneers ci troveremmo davanti ad un buon quarterback sicuramente, ma non ad una seconda scelta alla seconda stagione fra i professionisti. In ogni caso sono piuttosto sicuro che fra un paio di mesi, a fine stagione, sarò qua a tessere le lodi a lui e Nagy, però vorrei vedere un altro passo in avanti, un po’ più di consistenza.
Volete i numeri? Non ho molto da offrirvi, poiché ci troviamo davanti ad un team che è arrivato ad una iarda dal costringere Brady ed i Patriots ai supplementari, al più grande miracolo della carriera di Aaron Rodgers dal battere finalmente i Packers e… ad un Brock Osweiler di distanza dal battere i Dolphins!

Valutazione: 7,5. La magia iniziale si è leggermente dissipata a seguito delle sconfitte patite contro New England e Miami, ma chi l’avrebbe mai detto che a metà stagione sarebbero stati loro a condurre la NFC North? Con un Trubisky in crescita ed una difesa del genere sognare il colpaccio divisionale non è follia.

Detroit Lions

Chi sei, Stafford non lo sai, però, presto lo scoprirai!

Record: 3-4.

Cosa è andato bene: La buona notizia è che finalmente i Lions sono riusciti ad interrompere l’apparentemente infinita serie di partite senza un runningback in grado di superare quota cento yards: Kerryon Johnson ha il potenziale per tenere le redini del backfield per il futuro prossimo poiché in grado di ricevere e bloccare con estrema efficacia. Stafford pure quest’anno sta giocando abbastanza bene, commettendo pochi errori nonostante le molte responsabilità sulle sue spalle, ma purtroppo per lui e per Detroit, ciò non sta bastando: potrebbero sfruttare meglio un running game che porta a casa 4.7 iarde a tentativo!
La secondaria sta concedendo pochissime yards di lancio, in quanto solo sei squadre permettono al quarterback avversario di racimolare meno yards ad uscita: però, questa altro non è che l’ennesima vittoria di Pirro dei Lions, poichè…

Cosa è andato male: …poiché a fronte di 15 touchdown concessi sono riusciti ad intercettare la miseria di due palloni, permettendo così al QB avversario di registrare un QB rating medio di 114.2. Non sono solo quarterback e ricevitori ad avere vita facile contro i Lions, poiché pure i runningback trovano un immenso successo: oltre a concedere 5.1 yards a portata, solo i Raiders sono risultati più permeabili alle corse avversarie, e vincere diventa veramente complicato se il proprio reparto difensivo è fra i peggiori nella lega tanto nel running game quanto nel passing game.
Tutto ciò non può che perplimere front office e tifosi, speranzosi che l’approdo di una mente difensiva brillante come quella di Patricia potesse risolvere almeno parte dei perenni problemi di un reparto che salvo qualche eccezione è risultato quasi sempre totalmente inadeguato. La trade che ha portato Snack Harrison in Michigan potrebbe giovare.
Avere un giudizio sensato su Stafford è pressoché impossibile, in quanto dopo anni ed anni under center dobbiamo ancora capire se sia un quarterback i cui insuccessi sono dipesi dall’inettitudine di ciò che lo circonda o uno in grado di mettere insieme grandi numeri, vincere qualche partita qua e là -soffrendo più del dovuto-  ma senza mai essere un vero vincente, anche se mi rifiuto di credere che sia così. Aver spedito Golden Tate a Philadelphia è una sciocchezza a mio avviso, poiché negli ultimi anni l’ex Seahawks è spesso stata l’unica vera certezza -oltre a Stafford- del reparto offensivo.

Valutazione: 4,5. Squadra indecifrabile per eccellenza: alternano partite fantastiche come quella contro i Patriots a veri e propri abomini, vedasi le sconfitte contro Seahawks e Jets. Stafford non sta giocando necessariamente malissimo, ma nemmeno incantando: con un roster così ricco di lacune per arrivare ai playoff dovrebbe giocare da MVP ogni singola domenica.

Green Bay Packers

Perplesso?

Record: 3-3-1.

Cosa è andato bene: Se si parla di Aaron Rodgers lo sapete che non sono per niente obiettivo, in quanto la mia adorazione per il numero 12 dei Packers va oltre l’intento di essere imparziale, oggettivo e lucido quando scrivo: tolta la “facile” vittoria contro i Bills, per portare a casa una W i Packers hanno avuto bisogno di un paio di magie del buon Aaron, e se per battere i ‘Niners senza Garoppolo serve l’ennesima miracolosa rimonta nel quarto quarto… qualcosa non va sicuramente. Solo quattro attacchi racimolano più passing yards ad uscita, e finché il numero 12 è under center Green Bay può giocarsela assolutamente contro chiunque; la difesa si sta rivelando particolarmente arcigna sui terzi down -38% di conversioni concesse- e sui lanci, in quanto solo quattro squadre concedono meno passing yards a partita e, soprattutto, arrivano con discreta regolarità al quarterback avversario, come testimoniato dai 23.0 sack raccolti in sette partite.

Cosa è andato male: Il record non li mette in una buona posizione per arrivare ai playoff, poiché oltre ad un calendario piuttosto complesso i Packers fanno parte di una delle division più competitive della lega. Le trade di Clinton-Dix e Montgomery indeboliscono sicuramente la squadra, soprattutto se pensiamo al fatto che cedendo il primo ai Redskins si affideranno a dei giovani senza esperienza alcuna: rimpiazzare un Pro Bowler non è mai impresa da poco, soprattutto per giovani inseriti frettolosamente in una situazione molto pressante. Probabilmente i media, come spesso, stanno ingigantendo il tutto, ma è lecito interrogarsi sullo stato di salute dello spogliatoio dei Packers, squadra visibilmente frustrata e che continua imperterrita a sprecare i migliori anni di colui che avrebbe tutte le carte in regola per essere il vero GOAT: tutto ciò porterà, prima o poi, ad un’inevitabile fuoritutto. Il running game funzionerebbe anche -4.8 yards a portata- ma le scomode situazioni in cui si cacciano spesso i Packers li costringono ad abbandonare questa fase del gioco; con un filo in più di fortuna forse avrebbero raccolto cinque vittorie: le sconfitte contro Detroit e L.A. sono arrivate a termine di disastrosi errori individuali -la giornata nera di Crosby ed il fumble di Montgomery-, mentre una folle chiamata arbitrale ha trasformato un’importante vittoria contro i Vikings in un semi-inutile pareggio.

Valutazione: 4. Sfortunati, non c’è che dire, ma oramai le scuse sono finite: un anno è colpa della difesa, un anno dell’infortunio di Rodgers e quello dopo della mancanza totale di un gioco di corse. Sprecare le migliori stagioni di quello che probabilmente è il migliore quarterback di sempre boccheggiando per raggiungere i playoff è un crimine.

Minnesota Vikings

Perché sta andando così la loro stagione?

Record: 4-3-1.

Cosa è andato bene: Numericamente parlando, Cousins sta ripagando in pieno l’oneroso investimento dei Vikings: 16 touchdown a fronte di quattro intercetti ed un passer rating sopra il cento costituiscono numeri da top five quarterback, ed in un anno normale da MVP. Adam Thielen e la sua incredibile streak sono a mio avviso la più bella storia di questa stagione, poiché quando a battere record ci pensa un underdog come lui, il cuore un pochino ci si scalda: il passing game dei Vikes, guidato da lui e Thielen, è fra i più temibili e prolifici della lega. Tolto il clamoroso passaggio a vuoto contro i Rams, la secondaria sta ben figurando pure quest’anno ed è appena stata in grado di limitare Drew Brees a 120 yards, imitata da un front seven che continua ad eccellere continuando ad essere uno fra i più difficili da scardinare: muovere le catene via terra contro Minnesota è pressoché impossibile, in quanto concedono solamente 3.7 iarde a portata ed appena 91 a partita. Il vero fiore all’occhiello della difesa di Minnesota è però la difesa sul terzo down: nessuno concede meno del loro 28% di conversioni.

Cosa è andato male: Com’è possibile che una squadra così brillante in difesa e con un passing game prolifico sia solo a quota quattro vittorie? Muovono discretamente bene il pallone ma concretizzano veramente poco, in quanto i loro 24.6 punti a partita li posizionano a metà di tale graduatoria: poca roba per un attacco così profondo, vero?
Uno dei principali motivi dietro la scarsa prolificità del reparto offensivo è la bassa percentuale di terzi down convertiti, solamente il 39%, dato non sicuramente da mani nei capelli ma nemmeno da squadra con motivate ambizioni Super Bowl: sicuramente non aiuta il fatto che spesso siano costretti a convertire third and long a causa di un running game che non ingrana, limitato da infortuni nel backfield e nell’offensive line, e che non riesce nemmeno a guadagnare 90 yards ad uscita, numero migliore solamente rispetto a quello di Falcons, Giants e Cardinals.
Con un kicker diverso probabilmente sarebbero sul 5-2-1, ma le recriminazioni non portano al Super Bowl e giustificano solo parzialmente quella che fino a questo momento è stata una stagione veramente deludente.

Valutazione: 4,5. Analogamente a quanto detto per i Packers, pure i Vikings sono una squadra piuttosto “sfortunata”, ma questa non può essere vista come l’unica spiegazione dietro il loro poco impressionante record: lo scorso anno per perdere tre partite ci hanno messo una stagione.

NFC EAST

Dallas Cowboys

Dov’è finito il bombastico attacco dei Cowboys?

Record: 3-4.

Cosa è andato bene: Gli investimenti in difesa, costante anello debole nell’ultimo lustro, stanno finalmente ripagando: le molteplici scelte alte al draft usate per indirizzare i problemi del reparto hanno permesso ai Cowboys di subire solamente 17.6 punti ad uscita. Nonostante gli intercetti messi a segno ammontino solamente a due, Dallas in sette partite ha concesso soltanto otto passing touchdown: aggiungendo i quattro arrivati tramite corse, i dodici touchdown totali concessi dai Cowboys soddisferanno sicuramente Rod Marinelli, così come le 3.6 iarde guadagnate dagli avversari ogni qualvolta provino a muovere il pallone via terra. Il running game, guidato dal prodigioso Elliott, è anche quest’anno il fiore all’occhiello dell’attacco dei Cowboys, in quanto, anche grazie ad un Prescott prono a cercare di muovere le catene correndo, stiamo parlando di un team che guadagna quasi 137 iarde a partita correndo e che da ogni tentativo porta a casa 4.9 iarde.
Sorpresi per la scarsa presenza di Prescott in questo paragrafo? Purtroppo per lui -giocatore criticato ingiustamente, a mio avviso- c’è un altro, meno onorevole, paragrafo.

Cosa è andato male: Ci tengo a precisare che a mio modesto avviso i problemi del passing game dei Cowboys trascendono Dak Prescott: essere il quarterback titolare dei Cowboys porta in dote un gigantesco bersaglio che una volta attaccato alla schiena -quasi sempre frettolosamente- è difficilmente rimovibile. Solo tre attacchi guadagnano meno iarde tramite lanci: l’ignorata mancanza di un go-to-guy -Beasley non può essere considerato tale, per favore- sta rendendo un inferno la vita di Dak, in quanto difficilmente vedrete un ricevitore dei Cowboys in grado di scrollarsi costantemente di dosso il cornerback avversario. La trade che ha portato Amari Cooper in Texas probabilmente aiuterà a ravvivare questo deprimente passing game, però credo che i Cowboys abbiano decisamente pagato troppo i servigi dell’ex Raiders: se ad i ‘Niners è bastata una seconda scelta per portarsi a casa Garoppolo, com’è possibile che Cooper, buon ricevitore ma certamente non Randy Moss, sia costato una scelta al primo giro?
L’anemia del passing game condanna i Cowboys a costanti three n’ out -non convertono nemmeno il 32% dei terzi down!- e, dulcis in fundo, sono fermamente convinto che un paio di decisioni troppo conservative di Garrett abbiano privato i Cowboys di buone opportunità per portarsi a casa qualche partita in più: parlo di quanto successo contro Houston e contro Washington una decina di giorni fa.

Valutazione: 5,5. L’esaltante batosta inflitta ai Jaguars tira su la valutazione di mezzo voto, ma questa è una vittoria di Pirro: difficilmente Dallas riuscirà a centrare l’obiettivo playoff con un passing game così comatoso.

New York Giants

Saquon… perdonali, Saquon.

Record: 1-7.

Cosa è andato bene: OBJ rimane uno dei giocatori più elettrizzanti della lega e Saquon Barkley, oh mio dio Saquon Barkley, sta consistentemente riscrivendo leggi della fisica a suon di tackle rotti, salti e piroette in fazzoletti di terreno: probabilmente non poteva capitare in una squadra peggiore, chissà con una linea d’attacco semi-competente cosa sarebbe in grado di fare…

Cosa è andato male: La precoce apertura dei saldi di fine stagione lascia abbondantemente intendere che ormai il 2018 per i Giants altro non è che una tortura lunga altre nove settimane.
La linea d’attacco, nonostante gli investimenti fatti in offseason, è fra le peggiori in assoluto sia nel run block che nel pass block, ed a questo punto non ci resta che chiederci cosa starebbe succedendo ora in NFL se Barkley fosse stato draftato da qualsiasi altra squadra.
Non è mai una buona stagione quando tutte le notizie riguardanti una squadra sono incentrate su malumori in spogliatoio ed interviste con Lil Wayne: che confusione.

Valutazione: 2. Altro anno buttato alle ortiche: se non si fosse capito il tempo di Eli Manning è finito. Puntare il dito contro Odell Beckham serve a poco, poiché è indubbio che continui lamenti possano mettere in crisi la chimica dello spogliatoio, ma molto spesso, insieme a pochissimi altri, è l’unico a scendere in campo con la voglia di vincere e giocare.

Philadelphia Eagles

Non sicuramente un candidato MVP come lo scorso anno, ma Wentz c’è!

Record: 4-4.

Cosa è andato bene: Essere campioni in carica e trovarsi sul 4-4 fa intendere che qualcosa non stia andando per il verso giusto, però possiamo tranquillamente affermare che Wentz ogni partita che passa si sta sempre più avvicinando al livello dello scorso anno: nonostante il terribile infortunio il numero 11 degli Eagles non ha alcuna esitazione a rimanere nella tasca qualche secondo di troppo e si sa, quando la giocata si “rompe” Wentz diventa letale. Nessuna squadra controlla meglio il flow della partita, e ciò permette alla loro difesa di -soprattutto ai pass rusher- di restare freschi e riposati e quindi rendere al meglio nei momenti più concitati della contesa: anche per questo motivo gli Eagles sono una delle squadre che concedono meno iarde terrene a partita, nonché quelli contro cui gli avversari tentano meno portate ed uno dei reparti migliori per quanto riguarda la difesa del terzo down.

Cosa è andato male: Oltre al deludente record, ciò che sta veramente perplimendo è l’incapacità dell’attacco di mettere a segno punti: con soli 22.2 punti a partita gli Eagles si posizionano al ventunesimo posto in questa classifica e ciò stride sonoramente con quanto visto lo scorso anno. Il running game, importantissimo durante la loro cavalcata al Super Bowl, quest’anno a causa di infortuni vari e di inefficacia generale, non riesce a guadagnare più di 4.1 iarde a portata e difficilmente riesce a mettere Wentz in condizioni di giocare second and medium o third and shirt. La secondaria sta reggendo piuttosto bene gli attacchi avversari, anche se faticano tremendamente a causare turnover: il loro differenziale give/take è pari a -5, numero che li accosta ai vari Bills, Cardinals e Raiders.
L’inconsistenza offensiva, dovuta anche all’infortunio di Wallace e ad un Agholor decisamente sottotono, potrebbe essere contrastata da Golden Tate e dalla sua esplosività: in un attacco creativo come quello di Philadelphia Tate potrebbe fare danni piuttosto seri.

Valutazione: 5. Super Bowl hangover? Pancia piena? Non saprei dirvi, l’unica certezza è che chiunque si aspettava qualcosa in più di un mediocre 4-4: c’è tempo per rifarsi ovviamente, ma in una NFC così competitiva ogni lasciata è persa.

Washington Redskins

Avanti con gli anni ma efficaci.

Record: 5-2.

Cosa è andato bene: Solamente quattro squadre concedono meno punti a partita, e ciò lo si può vedere come diretta conseguenza del fatto che solo la difesa degli Eagles passi, in media, meno tempo in campo: è facile che sia così, in quanto il loro running game, guidato dall’eterno Adrian Peterson, è uno dei più efficaci della lega ed il passing game, seppur non fra i più esplosivi, è tremendamente affidabile e tende a non commettere turnover come testimoniato dal loro ottimo +7 di differenziale give/take. Il reparto difensivo sarà destinato solo a migliorare, in quanto l’innesto di Ha Ha Clinton-Dix altro non fa che migliorare una buona secondaria diretta da un D.J. Swearinger in piena forma All-Pro; la linea difensiva sta performando ad un livello surreale, in quanto solo i Saints concedono meno yards terrene e tale efficacia si riscontra anche nell’arrivare al quarterback avversario, in quanto già tre giocatori sono stati in grado di mettere a segno almeno 4.0 sacks.

Cosa è andato male: Tolta la roboante sconfitta patita nel giorno dei record di Brees, la stagione dei Redskins fino a questo momento ha avuto pochissime ombre: forse l’attacco dovrebbe migliorare nel terzo down, poiché provate ad immaginare cosa sarebbero in grado di fare se convertissero qualcosa più del 38% dei loro tentativi.
Vien difficile muovere critiche contro il passing game, in quanto è sì vero che non guadagnano tantissime iarde lanciando ma ciò altro non è che parte del loro piano: se riescono a correre efficacemente e consistentemente, a cosa serve forzare? L’unico vero problema di questa squadra forse lo si incontra nei points per game, in quanto difficilmente potranno continuare a vincere mettendo a tabellone meno di 21 punti ad uscita: so far so good, ma visto che a quanto pare stiamo parlando di una vera contendente playoff, migliorare questo aspetto potrebbe renderli ancor più pericolosi.

Valutazione: 8. La vera sorpresa della stagione, poiché nessuno ad agosto sarebbe stato in grado di affermare seriamente che a metà strada la NFC East sarebbe stata saldamente nelle loro mani. Bisogna vedere se saranno in grado di rimanere sani e di resistere alla pressione, ma in ogni caso stagione più che convincente finora quella di Washington.

NFC WEST

Arizona Cardinals

Non demordere Josh, hai visto cos’è successo a Goff nel giro di una offseason!

Record: 2-6.

Cosa è andato bene: Probabilmente solo loro ad inizio stagione erano convinti di potersela giocare in NFC West: il roster è fra i meno impressionanti della lega, qualche nome qua e là -Jones, Peterson e l’eterno Fitzgerald- non compensa sicuramente la miriade di lacune che li rendono totalmente sterili in attacco e troppo facilmente permeabili sulla difesa delle corse.
Immagino che l’unica nota positiva sia Chandler Jones, ancora una volta fra i migliori in assoluto quando si parla di atterrare il quarterback avversario.

Cosa è andato male: L’era McCoy è durata solamente sette settimane e francamente non ho mai visto un attacco -Bills a parte- altrettanto inetto: la O-line non è fra le migliori della lega, ma per rovinare un talento generazionale come David Johnson -3.2 iarde a portata- ci vuole veramente tanto impegno ed incapacità nel creare un game plan che comprenda qualcosa di diverso oltre a corse up the middle. Il running game è abbondantemente il peggiore della lega, mentre il passing game non può fregiarsi di questo titolo solamente grazie agli ancor più inetti Buffalo Bills, unica squadra meno efficace nel muovere il pallone per vie aeree: commettono troppi turnover, la linea d’attacco è assolutamente incapace di creare qualsiasi genere di buco e la prevedibilità del coaching staff li rende veramente facili da fermare.
Forse è ancor più preoccupante l’incapacità di contrastare il running game avversario, in quanto oltre ad aver subito già 12 touchdown via terra stanno concedendo ben 143.1 yards terrene a partita, ma questo è spiegabile anche in luce dei 35 minuti di media che il reparto difensivo trascorre in campo ogni singola domenica: una difesa stanca non riuscirà mai a contrastare con efficacia le corse.
Scoprire solamente a metà stagione di trovarsi nel bel mezzo di un anno zero può spezzare il cuore, ma francamente nessuno poteva aspettarsi di più dai Cardinals: certo, non potevano nemmeno aspettarsi così poco!

Valutazione: 3. Non facciamoci ingannare dalle due vittorie raccolte contro i 49ers, Arizona insieme a Buffalo ed Oakland è senza ombra di dubbio la peggior squadra della lega: speriamo che l’incompetenza in panchina non finisca per rovinare il futuro del promettente Rosen.

Los Angeles Rams

Il vero MVP potrebbe essere lui, però.

Record: 8-0.

Cosa è andato bene: Sono imbattuti, e non fosse per Chiefs e Saints potrebbero fregiarsi anche del titolo di miglior scoring offense della prima metà di stagione: convertono tanti terzi down -46%-, ogni tentativo di passaggio frutta ben 9.6 iarde, chiaramente miglior dato nella lega e l’unica cosa più efficace del loro passing game è il running game, trascinato dalle già leggendarie imprese di Todd Gurley. Trovare un difetto nel giocattolo offensivo creato dallo scienziato pazzo McVay è pressoché impossibile, in quanto nelle giornate in cui faticano a risultare brillanti correndo Goff prende in mano la situazione con lanci chirurgici come contro i Vikings e, nel caso Goff stesse annaspando, il candidato MVP Todd Gurley è in grado di caricarsi sulle spalle la squadra e condurla alla vittoria, proprio come contro i Denver Broncos.
Belli da vedere, giovani ed esplosivi: che inizio di campionato il loro.

Cosa è andato male: È difficile mettere insieme un paragrafo di dieci righe su quanto andato male in una squadra ad oggi imbattuta, ma è naturale che abbiano difficoltà pure loro: concedono decisamente troppe yards a portata, 4.8, e se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo il 40% di terzi down convertiti dagli avversari non può sicuramente soddisfarli.
Cosucce tutto sommato, stiamo sempre parlando dell’unica squadra imbattuta della NFL: contro New Orleans e Kansas City vedremo come si comportano contro papabili avversarie da Super Bowl e NFC Championship Game.

Valutazione: 10. Non sono sicuramente perfetti, ma sono ancora imbattuti e guardandoli domenica contro i Packers ho avuto tutte le risposte che volevo: pur giocando malino sono riusciti a portare a casa un’importantissima vittoria contro una squadra esperta capeggiata dal miglior quarterback della storia del gioco. Sky is the limit.

San Francisco 49ers

Il momento in cui la stagione dei ‘Niners è formalmente finita.

Record: 1-7.

Cosa è andato bene: È difficile giudicare la stagione di una squadra che ha perso praticamente subito il proprio franchise quarterback: i ‘Niners si trovano davanti ad un’altra stagione di passione, sofferenza e partite piuttosto brutte da vedere. Quanto mostrato durante le poche partite giocate da Jimmy G, però, non è stato particolarmente incoraggiante, in quanto la versione 2018 dell’ex backup di Brady era ben più scialba rispetto a quella che nel 2017 ha vinto cinque partite consecutive valsegli milioni su milioni di dollari.
Come ho detto più volte, con squadre del genere analizzare i numeri non ha particolare senso, perciò limitiamoci a tessere le lodi dei vari Kittle, Breida e Warner: tutti giovani e con un futuro roseo davanti, mettono San Francisco in buona posizione per gli anni a venire, Garoppolo permettendo.

Cosa è andato male: L’androide che aveva scosso la lega meno di un anno fa non si è mai visto, e nel breve tempo giocato Garoppolo ha commesso errori e dimostrato limiti che un quarterback da quasi 140 milioni di dollari non dovrebbe avere. Se è lapalissiano che l’attacco abbia difficoltà a produrre, non possiamo non essere delusi dal rendimento della difesa, reparto se vogliamo non direttamente interessato dal crack patito da Jimmy G: certo, l’incapacità dell’attacco di sostenere drive duraturi li mette spesso e volentieri in una posizione difficile, ma solo quattro squadre concedono più punti a partita. Se il lavoro del front seven è quasi encomiabile -solamente 4.0 iarde concesse a portata- altrettanto non si può dire di quello della secondaria, reparto che concede un passer rating medio vicino a cento: questo è reso possibile anche dal fatto che fino al momento siano riusciti ad intercettare solamente due passaggi concedendo la bellezza di 18 TD aerei.

Valutazione: 3. Veramente sfortunati i ‘Niners, poco da dire: gli infortuni li hanno privati del loro franchise quarterback e di molti co-protagonisti indispensabili per il loro gioco. Quella che doveva essere la stagione del riscatto si è trasformata nell’ennesima stagione buttata: arriveranno tempi migliori.

Seattle Seahawks

Wilson non delude veramente mai.

Record: 4-3.

Cosa è andato bene: Il preoccupante inizio è stato completamente cancellato da un ottobre sfavillante nel quale sono usciti vinti solamente contro i fantastici L.A. Rams: Wilson sta lanciando pochissimo -solo 120 completi- ma riesce spesso e volentieri a guadagnare decine di iarde da questi lanci, come visto domenica scorsa contro i Lions. Dopo anni di pateticità, finalmente il running game è tornato a dar manforte al passing game: solo quattro squadre guadagnano più yards terrene a partita, e tali numeri non sono sicuramente gonfiati dalle corse di Wilson che finora ha messo insieme solamente 19 portate e ciò è dovuto ad un sostanziale miglioramento dell’offensive line, per anni anello debole della catena. L’era della Legion of Boom si è ufficialmente conclusa con l’infortunio rimediato da Thomas contro i Cardinals, ma Seattle rimane comunque una delle squadre più efficaci nel creare turnover: il loro +10 di differenziale give/take è il secondo migliore nella lega, dietro solamente a quello degli enigmatici Cleveland Browns. Gli attacchi avversari fanno fatica a muovere le catene -convertono solo il 38% dei terzi down tentati- soprattutto se devono far affidamento sul passing game: solo Ravens e Browns concedono un passer rating medio al QB avversario più basso del loro.

Cosa è andato male: Ad un certo punto eventualmente Wilson dovrà iniziare a lanciare per più di 200 yards a partita, ed è lecito chiedersi se la linea d’attacco ed il parco ricevitori saranno in grado di supportarlo in quest’impresa; nonostante le magie del quarterback, Seattle è in grado di mettere a tabellone solamente 24.4 punti ad uscita, non certamente un dato da mani nei capelli, ma neanche un qualcosa su cui spellarsi le mani.
Viste le basse aspettative che avevamo su di loro un paio di mesi fa, viene difficile costruire un discorso sensato su cosa sia veramente andato male fino a questo punto, in quanto statisticamente parlando non troviamo assolutamente nulla che non vada: il loro nome lo si trova spesso e volentieri a metà strada nelle varie graduatorie prese in considerazione, e se uniamo a questo fatto le aspettative che avevamo sul loro conto, nessuno può rimproverare niente a questa squadra.

Valutazione: 7. Dopo un inizio tragico che ci aveva fatto improvvisare funerali e riaffiorare i ricordi della L.O.B., i Seahawks zitti zitti hanno incominciato a carburare perdendo solamente una -contro i Rams di due punti- partita nelle cinque successive. Vuoi vedere che in un modo o nell’altro Wilson li porta ai playoff anche quest’anno?

NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Più di così Ryan non può fare.

Record: 3-4.

Cosa è andato bene: L’attacco c’è, è in palla, macina yards su yards e mettere a tabellone 27.2 punti ad allacciata stride terribilmente con il -per ora- mediocre record dei Falcons: Ryan probabilmente sta disputando la miglior stagione della carriera, addirittura meglio di quel 2016 in cui li condusse al Super Bowl. Vi sembra stia esagerando? Voglio solo ricordarvi che sta lanciando per 333 yards a partita e finora ha accumulato 15 touchdown a fronte di soli due intercetti! Sostenere lunghi drive fruttuosi non è sicuramente un problema per loro, poiché stanno convertendo la perfetta metà dei terzi down tentati: credo vivamente che sia insostenibile mantenere una media del genere. Nessun attacco si prende cura altrettanto efficacemente del pallone, poiché con soli quattro turnover commessi Atlanta si posiziona all’ultimo posto per giveaway: in caso non abbiate notato, la parola “difesa” non è stata digitata nemmeno per sbaglio finora.
Non è un caso.

Cosa è andato male: Qualsiasi cosa che riguardi la difesa, più o meno: svisceriamo un po’ il tutto e vediamo i motivi per i quali nonostante un attacco così efficiente e competente Atlanta sia sotto il 50% di vittorie.
Spiegare l’incompetenza difensiva diventa sorprendentemente facile se diamo una veloce occhiata alla injured reserve list: i Falcons hanno perso quelli che potrebbero essere considerati i loro tre migliori difensori, ovverosia Keanu Neal, Ricardo Allen e Deion Jones che ad onor del vero dovrebbe fare il proprio ritorno a settimane, ma come potete facilmente immaginare perdere la coppia di safety titolare farebbe vacillare qualsiasi difesa.
La secondaria dei Falcons sta permettendo ai quarterback avversari di completare il 70.5% dei passaggi tentati, passaggi che fruttano ben 8.1 yards a tentativo: se le statistiche sono queste è facile spiegare il surreale 105.9 di quarterback rating concesso in media agli avversari. Non che la difesa sulle corse stia dando particolari soddisfazioni, poiché concedere 4.8 iarde a portata è inaccettabile per una squadra con chiare aspirazioni playoff: vogliamo poi parlare del pazzesco 54.9% di successo registrato dagli avversari in situazione di terzo down?
Devo anche farvi presente che i Falcons sono stati fra i meno efficaci nel muovere il pallone attraverso il running game: l’infortunio di Freeman si sta facendo sentire, e fino a questo momento non sono riusciti ad andare oltre 3.7 yards a portata e ad 83.3 iarde terrene a partita.
Nota a margine: com’è possibile che Julio Jones debba ancora ricevere un touchdown?

Valutazione: 5. Media aritmetica fra il 9 che darei all’attacco ed al tanto clamoroso quanto veritiero 1 “guadagnato” dal reparto difensivo: con un attacco del genere sperare nei playoff ha sempre senso, ma concedere 30.3 difficilmente permetterà loro di giocare qualche partita a gennaio.

Carolina Panthers

Sorridi Cam, ne hai motivo.

Record: 5-2.

Cosa è andato bene: Come sempre, il running game dei Panthers si conferma fra i più prolifici della lega e segue solo i Rams per quanto riguarda le yards guadagnate a partita: oltre a ciò, Carolina è terribilmente efficace ogni qualvolta tenti una portata, in quanto insieme a Denver sono l’unica squadra in grado di portare a casa più di 5.0 yards a tentativo. Cam Newton, diversamente da quanto accadeva negli scorsi anni, si sta prendendo egregiamente cura del pallone e nonostante un corpo ricevitori non sicuramente di livello -se il tuo miglior wide receiver è Funchess la vita non sarà mai facile- finora ha lanciato solamente quattro intercetti, completando un ottimo 66.4% dei passaggi tentati, dato che se venisse confermato a fine stagione rappresenterebbe un chiaro career high.
Poche difese concedono meno iarde terrene ad allacciata, ed il 35% di terzi down convertiti in media dagli avversari ci testimonia la bontà di un reparto che pur non essendo il più spettacolare in circolazione rimane terribilmente solido, arcigno e ben allenato: il +6 di differenziale give/take altro non fa che testimoniare quanto appena detto.

Cosa è andato male: È un vero e proprio peccato che con tutti i movimenti di ricevitori che hanno avuto luogo nella trade deadline Carolina non abbia colto l’occasione per rinforzare il proprio parco ricevitori: spesso e volentieri il reparto è soggetto a giri a vuoto compensati però dalla creatività e forza di Newton, capace quando serve di caricarsi la squadra sulle spalle e di convertire un 3&8 a suon di broken tackles.
Convertire terzi down non è sempre facile, in quanto il loro 41% di successo li pone nel bel mezzo di tale graduatoria, e probabilmente ciò è diretta conseguenza di un passing game che seppur solido non è sicuramente esaltante: guadagnano meno di 7.0 iarde a passaggio e con le loro 227.7 yards aeree a partita si posizionano al ventiduesimo posto, piazza troppo anonima per una squadra con chiarissime ambizioni playoff.

Valutazione: 8. Solidi. Fastidiosi. Nessuna squadra vorrebbe mai trovarseli contro, poiché è veramente difficile preparare un gameplan efficace contro i Panthers: riescono a compensare passaggi a vuoto lunghi metà partita con trenta minuti di semi-perfezione e sono terribilmente duri a morire. Possono fare strada.

New Orleans Saints

Come si può fermare Michael Thomas?

Record: 6-1.

Cosa è andato bene: Con 33 punti ad uscita, i Saints si trovano solamente alle spalle dei Chiefs per quanto riguarda punti a partita, e quasi nessuno può vantare un passing game altrettanto efficiente, affidabile e consistente, in quanto oltre a non commettere alcun tipo di errore, New Orleans muove le catene a piacimento -42% sul terzo down- controllando così senza alcun tipo di problema il flow della partita e tenendo sempre riposata la difesa. Seppur non brillante come lo scorso anno, il running game aiuta Brees a tenere la difesa avversaria sulle spine ed Alvin Kamara, nonostante stia raccogliendo “solamente” 4.4 iarde a portata, rimane uno dei giocatori più pericolosi nella lega: può prendere in mano una partita a proprio piacimento, come visto contro i New York Giants. Michael Thomas è ufficialmente entrato nella top five dei ricevitori ed è apparentemente in grado di ricevere qualsiasi cosa Brees tiri nelle sue vicinanze, e vista l’esperienza under center ed in panchina, fermare New Orleans, anche quest’anno, è veramente complicato e se riuscissero a salire di colpi in difesa potrebbero seriamente arrivare fino in fondo. Breve nota di merito al front seven, il meno permeabile sulle corse in questa prima metà di stagione: concedono la miseria di 3.2 iarde a portata ed appena 74 yards a partita.

Cosa è andato male: I netti passi in avanti fatti vedere lo scorso anno dalla secondaria non sono stati replicati finora, in quanto oltre ad aver nette difficoltà ad intercettare passaggi -solamente tre in sette partite-, New Orleans concede al QB avversario una percentuale di completi superiore al 70% ed un passer rating medio di 111.5.
Dati del genere non possono lasciare tranquillo coach Payton, che con a disposizione uno dei migliori attacchi della lega vuole disperatamente regalare alla città un’altra cavalcata Super Bowl: i pezzi sono al posto giusto, l’attacco è virtualmente infermabile, ma come già ben sa… defense wins championship!

Valutazione: 8,5. Non fosse per la Fitzmagic sarebbero l’unico team insieme ai Rams ancora imbattuto: Brees non sembra sentire il passare del tempo, Kamara incanta e Michael Thomas è in uno stato di forma surreale. La difesa piano piano sta tornando sui livelli dello scorso anno, perciò attenzione, questi a gennaio saranno difficili da battere.

Tampa Bay Buccaneers

La coppia dell’anno.

Record: 3-4.

Cosa è andato bene: Nessuno muove il pallone per vie aeree quanto loro, ma neanche lontanamente: i Kansas City Chiefs, secondo miglior passing game della lega, lanciano 58 yards a partita in meno della premiata ditta Winston o Fitzpatrick. Solo i brillantissimi Rams guadagnano più delle loro 9.4 iarde a lancio, ed esclusivamente mezza dozzina di squadre mettono a segno più punti a partita; il 47% di successo sui terzi down li accosta pure in questo ai Kansas City Chiefs, uno dei migliori team in circolazione e per il momento l’investimento JPP sembra stia ripagando in quanto solo Aaron Donald ha messo a segno più sack dell’ex Giants. Evans, Jackson, Godwin, Brate ed Howard costituiscono uno dei parchi ricevitori più completi, profondi e di qualità della lega, ma dato che sembra stia parlando del Greatest Show on Turf mi conviene immediatamente illustrarvi cosa stia andando male in una squadra veramente vicina all’implosione.

Cosa è andato male: Difficilmente nella storia del gioco si sono viste difese più generose di quella dei Tampa Bay Buccaneers versione 2018: solo i Bengals concedono più passing yards a partita, mentre nessuno si avvicina all’incredibile 123.5 di passer rating medio concesso al quarterback di turno. Mettere punti a tabellone contro i Bucs è una vera e propria passeggiata, in quanto oltre a concedere più di 33 punti a partita non sono quasi mai in grado di forzare un turnover: in sette partite hanno messo le mani solamente su un intercetto, ed il differenziale fra giveaway e takeaway è un orripilante -13, perché sì, muoveranno senza troppi problemi le catene, ma commettono pure un sacco di errori. Il running game, fase del gioco su cui i Bucs hanno investito in offseason, non ingrana: oltre alle deprimenti 3.8 iarde a portata, devo pure segnalarvi che guadagnano poco più di 90 yards terrene a partita, numero che ci permette di capire quanto sia facile preparare un game plan contro di loro, visto che escludono a priori una fase del gioco.
I continui cambi di starting quarterback -ora come ora, vigilia della nona settimana, giocherà Fitzpatrick- oltre che a confondere la squadra lasciano intendere che probabilmente stiamo assistendo ai titoli di coda dell’era Winston: peccato, il talento sicuramente non manca.

Valutazione: 5. Sì, la Fitzmagic, finché durata, è stata una parentesi divertente ma la pessima gestione della situazione Winston li lascia in una brutta posizione per il futuro prossimo: ripartiranno da zero? Terranno lui? Abbiamo metà stagione per provare a ricavare una risposta più o meno attendibile.

Post By Mattia Righetti (185 Posts)

Mattia, 22 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman. Per gli insulti ci sono su Twitter.

Connect

One thought on “NFL 2018: analisi della prima metà di stagione di ogni team NFC

  1. Menzione d’onore per Taysom Hill, il coltello svizzero dei Saints, pure lui undrafted come il magnifico Thielen.
    Scout con seri problemi di vista…

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.