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Piccola premessa prima di partire: cari lettori, ciò che sto per raccontarvi non è frutto della vittoria della mia fantasia in uno scontro all’ultimo sangue con il buonsenso, ma quanto effettivamente successo in una partita senza alcuna logica.
Il sonno e la stanchezza mi rendono difficile evitare refusi -come se non li facessi da lucido- ma… sì, Tom Brady ed i New England Patriots sono stati battuti al loro gioco da Nick Foles e dai Philadelphia Eagles: partiamo immediatamente che qua c’è così tanto da raccontare che non avrò neanche tempo per -tentare di- essere simpatico.

Che gli Eagles non avessero paura lo si è capito da subito, quando con personalità hanno lanciato nelle prime tre azioni, chiudendo il down con un passaggio da 17 yards per Alshon Jeffery, in barba al timore reverenziale; passano una manciata di secondi ed eccoli nuovamente di fronte ad un third&long apparentemente proibitivo: Torrey Smith c’è e con una mezza helmet catch converte un 3&12 che catapulta Philly sulle 38 dei Patriots. Un paio di corse e la prima connessione Foles-Clement della giornata portano Philadelphia sulla five yards line dei Patriots, ma una falsa partenza di Ertz sul secondo down costringe loro a rinunciare alle corse facendo affidamento ai passaggi: due incompleti consecutivi, di cui uno deviato in modo decisivo da Rowe obbligano Pederson ad affidarsi a Jake Elliott, che da 25 yards non sbaglia e porta avanti suoi 3-0. ‘Sti Eagles ne hanno di personalità!

Palla dunque all’attacco guidato da Tom Brady che dato che siamo al Super Bowl ovviamente completa il primo passaggio connettendo con James White per un guadagno di 15 yards, a cui dopo una penalità per dodici uomini in campo fa seguito la prima vera big play della giornata, un passaggio corto che Hogan porta in piena zona field goal guadagnando 28 yards. Un end-around sempre di Hogan e la prima ricezione di Gronkowski piazzano i Patriots in red zone, ma un incompleto sempre indirizzato a Gronk li costringe ad imitare quanto fatto dagli Eagles: da 26 yards Gostkowski non ha problemi -per ora-, ed eccoci sul 3 a 3.

Incredibile il touchdown di Alshon Jeffery!

Quanto accade nel seguente drive è il punto preciso in cui si può affermare con serenità che la logica è stata defenestrata e lanciata sulla gelida neve al di fuori dell’U.S. Bank Stadium: dopo una ricezione da 7 yards di Agholor, Blount guadagna 36 yards con una corsa che avrà fatto riaffiorare ricordi e nostalgia ai tifosi di New England e, neanche il tempo di riprendersi da questa giocata, ecco il primo touchdown della giornata, firmato da Alshon Jeffery che cercato direttamente in end zone sovrasta Eric Rowe e porta i suoi sul 9-3, punteggio destinato a rimanere tale in quanto Elliott sbaglia la conversione dell’extra point. 

Philadelphia non ha paura, se la gioca a viso aperto contro una squadra ben più esperta ed abituata a questo tipo di palcoscenico ed attendersi una risposta immediata da New England è più che legittimo: la risposta arriva dopo due giocate, quando su 3&7 Brady connette con un Amendola criminalmente lasciato libero dopo una busted coverage e guadagna 50 yards a cui Hogan, per non essere di meno, ne aggiunge altre 12 nella giocata successiva. Eccoli lì i Patriots, pronti a ruggire ed a firmare il touchdown del pareggio: peccato che su 3&2 Cooks decida di terminare un end-around tentando di saltare di netto McLeod -il risultato ve lo lasciamo immaginare- condannando così i suoi ad un altro, noioso piazzato… che viene sbagliato a seguito di uno snap problematico che ha mandato completamente fuori tempo il veteranissimo Gostkowski. Segnali? Sì, i Patriots solitamente sono automatici in questi aspetti del gioco.
Il drive successivo di Philadelphia dura meno di un minuto, in quanto due incompleti consecutivi di Foles li costringono al primo ed unico punt di tutta la partita -capite perché millanto la totale mancanza di logica?-: del prossimo drive sentirete molto parlare nelle prossime settimane.
Palla ai Pats dunque: pronti-via Brady trova Cooks liberissimo per 23 yards ma, sull’intenzionalità dell’intervento mi esimo dall’espormi, Jenkins centra in pieno la testa del buon Brandin, procurandogli una terribile concussion per la quale viene immediatamente tolto dalla partita. Primo episodio chiave della partita, a voi il secondo: su 3&5 i Patriots rispolverano una giocata fatta vedere proprio contro Philadelphia qualche anno fa e di fatto trasformano Amendola in quarterback e Brady in ricevitore… peccato che il pallone sia di qualche centimetro troppo lungo per il buon numero 12 che insomma, a quarant’anni certi rischi con catch acrobatiche è meglio non li prenda. Punt? Neanche per sogno, in quanto Brady tenta di connettere in profondità con Gronkowski, ma niente da fare, pure in quest’occasione i Patriots non mettono punti a tabellone: potrebbero risultare decisivi a fine partita, no?

Ennesima partita ai playoff, ennesimo TD, ennesima vittoria: tutto come da copione per Blount.

Palla nuovamente a dei miracolati Eagles che a questo punto dovrebbero approfittare di tutta questa inusuale generosità dei Patriots: a muovere le catene ci pensa Ertz con una ricezione da 19 yards su 3&7, ovviamente Foles trova ancora una volta un indemoniato Jeffery -questa volta per 22 yards- ed eccolo qua, l’ex Blount con un corsa da 21 yards passa in mezzo a quella che dovrebbe essere la difesa di New England per il touchdown del 15 a 3. La conversione da due punti fallisce, perciò sì, 15 a 3 Eagles: rimembranze di quella notte di Houston?
Rabbia Patriots? Sì, ma solo in un singolo snap, il primo, quando con un ben ideato screen pass Burkhead guadagna 46 yards: peccato che l’ira nasca e muoia in una singola giocata, poiché un paio di incompleti costano loro l’ennesima opportunità di mettere punti seri a tabellone, in quanto tutto ciò che riescono a portare a casa sono altri tre miseri punti con un piazzato da 45 yards di Gostkowski, che porta il punteggio sul 15 a 6 Eagles.
Ai Pats serve uno stop, un turnover, qualsiasi cosa tenga gli Eagles ancora a 15: la preghiera trova risposta quando senza apparenti motivi -se non tanto ma tanto furore agonistico- Foles tenta nuovamente di connettere in profondità con Jeffery che, marcato stretto da Gilmore, non riesce ad assicurarsi la ricezione e sporca il pallone verso le bramose mani di Duron Harmon per un intercetto fondamentale per l’economia dell’incontro, poiché grazie principalmente ad un deep pass ricevuto da Hogan per 43 yards James White porta in end zone una corsa da 26 yards che porta la partita sul 15 a 12… che pure in questo caso rimane tale a seguito di un altro extra point sbagliato!

Per l’occasione Foles si è trasformato pure in provetto receiver!

Cosa dovrebbero fare gli Eagles? Bruciare il cronometro con corse per non dare modo a New England di riconquistare il pallone? Non ditelo nemmeno per scherzo: su 3&3 con quasi due minuti da giocare, Foles pesca Clement che con una wheel route eseguita alla perfezione guadagna 55 yards, teletrasportando così i suoi sulle 8 dei Patriots. Due corse di Clement portano Philly sulla goal line, un incompleto indirizzato a Jeffery porta noi a pensare che calceranno un piazzato per portarsi sopra di sei punti: assolutamente no, in quanto Pederson chiama una giocata in cui a ricevere lo snap è Clement, che velocemente la allunga al tight end Burton che a questo punto pesca un Foles completamente libero in end zone per il touchdown del 21 a 12. A Foles è riuscito ciò che Brady non è stato capace di fare: in che mondo viviamo? L’extra point questa volta trova la sua via in mezzo ai pali, 22 a 12 Eagles.
Con 34 secondi ed un solo timeout attendersi punti da New England sarebbe stato ingeneroso, perciò passiamo direttamente alla seconda metà di gioco: Justin Timberlake non mi è piaciuto, no hard feelings bro!

Provate a contare il numero di volte che ho menzionato Gronkowski: due? Tre?
Probabilmente a ciò avrà pensato pure il coaching staff di New England, che al rientro dalla pausa lunga ha finalmente incentrato il gameplan sul proprio numero 87: un passaggio da 25, uno da 24, uno da 14 ed infine quello vincente da 5 yards -tutti ovviamente ricevuti da Gronk- hanno portato i Patriots nuovamente sotto di 3 punti, guarda caso proprio con il loro miglior giocatore!

Sarà uno dei temi più caldi delle prossime settimane: era touchdown o no quello messo a segno da Clement?

Che a questo punto Philadelphia abbia paura? Si sa che la seconda metà di gioco appartiene sempre e solo ai Patriots, chiedere ai Falcons per maggiori informazioni: forse vedendo quei numeri romani si innesca un flusso di ricordi che potrebbe portarli alla pazzia, ma non ne sono sicuro.
Dopo aver convertito un terzo down affidandosi ad Agholor -guadagno di 17 yards- ed Ertz, che con 14 yards ha convertito un 3&1, Philadelphia tiene fede al banalissimo “non c’è due senza tre” convertendone uno dal peso specifico diverso: il 3&6 convertito da Clement con una ricezione da 22 yards vale loro il touchdown del nuovo +10, anche se probabilmente le proteste non mancheranno in quanto non sembrava che il runningback avesse il pieno controllo dell’ovale. Per l’ennesima volta, cos’è una catch? Non sono catch quelle di James o di Seferian-Jenkins e lo è questa? E a Dez chi ci pensa? Che difficile trovare un senso nella NFL a volte…
Dopo l’ennesimo episodio di questo triste show, la palla ovviamente passa ancora in mano ai Patriots, nuovamente sotto di dieci punti. Una holding a Kendricks vale a New England un facile primo down, mentre una ben più complessa catch di Hogan su 2&9 li avvicina alla linea di metà campo: sul successivo 3&2 Brady trova libero Playoff-Dola per 18 yards, mentre nel passaggio immediatamente successivo a quello appena raccontato TB12 connette con Hogan per un importantissimo touchdown che li riporta nuovamente sotto di sole tre lunghezze. 29 a 26 Eagles, manca poco al quarto periodo, manca poco alla zona Brady.

Philadelphia, ancora una volta, risponde colpo su colpo ai Patriots e nel giro di due passaggi -uno per Agholor da 24 yards ed uno a Smith da 17- risiede già sulle 34 dei Patriots che però almeno in questa occasione, su 3&3 sulle 16, riesce finalmente a fermare l’attacco di Foles grazie ad un’ottima lettura di Marquis Flowers che ferma Agholor ben 8 yards prima della linea di scrimmage: Elliott non sbaglia e regala ai suoi i tre punti che li portano sul 32 a 26.
Burkhead con un back-to-back di corse guadagna un primo down a cui ne fa seguito un altro assicurato da Amendola con 7 yards guadagnate su 3&3: Playoff-Dola ovviamente non può fermarsi, perciò è ovvio che nel passaggio immediatamente successivo le yards guadagnate siano 30, ed è ovvio che poco dopo a portare avanti New England per la prima volta nella partita ci pensi Gronk con il secondo touchdown della sua giornata. 33 a 32 Patriots, la situazione si fa davvero interessante ora.

L’ideale per gli Eagles sarebbe andare a segno mangiando quanto più cronometro possibile, in modo da scongiurare il rischio che Brady imbastisca l’ennesima rimonta cinematografica: questo è il drive più importante della storia dei Philadelphia Eagles.

Super Ertz, ta da da daaa!
Scusate, ho sonno.

Foles ovviamente se la prende con calma, tentando di far correre il pallone il più possibile e di togliere secondi preziosi a New England: il primo terzo down lo converte Ertz guadagnando 7 yards su 3&6, mentre sul secondo le cose vanno in modo totalmente differente in quanto Smith viene fermato una iarda prima della linea gialla. Palla nuovamente ai… Aspettate, quel pazzo furioso di Pederson decide di provare a convertire il quarto down più importante della storia della franchigia, riuscendoci grazie ad Ertz che guadagna quanto basta per tenere vivo il drive: galvanizzati gli Eagles si affidano a Nelson Agholor, che con tre ricezioni consecutive chiude altrettanti down. Momento decisivo della partita, siamo sul 3&7 e la palla è sulle 11 dei Pats: tutti sanno che il go-to-guy è Ertz, e lo sanno anche le gambe di McCourty, che per motivi ai più sconosciuti lo tradiscono e lo fanno scivolare, regalando al tight end quel mezzo secondo di vantaggio che ti può portare sopra al Super Bowl con poco più di due minuti da giocare. La conversione da due è ovviamente un fallimento, 38 a 33 Eagles, ci sono tutti i presupposti per un’altra rimonta di Brady.

Il drive decisivo inizia con 8 yards guadagnate da Gronk e poi succede l’incredibile: su 2&2 a Brady viene finalmente messo fiato sul collo, e la pressione di Long permette a Graham di allungare il braccio e schiaffeggiare via il pallone, liberandolo per terra. A recuperare il fumble ci pensa il rookie Barnett che a questo punto restituisce il pallone ai suoi, sopra di cinque e con poco più di un minuto da giocare: si fa dura per i Patriots, che dal canto loro hanno un solo misero timeout rimasto. Philadelphia ovviamente non va troppo per il sottile e corre in tutte e tre le occasioni, arrivando a mettere Elliott in condizione di convertire un piazzato da 46 yards: centro, Eagles sopra di 8 con poco più di un minuto da giocare.

Questa foto riassume tutto perfettamente.

Il drive della disperazione di New England parte male, poiché lo special team tenta una giocata un po’ troppo esotica per essere efficace e costringe Brady a partire dalle sue 9 yards: un quarto down convertito grazie ad Amendola ed un paio di passaggi a Gronk li spingono a ridosso della metà campo, e con meno di dieci secondi da giocare tutto si decide con una Hail Mary. Non c’è nessuno in paradiso ad ascoltare i Patriots, in quanto il pallone cade per terra e finalmente ciò che non sembrava poter essere possibile è divenuto realtà: i Philadelphia Eagles hanno vinto il Super Bowl!
Le 1151 yards accumulate fra le due squadre rappresentano un nuovo record per il Super Bowl, così come le 505 yards di Tom Brady: tutto ciò però passa in secondo piano, in quanto l’MVP di questa partita è l’improbabile Nick Foles, che lanciando 3 touchdown e ricevendone uno ha costantemente risposto al fuoco di Brady con altro fuoco.
Sarà curioso vedere come Philadelphia gestirà la questione quarterback, ma per il momento immagino ciò non sia un problema: l’attesa è finita, Philadelphia ha finalmente un Lombardi Trophy da esibire con orgoglio, ed io posso dormire qualche ora.
Forse.

Post By Mattia Righetti (120 Posts)

Mattia, 22 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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13 thoughts on “Eagles, è tutto vero: primo Super Bowl per Philadelphia dopo una partita senza senso

  1. Godo 2 volte.

    Ricordo che le 1150 yarde sono record all-time di qualunque partita NFL mai disputata.
    E che ai patriots è stata condonata un pass-int di VanNoy in end-zone, quindi la fuffa arbitrale è stata abbondantemente pari.

  2. Eccolo il pianto sulle decisioni arbitrali. Ma quando sono a favore dei pats va sempre bene.
    Bha, vado a leggermi una recensione sul sito dei pats a questo punto.

    • Scusami, che pianto ci sarebbe? Il touchdown di Clement è stato universalmente percepito come chiamata sbagliata! Che acidità, è il poco sonno?

      • Senza che nessuno se la prenda, l’articolo è ottimo come sempre, ma lascia intendere un rimpianto dei Pats che è totalmente ingiustificato. Non ho visto né grandi problemi arbitrali, né dubbi reali e la partita non è stata assolutamente folle, bensì una grande partita. Vinta da chi ha meritato di più. Gli Eagles hanno messo costantemente pressione su Brady che, grazie alla sua solita miracolosa linea e grazie alla sua qualità di individuare in una frazione di secondo il ricevitore più corretto, ha tenuto su la squadra fino all’ultimo. Ho visto due QB formidabili all’opera, che hanno lanciato palle che sono pervenute nelle mani dei ricevitori per millimetri. Ho visto corse durissime da ambo le parti e ho visto un Foles che ha giocato alla Brady in pieno.Ho visto gli Eagles sfidare i Pats sul terreno dei trick-plays (vedi TD di Foles) e giocarsi due quarti down fondamentali senza paura. Ho visto grandissima tattica e grandissimo coraggio da entrambe le parti. Brady e Gronk hanno lottato come due leoni e per poco non sono riusciti nell’ennesima impresa. Questa volta però ha vinto la squadra migliore, che ha giocato meglio, che ha condotto la partita per il 95% del tempo, che è tornata in vantaggio e che ha rubato palla nell’ultimo drive ai Pats. Nessuna decisione arbitrale ha influito, nessuna azione dubbia ha inficiato la partita, nessuna decisione di Belichick ha inciso (vedi esclusione Butler): hanno perso i Pats, che erano la squadra peggiore!

        • Ciao Deolone!
          Io mica sto dicendo che abbiano rubato qualcosa ai Patriots, assolutamente no, il mio discorso è totalmente diverso: con tutte le catch annullate quest’anno, con tutti quei precedenti settati da chiamate, il fatto che abbiano dato per buono il TD di Barner è alquanto sorprendente!
          Non credo di dire nulla di nuovo affermando che serve disperatamente una nuova regola che definisca una volta per tutta cosa sia o cosa non sia una catch, per dare al tutto un po’ di consistenza.

    • Guarda, due settimane fa (e anche durante la stagione) ho ringhiato spesso contro le decisioni degli arbitri che, a mio parere, erano a favore dei Pats. Ma devo dire per amore del vero che il TD di Clement è sembrato davvero strano, annullabile considerando cosa è stato annullato a James contro Pittsburgh. Detto questo sono felice per Philly e anche per Foles….sinceramente. Che Mattia sia un po’ Pat-oriented poi è chiaro da come scrive, ma questa è un’altra storia.

      • Grazie ragù che ogni giorno mi aiutate a scoprire nuovi lati della mia personalità! Pat-oriented… gli extra point effettivamente mi sono sempre piaciuto particolarmente!

  3. Ahimè senza difesa le partite non si vincono, è la regola di tutti gli sport, quindi benché meno il superbowl. Peccato perché questo, degli 8 in cui ha piazzato la bandierina di presenza, è stato il migliore giocato da Brady sia per continuità che per qualità, ed incredibilmente l’ha perso. Avrei preferito che il fumble, se proprio doveva arrivare, arrivasse alla fine del drive e non all’inizio perché era curioso di vedere se riusciva di nuovo a portare a termine, o quasi, un drive vincente.
    Sarà rivoluzione ovviamente in casa pats nel caso Belichick se ne vada (1%); sarà epurazione/rivoluzione nel caso Belichick rimanga (99%): la vicenda Brady ha segnato lo spogliatoio, e la situazione adesso è peggiorata con nella scelta di panchinare Butler. In difesa rimarranno in pochi (per fortuna) ad trey flowers, Van Noy, Roberts e Hightower mentre in attacco il ritorno di Edelman e magari l’arrivo di qualche buon rookie nel backfield e nella offensive line manterrà il livello al top. Spero che Mcdaniels si rimangi la parola data ai colts e rimanga per finire il lavoro con Brady.

    P.s. Per gli haters dei patriots, chissà quante volte vi ha purgato new england per dover tifare ogni anno 31 squadre diverse per poter permettervi dire qualche volta Bradysuca.

    • Guarda che il prossimo record di Brady saranno i 4 SB persi… sempre che a Jacksonville non trovino la quadra e Reid non impari qualcosa da Pederson: i 4i down si devono giocare.
      Tomlin è una causa persa quindi niente pericoli da quel lato.

  4. Bellissimo SB, molto equilibrato. Sarà anche si interessante vedere le vicissitudini di Philadelphia sul QB, ma anche come sarà la prossima stagione dei Pats senza gli aiuto allenatore di difesa e attacco !

    • Onore agli eagles, senza paura hanno vinto. Con wentz saranno ancora piu temibili. Sarà un bel vedere il prossimo anno.

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