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Un lancio all’ultimo secondo. Una speranza buttata avanti. Una catch incredibile, un tackle sul niente, un TD con 0 secondi da giocare. Quell’ultimo lancio di Keenum rimarrà nella storia, impresso nelle menti dei fan dei Vikings e dei Saints. Un finale di partita incredibile, per una partita bellissima, da annali e che nessuno si sarebbe aspettato visto l’inizio coi Saints che devono aspettare cinque minuti dalla fine del terzo quarto per vedere il primo terzo down convertito.

Pronti via e i Vikings sono in completo controllo della partita. Da una parte l’attacco macina yard con semplici lanci e schemi ben eseguiti mostrando l’abc del football e facendo tutto secondo gli schemi, dall’altra la difesa immobilizza il secondo miglior attacco della lega, tarpando le ali a tutto quello che di bello abbiamo visto finora in casa Saints che sanno correre, sanno lanciare corto, medio e pure lungo. Sembra che Minnesota si sia preparata a questa partita già sapendo quale sarebbe stato l’avversario ancora prima del wild card weekend. In difesa tutto perfetto, al punto che durante il secondo quarto la voce passer rating di Brees, di Brees eh, non uno qualunque, recita 0. Zero. Che corrisponde al minimo possibile. I Saints non riescono a combinare nulla grazie a tutti i reparti della difesa avversaria che hanno imprigionato gli avversari. Griffin riesce costantemente a mettere sotto pressione Brees che non trova ricevitori liberi ed è costretto a forzare passaggi incompleti. Barr sembra essere ovunque e mette il suo duro fisico nel fermare le corse centrali con un Ingram che non guadagna nulla. Rhodes che non vediamo mai. Non perché non c’è, ma perché Thomas, marcato stretto non può mai ricevere nulla e Brees non può nemmeno provare a lanciare sul suo WR preferito.

L’unica cosa che funziona sono le corse laterali di Kamara, che col fisico agile riesce a farsi un po’ di strada, ma non può impensierire troppo un reparto che non concede nemmeno una chiusura di terzo down. Risultato: 17-0 all’intervallo e Saints shutted down per la prima volta in 67 partite.

Poi però il secondo tempo cambia faccia alla partita. I Saints cominciano a ingranare, viene messa sempre meno pressione su Brees e Thomas dimostra di essere uno dei migliori WR della lega battendo in velocità quel Rhodes che lo aveva tenuto alla sbarra per tutta la partita. Cameron Jordan si avvicina e poi prende Keenum che inizia a perdere lucidità e sotto pressione sbaglia alcuni lanci, la secondaria sta attaccata ai ricevitori che non trovano più spazio e arriva anche l’intercetto di Marcus Williams che cambia completamente il momentum della partita e la confidenza delle squadre in campo. In poco meno di un quarto si passa dal 17-0 al 20-21 per i Saints. Minnesota la sente scivolare dalle mani, ma si aggrappa ai calci del kicker e torna su, ma Brees che della pazienza ha fatto uno stile, implacabile e inesorabile fa quello che viene chiamato a fare e riporta in vantaggio i Saints, lasciando a Minnesota pochi secondi per gestire l’ultimo drive. E lì succede l’incredibile, un lancio, ben fatto ma rischioso, difficile da chiudere, con l’idea di fare una catch, uscire dal campo e fermare così il cronometro. Invece Stefon Diggs di trova tra le mani la palla, senza nessuno a poterlo fermare e corre fino in fondo per 61 yard. A questa catch miracolosa nessuno ci credeva e nessuno l’avrebbe pronostica, e poi la dinamica ha dell’incredibile, saltano gli schemi, saltano tutti e Minnesota la spunta in maniera rocambolesca, miracolosa e leggendaria.

Di questa catch si parlerà per molto tempo e resterà negli annali. I video verranno visti e rivisti e ogni volta nessuno capirà dove sta andando e chi sta placcando Marcus Williams. Mentre Diggs è in aria verticale, Williams è a un metro da lui orizzontale, con la spalla piegata a placcare l’aria. Il risultato è Diggs che atterra indisturbato e Williams che taglia le gambe all’unico difensore in grado di inseguire Diggs ed evitare che arrivi in end zone, fermandolo, magari in campo e senza modo per Minnesota di fermare il cronometro.

Il povero Williams ha incenerito una prestazione di livello con quell’ultimo incredibile vuoto cosmico, ma la vera immagine da ricordare, legata a quest’ultima catch è il tifoso Saints che alle 2e30 di notte a New Orleans aspettava la propria squadra al rientro dalla trasferta con in mano un cartello tanto semplice quanto significativo: Marcus we love you. E non c’è niente di più vero. Rubando le parole a un LB di livello come Bobby Wagner non bisogna dimenticare che in quella stessa partita Williams è autore di quell’intercetto che ha cambiato la partita e ha contribuito lungo tutto l’arco della stagione a ribaltare i pronostici sulla difesa dei Saints. E non dimentichiamo che è un rookie, alla sua seconda partita di playoff, la prima in trasferta. Di palle così pesanti ne ha giocate poche e l’errore è accettabile sapendo tutto quello che si porta dietro. Dargli addosso non solo è sbagliato umanamente, è sbagliato moralmente e soprattutto sportivamente.

Lui come tutta la draft class incredibile di quest’anno (Marshon Lattimore, Alvin Kamara e Ryan Ramczyk) mettono subito i Saints tra i favoriti per il 2018 dando per scontato che Brees, in scadenza, rinnoverà. Il prossimo anno nella big easy si può sperare e crederci anche se le sorprese di quest’anno non saranno più soprese e confermarsi al secondo anno è quasi più difficile. Gli equilibri di quest’anno erano molto delicati, bisogna dimostrare che non siano rotti.

Se non fosse per quell’ultimo incredibile lancio i Vikings sarebbero a casa a leccarsi le ferite e lavorare per il prossimo anno. Invece sono a casa a preparare la finale Nfc, ma anche a leccarsi le ferite, perché nel complesso, primo e secondo tempo insieme, l’attacco è stato uhm.. ok. Non male, ma sicuramente non bene. Ottime le corse che hanno conquistato yard, ma coi bei lanci di Keenum sono arrivate anche brutte decisioni e lanci incompleti. Hanno vinto, con ultima cartuccia a disposizione, e questo è quello che conta di più, ma devono fare meglio, soprattutto perché contro Cox, le corse sicuramente produrranno meno e perché una difesa con quella del secondo tempo non è adatta a una finale. Il primo tempo però è stato perfetto, Brees non è mai sembrato a suo agio e questo ha mostrato la vera faccia della D viola. Devono però mostrare questa faccia per 60 minuti, non solo 30.

Riuscirà uno di questi tre signor-nessuno-qb a scalzare il re dei re Brady?

Post By Michele Comba (90 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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4 thoughts on “Tutto e il contrario di tutto, ma in finale ci vanno i Vikings

  1. Qb a parte eagles e vikings hanno ottime squadre in tutti i reparti. Sarà un bel duello

  2. Con Wentz in campo io avrei visto solo gli Eagles come credibili avversari dei Patriots al Superbowl. Adesso invece li vedo addirittura sfavoriti coi Vikings.Spero vivamente di sbagliare, ma non vedo proprio chi possa fermare i Patriots, anche se quest’anno li ho visti a tratti indecisi e improduttivi. I jaguars hanno una difesa formidabile, ma devono pressare Brady all’ennesima potenza, altrimenti soffriranno da matti con i loro cornerbacks, che non sono proprio irreprensibili. Fournette sarà atteso al varco, così Bortles dovrà fare quello che non ha mai fatto: la differenza!!!

    • Sono d’accordo con te. Jaguars ok fino ad ora ma non credo vadano in finale..
      Keenum a differenza di Foles ha giocato praticamente tutta la stagione da titolare e questo fa molta differenza
      Penso che solo una delle squadre uscenti della NFC possano battere I Patriots. I falcons quasi ci riuscirono
      vedremo quest’anno…..

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