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Un banalissimo modo di dire -abusato nei quiz televisivi- afferma che “l’emozione gioca brutti scherzi”: certo, stiamo parlando di professionisti, atleti pagati per performare al meglio indipendentemente dalle situazioni, ma il fatto che solamente sei giocatori nel roster dei Rams avessero già giocato una partita in playoff si è notato.
L’inizio della partita dei Rams è stato quanto di più simile all’era Fisher si potesse vedere: su 3&6 Goff si è avventurato in un improbabile scramble finito con un sack di Beasley, three&out e palla ai Falcons, che hanno risposto a loro volta con un altro three&out. Purtroppo questa poco spettacolare serie di insuccessi si è protratta per altri due drive, fino al primo grande episodio dell’incontro, quando il punt di Bosher è stato recuperato dai Falcons dopo che il pallone ha toccato l’All-Pro Cooper e Countess: Atlanta non è riuscita a sfruttare a pieno questo fortunato turnover, poiché tutto ciò che sono riusciti a ricavare sono stati tre miseri punti con un piazzato da 29 yards di Matt Bryant.
Già con una discreta pressione sulle spalle, L.A. non è riuscita a mettere in piedi un drive fruttuoso, puntando nuovamente dopo quattro giocate: dopo tanta futilità, Ryan si è ricordato di avere la fortuna di poter lanciare il pallone ad un certo Julio Jones che con una ricezione da 27 yards ed un end-around di 13 yards ha messo Bryant in condizione di calciare un altro field goal, questa volta da 51 yards.

Freeman si dimentica di essere fra i più piccoli in campo e si rifiuta di cadere.

Sotto solamente di sei punti, i Rams hanno commesso il secondo grande errore della giornata, quando sempre Cooper si è reso protagonista perdendo un fumble sul kickoff return recuperato da Ishmael: dopo aver convertito due terzi down, sulla linea delle tre yards dei Rams Freeman si è cimentato in una giocata a la “Beast Mode” rifiutando di essere atterrato e mettendo a segno il primo touchdown della giornata, quello del 13-0 Falcons.
Con tutta la pressione sulle spalle, Goff e compagni sono riusciti finalmente a sostenere un drive simile a quelli visti in regular season, salvo poi doversi affidare nuovamente all’ottimo Johnny Hekker, costretto al quarto punt della giornata, imitato immediatamente da Bosher dopo un sack di Donald e Brockers su terzo down: un paio di corse di Gurley, a cui va aggiunta una penalità per unnecessary roughness, hanno dato ritmo al finora deludente attacco di Los Angeles che dopo due quarti di vuoto cosmico sono riusciti a trovare i primi punti della giornata quando Goff ha pescato l’eccellente Cooper Kupp in end zone con un passaggio da 14 yards.
Il successivo drive dei Falcons è durato solamente cinque giocate, fra le quali due sacks del feroce front seven dei Rams: con poco più di un minuto da giocare prima della pausa di metà partita, un paio di penalità dei Falcons unite ad una big play di Robert Woods, in grado di ricevere cadendo un passaggio perfetto da 38 yards, hanno permesso al kicker Ficken di portare sotto i suoi di solamente tre lunghezze con un field goal da 35 yards.
Nonostante una prima frazione palesemente sotto tono ricolma di atipici errori dello special team, i Rams sono pienamente in partita e con il fattore campo dalla loro i tre punti di scarto non sono rappresentano sicuramente uno svantaggio insormontabile.

Pronti e via e riecco i Falcons, che con un drive eterno da ben 16 giocate sono stati in grado di mettere a tabellone altri tre punti: una mezza delusione insomma, dato che riuscire a raccogliere solamente tre punti dopo una serie del genere non può soddisfare coach Quinn.
Con un’ottima possibilità di passare finalmente in vantaggio, L.A. non riesce ad andare oltre all’ennesimo punt della giornata nonostante un’altra big play di Robert Woods, questa volta da 25 yards: tutti questi punt non potranno che lasciare l’amaro in bocca a coach McVay che, dopo un’annata conclusa con il miglior attacco della lega per punti, non è mai riuscito a far trovare ai suoi ragazzi un ritmo offensivo degno di questi Los Angeles Rams.
Il giusto mix fra passaggi a Julio Jones e corse di Tevin Coleman, ha messo Bryant in grado di togliere nuovamente le castagne dal fuoco ad Atlanta, realizzando il secondo piazzato da più di 50 yards: segnando da 54 iarde di distanza, Bryant ha dato ai suoi un vantaggio di nove punti che tiene, però, ancora in vita i Rams.
Dopo una prima metà sonnolenta, nel momento del bisogno ecco arrivare Todd Gurley che con un paio di corse da 14 e 33 yards ha immediatamente regalato ai suoi una fantastica posizione di campo, vanificata però dal sack subito da Goff su 2&7: a posteriori questa giocata potrebbe essere una fra le più importanti della partita, in quanto Atlanta è riuscita a spezzare il ritmo offensivo dei Rams che pure in questo caso hanno dovuto accontentarsi di un piazzato di Ficken.

Nonostante la sconfitta, ottimo pure oggi Aaron Donald.

Con poco più di dieci minuti rimasti, Atlanta ha sfruttato a pieno il primo match point, poiché grazie ad uno screen pass di Sanu portato fino alle 10 di Rams dopo una corsa di 52 yards, Ryan è riuscito a connettere con Julio Jones con un passaggio da 8 yards per il touchdown del +13: viene da chiedersi come mai per lunghi tratti di regular season i Falcons sembravano inconsapevoli di avere uno dei migliori ricevitori di questa generazione, che ha concluso il 2017 con tre soli touchdown.
Sotto di due possessi a poco più di cinque minuti dalla fine e con le spalle al muro, Los Angeles riesce a muovere finalmente il pallone con efficacia: la partita dei Rams però finisce qui poiché, analogamente a quanto successo a Jesse James contro i Patriots qualche settimana fa, viene annullato un touchdown a Higbee e sul successivo quarto down la palla sbatte contro il petto di Watkins, cadendo inerme sul suolo.
Atlanta non riesce a guadagnare il primo down della vittoria, ma con un vantaggio di 13 punti e meno di due minuti rimasti da giocare, i Rams non riescono a ricavare assolutamente nulla dal drive della disperazione, in quanto Goff non riesce ad evitare il turnover of downs: 26 a 13, partita, playoff e stagione finita per i Rams, che però potranno sicuramente guardare al futuro con una ben motivata fiducia.
Atlanta dunque avanza al divisional round, contro Philadelphia: senza Wentz in campo i favoriti sembrano essere proprio loro che, salvo clamorose sorprese, potrebbero essere molto vicini al secondo NFC Championship Game consecutivo.

Nonostante la sconfitta la palla della partita va anche questa volta ad Aaron Donald, in grado da solo di tenere in partita Los Angeles grazie a undici surreali pressioni: il suo 97.8 è ovviamente il voto PFF più alto della contesa, confermandoci così che siamo davanti ad un candidato -nonché favorito- al Defensive Player of the Year.

Post By Mattia Righetti (115 Posts)

Mattia, 21 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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3 thoughts on “Ecco i Falcons: Rams battuti alle wild card

  1. Partita persa per l’inesperienza. L’allegra brigata di Coach McVay si scioglie nel clima dei playoff. Purtroppo non li vedremo più per quest’anno. Nel primo quarto l’emozione e la non abitudine a simili partite ha giocato un brutto scherzo che si è ridotto in errori ripetuti e scriteriati. Solo la mega difesa di Coach Wade Phillips ha tenuto in partita i Rams che tra palloni droppati (anche da Gurley in più occasioni), attacchi inconsistenti e fumble sciagurati hanno scelto di fare harakiri proprio sul pù bello. Un vero peccato.

    • Dicono che ai playoff la palla pesi di più: sicuramente si è visto, dato il numero di punt muffati, e spiace che a perderli ci abbiano pensato giovani come Jackson e Cooper, che sicuramente è fra i migliori del suo ruolo. Peccato per loro, ma saranno lì spesso nei prossimi anni.

    • Verissimo. I Rams hanno peccato di inesperienza, come prevedibile, contro i veterani di Atlanta. Per i primi due quarti i Rams non si sono fidati di Goff e si sono sistematicamente affidati alle corse, cadendo nella trappola di Atlanta che se lo aspettava e che ha chiuso Gurley sempre. Gli errori dello special teamm hanno poi provocato il gap. Nella seconda metà di gara, vista la nullità del gioco di corse e le mani di ghiaccio di Gurley in ricezione (suo limite), si è lasciato mano libera a Goff che però non è assolutamente in grado al momento di risolvere una partita di playoffs. E adesso Atlanta se la può giocare benissimo con Phila senza Wentz!

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