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Il football americano è uno sport crudele, nulla di nuovo, ma in giornate come quella di ieri tutto ciò è più evidente: molto probabilmente Carson Wentz, uno dei protagonisti assoluti di questa stagione, sarà l’ennesima vittima di “torn ACL” della stagione, lo stesso infortunio che è costato la stagione a giocatori del calibro di Edelman, Cook e Watson, per dire alcuni nomi.
Il tutto deve ancora essere confermato, in quanto sarà la risonanza magnetica fra qualche ora a stabilire definitivamente l’entità -o la non entità- dell’infortunio, ma è dal momento stesso in cui è uscito dal campo che si teme per la rottura del crociato.
Ah sì, ci sono anche quattordici partite da raccontare: partiamo subito.

Non può che svanire tutta la soddisfazione per il 43 a 35 con cui gli Eagles si sono imposti sui Rams: la perdita di Wentz sarebbe una beffa clamorosa, soprattutto se pensiamo a quanto successo l’anno scorso ad Oakland nel momento in cui la stagione dell’allora candidato MVP Derek Carr è stata conclusa per la rottura della gamba.
Scusatemi, commentiamo la partita. L’inizio non faceva presagire nulla di buono per Philadelphia, dato che Wentz è stato intercettato al secondo passaggio tentato e subito dopo Gurley ha messo a segno il primo touchdown della sua partita: con le spalle al muro, il numero 11 di Philadelphia ha messo a tabellone 21 punti con tre touchdown, tutti lanciati a tight end, in altrettanti drive, trasformando un poco rassicurante 7-0 in 7-21 per gli ospiti. Il TD con cui Cooper Kupp ha riportato i suoi sotto di un possesso è stato seguito da una serie di punt interrotta da un piazzato di Jake Elliott: 24 a 14 Eagles a metà partita.

Il momento esatto in cui la stagione degli Eagles potrebbe essere stata compromessa.

Il rientro in campo è stato tutto tutto di marca Rams, che con il primo drive hanno trovato immediatamente la end zone grazie al quinto touchdown nelle ultime sei partite di Sammy Watkins, riportandosi sotto di tre punti, diventati improvvisamente quattro di vantaggio nel momento in cui Countess ha riportato nella terra promessa un punt bloccato da Thomas: nel drive successivo Philadelphia ha risposto con veemenza grazie ad un touchdown da due yards di Jeffery, anche se questo drive sarà ricordato come quello del “fattaccio”, in quanto quattro giocate prima della meta il ginocchio di Wentz è stato messo in un sandwich di difensori dei Rams, ed il resto diventerà storia a breve.
Il secondo touchdown della giornata di Gurley ha regalato a Los Angeles l’ultimo vantaggio di giornata, poiché dopo il piazzato di Elliott -in un drive con Foles under center– è salita in cattedra la difesa di Philadelphia, prima regalando a Elliott la possibilità di calciare il field goal del vantaggio dopo uno strip sack di Chris Long e poi costringendo McVay al punt dopo un veloce three and out: il successivo punt di Philadelphia ha dato a L.A. la possibilità di provare un’ultima giocata, stroncata immediatamente da Brandon Graham, lesto a recuperare il pallone dopo un paio di lateral e riportarlo in end zone per abbellire ulteriormente il risultato.
Importantissimo successo per Philadelphia, che viene ufficialmente incoronata regina della NFC East, ma è inutile girarci attorno, senza Wentz le loro possibilità di successo ai playoff crollano vertiginosamente.

Facciamo un po’ il punto della situazione playoff in NFC, dove hanno vinto Carolina, Dallas, Green Bay e Detroit.
Dire che sia una sorpresa potrebbe essere visto come mancanza di rispetto per i Panthers, ma non si può tuttavia dire che il 31 a 24 con cui Carolina ha fermato la corsa dei Vikings fosse il risultato pronosticato da tutti. Una prima metà di gioco estremamente equilibrata -14 a 13 per Carolina- ha dato l’idea che i Panthers potessero effettivamente vincerla: in circa otto minuti il loro vantaggio è passato da una lunghezza ad undici, grazie al touchdown con cui Funchess ha aperto la seconda metà di gioco seguito poi da uno strip sack di Addison che ha messo Gano in condizione di calciare un facile piazzato. Dopo un lungo scambio di punt, Thielen ha tirato fuori dal cilindro la solita big play con l’ennesimo touchdown “yards after catch” della stagione -ed una conversione da due punti ricevuta da Bell-: il successivo intercetto di Cam Newton -primo ed unico errore della sua giornata- non è stato sfruttato a dovere da Minnesota, incapace di andare oltre al piazzato che ha impattato la partita sul 24 pari, rimettendo così in mano la palla a Newton con poco più di tre minuti da giocare. Dopo una breve corsa di McCaffrey, SuperCam ha preso il volo con una corsa da 62 yards che ha messo l’ottimo Stewart in grado di segnare il terzo touchdown di giornata, nonché quello del successo definitivo in quanto il drive della disperazione di Minnesota è terminato immediatamente con turnover of downs. Successo di capitale importanza per i Panthers che ora condividono con i Saints la testa della division. Bastano un paio di big plays ai Cowboys per scrollarsi di dosso i derelitti Giants, sconfitti 30 a 10 in una partita in cui il punteggio finale non rende assolutamente giustizia ai G-Men, in partita fino a pochi minuti del termine sul 10 a 10: dopo il touchdown dell’immortale Witten, Dallas ha trovato per altre due volte la end zone con Rod Smith, prima portando in meta uno screen pass da 81 yards e poi con una corsa da 15 yards successiva ad un intercetto di Eli Manning. Prestazione magistrale di Sean Lee, letteralmente ovunque: oltre ad aver registrato 13 tackles -di cui 6 run stops- il forte linebacker dei Cowboys ha messo le mani sull’intercetto che ha definitivamente chiuso la partita, guadagnandosi così un’ottima valutazione PFF di 85.3.

In un modo o nell’altro, Green Bay è ancora viva.

Vince ancora Green Bay, sempre ai supplementari -e sempre soffrendo- contro i Cleveland Browns: il 27 a 21 con cui i Packers si sono assicurati la settima vittoria stagionale non soddisferà sicuramente i tifosi, ma occorre ricordarsi che probabilmente la settimana prossima tornerà Aaron Rodgers con la seria chance di vincere tutte e tre le partite rimanenti e garantirsi anche quest’anno un posto ai playoff. Buonissima la partita di Hundley, che nonostante abbia raccolto solamente 265 yards lanciando il pallone 46 volte, ha evitato ogni tipo di errore ed ha trovato i sei punti in ben tre occasioni: l’86.4 di PFF premia principalmente quanto fatto vedere nell’ultimo quarto, dove è stato in grado di ricucire uno strappo di 14 punti.
Vittoria totalmente anonima quella dei Lions, che passano per 24 a 21 a Tampa Bay contro i Buccaneers in una partita con ben otto turnovers: la disperata rimonta dei Bucs, in grado di trovare la end zone ben due volte nel quarto periodo, è terminata nel momento in cui Prater a venti secondi dal termine ha messo a segno il piazzato della vittoria da 46 yards. Lions e Packers sono ancora vivi nella corsa ai playoff, anche se al momento nessuna delle due squadre sembra averne abbastanza per la postseason… Rodgers permettendo.

Facciamo altrettanto con la AFC, dove vanno segnalate immediatamente le vittorie di Kansas City, Buffalo, Los Angeles Chargers, Jaguars e la sconfitta dei Tennessee Titans. Tornano finalmente al successo i Kansas City Chiefs, vittoriosi per 26 a 15 su dei terribili Raiders: per vincere a KC bastano quattro piazzati di Butker ed un paio di rushing TD, fra cui quello di un Kareem Hunt che ieri finalmente ha ricordato da vicino quel giocatore che ad inizio campionato nessuno riusciva a fermare, mentre per i Raiders i touchdown di Lynch e Cook sono arrivati a pochi minuti dal termine in un pomeriggio di totale inettitudine offensiva. Ottima prova come dicevo del rookie Hunt, in grado di guadagnare 138 yards oltre ad un viaggio in end zone: le possibilità di playoff dei Chiefs passano da lui. Battono Indianapolis, battono la bufera di neve e rimangono ancora in piena corsa playoff: nel 13 a 7 con cui Buffalo ha battuto Indy c’è veramente di tutto, soprattutto il sapore di un football retrò in quanto McCoy e Gore hanno accumulato ben 68 portate in una giornata in cui lanciare era praticamente impossibile, anche se ad aprire le danze ci ha pensato proprio un lancio ricevuto da Benjamin per un touchdown da 8 yards. Dopo una serie infinita di punt, con pochissimo ancora da giocare, Indianapolis è riuscita finalmente a mettere a segno punti con un touchdown di Jack Doyle, e dopo molte tribolazioni l’extra point che ha portato la partita sul 7 a 7. L’intercetto dei Colts sembrava aver messo Indy nelle condizioni di vincerla, ma il giustificabile errore di Vinatieri ha portato la contesa ai supplementari, dove McCoy ha trovato la corsa vincente firmando il touchdown della vittoria.

Il riassunto di Redskins-Chargers in una foto.

Continua il momento magico dei Chargers, che si sbarazzano senza troppi problemi dei Washington Redskins vincendo 30 a 13: poco da dire in questo caso, il dominio dei Chargers è stato totale, anche se per l’ennesima volta L.A. non si è dimostrata efficiente in red zone accontentandosi di piazzati in tre occasioni in cui francamente potevano fare di più. Fantastico pure oggi Rivers, comodamente sopra le 300 yards ed autore anche in questa occasione di una partita senza errori: è facile intuire perché PFF abbia consegnato a lui la palla della partita. Gli allievi battono i maestri: Jacksonville sconfigge Seattle 30 a 24 in uno scontro caratterizzato da una prima metà di partita con solamente tre punti a tabellone seguita poi da follia e big plays. Il 27 a 10 con cui Jacksonville conduceva a 10 minuti dal termine è stato permesso da un paio di big plays dei ricevitori Westbrook e Cole, ma a quel punto, dopo aver lanciato tre intercetti è salito in cattedra Russell Wilson, prima connettendo con Richardson per un TD da 61 yards e poi con Lockett per uno da 74: dopo un sanguinoso three and out dei Jags Seattle non è riuscita ad andare oltre al turnover of downs -principalmente grazie al sack di Jackson- e quindi, dopo alcune schermaglie e nervosismo, è arrivato il fischio finale che ha consengato la leadership della division a Jacksonville, poiché Tennessee è crollata sotto i colpi di Phil Dawson perdendo 12 a 7 contro i Cardinals. Che i Titans non stessero giocando affatto bene è risaputo, ma pretendere di andare ai playoff guadagnando solamente 204 yards in 56 giocate è pura fantascienza: kudos ai Cardinals, che nonostante tutto stanno vendendo cara la pelle ogni maledetta domenica.

Fra le altre partite della giornata vanno segnalati i successi di Chicago, San Francisco e Denver.
Non c’è stata partita fra Bears e Bengals: il 33 a 7 con cui Chicago ha travolto Cincinnati ci mette davanti al punto più basso raggiunto dai Bengals nell’era Lewis, era che probabilmente è destinata a finire in poche settimane. Sugli scudi il duo Howard-Trubisky, con il runningback in grado di guadagnare ben 155 yards totali e di trovare la end zone due volte, mentre il rookie è stato autore della propria miglior partita fra i professionisti sbagliando solo 7 dei 32 passaggi tentati e raccogliendo ben 271 yards ed un touchdown a cui ne va aggiunto un altro fatto con le proprie gambe.
Continuano a vincere i ‘Niners di Garoppolo, che questa volta passano a domicilio sui Texans per 26 a 16: pure in quest’occasione Garoppolo si è dimostrato in grado di muovere le catene, anche se il 2 su 11 sui terzi down sicuramente non è un dato positivo, ma grazie al solito affidabilissimo Robbie Gould San Francisco è stata in grado di concretizzare ogni occasione avuta, rivelandosi troppo per dei Texans che oltre alle giocate di Hopkins non hanno assolutamente nulla. Ritorna a vincere Denver, che annienta i New York Jets con il punteggio di 23 a 0: in 48 giocate i Jets sono stati in grado di guadagnare solamente 100 yards, e francamente questo dato sintetizza magistralmente la trama di questa partita.

Impressionante Big Ben Roethlisberger.

Partita incredibile fra Ravens e Steelers, che proprio come lo scontro natalizio della scorsa stagione finisce con la vittoria di Pittsburgh che passa in extremis per 39 a 38.
L’inizio è stato estremamente favorevole agli Steelers, che con due touchdown di Bell si sono portati sul 14 a 0, ma un paio di touchdown dei Ravens, uno del ricevitore Moore e l’altro del solito Collins, hanno riaperto la contesa, come testimonia il 20 a 14 con cui si è conclusa la prima frazione di gioco.
Il terzo quarto è stato dominato in lungo e in largo dai Ravens, che mostrando un’incoraggiante brillantezza offensiva sono riusciti a mettere a segno 17 punti senza subire assolutamente nulla: dopo il piazzato di Tucker Baltimore ha trovato la end zone prima con Buck Allen, poi con il fullback Ricard -secondo touchdown in due giornate per l’ex defensive lineman- pescato da Flacco per la meta del più undici.
L’ultimo periodo si è aperto con il rabbioso rientro degli Steelers, che in tre minuti hanno prima trovato i tre punti con Boswell e poi i sei con il fullback Nix -due touchdown di fullback in una partita?-: con l’acqua alla gola Baltimore è riuscita a trovare ancora una volta la end zone grazie al secondo touchdown della giornata di Allen, anche se Pittsburgh è riuscita a replicare quasi subito con la terza meta di Bell.
Un primo down avrebbe regalato ai Ravens la vittoria, ma su 3&3 il passaggio di Flacco per Maclin è finito incompleto, mettendo così Pittsburgh, sotto di due, in grado di vincerla: analogamente all’anno scorso la difesa, orfana di Smith, non è riuscita a contenere il passing game di Pittsburgh e con un passaggio da 34 yards ricevuto da Antonio Brown è riuscita prima ad entrare in zona field goal e poi, con 46 secondi da giocare, a realizzare il piazzato del più uno e della definitiva vittoria.
Giornata impressionante per Ben Roethlisberger, che lanciando la palla in ben 66 occasioni è riuscito a guadagnare 506 yards, 213 delle quali ricevute dal solito, immenso Antonio Brown.
La situazione per i Ravens si complica notevolmente, ma tre vittorie -contro squadre non irresistibili come Cleveland, Indianapolis e Cincinnati- varrebbero loro la qualificazione ai playoff.

Post By Mattia Righetti (131 Posts)

Mattia, 22 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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7 thoughts on “NFL Week 14: la crudeltà del football

  1. Steelers e Ravens sanno sempre regalare spettacolo, speriamo di rivederci anche nei play off!

    • Spero di no!
      Scherzi a parte ok che il calendario dei Ravens è tutt’altro che proibitivo, ma senza Jimmy Smith pure questa volta ci avete preso a pallonate in faccia.

      • Beh insomma.. abbiamo vinto di 1 punto per il rotto della cuffia..
        Cmq partita piena di colpi di scena e avvincente. Sicuramente più divertente di un Juventus Inter 0-0 ;)

  2. Da alcune parti leggevo la perfezione degli Eagles, ed ecco che Wentz si rompe, eliminando cosi il gusto di vederli magari al SB. Purtroppo i QB moderni che corrono rispetto ai Brady / Bress sono inevitabilmente piu esposti a prendere legnate….
    In AFC il calendario delle squadre in lotta per I P.O., appaiate in classifica, i Ravens hanno veramente quello piu facile…mentre I Raiders hanno il peggiore

  3. Sconfitta abbastanza pesante per i miei Seahawks, con i soliti problemi venuti a galla: un primo tempo completamente inesistente da un punto di offensivo, seguito poi dalla solita rimonta, in questo caso rimasta incompiuta.
    Un Wilson stranamente impreciso che regala 3 palloni ai CB avversari e che come al solito allestisce un cavalcante quarto quarto.
    Pass Rush completamente fuori giri che porta a segno solo una hit al qb avversario: abbiamo fatto sembrare Bortles quasi un quarterback da NFL..
    Problema Graham: se non segna in red zone è assolutamente inutile, non fa muovere le catene neanche sotto tortura.
    Dal punto di vista delle corse accumuliamo quasi 150 yards: contro una difesa come quella di Jacksonville è un ottimo numero, manca però sempre il TD da 1 RB.
    La cosa che mi preoccupa di più è il numero di infortuni che ogni domenica Seattle accumula: ieri l’uscita al terzo quarto di Wagner è coincisa con una sequela di punti di Jacksonville che ha fondamentalmente ammazzato la partita. Speriamo si riprenda, altrimenti contro un RB come Gurley bravo a ricevere la vedo durissima.
    Ci aiuta tantissimo Philadelphia mettendo praticamente nelle nostre mani l’accesso ai play-off: una vittoria contro Los Angeles la settimana prossima e due partite accorte contro Dallas e Arizona ci garantirebbero almeno il quarto seed. Speriamo

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