Per i Raiders questa bye week sarà anche un momento per rifiatare e riorganizzare le idee. La squadra sta viaggiando ben al di sotto delle aspettative ed è necessario fare una profonda analisi dei mali che stanno appesantendo il rendimento.

Un primo elemento è indubbiamente lo spettro Las Vegas. Per tutti i comuni mortali ogni trasloco è impegnativo e si tratta solo di spostare un po’ di scatole e spendere del tempo al telefono coi burocrati per cambiare, aprire, chiudere, volturare e cose così. Immagino quindi che un trasloco di una franchigia possa essere alquanto destabilizzante per lo spogliatoio, per i tifosi e per la città intera. Se poi pensiamo che a traslocare è una delle franchigie più radicate nella città in cui ha sede e che il trasferimento è dettato, purtroppo, solo dal dio denaro allora la destabilizzazione può interferire pesantemente anche con il campo ed il gioco giocato.

Ma tralasciando le questioni gestionali che sono all’origine di tutti i mali, vediamo come questi mali si traducono in campo. L’attacco ha decisamente fatto un passo indietro, la difesa gioca benino ma concede tante big play e soprattutto non procura turnover. La vittoria contro Miami ha solo mascherato questi problemi perché le 311 yard e i 3 td concessi sono tanti. Quando si dice che una rondine non fa primavera si può anche dire che una W non significa non giocare bene.

Dicevamo di un attacco che ha fatto un passo indietro. Questo lo si può vedere soprattutto nel gioco aereo dove l’asse micidiale Carr-Cooper sta lasciando un po’ a bocca asciutta. Se da una parte infatti Carr tende un po’ troppo a esagerare e forzare quando non necessario o fare in fretta quando sotto pressione, dall’altra Cooper quest’anno ha le mani di burro. I suoi drop sono stati tanti e alcuni decisivi su terzi down che altrimenti sarebbero stati convertiti. Dalle statistiche NFL vediamo che la sua percentuale di completi è di 49,4. Uno su due. Poco, troppo poco per quello che abbiamo visto nelle stagioni da rookie e sophomore. Non sto però addossando tutto a Cooper, quello che proprio manca è l’alchimia tra i due. Se Cooper fa fatica a prenderle, è altrettanto vero che Carr non gli sta semplificando la vita.

Per un cambio di rotta bisogna puntare di più su Cook e Crabtree che si stanno sempre più affermando come armi importanti. Così facendo a Cooper si toglie un po’ di peso dalle spalle e a Carr si costruiscono più alternative tra cui scegliere ed evitare che debba strafare a lanciare su un ricevitore coperto.

I problemi dell’attacco aereo sono però anche un po’ condizionati dal reparto corse. Attenzione però anche qui puntare il dito contro Lynch sarebbe troppo facile. È vero che Beast Mode non è quello di Seattle e che il rientro dopo un anno di pensionamento si fa sentire, ma è soprattutto vero che le corse sono state chiamate poco. Quello di Oakland è uno degli attacchi più squilibrati e le difese avversarie hanno il gioco un po’ più facilitato. E pure un po’ troppo facilitato.

Se l’attacco quindi gira male e bisognerebbe oliare meglio l’ingranaggio, pure la difesa è in pieno struggle, ovvero fatica. La secondaria è l’anello debole complice anche gli infortuni ai rookie Conley e Melifonwu che non hanno potuto giocare con continuità e non hanno potuto ricoprire quel ruolo che gli era stato riservato: ringiovanire e migliorare la difesa nel profondo. Sui lanci i Raiders sono in netta difficoltà. Le statistiche ci dicono che ogni completo avversario costa in media 10.7 yard alla difesa. E 10 yard sono un primo down. Fare 1 + 1 in questo caso è facile.

Al rientro dalla bye week li aspetta una dura prova in quel di Mexico City: Brady e i Patriots. Difficile immaginare che la secondaria possa raddrizzarsi così in fretta perché sono tanti gli acciacchi e le cosine da sistemare, ma si può invece immaginare di lavorare subito sulla pass rush che pure rispetto allo scorso anno non sta dando i risultati sperati, riservando a ognuno il proprio ruolo. Una critica costante e che riporto vede un cattivo utilizzo di Mack. Il Defensive Player of the Year è troppo concentrato sulla pass rush facendoci dimenticare quanto invece fosse dominante sulla difesa nelle corse. Sistemare la pass rush significa anche ridare a Mack il proprio ruolo naturale e liberare la bestia, cosa per altro tutt’altro che sbagliata ora che winter is coming e di conseguenza aumentano significativamente i giochi di corsa avversari perché lanciare con freddo, pioggia o neve non sempre è consigliatissimo.

E poi puntiamo tutto su Giorgione Tavecchio! Scherzi a parte, perché non si vincono le partite 3 punti alla volta, però con spirito casalingo ci piacerebbe vedere Tavecchio schierato ai playoff e premiato l’ottimo lavoro dello special team.

Aggiustare in corsa è possibile perché se finora Oakland ha fatto meno dello scorso anno, ha le potenzialità per migliorare. La prima cosa da sistemare è però il possesso palla. Tornando alle statistiche per l’ultima volta i Raiders sono 28mi per tempo di possesso e senza palla in mano, non si ha il controllo e non si vincono le partite. Come risultato la difesa deve stare in campo troppo tempo, e fa male agli occhi vedere Lynch con la palla in mano in media solo 13 volte quando produce 4,85 yard per portata.

Il problema è che con Patriots, Chiefs e Eagles sulla strada sarà difficile raggiungere quelle 10W che lo stesso Del Rio ha fissato come obiettivo.

Post By Michele Comba (75 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla “Who Dat Nation”.

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One thought on “I Raiders e una stagione da raddrizzare

  1. Questo è l’anno perchè Lynch a LV non vuole andare.

    E si comincia dal battere i Pats con le corse.

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