Trade, i Dolphins che cacciano il miglior giocatore della squadra per ricevere in cambio poco più di un sacchetto di patatine, sospensioni che non lasciano al giudice nemmeno il tempo di battere il martelletto -e rovinano la mia stagione di Fantasy Football- che intanto si è già passati alla fase successiva della guerra contro Goodell: ah sì, in tutto ciò troviamo comunque un discreto quantitativo di football giocato e partite in cui due quarterback si danno botta e risposta con più di 400 yards e 4 touchdown lanciati a testa, giusto per dire.
Sì, la stagione NFL è veramente entrata nella fase finale, in quanto possiamo tranquillamente dare alla scorsa domenica il valore simbolico di spartiacque della stagione: dico ciò soprattutto dopo aver sudato qualche camicia -sette no, non credo di averle nell’armadio, troppo giovane!- nel valutare la stagione delle squadre AFC e NFC.
Week nove dicevamo? Andiamo!

Le partite più interessanti

Tampa Bay Buccaneers @ New Orleans Saints, domenica ore 19.00

Con un running game così efficiente, fermare Drew Brees è oggi più difficile che mai.

Tampa Bay, se ci sei batti un colpo! La mia delusione per quanto combinato finora dai Bucs è oramai cosa ben nota, quindi continuare a spiegarvi quanto mi attendessi da Winston ed Evans e DeSean Jackson e… scusatemi, stavo per ricominciare tutto di nuovo. I Saints sono al momento una delle squadre più divertenti da vedere e più equilibrate, soprattutto grazie alla nuova vitalità difensiva apportata dai cornerbacks Crawley e Lattimore: certo, occorre notare che i quarterbacks che hanno saputo mettere a tabellone solamente 29 punti nelle ultime due partite contro i Saints sono Hundley e Trubisky, non esattamente la più spaventosa delle competizioni, però dall’incontro dominato con i Panthers è innegabile affermare che qualcosa sia scattato in questo team. Contro i Buccaneers questo reparto avrà la possibilità di dimostrare che quanto fatto finora non è figlio del caso o il risultato di un calendario semplice, ma piuttosto di un miglioramento dovuto a coraggiose scelte al draft: vincere contro un’avversaria divisionale è sempre bello, e portarsi sul 6-2 scrollandosi definitivamente di dosso una squadra in piena crisi sul 2-6 infonderebbe a questa compagine una ulteriore dose di autostima.

Kansas City Chiefs @ Dallas Cowboys, domenica ore 22.25
Proprio nel momento in cui i Cowboys sembravano tornati ad essere quella squadra che nel 2016 ha per lunghi tratti dominato la NFC, ecco arrivare puntuale la stangata ad Elliott: non che non ce l’aspettassimo, però a questo punto era plausibile pensare che venisse tutto rimandato alla offseason, anche se la faccenda è ben lontana dall’essere chiusa. Kansas City è tornata a vincere, ma non a convincere: il 29 a 19 con cui hanno avuto ragione dei Broncos non può essere ritenuto un risultato più di tanto soddisfacente, in quanto al momento Denver schiera uno dei peggiori attacchi della lega, e contro dei Dallas con un Prescott in cerca di riscatto -ci ha abituato troppo bene- dopo la deludente prova contro Washington occorrerà performare sicuramente meglio. Il 4-3 con cui l’America’s Team giunge al giro di boa non può sicuramente soddisfarli e per dimostrare a sé stessi di essersi definitivamente lasciati alle spalle il periodo negativo pre-bye week una convincente vittoria contro i Chiefs potrebbe risultare parecchio utile. Attenzione al fattore X Dez Bryant: la secondaria dei Chiefs si sta rivelando veramente generosa e se a fine giornata vedessimo qualche “X” alzata in cielo, probabilmente i Cowboys avranno vinto. ULTIMA ORA: Elliott, in attesa del verdetto del definitivo, giocherà anche questa domenica.

Detroit Lions @ Green Bay Packers, martedì ore 02.30
Ed eccoci arrivati al momento della settimana in cui il buon Mattia ricorda ai suoi lettori che Aaron Rodgers è infortunato e che manca tanto a lui, ai Packers ed alla NFL intera: sono passate settimane, parlare ancora di Aaron Rodgers, per quanto mi risulti duro dirlo, è insensato. È questa partita fuori dalla portata dei Packers? Forse, ma vincerla non è impossibile anche se devono andare bene, contemporaneamente, un numero di cose troppo elevato perché sia verosimile: la difesa deve assolutamente replicare quanto fatto dagli Steelers nel Sunday Night Football di domenica scorsa e limitare i Lions a semplici piazzati, mentre l’attacco dovrà affidarsi alla rivelazione Aaron Jones -autore di una grandiosa partita contro i Saints- che se avrà successo riuscirà a mettere Hundley in grado di trovare completi meno difficili su lanci da play action, in quanto nonostante tutto Nelson, Adams e Cobb sono comunque in campo. La probabilità che tutto ciò si realizzi è molto bassa, ma con due settimane di tempo per preparare la partita -e provare a dimenticare quanto successo al 12- non escluderei sorprese.

I protagonisti

Andrew Luck
Lasciatemi il tempo di spiegare: so bene che Luck domenica non scenderà in campo, anzi, ieri giovedì 2 novembre il suo 2017 è stato ufficialmente dichiarato concluso senza essere mai iniziato. Forse i vari Watson, Prescott, Goff e Wentz vi avranno fatto dimenticare quanto speciale fosse Andrew Luck, ma io no, non dimentico un giocatore di cui mi innamorai praticamente subito e che, più e più volte, pensai che potesse essere colui in grado di porre fine all’egemonia Patriots sulla AFC: il guaio alla spalla che gli condizionò pesantemente il 2015 è stato preso seriamente solo verso il termine della scorsa stagione e dopo l’inevitabile operazione a gennaio, del numero 12 dei Colts non si è saputo più nulla. Perché dunque inserisco fra i protagonisti della nona settimana NFL un giocatore che quest’anno il campo nemmeno lo ha visto? Forse semplicemente per impulsività, dato che la notifica sulla fine della sua (non)stagione mi è arrivata poco fa, o forse perché non riesco a darmi pace che questi Colts siano riusciti a bruciare uno dei talenti più cristallini di tutto il panorama sportivo del ventunesimo secolo gestendolo come fosse un semplice Tamagotchi.

Devin Funchess

Riuscirà Devin Funchess a diventare il punto di riferimento dell’attacco dei Panthers?

La trade che ha riunito Kelvin Benjamin a Sean McDermott ha di fatto sancito la trasformazione di Devin Funchess da semplice ricevitore complementare a punto focale del passing game dei Carolina Panthers: il record di 5-3 con cui si presentano alla nona settimana di gioco li mette chiaramente in lotta per la postseason, quindi affermare che dal successo di Funchess passino le speranze dei Panthers di tornare ai playoff e finire quanto iniziato due anni fa è più che legittimo. Se mettiamo a confronto i suoi numeri con quelli del nuovo giocatore dei Bills, i dubbi sulla bontà della trade non fanno altro che aumentare: Funchess ha una ricezione in più rispetto alle 32 di Benjamin, ma un catching rate inferiore -62,7% a 56,9%- e soprattutto meno yards, in quanto le sue 357 yards gli permettono di registrare una media di 10,8 iarde a ricezione, dato ben peggiore rispetto alle 14,8 di Benjamin. Dire che i Panthers abbiano preso un rischio enorme sarebbe un eufemismo, però è chiaro che se hanno tutta questa fiducia nei suoi confronti l’ex Michigan deve veramente avere qualcosa di speciale: che ce lo faccia scoprire durante una trionfante cavalcata verso i playoff?

Tutta la difesa dei Raiders
È già capitato più volte che io abbia messo un intero reparto in questa colonna, ma forse nessun caso è più giustificato di questo: i problemi difensivi che affliggono Oakland non sono sicuramente una novità, ma non essere mai stati in grado di mettere le mani sul pallone e portare a casa un intercetto in otto partite giocate è sicuramente peculiare. Pensiamo un po’ a come può nascere un turnover: da un lancio troppo lungo o troppo corto facilmente prendibile dal cornerback, da un pallone sporcato sulla linea di scrimmage e raccolto comodamente da un linebacker o semplicemente -avrei dovuto aprire le virgolette- dalla vittoria del cornerback sul ricevitore in una “fifty-fifty jump ball”, ossia un pallone lanciato in direzione del ricevitore che può essere preso tanto da lui come dal cornerback avversario. Niente, Oakland non è stata in grado di procurarsene nemmeno uno, e che non pensiate che vada tanto meglio per quanto riguarda i sacks, assolutamente no: contro dei Dolphins in modalità autodistruzione che in sette giorni hanno perso contro i Ravens 40-0 ed hanno di fatto cacciato Ajayi, i Raiders avranno la miglior occasione per generare qualsiasi tipo di turnover e soprattutto di vincere, tenendo ancora vive le speranze playoff. Per il momento.

Uno spunto per le altre partite della domenica

Indianapolis Colts @ Houston Texans, domenica ore 19.00
Non mi vengono in mente altre stagioni rookie altrettanto esaltanti interrotte da un infortunio: signori miei, Deshaun Watson si è rotto il crociato in allenamento e niente, proprio quando erano diventati una delle squadre più divertenti da vedere della lega, riecco Tom Savage. Pronosticare l’esito dello scontro Brissett-Savage non mi sembra al momento essere possibile, perché nonostante un roster nettamente superiore i Texans saranno probabilmente ancora sotto shock per aver perso così beffardamente il futuro della propria franchigia.

Cincinnati Bengals @ Jacksonville Jaguars, domenica ore 19.00
Dopo una settimana di riposo, riecco Fournette, riecco i Jaguars: fra il loro front seven e l’offensive line dei Bengals non dovrebbe esserci competizione, e se a questo quadretto aggiungiamo pure un Dalton prono agli errori, probabilmente Sacksonville saprà portare a cinque i successi in stagione. Anche se a questo punto della regular season non sono veramente più sicuro di nulla.

Los Angeles Rams @ New York Giants, domenica ore 19.00
Riecco i Rams ed i Giants! L’ultima volta che queste due squadre si sono affrontate hanno messo in scena una delle peggiori partite che i miei stanchi occhi abbiano mai visto -Londra, pick six di Landon Collins, ricordate?-: quest’anno sulla carta non c’è partita, in quanto ad ospitare i lanciatissimi Rams ci saranno dei Giants senza un attacco, ricolmi di dramma -dopo la sospensione di DRC ecco quella di Jenkins- e soprattutto vittoriosi solo una volta in sette partite. Quanta qualità questa domenica!

Atlanta Falcons @ Carolina Panthers, domenica ore 19.00
Probabilmente la partita più difficile da pronosticare dell’intera giornata: entrambe le compagini hanno vissuto periodi migliori, e la trade di Benjamin sembra aver ulteriormente impoverito uno degli attacchi più in crisi della lega, mentre anche se qualcosa non sta funzionando vedere i nomi Ryan, Jones, Freeman e Sanu fa sempre una discreta paura. La vittoria è troppo importante per entrambi, soprattutto in luce di questi Saints così ispirati: comunque vada a finire questa partita ciò che sembra sicuro è che entrambe dovranno fare di più, molto di più se vorranno raggiungere la postseason.

Denver Broncos @ Philadelphia Eagles, domenica ore 19.00
Questo campionato è bello perché imprevedibile -soprattutto nelle ultime settimane- ma proviamo a mettere nero su bianco tutti i dati: i Broncos sono 3-4, gli Eagles 7-1 e giocano in casa, l’attacco di Denver è in crisi da un mese e mezzo mentre quello di Philadelphia è fra i più produttivi della lega, la difesa dei Broncos è come sempre ottima, così come quella degli Eagles ed il quarterback titolare della squadra del Colorado è Brock Osweiler, mentre quello degli Eagles… vi siete fermati a Brock Osweiler, vero? Ci siamo capiti.

Baltimore Ravens @ Tennessee Titans, domenica ore 19.00

Giocherà domenica Joe Flacco?

Giocano male, sono lunatici ma comunque la loro stagione è ancora vivissima: sto parlando dei Ravens o dei Titans? Difficile dirlo, come sarà difficile prevedere chi uscirà vincente da questo incontro: se i Ravens -Flacco- sapranno evitare errori e rifornire costantemente Alex Collins di palloni, potrebbero tranquillamente riuscire a portare a casa la quinta W stagionale… Mariota permettendo!

Arizona Cardinals @ San Francisco 49ers, domenica ore 19.00
Succede una cosa bella -l’acquisizione di Garoppolo- e per una strana legge del contrappasso ne succede una orribile -infortunio di Garcon, stagione finita per lui-: avranno mai pace i 49ers? Che il nuovo quarterback giochi è tutto da vedere, in quanto Shanahan si è dimostrato dubbioso sul fatto di farlo scendere in campo in questa stagione, stagione in cui effettivamente non hanno più nulla, se non l’onore, per cui giocare: questa partita rappresenta la migliore possibilità di togliere lo zero dalla colonna delle vittorie, in quanto i Cardinals di Stanton sono una delle squadre più inette, offensivamente parlando, dell’intera lega, anche se comunque dall’altro lato del pallone troviamo una difesa che sulla carta dovrebbe essere fra le migliori.

Washington Redskins @ Seattle Seahawks, domenica ore 22.05
Questo è un matchup in cui Seattle potrebbe perdere per la propria indole lunatica ma francamente con un Wilson del genere non vincere è veramente complesso: due giorni fa abbiamo girato il calendario, siamo a novembre, il mese in cui Wilson ed i Seahawks iniziano finalmente a carburare e giocare in modo consistente. I Redskins rimangono comunque un brutto cliente, però Seattle non può permettersi passi falsi.

Oakland Raiders @ Miami Dolphins, lunedì ore 02.30
E per l’ennesima volta qualità per il Sunday Night Football: gli ingredienti perché questo incontro diventi assolutamente inguardabile ci sono tutti, anche se spero che ci sia un po’ di orgoglio nei Raiders per provare a darsi un’altra possibilità in questa seconda parte di stagione. Non escludo una loro vittoria, ma francamente non riesco a concepire un’idea sul come Miami possa vincere questa partita.

Buffalo Bills 21 @ New York Jets 34, Thursday Night Football
Forse non riuscirò mai a capire pienamente come, ma in un modo o nell’altro questi Jets continuano a vincere: l’ultima vittima sono i lanciatissimi Buffalo Bills, traditi dalla loro difesa sulle corse che oltre ad aver permesso a Matt Forte -immortale- di trovare due volte la end zone ha concesso più di 190 yards, dando così a McCown la possibilità di limitarsi a gestire il pallone evitando turnovers. Brutta battuta d’arresto per i Bills, che rimangono sì in piena corsa per la postseason ma che devono ancora giocare contro New England: questa sconfitta potrebbe rivelarsi fondamentale per l’economia della loro stagione.

Post By Mattia Righetti (93 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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