Ultima settimana di preseason: dopo le prove generali della settimana scorsa i titolari hanno lasciato spazio alle seconde e terze linee in una partita che per molti giocatori rappresenta l’ultima grande opportunità di impressionare il coaching staff della propria squadra per un posto nel roster finale.
Per una buona parte del migliaio di ragazzi tagliati il sogno NFL è finito mentre per altri inizia un lungo purgatorio nella practice squad di chissà quale team: la dura realtà della National Football League.
Vediamo dunque chi ce l’ha fatta.

CHI SALE

Jakeem Grant, WR, Miami Dolphins: scelto al sesto round nel draft del 2016, Grant è riuscito a sopravvivere ai tagli del weekend garantendosi così un posto nel roster finale dei Dolphins. Principalmente usato come returner, Grant ha comunque dimostrato di poter dire la sua grazie ad un’ottima prestazione giovedì sera contro i Vikings: 4 ricezioni per 141 yards ed un touchdown buoni per una votazione PFF di 86.3 hanno convinto coach Gase a dare una chance all’ex Texas Tech, che a questo punto cercherà di ritagliarsi uno spazio importante anche nella rotazione offensiva di Miami.

Sempre emozionante vedere un big man con la palla in mano!

Carl Davis, DT, Baltimore Ravens: difficilmente si taglia una scelta del terzo round, ma in un reparto profondo come la D-Line dei Ravens è estremamente complesso riuscire a fare la differenza e quindi garantirsi un posto in squadra. La prestazione contro i Saints è proprio ciò che serviva all’ex Iowa per impressionare coach Harbaugh: in 23 pass rushing snap Davis è stato in grado di portare pressione al QB avversario in tre occasioni, registrando una quarterback hit e soprattutto intercettando un passaggio di Chase Daniels che ha permesso ai Ravens di trovare la end zone nel drive successivo.

Jordan Evans, LB, Cincinnati Bengals: ottenere il voto PFF più alto in assoluto sicuramente avrà aiutato Evans a tenersi stretto il proprio posto di lavoro, in quanto il suo 94.9 è arrivato al termine di una partita mostruosa contro i Colts. In soli 18 snaps è riuscito a mettere a segno sei tackle, tutti risultati defensive stops, dimostrandosi anche fantastico nel passing game concedendo solamente due ricezioni, sulle quattro volte che il pallone è stato indirizzato all’uomo da lui coperto, per un guadagno totale di una misera iarda: a non far sentire l’assenza di Burfict ci penserà proprio lui.

Adarius Glanton, LB, Tampa Bay Buccaneers: trovare spazio in un reparto in cui primeggiano Lavonte David e Kwon Alexander non è per niente banale, ma il front office dei Bucs non ha potuto ignorare la fantastica prestazione di Glanton che contro i Redskins è riuscito a farsi trovare pronto ovunque. Oltre ad aver messo a segno 8 tackles, di cui tre run stops, si è dimostrato estremamente affidabile anche in copertura concedendo una sola ricezione causando però la perdita 4 yards agli avversari. Dopo due anni di practice squad può finalmente essere arrivato il momento di Glanton?

Jacoby Brissett, QB, Indianapolis Colts: prova pazzesca quella dell’ex Patriots che contro i Giants ha lanciato per 341 yards e 4 TD, impressionando così i Colts che a questo punto (quasi) ufficialmente senza Luck per almeno un paio di partite si garantiscono della profondità con Brissett, scambiato con Phillip Dorsett nella sera di sabato. Difficilmente avrà fin da subito l’opportunità di guidare un attacco che senza Luck in questa preseason è stato francamente inguardabile: il suo talento è intrigante ma il fatto che i Patriots abbiano lasciato andare senza troppi problemi una scelta al terzo round dello scorso draft è piuttosto allarmante.

Credo che Jones durante la stagione sarà in grado di mettere le mani su qualcosa compreso fra le 120 e 150 portate.

Taylor Moton, OT, Carolina Panthers: la sua presenza nei 53 non è mai stata messa in dubbio in quanto tagliare una seconda scelta selezionata pochi mesi prima è alquanto raro, ma la preseason di Moton è stata veramente spettacolare. La posizione di offensive tackle è stata negli ultimi anni il tallone d’Achille dei Panthers: il rookie è riuscito a guadagnare una votazione di 86.1 rivelandosi efficace sia nel gioco di corse che nel pass blocking, in quanto nei 99 snaps giocati in preseason ha concesso solamente tre pressioni. Se i Panthers trovano nuovamente il modo di correre con efficacia possono tornare ad essere di nuovo pericolosi.

Aaron Jones, RB, Green Bay Packers: che i Packers abbiano disperatamente bisogno di un runningback è risaputo e se Montgomery si è dimostrato comunque estremamente competente, l’idea è quella di trovare in fretta un vero e proprio featured back. Nonostante la competizione portata da Jamaal Williams, Jones è stato autore di una buonissima prova contro i Rams: otto portate per 48 yards, quattro missed tackels causati ed un touchdown su ricezione hanno messo in mostra la versatilità del runningback selezionato al quinto round dell’ultimo draft.

CHI SCENDE

Brock Osweiler, QB, Denver Broncos: sì, Denver Broncos! Dopo una preseason in cui ha sprecato ogni possibilità datagli dai Browns, sabato è arrivato l’inevitabile taglio: Kizer è chiaramente il titolare ed alla fine l’obiettivo dei Browns era quello di guadagnare una scelta per il prossimo anno tramite la trade che lo ha visto essere scaricato dai Texans. Tornerà a Denver dove il ruolo sembra essere quello di QB2 in attesa che Lynch recuperi dall’infortunio alla spalla che gli ha fatto concludere anzitempo la preseason: non dovrà sorprendevi vederlo di nuovo free agent nel giro di pochi.

Trevor Knight, QB, Arizona Cardinals: perdere 30 a 2 una partita in cui sei il quarterback titolare sicuramente abbassa le probabilità che tu riesca a sfuggire alle forbici che sfoltiscono il roster. Disastrosa la prova contro i Broncos nella quale ha completato solamente due passaggi, facendo registrare un QB rating di 0.0 con la tasca pulita senza pressioni avversarie: 2 su 12 per 19 yards ed un orribile intercetto chiudono la sua breve esperienza ai Cardinals, nella speranza che i front office delle altre 31 squadre non vedano il film di questa partita.

Cyrus Jones, CB, New England Patriots: si complica terribilmente l’avventura di Jones ai Patriots in quanto dopo una preseason per lunghi tratti sciagurata, è arrivata pure la devastante rottura del crociato che gli farà perdere tutta la prossima stagione. Belichick non ha mai avuto problemi ad ammettere i propri errori, perciò l’anno prossimo di questi tempi potrebbe aver salutato la scelta più alta del draft dello scorso anno già da un pezzo.

Con giocate come questa credevo che il posto di Williams nel roster dei Seahawks fosse sicuro: evidentemente sbagliavo.

Kasen Williams, WR, Cleveland Browns: questo taglio francamente non me lo so spiegare, soprattutto dopo la trade che portato Kearse ai Jets per Sheldon Richardson. Autore di una preseason favolosa, Williams sembrava essersi garantito un posto non solo nel roster dei Seahawks, ma pure nella rotazione che vedremo dalla settimana prossima: 9 catches per 209 yards ed un touchdown non sono bastate a convincere Carroll che a questo punto a Baldwin affiancherà Lockett, Richardson, McEvoy e Darboh. I Browns se lo sono assicurati immediatamente dal waiver.

Alex Boone, OG, Minnesota Vikings: un anno dopo aver firmato un rinnovo da 26 milioni i Vikings mettono alla porta l’ex 49ers, rivelatosi particolarmente inefficace nel run block dove non è riuscito ad andare oltre la votazione di 49.3 rivelandosi fra le cause principali di un attacco ultimo nella lega per yards a portata – 3.2- e corse da più di 15 yards- cinque-. Evidentemente i Vikings sono stati soddisfatti dalle prestazioni del rookie Elflein che a questo punto partirà con ogni probabilità titolare già dalla settimana prossima.

Victor Cruz, WR, Chicago Bears: sorprendente a dir poco la mossa dei Bears che, specialmente dopo l’infortunio di Meredith, sembravano obbligati a tenere l’ex Giants. Dopo una preseason estremamente complicata in cui ha saputo afferrare solo 6 ricezioni per 28 yards Chicago ha deciso di affidare il posto nella slot a Kendall Wright: il feeling non è mai nato, infatti Cruz si è raramente allenato con le prime linee ed a questo punto bisogna vedere se questo taglio scandirà la parola fine sulla sua carriera.

La preseason è finita: ciò vuol dire che da lunedì prossimo ci sentiremo ogni settimana per il recap della domenica ma attenzione, che quest’anno pure nel weekend uscirà un articolo in preparazione per le partite!
Ci sentiamo presto.

Post By Mattia Righetti (72 Posts)

Mattia, 21 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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