Non è facile parlare di Jets e trovare motivi per essere ottimisti, quantomeno nel breve periodo: la strada intrapresa dal general manager Mike Maccagnan e dall’head coach Todd Bowles è chiara, e parla di una ricostruzione totale, fatta dell’addio ai costosi veterani a favore di giovani scelti nei recenti draft.

Chiaramente questo percorso prevede un anno zero ed è questo, con un roster senza dubbio giovane ma inesperto e senza grande qualità. Da qualche parte ci si interroga anche se zero sarà il numero delle vittorie di quest’anno, anche alla luce di alcuni infortuni che hanno colpito i (pochi) giocatori di qualità della squadra, però questo è dare troppo contro a questi Jets. E poi anche i Browns e i 49ers dello scorso anno hanno chiuso con una e due vittorie, quindi c’è speranza per tutti.

Christian Hackenberg

Fallito alla grande l’esperimento Geno Smith, il primo nodo è nella posizione di quarterback, dove è stato scelto a sorpresa Christian Hackenberg al secondo round del draft 2016. Questi non ha visto il campo nella sua stagione da freshman, ha lavorato molto per affinare il suo gioco e deve dimostrare di poter sconfiggere la concorrenza di Josh McCown (la soluzione a breve termine) e Bryce Petty. Nel caso in cui non ci riesca, non è difficile immaginare i verdi puntare con decisione sul ruolo nel prossimo draft, alla luce della grande classe di quarterback in arrivo dal college.

La coppia Matt Forte – Bilal Powell è stata l’unica responsabile del dodicesimo attacco della nazione su corse, ma a prezzo di enorme fatica, in particolare con il primo che ha chiuso con 3,7 di yards/portata. Saranno ancora loro due a portate la palla con più frequenza, ma va prestata attenzione al rookie Elijah McGuire, che a Louisiana Lafayette ha sempre offerto molta qualità.

Tra i wide receiver c’è stata la pulizia di primavera dei veterani, con le partenze di Eric Decker e Brandon Marshall. Si è deciso così di puntare con decisione sui giovani ma la fortuna non è proprio dalla parte dei Jets: Quincy Enunwa, il miglior ricevitore della squadra nel 2016, sarà fuori per tutta la stagione per un infortunio al collo e Lucky Whitehead, firmato in offseason dopo essere stato tagliato da Dallas per uno scambio di persona e possibile alternativa anche come ritornatore, si è rotto un piede e non è atteso a un rapido rientro.
A questo punto le opzioni per il quarterback, supponendo che riesca a lanciare, sono limitate, con il sophomore Robby Anderson come migliore alternativa e un gruppo di punti di domanda che vedrà Jalin Marshall (sospeso per le prime quattro partite della stagione per uso di PED), Chris Harper, Charone Peake, Chad Hansen e ArDarius Stewart giocarsi il posto.

Austin Seferian-Jenkins sarà il tight end titolare: arrivato da Tampa Bay a stagione in corso è in cerca delle soddisfazioni e della salute fisica che non ha trovato in Florida. Alle sue spalle potrebbe emergere il talento del rookie Jordan Leggett, che ha giocato un ruolo importantissimo nella cavalcata di Clemson verso il titolo nazionale.

Anche la linea offensiva risponde ai criteri di ricostruzione, con la partenza del centro Nick Mangold: da sinistra a destra Kelvin Beachum, James Carpenter, Wesley Johnson, Brian Winters e Brent Qvale hanno esperienza pluriennale ma nessuno supera i 28 anni.

La difesa vede la perdita del miglior tackler del 2016, David Harris, passato a New England. Per la sua sostituzione si è optato per il cavallo di ritorno Demario Davis, di nuovo con i Jets dopo un solo anno con i Browns. Intorno a lui, però, il reparto pare leggerino nonostante i grandi investimenti in sede di draft.

Demario Davis

Un anno fa una linea difensiva comprendente Muhammad Wilkerson, Sheldon Richardson e Leonard Williams era considerata di assoluta qualità. Adesso ci sono molti dubbi, in quanto il primo non ha reso dopo aver ottenuto il contratto della vita e il secondo è stato usato in tantissime posizioni senza però fare i numeri. C’è anche il problema del sovrannumero, perché in tre combattono per le due posizioni ai lati del nose tackle Steve McLendon.

A fare coppia con Davis ci sarà la prima scelta 2016, Darron Lee, spostato all’interno per permettergli di sfruttare il suo atletismo. Ai loro fianchi potrebbe esserci occasionalmente Richardson, più uno a scelta tra Lorenzo Mauldin e Jordan Jenkins.

Il front office dei Jets ha puntato con decisione su due safety come prime due scelte dell’ultimo draft, Jamal Adams (LSU) e Marcus Maye (Florida). A cornerback, partito Darrell Revis, è stato firmato un altro prodotto LSU, Morris Claiborne, il quale dal 2013 non è mai riuscito a giocare più di 11 partite in una stagione in quel di Dallas. Dall’altro lato Buster Skrine è un onesto mestierante alla settima stagione nella lega.

Nella sua stagione da rookie il punter Lachlan Edwards ha lasciato parecchio a desiderare (ultimo in NFL per yards per punt, 37,3) e dovrà iniziare a rendere per essere ancora parte del progetto. Per risparmiare qualcosa sul cap i Jets hanno rinunciato al kicker Nick Folk. Al suo posto è stato firmato il più economico ma molto meno preciso Chandler Catanzaro. Con l’infortunio di Whitehead e la sospensione di Marshall viene meno anche ogni certezza nel ruolo di ritornatore, che potrebbe andare a Frankie Hammond.

Come per ogni squadra della AFC East il calendario è impegnativo, con New Orleans, Tampa Bay, Atlanta, Denver, Kansas City e Oakland tutte avversarie molto impegnative. In più Miami e Buffalo sono squadre dalla crescente solidità e i Patriots sono sempre i Patriots. Di conseguenza la stagione dei Jets sarà eterna per i tifosi, con l’asticella delle tre vittorie come traguardo.

Post By Cern (182 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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One thought on “New York Jets 2017 preview

  1. New York Jets 2016 preview???🤔… di nuovo?? 😨 Secondo me c’è qualcosa che tocca…😂😅😂😅

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