Molti dicono che la sfortuna sia l’alibi dei perdenti: evidentemente non hanno visto giocare quelli che fino a qualche mese fa erano i San Diego Chargers.

Il 5-11 con cui i Chargers hanno salutato la “Finest City” è stato la logica conseguenza di miriadi di infortuni fra cui quelli di Allen, Woodhead, Verrett e Te’o e anche, soprattutto, per gli inspiegabili e sciagurati crolli negli ultimi quindici minuti di gioco: dieci delle undici sconfitte sono arrivate con scarti inferiori a 10 punti e se analizziamo il tutto più a fondo, in cinque occasioni i punti di scarto sono stati meno di cinque.
Se davanti ai molti infortuni non si può che abbassare la testa e sospirare, i collassi a fine partita derivano da un inspiegabile calo di prestazioni dell’anima di questa squadra, Philip Rivers: i touchdown lanciati nell’ultimo quarto d’ora sono solo cinque, quasi la metà rispetto ai nove intercetti ma a preoccupare di più è la percentuale di completi che rispetto al surreale 76% registrato nel primo quarto crolla fino al 55%.

Ma è giusto puntare al dito contro colui che negli ultimi undici anni ha giocato ogni snap possibile? Forse no, ma occorre ricordare che Rivers negli ultime tre stagioni è stato il leader di intercetti in ben due occasioni lanciandone in media 17 all’anno. Però teoricamente, infortuni permettendo, nel primo anno a L.A. dovrebbe poter contare su uno dei supporting cast più profondi e pericolosi della propria carriera.

Se in campo Keenan Allen è fra i ricevitori più affidabili e produttivi della lega.

Ci si attendevano risposte da Melvin Gordon dopo un’annata rookie in cui è stato incapace di trovare la endzone, risposte che parzialmente sono arrivate: le dodici volte in cui ha messo a segno un touchdown avranno fatto tirare un enorme sospiro di sollievo ad un front office spesso in iperventilazione, ma le 3.9 yards a portata costituiscono un dato non confortante per un running back agile ed esplosivo come l’ex Wisconsin. La perdita di Woodhead si farà sentire soprattutto sul terzo down, poiché escludendo Bell e Johnson è impossibile trovare un RB con mani altrettanto sicure e con tale abilità nel racimolare yards dopo la ricezione.
Il pacchetto di ricevitori è qualcosa per cui vale la pena leccarsi i baffi ma, come tradizione vuole quando si parla dei Chargers, bisognerà incrociare le dita e sperare che nessuno si infortuni troppo seriamente. Ad affiancare il rientrante Keenan Allen troviamo il rookie Mike Williams per cui è stata spesa una scelta nella top ten dell’ultimo draft: peccato solo che giunti ormai nella parte finale della offseason l’ex Clemson debba ancora allenarsi con consistenza a causa di un’ernia del disco che probabilmente lo costringerà ad iniziare la stagione dalla PUP list ritardandone il debutto fino ad ottobre, salvo ricadute.

Tyrell Williams inizierà dunque la stagione da WR2 dopo un ottimo 2016 da oltre 1000 yards in cui è emerso come legittimo go-to-guy; Travis Benjamin tenterà di difendere il suo numero di snap dalla slot offrendo a Rivers la possibilità di cercarlo con passaggi profondi in cui potrà sfruttare tutta la propria velocità per creare dal nulla qualche big play. Dontrelle Inman probabilmente sarebbe titolare in metà delle 32 franchigie della lega ma assicura a coach Lynn una valida alternativa ad eventuali- inevitabili- infortuni.
Arrivato a 37 anni Antonio Gates è pronto a fare spazio al sophomore Hunter Henry, reduce da un’esaltante prima stagione in cui quasi un quarto delle sue 36 ricezioni sono avvenute in endzone, non prima però di aver scritto un’altra pagina nella storia del gioco: il suo prossimo touchdown sarà il 112esimo e costituirà il record assoluto fra tight end, in quanto al momento è alla pari con l’altrettanto mitico Tony Gonzalez.

La linea d’attacco ha già perso per tutta la stagione la scelta al secondo round Forrest Lamp per la rottura del crociato, complicando notevolmente i piani per una linea d’attacco che deve assolutamente migliorare: i tackle Russell Okung Joe Barksdale si incontrano a metà della graduatoria dei tackle di Pro Football Focus, e soprattutto Okung dovrà cercare di rimettere in sesto una carriera finora deludente, anche se probabilmente il front office dei Chargers deve aver visto qualcosa che è sfuggito a qualsiasi addetto ai lavori per avergli fatto firmare un contratto da 53 milioni in quattro anni. Il centro titolare per il momento sembra essere Spencer Pulley, leggermente in vantaggio su Max Tuerk; le guardie saranno Matt Slauson, che dopo un anno da centro tornerà nel suo ruolo d’origine di left guard, e Kenny Wiggins che anche a causa dell’infortunio di Lamp avrà la possibilità pure quest’anno di giocare da titolare.

È lecito aspettarsi più di 15 sacks da Joey Bosa?

Guidati per anni da un attacco tanto esplosivo quanto autolesionista, il futuro sorride alla difesa dei Chargers: i vari Bosa, Verrett, Perryman e Brown sono tutti destinati a grandi cose, magari iniziando proprio dal prossimo anno.
Il front seven è stellare: i nomi più brillanti sono quelli di Joey Bosa e del neo rinnovato Melvin Ingram capaci di totalizzare 52 QB hurries e 18.5 sacks candidandosi così di prepotenza ad essere il duo di pass rushers più temibile della lega.

L’esperto Brandon Mebane– 19esimo nel ranking di PFF- e un Corey Liuget in cerca di riscatto dopo non aver messo a segno un sack nel 2016- prima volta in carriera-, ancoreranno il centro della linea difensiva capace di posizionarsi al decimo posto nella classifica delle rushing yards concesse a partita tentando di tenere la media di yards per portata simile a quella registrata lo scorso anno dove con 3.8 yards si sono posizionati alla sesta posizione generale.

Gli inside linebackers saranno tre in quanto stiamo parlando di una difesa che quest’anno incomincerà ad adoperare la tecnica 4-3 e sono tutti giovanissimi e non risparmiati dagli infortuni: Kyle Emanuel forse avrà bisogno di tempo per assimilare il cambio da OLB a MLB, mentre il ruolo di Denzel Perryman, infortunatosi nella prima partita di preseason, vero e proprio allenatore in campo che chiama gli schemi difensivi per il momento sarà preso dal promettentissimo Jatavis Brown con Korey Toomer pronto a sfruttare ogni occasione concessagli.

Con Hayward un Verrett al 100% andrebbe a formare una delle migliori coppie di cornerbacks della lega.

La secondaria vedrà rientrare Jason Verrett che cercherà di riguadagnare la forma del 2015, anno della sua prima convocazione al Pro Bowl, ed il vergognosamente sottovalutato Casey Hayward, lasciato andare senza troppi problemi dai Packers, capace di posizionarsi sesto nel ranking di PFF e di mettere a segno più intercetti di chiunque- sette- la scorsa stagione guadagnandosi così per la prima volta l’onore di un posto nel Second Team All-Pro.

I safeties saranno di nuovo Jahleel Addae, rinnovato in questa offseason per i prossimi quattro anni a circa 22 milioni di dollari dopo essere stato preso nel 2013 come undrafted free agent, e Dwight Lowery che, chiamato lo scorso anno a raccogliere la pesante eredità lasciata da Eric Weddle, dovrà cercare senza dubbio di migliorare le proprie prestazioni rispetto ad un 2016 da 42esima piazza nella classifica di PFF.

Si attende disperatamente un segnale dagli specialisti Josh Lambo Drew Kaser: il primo lo scorso anno fra field goals ed extra points ha commesso ben 10 errori mentre il collega ha combinato ogni tipo di guaio nelle più diverse situazioni, anche se a chi sta scrivendo non sorprenderebbero dei cambiamenti prima del kickoff contro i Broncos.
Travis Benjamin Kenjon Barner si spartiranno i doveri del return game sperando di comportarsi meglio di chi li ha preceduti, ovvero Isaiah Burse.

Prevedere il record di questi Chargers sembra impossibile in quanto la differenza fra un 10-6 con Wild Card annessa ed un altro degradante 5-11 si può trovare nei troppi infortuni o in qualche scelta discutibile di Rivers, anche se si spera che il nuovo inizio dentro le “piccole” mura dello StubHub Center- 27000 posti a sede per una squadra NFL?- riesca a cacciare momentaneamente la iella da una squadra che a pieno organico sarebbe costantemente nel giro dei playoff: non ha portato bene ai nuovi cugini Rams, infinitamente meno talentuosi dei Chargers, anche se francamente immaginarsi qualcosa di peggiore rispetto a quanto successo nelle ultime due annate sembra assai difficile.

Post By Mattia Righetti (96 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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2 thoughts on “Los Angeles Chargers 2017 Preview

  1. Va bene guardare le statistiche ma bisogna anche guardare le partite per poter capirle meglio.
    Rivers decideva di giocare su woodhead quando la squadra era sotto di 2 segnature e mancava poco alla fine. Le difese avversarie coprivano il profondo concedendo primi down a woodhead per far scorrere il tempo ed evitare di subire TD facili…

    Il primo anno di melvin gordon è stato disastroso ma ci sono dei motivi.
    Non tanto per lui (che ha dimostrato di essere un fenomeno), ma perché a Wisconsin era abituato a giocare con una linea che lavorava per lui e inoltre giocavano col FB (cosa che nel suo primo anno a SD non ha avuto).
    Inoltre la linea di due anni fa dei Chargers causa infortuni è arrivata penultima in tutta la lega.
    L anno scorso, anche grazie a Watt qualche miglioramento si è visto e i TD sono venuti…

    Potrei fare anche altri piccole note… in generale mi è piaciuto l’articolo, ti consiglio solo un po’ più precisione quando accosti le statistiche dei giocatori al reale modo in cui sono arrivate.

    Buona giornata

    • Le partite le guardo, i TD di Gordon sono arrivati ma le yards a portata sono sempre sotto le 4. Woodhead è stato usato ad inizio, metà ed anche fine partita.
      Tutte le mie statistiche si appoggiano a Pro Football Focus che è usato anche da general manager vari nel momento di fare valutazioni, quindi ti ringrazio per il consiglio ma onestamente fatico a capirlo!

      ‘Giorno!

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