Grazie a Dio è tornato il football. Tanto troppo tempo dalla ultima, bellissima e incredibile partita, ma ora possiamo di nuovo concentrarci sul campo e su un autunno che si preannuncia caldissimo. Stanno tutti a rincorrere Brady e Patriots, vediamo come stanno nella NFC South, a cominciare proprio dai quasi campioni, quegli Atlanta Falcons che contrariamente a quasi ogni statistica hanno perso il Super Bowl in maniera rocambolesca.

Record pronosticato: 13-3

Atlanta ha beccato una batosta come non era pensabile. La notte del Super Bowl in tanti sono andati a dormire e si svegliati maledicendosi. Matt Ryan invece saranno mesi che non dorme in attesa di tornare in campo, e ora ne ha la possibilità.

Attacco

In attacco, ovviamente, ruota tutto intorno a Ryan e alla sua capacità di dimenticare l’ultima partita. I Panthers dello scorso anno insegnano come NON si deve reagire e Matty, caratterialmente, è davvero diverso da Newton. Sicuramente la batosta subita porta delle conseguenze, ma nella division i Falcons restano i favoriti, anche perché nel settore offensivo non è cambiato praticamente nulla e tutti ci ricordiamo la capacità di fuoco pazzesca che questo attacco ha messo in mostra per tutto il 2016. L’unico cambiamento importante è avvenuto in panchina. Shanahan ha lasciato il suo ruolo di offensive coordinator per cercare fortuna sulla panchina dei 49ers e se il 2016 è stato tanto produttivo è anche perché il suo lavoro è stato importante. Non a caso gli è stata offerta una posizione da head coach…

I Falcons si trovano quindi con un nuovo offensive coordinator, Steve Sarkisian, con poca esperienza in NFL risalente peraltro a più di 10 anni fa, ma che ha ben poco da sistemare o correggere. L’effetto sorpresa può anche diventare un punto a proprio vantaggio, ma quel che è certo è che con Ryan che scarica pallettoni a Jones, e il duo Freeman/Coleman pronti a correre caldi come dei boiler, non ci sono scuse per non vedere questo attacco tra i primi 5 e i Falcons qualificati ai playoff. Basta restare lontani dagli infortuni e nel prossimo gennaio Atlanta avrà qualcosa da dire.

Julio Jones continua ad avere problemi a un piede ma nello spogliatoio c’è tranquillità. Non lo vedremo molto in campo durante la preseason, ma a settembre sarà lì in campo pronto a partire. Sanu completa un’ottimo parco ricevitori, come l’anno scorso.

In questo caso la formula è semplice, NON cambiare nulla e riproporre il miglior attacco del 2016. Gli uomini per farlo sono lì e sono gli stessi.

Difesa

Qui i cambi si sono sentiti. Sono partiti alcuni nomi importanti come Babineaux e Freeney, ma l’acquisto di Dontari Poe può non far rimpiangere la linea difensiva dello scorso anno. Poe gioca al centro e anche se i suoi numeri non fanno impazzire, la sua presenza fisica si fa sentire al di là delle statistiche: lì nel mezzo occupa spazio e pure tanto ricordando il Wilfork dei tempi d’oro.

Un’altra novità interessante arriva dal draft che ha portato al Georgia Dome il DE Takkarist McKinley che si è fatto notare da subito e potrà portare già da rookie un ottimo contributo perché ha forza e velocità e può giocare da outside linebacker o da defensive end, esattamente come il numero 44 Vic Beasley. Questa coppia di rusher sarà molto interessante soprattutto perché le attenzioni di tutti gli uomini di linea avversari saranno per Vic Beasley e McKinley potrebbe quindi trovare lo spazio sufficiente per arrivare ai qb avversari. Dalla carta al campo il passaggio non è immediato, ma il rookie sarà da guardare con attenzione.

Una questione di attenzione è poi l’assenza di Collins che sarà pesante, ma la sua sospensione di 10 partite, con le regole attuali della NFL, era inevitabile. Per il momento i Falcons non lo hanno tagliato, segno che forse un piano B non c’è, ma qualcosa si dovrà inventare perché 10 partite sono più di metà stagione. Trufant è uno dei migliori corner della lega e da lì non is muove, avrà il duro compito di prendersi tutti i migliori ricevitori sempre perché i Falcons non possono permettersi di affidare ad altri l’occuparsi delle migliori armi avversarie. Nella posizione di safety Keanu Neal entra nella stagione da sophmore con molte certezze e da lì non si muove. Questo fa pensare che al posto di Collins verrà schierato Robert Alford che ha però il brutto vizio di fare falli e prendere penalità, ma altri, per ora, non ci sono. Brian Poole, CJ Goodwin e Ricardo Allen si giocheranno i ruoli rimanenti e le rotazioni assicurando la presenza, ma non lasceranno Quinn dormire sonni tranquilli.

L’impressione è che questa difesa, rimodellata e reimpastata, ha ancora qualità e con Dan Quinn in panchina che, come ben sappiamo, sa allenare le difese possiamo immaginare che dal suo ruolo di head coach butterà ben più di uno sguardo al lavoro del collega Marquand Manuel, e uno con la sua esperienza, qualcosina da dire ce l’avrà. Il piano migliore per le prime 10 partite è lavoro extra per Beasley e la linea, perché per difendere al meglio sui lanci è necessario evitare che avvengano.

In sintesi quindi i Falcons se superano le prime 10 giornate senza farsi troppo male, possono candidarsi a giocare il Super Bowl di nuovo. Hanno un quarterback da MVP, un ricevitore da MVP, un running back da MVP, e quindi, cosa chiedere di più?

Post By Michele Comba (75 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla “Who Dat Nation”.

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