Un po’ di numeri del primo anno dal ritorno della franchigia nella città degl’angeli: 4 vittorie e 12 sconfitte. Attacco all’ultimo posto del ranking per punti di media a partita 14,0 e yards di media a partita 262,7 a partita per un totale di 4.203, suddiviso in meno di tremila yards totali nei passaggi con 184,4 a partita, peggio solo i rivali dei San Francisco 49ers, e 1.252 yards sulle corse con un media di 78,2 a partita, per entrambi i reparti il trentunesimo posto nel ranking. Difesa che s’è comportata un pochino meglio, ventitreesimo posto nel ranking per punti concessi, 24,6 e nono posto per yards concesse, 337,0 di media a partita. Di queste cinquemila e oltre concesse, 3.732 dai passaggi e il decimo posto, sedicesimo invece quello sulle corse, 1.660 yards per 103,8 a partita.

Il ritorno a Los Angels per Jeff Fisher e i Rams, la scelta numero 1 del draft in Jared Goff erano tutti ingredienti hollywoodiani che facevano ben sperare ad un cambio di rotta dopo le 4 stagioni insufficienti di Fisher a St. Louis. Invece è successo tutto il contrario di tutto, in modo sì forse hollywoodiano, ma il rookie per il quale hanno compromesso parte del draft 2017 non ha visto il campo da titolare fino a metà novembre, Gurley e Austin, running back e ricevitore di punta non hanno brillato, e una difesa che grazie al talento ha salvato il salvabile.

La conseguenza è stato l’esonero di Fisher e come si dice “anno nuovo, vita nuova”, o meglio, staff nuovo.  A gennaio viene assunto quello che sarà il più giovane capo allenatore della storia della lega, Sean McVay, trent’anni compiuti proprio a gennaio, con già 8 anni di esperienza tra NFL e UFL con i Tampa Bay Buccaneers prima e i Washington Redskins poi, in ruoli come assistente allenatore dei tight end, poi allenatore dei tight end e infine due anni come allenatore dell’attacco. Avrà da subito il compito, insieme ad una sua vecchia conoscenza Matt LaFleur, di migliorare, peggiorare è difficile, la produzione offensiva.

Partendo proprio da Goff, che dovrà far vedere il valore che non è riuscito ad esprimere nella stagione da rookie, e dalla linea d’attacco, uno su tutti l’arrivo del veterano tackle sinistro, Andrew Whitworth dai Cincinnati Bengals che avrà il compito in cui eccelle di più, proteggere sui passaggi Goff. Passaggi che saranno recapitati a vecchie e nuove conoscenze, con le partenze del ricevitore Kenny Britt, miglior ricevitore della passata stagione ai Cleveland Browns e del tight end Lance Kendricks ai Green Bay Packers, i ruoli sono stati rimpiazzati dal ricevitore Robert Woods dei Buffalo Bills, dal rookie, prima scelta disponibile per i Rams al secondo round, Gerald Everett da South Alabama, di grande stazza e talento con il potenziale di diventare il prossimo Jordan Reed che McVay e LaFleur conoscono bene. Al terzo round è stato scelto Cooper Kupp da Eastern Washington ricevitore più da slot che outside per dare varietà all’attacco e per far rifiatare l’ormai ricevitore numero uno Tavon Austin, vero e proprio traghettatore e faccia della franchigia insieme al running back Todd Gurley, che potrà anche contare sul rookie fullback preso al sesto round Sam Rodgers da Virginia Tech.

Anche in difesa ci sono stati cambiamenti importanti in cabina di regia, assunto Wade Philips, quasi cinquant’anni di carriera nella lega, soprattutto come coordinatore della difesa, recente vincitore del SuperBowl 50 con i Denver Broncos rendendo quella difesa, una delle più forti della storia del SuperBowl e della NFL. Pochi gli accorgimenti di mercato dei Rams, preso dai Philadelphia Eagles, l’outside linebacker Connor Barwin già otto anni nella lega e di nuovo dai Bills, il cornerback Nickell Robey-Coleman.

Parlando di cornerback, come i Redskins, anche i Rams hanno deciso di piazzare la cosiddetta franchise-tag per il secondo anno consecutivo a Trumaine Johnson. Al draft nel terzo sound è stato scelto la safety John Johnson da Boston College, molto istintivo ma anche intuitivo, sarebbe già pronto anche a cominciare al primo snap. Al sesto e settimo round per rendere competitivo il reparto sono stati scelti il difensive tackle Tanzel Smart di Tulane e il defensive end Ejuan Prince da Pittsburgh, due giocatori molto diversi, il primo manca di stazza mentre il secondo ne ha da vendere, ma entrambi “ruvidi” tecnicamente, che con Philips avranno modo di migliorarsi.

Special teams che non cambiano come la difesa, rinnovato Greg Zuerlein come kicker e sempre Johnny Hekker al punt.

I Los Angels Rams non vincono la division dal 2004 e, a mio parere, non credo che questo possa essere l’anno della vittoria, sicuramente ci sono stati cambiamenti importanti che possono portare la squadra al successo, non imminente, ma nel prossimo futuro. Jared Goff, su tutti, sarà padrone del proprio destino, perché se la dirigenza ha voluto “liberarsi” di tutto quello che è stato il quinquennio di Jeff Fisher, Goff è stato il suo ultimo tassello e se dovesse fallire sportivamente ci potrebbe essere un altro sanguinoso draft e conseguente trade del quarterback di Cal.

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