Non potevo concludere questa rubrica omettendo il ranking degli special teams: diciamocelo, spesso tendiamo ad ignorare questa parte del gioco, anche se grazie ai vari Tyreek Hill, Johnny Hekker e Justin Tucker è diventato veramente difficile non celebrarne l’importanza.
Per questo motivo andremo a vedere insieme quali sono i cinque migliori special teams della lega a tre settimane circa dal kickoff.

5- Atlanta Falcons
Nomi più importanti: 
Matt Bryant (K), Matt Bosher (P), Andre Roberts (PR/KR).

L’ultimo TD su punt return dei Falcons?
Questa meraviglia di Devin Hester, che nel settembre del 2014 è diventato il giocatore ad aver messo a segno più TD su punt return nella storia della NFL.

Se solo Matt Bryant avesse avuto l’opportunità di calciare quel field goal a poco più di due minuti dalla fine dello scorso Super Bowl … durante la regular season Bryant è stato fantastico sbagliando solamente tre dei trentasette field goals tentati. Matt Bosher nonostante i soli 48 punts calciati- numero più basso in tutta la lega- ha fatto registrare il sesto miglior dato nella graduatoria del Punt Net Yards Average (NET) di 41.6 concedendo un solo touchback. L’aggiunta di Andre Roberts regala ai Falcons un’interessante nuova arma in quanto, lo scorso anno a Detroit, ritornando 20 punts ha guadagnato in media 12.3 yards e messo a segno due touchdown.

4- Los Angeles Rams
Nomi più importanti: Johnny Hekker (P), Greg Zuerlein (K), Tavon Austin (PR), Pharoh Cooper (KR).
Premessa: Johnny Hekker è il miglior punter della NFL e se riuscirà a mantenere il proprio rendimento ai livelli mostrati nelle ultime stagioni per un altro paio di anni, forse sarà riconosciuto come il G.O.A.T. di questo poco esaltato ruolo. Il 2016 di Hekker è stato assurdo, impossibile da descrivere: su 98 punts ha concesso solamente un touchback e ne ha piazzati ben 51 nelle 20 yards avversarie, con uno spaziale 46.0 di NET yards. Greg “The Leg” Zuerlein non è riuscito a tenere fede a quanto di buono mostrato nella stagione da sophomore, però vale la pena notare come il proprio 86.4% di field goals realizzati rappresenta un sensibile miglioramento rispetto al 66.7% fatto registrare due autunni fa. Tavon Austin non è stato certamente brillante nella scorsa stagione nel punting game, 8.4 yards per punt non è una statistica irresistibile, però come il compagno di reparto Cooper, sa rivelarsi spesso estremamente pericoloso con la palla in mano.

Marquette King o Michael Vick?

3- Oakland Raiders
Nomi più importanti: Marquette King (P), Sebastian Janikowski (K), Cordarrelle Patterson (KR), Jalen Richard (PR).
Dopo Hekker King è sicuramente il miglior punter della lega- se questa fosse una classifica di “swag” sarebbe primo- però il suo punt average grezzo di 48.0 yards è comodamente il miglior dato della lega ed il suo atletismo può essere utilizzato in improbabili trick plays. Il 37.5% di calci da oltre alle 50 yards messi a segno ci racconta di un Janikowski che sta iniziando a sentire il peso dell’età- al 18esimo anno nella NFL è altamente possibile- ma nonostante ciò rimane un kicker affidabile che trainato da un attacco alquanto esplosivo raramente si troverà a calciare da quella distanza. L’aggiunta di Cordarrelle Patterson regala a coach Del Rio il miglior kickoff returner della lega che nel 2016 è riuscito a guadagnare 31.7 yards/kickoff trovando la endzone per ben due volte ed unito a Jalen Richard forma la coppia di returner più pericolosa della lega. Attenzione sempre a quanto sta facendo il nostro Giorgio Tavecchio.

2- Kansas City Chiefs
Nomi più importanti: Tyreek Hill (PR/KR), Cairo Santos (K), Dustin Colquitt (P).
Non si vedeva dai tempi di Devin Hester un returner più rispettato e temuto di Tyreek Hill che in un solo anno di carriera è riuscito a diventare uno dei giocatori più pericolosi della lega: in grado di realizzare un touchdown in ogni modo, Hill è riuscito a trovare i sei punti in tre occasioni separate, due punt return ed un kickoff return, ma soprattutto ha guadagnato 15.2 yards per punt. Nonostante tre errori negli extra point, Santos è stato protagonista di un buonissimo 2016 convertendo più dell’88% dei field goals tentati andando così a registrare la percentuale di successo più alta della propria carriera. Dustin Colquitt sa svolgere in modo tanto silenzioso quanto egregio il suo lavoro: la palla si è fermata dentro le 20 yards avversarie nella metà dei suoi 76 punts e se l’anno prossimo saprà ridurre il numero di touchbacks- i suoi 9 TB sono il peggior dato della lega- potrebbe tranquillamente confermare la chiamata al Pro Bowl ricevuta nel 2016.

1- Baltimore Ravens
Nomi più importanti: Justin Tucker (K), Sam Koch (P), Chris Moore (PR/KR).

Essere il kicker più preciso della storia del gioco (89.9% FGM) probabilmente fa bene all’ego!

Al primo posto non poteva che esserci una squadra in grado di mandare al Pro Bowl sia il proprio, magnifico, kicker che il punter: Justin Tucker è stato ad un field goal bloccato di distanza dal convertire ogni suo singolo tentativo ed il suo 97.4% di FG realizzati è stato agevolmente il miglior dato in tutta la NFL. L’importanza di Tucker per i Ravens non può essere quantificata, in quanto ogni qualvolta Baltimore superi la metà campo sa di poter quanto meno portare a casa tre punti- 10 su 10 nei calci da 50+ yards- e probabilmente senza il proprio kicker le vittorie finali della scorsa stagione non sarebbero state probabilmente otto. Sam Koch si è rivelato efficiente, come sempre, nell’impedire agli avversari la possibilità di partire da una buona zona del campo, calciando 37 dei propri 80 punts dentro la 20 yards avversarie. C’è poca chiarezza per quanto riguarda i returner, anche se Chris Moore sembra essere il favorito, ciò che appare sicuro è che coach Harbaugh- un vero e proprio guru nel reparto- si aspetterà di più dai suoi ragazzi: dopotutto stiamo parlando del reparto che, oltre a vantare il miglior kicker della lega, ha subito il minor numero di field goal concedendo solo 16 realizzazioni.

Post By Mattia Righetti (96 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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