Se mettere in ordine le cinque migliori batterie di ricevitori è stato impervio, solo ora mi rendo conto che tentare di produrre una top five sensata, con di mezzo i quarterbacks, è ancora più impegnativo: oltre ai vari signal caller dobbiamo pure tenere conto dei runningbacks e per questo motivo Aaron Rodgers, senza dubbio fra i migliori tre QB della lega, non troverà spazio in questa classifica.
Pronti?

5- New England Patriots
Nomi più importanti: 
Tom Brady (QB), Jimmy Garoppolo (QB), James White, Mike Gillislee, Rex Burkhead, Dion Lewis.
Una sola parola: profondità. Ah sì, avere il miglior quarterback di sempre under center aiuta giusto un po’. Dopo aver passato buona parte di marzo a tentare di convincervi quanto i Browns avrebbero fatto l’affare della vita a tradare una prima scelta per Garoppolo, l’ex Eastern Illinois inizierà dalla panchina pure la sua quarta stagione fra i professionisti: ‘Polo risolverebbe i problemi di molte squadre alla perenne ricerca del fantomatico franchise quarterback in quanto a mio avviso è sicuramente in grado, se supportato, di vincere 10 partite e giocarne almeno una a gennaio.

Non vi siete dimenticati di Dion Lewis, vero?

Per quanto concerne i runningbacks la situazione è poco chiara in quanto al momento il favorito per una maglia da titolare contro i Chiefs sembra essere Gillislee che probabilmente è il tailback con più upside (5.7 yards per portata lo scorso anno a Buffalo) anche se sul terzo down White e Lewis diranno sicuramente anche se probabilmente il fatto che per Burkhead i Patriots abbiano fatto un notevole sforzo economico, i suoi 3.15 milioni di dollari sono la cifra più alta data dai Patriots ad un halfback dal 2010 con Fred Taylor, vorrà pur dire qualcosa.
L’approccio facilmente sarà quello del runningback by committee, il terrore del coaching staff avversario e di ogni fantasy owner.

4- Tennessee Titans
Nomi più importanti: Marcus Mariota (QB), Matt Cassell (QB), Demarco Murray, Derrick Henry.
La prima sorpresa della top five ma è inutile perdere tempo con giri di parole: questi Tennessee Titans sembrano forti per davvero. La scorsa stagione ha visto rinascere (ancora) Demarco Murray che ha dimostrato come in un contesto schematicamente adeguato sia ancora un halfback da Pro Bowl, ma ciò che più mi intriga è il sophomore Derrick Henry: lo scorso finale di stagione ha visto esplodere silenziosamente l’ex Alabama in quanto nelle ultime 5 giornate ha visto la end zone ben cinque volte con una media di 4.96 yards per portata mentre Murray ha chiuso in decisa flessione, in quanto oltre a totalizzare solamente 3.5 yards per carry ha messo a segno un solo TD! Il titolare a settembre sarà Murray ma a metà ottobre secondo me sarà proprio il 23enne a godere di maggior impiego. La rottura del perone è senza dubbio un infortunio che può segnare mentalmente qualsiasi atleta ma se Mariota una volta recuperato sarà quello visto lo scorso anno, questo team non ha limiti: oltre ai 26 TD lanciati l’ex Oregon è una minaccia pure nel running game anche se in questo caso bisognerà vedere se l’infortunio patito la scorsa vigilia di Natale avrà lasciato o meno strascichi.

3- Dallas Cowboys
Nomi più importanti: Dak Prescott (QB), Ezekiel Elliott, Darren McFadden, Alfred Morris.
Trovare una collocazione per il backfield dei Cowboys è stata la scelta più difficile di tutta questa classifica: teoricamente potrebbero essere primi in quanto sono giovani, freschi e protetti dalla migliore offensive line della lega (a questo ci torneremo), ma proprio nella parola “giovani” mi sono sorti i dubbi, in quanto dove c’è scritto che la produzione del 2016 sia stata un classico esempio di one year wonder? Anche se sono quasi convinto che il duo Dak-Zeke sia destinato a dominare per anni ho preferito lasciarmi un po’ di spazio di manovra e metterli al terzo posto piuttosto che al primo. Che dire di questi due? L’attacco di Dallas ha prodotto ben 2396 yards “terrene” di cui più di 1600 sono arrivate solo dalle gambe del buon Zeke; un altro numero che può darvi l’idea della bontà del running game di Dallas è il 4.8 che rappresenta le yards per corsa prese dall’attacco dei Cowboys che li mette, come prima, al secondo posto nella lega in questa statistica. La stagione di Prescott è stata fenomenale, non ho mai visto un rookie giocare con così tanta calma e costanza, in quanto i 4 intercetti e il 104.9 di passer rating sono numeri che ci raccontano di un QB praticamente immune agli errori, mentali o d’esecuzione che siano. Prima che arrivasse il tornado Elliott, nel 2015 ed in una situazione disastrosa, McFadden aveva corso per più di 1000 yards per la prima volta 2010 ed Alfred Morris rimane comunque un tailback con due chiamate al Pro Bowl e tre stagioni da 1000+ yards.

2- Pittsburgh Steelers
Nomi più importanti: Ben Roethlisberger (QB), Landry Jones (QB), Le’Veon Bell, James Conner.

Stop n’ go, tantissima pazienza e potenza: non esiste esempio migliore per farvi vedere come corre Le’Veon Bell.

Non saranno profondi come i Patriots o giovani come i Cowboys (si vociferava di ritiro per quanto riguarda Big Ben), ma l’accoppiata Roethlisberger-Bell (e Brown) è vista da chiunque come l’unica vera antagonista al dominio dei Patriots, e per validi motivi: 13 anni di NFL stanno iniziando a farsi sentire sul martoriato fisico del numero 7 che però rimane uno fra i migliori 10 QB della lega mentre “Juice” Bell è a mio avviso il miglior runningback della lega e se avete già sentito parlare fin troppo del suo stile paziente di correre, beh preparatevi a sentirne parlare sempre di più. Nonostante abbia perso un quarto della stagione, il numero 26 è riuscito a totalizzare 1884 yards totali (terzo nella lega) che diviso 12 partite… 157 yards a partita, semplicemente Bell non può essere fermato in quanto dietro ad una linea estremamente competente aspetterà che i blocchi si sviluppino, che le voragini si aprano e addio, kiss him goodbye! James Conner scelto dagli Steelers è stata la feel good story del draft weekend: nato ad Erie, Pennsylvania ha frequentato l’università a Pittsburgh ha sconfitto il linfoma di Hodgkin continuando ad allenarsi anche fra le varie sedute di chemioterapia nel 2015, per poi correre 1092 yards lo scorso anno… man of steel!

1- Atlanta Falcons
Nomi più importanti: Matt Ryan (QB), Devonta Freeman, Tevin Coleman.
Scelta controversa? Abbastanza, ma lasciatemi spiegare. Abbiamo l’MVP della scorsa stagione, che avrà tutto l’aiuto necessario per confermarsi nella top five dei QB pure il prossimo anno, un runningback che nelle ultime due stagioni ha messo insieme più di 3000 yards e 27 TD ed un altro runningback che pur giocando solo 13 partite (senza mai iniziarne una da titolare) ha accumulato più di 900 yards totali e visto la end zone 11 volte: qualità, profondità ed ancora qualità. Se non fosse per alcune fra le scelte tattiche più nosense del ventunesimo secolo questi tre avrebbero un anello al dito anche se gli uomini per riprovarci nel 2017 ci sono tutti.

Un piccolo esempio di quanto Coleman possa essere pericoloso.

L’attacco dei Falcons è pressoché inarrestabile: come è possibile che una squadra con un QB che ha lanciato quasi per 5000 yards sia quinta per rushing yards con 1928 yards terrene? Freeman e Coleman, ecco com’è possibile. Vi vedo poco convinti… lasciatemi riprovare! Week 5 della scorsa stagione, i Falcons visitano i campioni in carica Broncos: Julio Jones viene limitato a due catches per 29 yards, Mohamed Sanu ne racimola 43 in 3 ricezioni… eppure Atlanta vince lo stesso, ma come? Con 286 yards totali e due TD, courtesy of Devonta Freeman and Tevin Coleman!
Spero di aver reso l’idea!

Appena fuori: Seattle Seahawks, San Diego Chargers, New Orleans Saints, Buffalo Bills, Carolina Panthers.

Post By Mattia Righetti (95 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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3 thoughts on “NFL Top Five: I cinque migliori backfield

  1. Ottima analisi! Cosa ne pensi invece del backfield (OL compresa) degli Eagles di quest’anno? L’arrivo di Blount sarà d’impatto?

    Complimenti ancora per la passione e l’impegno che metti nei tuoi articoli! :D

    • Grazie mille per le belle parole Lorenzo, non puoi immaginarti quanto piacere mi faccia sentirle!
      Blount… l’offensive line è senza dubbio ottima, in quanto se il giocatore più sospetto è uno del calibro di Kelce… Blount l’anno scorso ha avuto una marea di palloni, se non sbaglio è stato il secondo per carries, e se il 3.9 yds/carry non è esaltante occorre tenere presente che la maggior parte di queste portate erano nell’ultimo quarto di partite già chiuse. Non credo riceverà più di 200 portate in quanto nei terzi down si alterneranno Sproles e Pumphrey (molto interessante come giocatore), anche se bisognerà vedere cosa decideranno di fare con Ryan Mathews su cui puntare oramai è diventato difficile a causa dei troppi infortuni.

      La settimana prossima sentirai parlare ancora della O-Line degli Eagles!
      Alla prossima!

      • Da quel poco che ho visto, Pumphrey sembra un giocatore davvero interessantissimo, ma ho il timore che sia un po’ troppo “gracile” per una lega come l’nfl. Con qualche muscolo in più potrebbe essere un degno erede di Sproles. Speravo seriamente in McCaffrey al draft, ma tutto sommato penso che ci sia andata più che bene. L’anno prossimo prevedo un draft incentrato sul lead-horse rb e cb di livello, sperando che Sidney Jones si riprenda dall’infortunio al meglio.

        Attendo con impazienza l’articolo sulle O-Line, e mi aspetto di vedere i miei Eagles almeno al secondo posto! :D

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