La rubrica non cambia, i punti saranno sempre dieci, ma oggi analizzeremo insieme alcuni degli spunti più interessanti offerti dal primo round del draft.
Pronti?

1) La pazzia dei Chicago Bears.
Probabilmente di football non ci capisco niente, anche se a incoraggiarmi un po’ ci pensa il front office dei Chicago Bears, autore di una delle mosse più inspiegabili degli ultimi anni: dopo aver messo sotto contratto Mike Glennon per 15 milioni all’anno, ecco la mossa che nessuno si aspetta, ovvero tradare la terza scelta assoluta più un paio di scelte al terzo e quarto round per salire di una sola posizione e draftare Mitchell Trubisky. In altre parole, i Bears nel giro di due mesi hanno occupato 15 pesanti milioni dello spazio salariale per un QB di cui non sono convinti per poi rinunciare a tante scelte del draft per selezionare un altro quarterback, forse non ancora pronto per la NFL. Certo, Trubisky è un talento intrigante, ma con tutti i problemi e le necessità che hanno un po’ più di razionalità non avrebbe guastato.

Correre un 4.64 nel 40 yards dash con un fisico del genere… probabilmente ti porta ad essere scelto per primo!

2) Ed alla fine arriva Garrett.
Dopo aver creato un inutile dramma nelle ultime settimane alla fine il buon senso ha vinto e Cleveland con la prima scelta assoluta ha optato per Myles Garrett: meno male. Dopo non aver mai fatto mistero sull’interesse per Trubisky, molti pensavano che i Browns potessero per l’ennesima volta stupire la NFL ed andare per l’ex North Carolina: per loro fortuna due mesi a suon di workout disumani sono stati sufficienti a inculcare loro il concetto che Garrett è quel tipo di talento che passa una volta ogni cinque anni, e quindi nonostante tutte le speculazioni ed i drammi, alla fine è arrivato l’ex Aggie.
Certo, il draft dei Browns è stato coerente con quanto fatto negli ultimi anni, ovvero accumulare pick su pick come testimonia la trade con i Texans per la dodicesima scelta assoluta, però non si poteva pensare di lasciare a qualcun altro un giocatore del genere in nome di altre scelte.

3) L’anno dei quarterback.
Non ero molto convinto sul pacchetto quarterback di questo draft, ma altrettanto non si può sicuramente dei dire dei GM di molte squadre: dopo lo shock causato dalla trade che ha portato Trubisky ai Bears, sono arrivate altre trade architettate per accaparrarsi signal caller. Dopo troppi anni di Alex Smith, finalmente i Chiefs sono usciti dal loro stato amorfo prendendo un rischio enorme mettendo in piedi una trade con i Bills che ha visto Buffalo consegnare la decima scelta assoluta ai Chiefs in cambio della ventisettesima, la novantunesima ed una scelta al primo round del prossimo draft per garantirsi Patrick Mahomes, mentre pochi minuti dopo i Texans per la dodicesima assoluta dei Browns hanno consegnato a Cleveland la venticinquesima scelta assoluta accompagnata da una scelta al primo round del prossimo draft per garantirsi Deshaun Watson. Cosa significa ciò? Appare difficile immaginarsi Mahomes titolare a settembre, più probabile qualche anno di apprendistato sotto il veterano Smith, mentre la situazione in Texas è ben più interessante: con la depth chart che sotto la voce quarterback oltre a Watson recita Savage e Weeden  appare tutt’altro che impossibile pensare all’ex Clemson under center nel Week 1.

4) L’anno dei receiver.
Ero quasi sicuro che con la sedicesima assoluta i Ravens avrebbero scelto un receiver fra Mike Williams (improbabile), Corey Davis (difficile) ed il velocissimo John Ross (quasi certo): nulla di tutto ciò, in quanto tutti e tre questi receiver sono stati selezionati nella top-10. Corey Davis è stato scelto dai Titans con la quinta scelta assoluta, rafforzando così l’unico ruolo in cui questa squadra vista da tutti come playoff bound era piuttosto scoperta e consegnando a Mariota un receiver da 1000 yards sicure già a partire dalla prima stagione; la prima scelta dei Chargers a L.A. è invece stata Mike Williams, receiver la cui velocità ha alzato più di un sopracciglio, ma che con Keenan Allen potrebbe formare il tandem di receiver con le mani più sicure della lega. Infine i Bengals, con la nona scelta assoluta, hanno optato per il recordman John Ross, che con i suoi 4.22 secondi nel sopravvalutato 40 yards dash, ha convinto il front office di Cincinnati a regalare a Dalton un wideout in grado di allungare il campo aprendo spazi ad Eifert ed A.J. Green: se riuscirà a rimanere sano saranno dolori per le secondarie della AFC North.

Dopo le delusioni portate da Ivory e Yeldon, finalmente il running game dei Jags potrà essere preso sul serio.

5) Matrimoni annunciati.
Mettere in piedi un mock draft sensato è veramente un’impresa, ma alcune mosse apparivano evidenti da parecchie settimane: oltre a Garrett a Cleveland, scelte come Fournette ai Jaguars o McCaffrey ai Panthers non possono essere viste come sorprese. Il buon Tom Coughlin non ha mai nascosto il proprio amore per Fournett, runningback tanto potente e punitivo quanto agile e con un’accelerazione da runningback 20 kg più leggero, e senza inutili drammi alla Browns con la quarta assoluta ha apparentemente risolto il perenne problema nel backfield dei Jags. Christian McCaffrey ai Panthers è invece una fra le mosse che più ho amato di questo primo round: runningback in grado di giocare tranquillamente anche nella slot ed essere decisivo nel gioco di ritorni, può essere l’uomo che toglierà un po’ di pressione dalle larghe spalle di Cam Newton.

6) L’attacco di Tampa Bay ora fa paura.
Ho parlato in lungo e in largo di quanto Desean Jackson ai Bucs fosse una manna dal cielo per Winston e soprattutto Mike Evans, ma l’ipotesi che O.J. Howard fosse ancora disponibile nel turno di Tampa Bay, la diciannovesima chiamata, mi sembrava ridicola: adesso l’attacco dei Buccaneers potrà contare su uno fra i migliori cinque ricevitori della lega, il miglior specialista nel gioco profondo degli ultimi 10 anni ed un tight end non contenibile per il 99% dei linebackers della lega.
Che sia arrivato il momento di considerare Tampa Bay come una delle regine della NFC? Vediamo cosa faranno nelle prossime 48 ore, anche se Howard sarà un fattore dal day one.

7) La rifondazione dei 49ers parte dalla difesa.
Analogamente a quanto fatto lo scorso anno San Francisco ha utilizzato il primo round per rafforzare la difesa e a mio avviso, ci sono riusciti in pieno: Solomon Thomas ha combattuto per tutto il pre-draft con Myles Garrett per il titolo di miglior giocatore del draft, mentre Rueben Foster è stato fino al drug test fallito una top-10 pick sicura. Una squadra nelle condizioni dei 49ers deve prendere rischi, e se selezionare Thomas di rischioso ha poco o nulla altrettanto non si può dire per Foster, il cui carattere ha preoccupato più e più insider: se Shanahan riuscirà a rendere tranquillo il ragazzo, attenzione che San Francisco potrebbe aver trovato dopo anni il degno erede di Patrick Willis.

8) Mosse che ho amato.
Quando il tuo cognome è Watt l’hype è inevitabile, ma che T.J. Watt fosse ancora disponibile alla trentesima chiamata non me lo aspettavo proprio: dopo l’esperimento fallito di Jarvis Jones e la finora poco felice scelta di Bud Dupree gli Steelers si sono assicurati un outside linebacker che, proprio come il fratello, non si prende una giocata di pausa. Taco Charlton è un nome che sicuramente non passa inosservato e che oltre a suonare tremendamente bene offre a Dallas finalmente un pass-rusher in grado di togliere pressione dalle spalle di una secondaria decisamente debole. Ottime le scelte di Browns e Giants, che si sono garantite due ottimi tight end, ossia David Njoku e Evan Engram. Pazzesca mossa dei Jets che con la sesta scelta hanno emulato quanto successo un paio di anni fa con Leonard Williams che scivolò misteriosamente fino a quel punto: Jamal Adams oltre ad essere un ottimo giocatore è pure un leader naturale che sicuramente influenzerà positivamente uno spogliatoio in disperata ricerca di riferimenti.

La più grande incognita del draft, Jabrill Peppers , è stata selezionata dal team più disperato della lega: pazzia o colpo di genio?

9) Mosse che ho odiato.
Forse due prime scelte per Watson sono troppe, quindi per il momento questa trade porta inevitabilmente Watson ed i Texans sotto questa voce. Jabrill Peppers è sicuramente un talento intrigante ed un atleta fuori dalla norma ma quanto mostrato nei game-film è piuttosto chiaro: fatica tremendamente a coprire i receiver e le sue mani sono un grandissimo problema, come testimoniato dal solo intercetto messo a segno in carriera a Michigan. I Ravens sono rimasti fuori dai playoff la scorsa stagione per colpa di una secondaria incapace di limitare l’attacco di Pittsburgh, quindi un upgrade era necessario, ma la scelta di Marlon Humphrey non mi è per niente piaciuta: la curva di apprendimento dei cornerback è probabilmente la più vasta fra tutti i ruoli della NFL, e con un attacco non in grado di mettere punti consistentemente punti a tabellone, sarebbe stato forse meglio puntare su O.J. Howard, anche se appare ovvio che fra le scelte del secondo e terzo round ci sarà un ricevitore.

10) Nuggets anche per il draft!
Steal di Indianapolis, il cui front office sicuramente non si sarebbe mai aspettato di poter selezionare Malik Hooker con la scelta numero quindici: serve protezione per Luck e un’alternativa a Gore, ma Hooker può senza dubbio rafforzare da subito una difesa per lunghi tratti ridicola. Grandissima scelta di Washington, che con la diciassettesima chiamata si sono garantiti Jonathan Allen scivolato fin lì per i troppi infortuni avuti in carriera, ma che se riuscirà a rimanere sano andrà a potenziare un pass rush spesso e volentieri inesistente. Strana scelta la seconda dei Titans, spesa per Adoree Jackson che è senza dubbio un returner esplosivo, ma che deve tuttavia migliorare tantissimo come cornerback: al momento non è nulla più che un nickelback. Seattle ha prima tradato la 26esima scelta assoluta per la 31esima dei Falcons più scelte al terzo e settimo giro e successivamente rigirato la 31esima chiamata ai 49ers in cambio della 34esima ed una scelta al quarto giro: spero che vengano tutte utilizzate per puntellare la ridicola offensive line. Intelligente pure la mossa dei Packers, che hanno rinunciato alla loro 29esima scelta in cambio della 33esima e della scelta numero 108: defense, defense, defense!

Fatemi sapere nella sezione commenti cosa pensate di questo primo round!

Post By Mattia Righetti (97 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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2 thoughts on “Eligibles: oggi si parla del draft!

  1. Tifare Bears oggi equivale a continuare a farsi supposte di tachipirina da un chilo… Per il futuro speri che l’enormità della supposta faccia effetto senza ucciderti (perché l’incognita è tra la morte certa e il miracolo).. mentre per il presente fa solo tanto male al c… vedere prendere certe decisioni a GM profumatamente pagati per non occuparsi di molto altro.. Che dire.. dal rinnovo di Cotechino Cutler è stata una tragedia continua.. e la febbre è sempre alta.

  2. E’ evidente che segui poco le partite degli Steleers, altrimenti sapresti che Bud Dupree è un prospetto intrigante (a parte l’ernia, nell’ultima stagione ha giocato 7 partite, di cui 4 da titolare con 4.5 sack messi a segno) al contrario del clamoroso bust Jarvis Jones. Inoltre Adoree Jackson nelle manine sante di Dick LeBeau…

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