Parlare di football in questi giorni non è assolutamente piacevole e facile come dovrebbe essere.
Il focus mediatico è esclusivamente incentrato sul suicidio di Aaron Hernandez: di questo abbiamo già parlato e ragionato insieme, perciò non aspettatevi di trovare altre notizie riguardanti l’ex tight end dei Patriots.
Di cose da raccontarvi ne ho, partiamo.

Complimenti Becca!

1) Partiamo dal college!
Serve subito una notizia che ci faccia ricordare di quanto siamo innamorati di questo sport ed a mio avviso nessuna batte l’impresa di Becca Longo, la prima ragazza ad ottenere scholarship completa per meriti sportivi: la 18enne nativa dell’Arizona ha infatti “firmato” con l’università di Adams State ad Alamosa, Colorado, dove cercherà di stabilirsi come kicker titolare. Vale la pena dare spazio e celebrare una notizia così fuori dagli schemi perché pensare che una donna riesca a trovare spazio nello sport maschile per antonomasia: niente degradante e mortificante football in lingerie, qua si fa sul serio e chissà, magari potremmo trovarci di fronte ad una vera e pioniera che aprirà le porte di questo sport anche al gentilsesso, che magari un giorno potrà avere un proprio e serio campionato. L’hashtag era #whywelovefootball, no?

2) Il cuore di Konrad Reuland.
A molti Konrad Reuland potrà non dire niente, ma la sua storia vale ben uno spazio in questa rubrica. Classico esempio di journeyman limitato alla practice squad del team di turno, lo scorso 28 novembre soffre un aneurisma cerebrale per il quale morirà due settimane dopo, il 12 dicembre: il suo desiderio di donare gli organi una volta morto viene esaudito e qua la storia prende una piega epica. La leggenda MLB Rod Carew, 18 All-Star Game ed un posto in Hall Of Fame, nel 2015 soffre un catastrofico attacco di cuore, e da quel momento entra nella lunga lista d’attesa per il trapianto di cuore: poco dopo la morte di Reuland Carew riceve un cuore ed un rene. Sono il cuore ed uno dei reni di Konrad Reuland: finire con una frase d’effetto che associa le parole “cuore” e “campione” sarebbe troppo scontato, ma concedetemi un sentito “Wow!”.

3) Il ritorno dell’allegria?
Vedere una bandierina gialla verso un giocatore colpevole di celebrare con troppa gioia un touchdown è una delle poche cose che non mi manca della NFL, soprattutto per la rabbia che ciò mi provocava: i numeri parlano da soli, l’anno scorso sono state fischiate 30 penalty di questo tipo, numero preoccupante se si considera che nei due anni precedenti di queste chiamate ce ne furono solo 34 totali. Personalmente vedere quale coreografia Odell Beckham ha preparato per il touchdown settimanale è un discreto piacere, e fortunatamente sembra che gli arbitri stiano lavorando con la lega per determinare meglio quando lanciare la flag: che stia arrivando la fine dell’era della No Fun League?

Nessuno di loro ha voluto avere a che fare con Donald Trump.

4) Metà Patriots alla Casa Bianca.
Mercoledì i New England Patriots sono andati come da tradizione, in quanto vincitori del Super Bowl, alla Casa Bianca: contrariamente agli altri anni a fare notizia mercoledì sono state le numerose assenze, fra cui quella a sorpresa di Tom Brady, amico intimo di Donald Trump, “impegnato in una vacanza con la famiglia”. Diversi giocatori d’alto profilo hanno saltato la visita: da tempo i vari Bennett, Blount, Long, McCourty, Branch e Hightower avevano annunciato la loro intenzione di saltare questo appuntamento principalmente in segno di protesta verso un presidente probabilmente uscito da un film demenziale girato con un budget ridotto.

5) Kawann Short gets p-a-i-d!
Errare è umano, perseverare è Cleveland Browns: scherzi a parte sicuramente qualcosa del genere è venuto in mente al front office dei Carolina Panthers che memori della gaffe di Josh Norman della scorsa stagione, non hanno commesso lo stesso errore garantendo al defensive tackle Kawann Short il contratto della vita. Salvo si parli di Aaron Donald e Fletcher Cox è difficile salivare per la produzione di un defensive tackle, ma il contributo portato da Short ai Panthers va ben oltre il numero dei sacks: tenere occupati due offensive lineman permette ai linebacker di sfruttare gap aperti per fermare le corse avversarie. Ciò detto 80 milioni in 5 anni mi sembrano comunque uno sproposito.

6) Due leggende che si ritirano.
Due fra i migliori ricevitori degli anni ’00 (è così che si dice vero?) hanno salutato definitivamente la National Football League: sto parlando di Andre Johnson e Roddy White che insieme hanno ricevuto 1870 palloni per più di 25000 yards e hanno messo a segno 133 TD. Il modo di dire addio è stato diverso: White dopo aver trascorso tutta la carriera tra le fila degli Atlanta Falcons ed essere stato tagliato la scorsa preseason ha atteso vanamente la chiamata di una Super Bowl contender senza tuttavia mai riceverla, mentre Johhson dopo 11 magnifici anni ai Texans si è aggregato a quei Colts che sembravano destinati ad arrivare fino in fondo e successivamente, la scorsa stagione, ha giocato 8 partite con i Tennessee Titans prima di annunciare il ritiro, ufficializzato solo questa settimana con una cerimonia arrivata dopo aver firmato il classico one day contract con il team nel quale ha trascorso i migliori anni della propria carriera.

La partita a Città del Messico sta diventano una gradevole tradizione, soprattutto per i giocatori.

7) Un passo in più verso il football.
Questa notte è stato rilasciato il calendario della stagione 2017, che inizierà con il consueto Thursday Night Game giocato in casa dei campioni in carica: si inizia quindi il 7 settembre con Kansas City Chiefs vs New England Patriots. Oltre all’oramai classico Giants vs Cowboys week 1 ci offrirà anche Seahawks contro Packers ovvero quello che molti vedono ogni anno come probabile NFC Championship Game. La rivincita del Super Bowl andrà invece in scena a Foxborough durante week 7 mentre week 11 avrà luogo a Città del Messico Patriots vs Raiders contrapponendo quelle che per me saranno le due squadre a contendersi il trono della AFC.

8) Qualche considerazione sul calendario.
E’ ancora troppo presto per fare previsioni sensate per la postseason, ma vediamo insieme quali franchigie avranno una stagione abbordabile e quali dovranno sudare le proverbiali sette camicie per strappare un pass per i playoff. Il calendario più facile è quello degli Indianapolis Colts i cui avversari hanno vinto solamente il 42,4% delle partite giocate lo scorso anno; poco complicato sembra essere anche il calendario dei Pittsburgh Steelers e dei Minnesota Vikings (45,3%) mentre i Denver Broncos (57,8%) sono il team che più dovrà sudarsi l’accesso alla postseason. Complicata la situazione nell’ultra competitiva NFC East, nella quale ad avere il calendario più ostico saranno i Washington Redskins (54,3%) anche se Cowboys, Giants ed Eagles sono tutte presenti nell’intervallo dell’1,2% di differenza.

9) Ma allora Marshawn?
E’ arrivato il momento dell’aggiornamento settimanale su Marshawn Lynch, perché tutti vogliamo il ritorno di Beast Mode, vero?
Secondo recentissime voci i Raiders potrebbero guardare altrove per indirizzare i problemi del backfield, scarno più che mai dopo l’addio di Latavius Murray: in un draft in cui si ha un surplus di valide opzioni nella posizione, nessuno resterebbe particolarmente sorpreso da una scelta di un halfback magari anche nel primo round. Una serie di enigmatici tweet dell’ex Seahawks infittiscono un mistero che non sembra destinato ad essere risolto prima del prossimo weekend, quello del draft.

10) Pre-draft nuggets!
Manca veramente poco al draft e come è naturale che sia i report di eventuali trade o interessi verso determinati giocatori dominano le conversazioni degli addetti ai lavori. Noi ci saremo, in quanto questa rubrica la settimana prossima sarà incentrata esclusivamente sul primo round del draft che andrà in scena venerdì notte, ma vediamo un po’ di queste chiacchiere: a quanto pare il completo dominio di Scouting Combine o Pro Day vari non ha convinto pienamente i Browns a spendere la prima scelta del draft per garantirsi Myles Garrett, quello che di gran lungo appare il migliore prospetto di tutto il draft, in quanto coach Jackson vorrebbe garantirsi con la prima assoluta le prestazioni di un quarterback (Trubisky sembra essere quello più in voga ultimamente)… Ah, Browns! Appaiono inquietanti le voci che vedrebbero Jets, Bears e 49ers interessate a tradare le proprie scelte nel primo giro per accumularne sempre più sulla falsariga dei Cleveland Browns: contenti loro… Guai per il miglior linebacker del draft, Reuben Foster: il suo drug test risulta diluito, condizione sufficiente per dichiarare questo test come fallito. Sarà interessante vedere quando verrà scelto quello che fino ad oggi appariva una sicura top-10 pick.

Post By Mattia Righetti (94 Posts)

Mattia, 21 anni.
Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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2 thoughts on “Eligibles, storie di free agency: settima settimana

  1. Spiace vedere i commenti negativi su Trump in una bella rubrica di football.
    che ci azzeccano?
    E poi, se vogliamo dirla tutta, le prime mosse di Trump (abbattimento delle tasse per le imprese e reinvio del muro col Messico) sono ben distanti dalla sua campagna elettorale

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