I think we can run the table, i really do“.
Lo so, sto iniziando a diventare noioso, il run the table speech sta diventando un tedioso habitué quando devo parlare di Aaron Rodgers e dei Green Bay Packers, però siamo onesti, vedendo Jordy Nelson incapace di alzarsi e successivamente accompagnato in spogliatoio, in tanti abbiamo pensato: “Bene Aaron, è stato bello, ora la tua corsa è finita.

Sappiamo tutti l’importanza del numero 87, la stagione 2015 è ancora ben radicata nella nostra mente, il pessimismo era più che giustificato, soprattutto nella giornata di ieri: i quattro sacks subiti in poco più di venti minuti di gioco, i receivers incapaci di separarsi dai defensive back di New York e Damon “Snack” Harrison costantemente nel backfield dei Packers ci avevano portato indietro a metà stagione, quando Green Bay ne aveva perse quattro di fila e tutti, inutilmente, ci chiedevamo cosa non andasse in Rodgers, giocatore la cui onnipotenza ci ha fatto dimenticare quanto difficile sia essere un quarterback nella NFL.

Eppure l’inizio aveva legittimato ogni dubbio: per quasi due quarti Green Bay non è stata in grado di muovere le catene, il running game, come prevedibile, non era in grado di produrre nulla se non minimi guadagni, il numero 12 era imprigionato nella propria tasca e ogni qualvolta i Packers riuscivano a portarsi nel field goal range il pass rush dei G-Men saliva in cattedra, facendo indietreggiare Green Bay e costringendoli al punt.

La giornata di Odell Beckham in una foto: 4 catch per 28 yards, 3 drop, fra cui uno in endzone.

La difesa di New York, insomma, stava mettendo la squadra nella miglior condizione possibile per portare a casa la partita: il problema è che nonostante tutto questo, il punteggio stava ancora sorridendo ai Packers, sotto 6-0.
Pensare di contenere così Rodgers per tutti i sessanta minuti di gioco è semplice utopia, e nonostante un receiving corp che sulla carta non dovrebbe lasciare scampo alla falcidiata secondaria dei Packers, Odell Beckham e Sterling Shepard a suon di drop non hanno capitalizzato l’ottimo lavoro del team difensivo. Sentiremo parlare a lungo della “gita” in barca di OBJ e compagni, ma sarebbe ridicolo affermare che i drop siano una conseguenza del loro viaggio di relax. Inopportuno? Ovvio. Evitabile? Sicuramente. Pessimo tempismo? Certo. E’ costato alla squadra la partita? Non diciamo sciocchezze.

E così, sotto solo di sei lunghezze, seppur senza il proprio miglior receiver, ecco Aaron Rodgers. Green Bay parte dalle 38 di New York, Rodgers connette subito con Adams per 31 yards, breve corsa di Montgomery, ed ecco la magia: Rodgers inizia una delle sue danze, scompare dietro la propria offensive line e pesca Adams in endzone e così, nonostante ventisette minuti di futilità, Green Bay è sopra.
Three-and-out Giants, palla ai Packers con poco più di un minuto e mezzo da giocare, un field goal sarebbe oro colato per l’economia della partita: macché.
Quarto e due sulle 42 di New York, sei secondi alla fine della prima metà, lo abbiamo già visto più volte, Aaron, ormai sei prevedibile: hail mary, Cobb spunta dal nulla alle spalle di tutti, sei punti Packers, sette con l’extra point, Green Bay avanti 14 a 6.

In barba al momentum, Green Bay torna in campo ed è subito three-and-out: New York non riesce a capitalizzare, punt e palla a Green Bay che scongela Christine Michael, che come per magia inizia a macinare yards e conquistare primi down, ma poche giocate dopo, sulle proprie 42, McCarthy non ne vuole sentir parlare di punt e sul 4&1 il front seven dei Giants imbottiglia Montgomery fermandolo ben prima del primo down. A New York bastano solo 45 secondi: Manning pesca il rookie Tavarres King libero, 40 yards TD e solo un punto di svantaggio.

Così è troppo facile: Randall Cobb (18) raccoglie in endzone la terza hail mary vincente lanciata da Rodgers nelle ultime due stagioni.

Quando in un minuto prima fallisci una fourth down conversion e poi prendi touchdown su una big play (ringraziare Clinton-Dix per la lettura sbagliata), l’inerzia passa alla squadra avversaria: non se giochi contro Rodgers che, favorito da un’ottima posizione di campo dopo un buon kickoff return di Michael, muove velocemente le catene e trova Randall Cobb libero in mezzo al campo: secondo TD della partita di Cobbwelcome back Randall.

Sul successivo kickoff, Bobby Rainey prova a rendersi protagonista, rimediando però una pessima figura e compromettendo del tutto la partita dei Giants, in quanto riceve il pallone sulla sideline, finendo fuori dal campo: tutto ciò accade sulla linea delle proprie 3 yards, New York è con le spalle al muro e l’inevitabile three-and-out che segue regala ai Packers un’ottima posizione di campo, parzialmente sfruttata grazie ad un field goal di Crosby.

Sotto 24 a 13, con poco più di un quarto rimasto, per i Giants il touchdown è imperativo: niente da fare, altro drop di Beckham ed ennesimo, pesantissimo, three-and-out.
Nel possesso successivo, la partita finisce a tutti gli effetti: Rodgers è metodico, al termine di un drive da 10 giocate trova ancora una volta Randall Cobb in endzone, e il 31 a 13 sembra scandire la parola fine sulla stagione dei Giants.

Anche perché, pochi secondi dopo, Clay Matthews raggiunge e colpisce Manning proprio durante il rilascio del pallone, che viene lasciato colpevolmente rotolare sotto gli occhi di tutti, tranne quelli di Matthews stesso, che sa di aver causato un fumble: Perkins si avvicina mollemente alla palla, e mentre lo raccoglie da terra (con poca convinzione), il numero 52 dei Packers lo travolge, andando poi a recuperare il fumble della vittoria.

Passano altri cinque minuti, Green Bay ha attivato il cruise control (perdonatemi cari fan dei Giants, ma dovevo) e l’amatissimo Aaron Ripkowski inserisce il suo nome nel boxscore con il più classico degli one run yard TD, fullback style.

Aaron Rodgers e Randall Cobb hanno molti motivi per festeggiare: con un Cobb così, l’assenza di Nelson sarà certamente meno dolorosa.

38-13, dunque: ennesimo blowout di questo Wild Card Weekend, in cui lo scarto di punti medio è stato pari a 19.
Manning conclude la propria stagione con un intercetto, messo a segno da Randall: è Green Bay ad andare a Dallas.

Deve esserci molto rammarico nel cuore dei Giants: non essere riusciti a capitalizzare le difficoltà avute in attacco dai Packers in quella quasi prima metà di dominio difensivo, è un peccato mortale. Le inevitabili polemiche su Odell Beckham e soci non dovranno però gettare nel dimenticatoio una stagione che, nonostante l’abominevole conclusione, è da considerarsi positiva, in quanto questa squadra ha finalmente trovato un’identità.

Passano i Packers, che contro Dallas non potranno permettersi un blackout offensivo del genere e che probabilmente dovranno fare a meno del proprio miglior giocatore offensivo (QB escluso): sarà certamente difficile vincere contro questi Cowboys, ma con un Rodgers del genere, Green Bay non ha veramente paura di nessuno.
Dopo tutto stiamo sempre parlando del miglior quarterback degli ultimi sei-sette anni.

Cari lettori, per questa partita è tutto.
Vi invito, come d’abitudine, a dirmi la vostra nella sezione sotto.

Ci sentiamo domenica, con il recap di Texans-Patriots.

Post By Mattia Righetti (47 Posts)

Mattia, 21 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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10 thoughts on “Aaron Rodgers è troppo anche per i Giants: Green Bay avanti

  1. E’ anche vero pero’ che l’offensive line dei Packers riesce a dare al suo QB una miriade di tempo per lanciare…alcune volte si parla di piu’ di 5 secondi cose che onestamente non succede neanche con Brady. Questo non toglie che Aaron sia un fenomeno, ma nel secondo tempo ieri era imbarazzante quanto i Giants fossere incapaci di avvicinarsi a lui.

    Sono curioso di vedere davvero che succede con i Cowboys, ma se vincono anche li’ rischiano di andarsi a prendere davvero il superbowl quest’anno, anche se sogno gia’ una finale di conference a Seattle contro i Seahawks 😁

    • GB è stata impressionante ieri, con Rodgers e Cobb mostruosi e tutto questo contro la difesa di NY! Lo ammetto è la squadra di questa wild card che mi ha impressionato di più . Però i cowboys per me hanno tutte le carte per vincere ugualmente. Qualche settimana fa in un commento ho detto Cowboys e ora l’accendo. Dico Dallas in finale (probabilmente contro Seattle secondo me) Concludo dicendo come dici tu che se Gb dovesse battere anche Dallas…beh allora non si fermerebbe davvero più!

      Sull’altro versante finale Steelers-Pats e che vinca il migliore! NO?

      Ciao!

      • Ciao Ric!
        Sono molto curioso di vedere finalmente cosa Kansas City possa fare ai playoff, ammetto che non sono ancora del tutto convinto su di loro, perciò Steelers-Pats mi sembra la finale più probabile, se dovessi essere smentito da KC, tanto meglio!
        L’infortunio di Jordy, due costole rotte, sarà un gran problema, anche se il Davante Adams del 2015 non è certamente quello del 2016! Vediamo anche il fattore “prima volta”quanto influirà sui Cowboys!
        L’unica cosa che mi sento di dire con discreta tranquillità è che certamente assisteremo ad un weekend di miglior football rispetto a quello appena passato: Houston-Oakland e Miami-Pittsburgh mi hanno veramente fatto male dentro.

        • Pure a me Mattia, è stata veramente una wild card un po’ triste con partite bruttine oltre che scontate! Questo week end speriamo di divertirci di più! Ciao!

    • La linea ha fatto certamente un ottimo lavoro in quanto i sacks subiti da Rodgers maturavano dopo 5-6 secondi dallo snap, cosa relativamente normale.
      La squadra che tifo è fuori dai giochi, e onestamente credo che sarebbe anche ora del SB Brady vs Rodgers, ce lo meriteremmo.
      Ciao Thegame!

    • Vediamo domenica cosa combina nel Jerry’s World. (Anche se, lanciare 4 TD in faccia a questi Giants… quanti ne lancerà domenica?)
      Ciao Maurizio!

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