Istruzioni per l’uso: cari lettori chi vi scrive tiene a specificare che non è un reporter. Chi scrive è – o almeno così ama definirsi – uno scrittore per cui se volete leggervi uno scarno ma divertente (almeno nelle intenzioni) recap della Wild Card in oggetto, prego, scrollate giù giù fino alle ultime righe.
Il racconto, o meglio, il viaggio letterario al riassunto del match tra Texans e Raiders parte da lontano – si fa per dire – e inizia giovedì. Tre giorni primi della partita. E’ una sorta di diario.
Cercherò di essere imparziale. Ma non posso garantire.

Giovedì.
Più che Texans- Raiders la sfida in questione sarà Osweiler contro se stesso. Già lo immagino Brock il fotomodello guardarsi allo specchio e cantare, con la musica che esce forte e chiassosa dal suo stereo, Lose Yourself. La hit di Eminem, colonna sonora di 8 mile.
Ricordate il testo? Vi rinfresco la memoria: “Look, if you had, one shot, or one opportunity
To seize everything you ever wanted. In one moment Would you capture it, or just let it slip?
Yo” Che a grandi linee suona così: “Guarda, se tu avessi una sola opportunità per misurarti con ciò che hai sempre voluto: la coglieresti o la lasceresti andare?”
Qui si racchiude il senso della stagione del numero 17 di Houston: trovare una giustificazione a quel contratto, trovare la giustificazione al valore che gli è stato dato. Trovare, infine, il reale valore di se stesso.

Continuo a sbirciare, di continuo, le news provenienti dall’etere. Un continuo tap e refresh sull’applicazione NFL presente – da sempre- sul mio Iphone. Le grandi sfide mi eccitano, mi rendono nervoso. Paranoico.

A squadre complete – senza infortuni – non ci sarebbe storia. Oakland ha fatto qualcosa di incredibile questa stagione. Un 2016 da incorniciare per quella che sarà la prossima franchigia di Las Vegas.
Houston ha vivacchiato, ha illuso, ha deluso. Ma alla fine un posto nell’olimpo l’ha conquistato andando a giocarsi la post season.

La realtà, ora, ci consente di fare valutazioni diverse: quello che era un attacco spumeggiante – Oakland – si ritrova con un QB, scelto al quarto giro dell’ultimo draft, che farà il suo debutto da titolare proprio nella partita più importante della stagione. Connor Cook.
Houston ha di che sorridere se non fosse per il continuo struggling nella posizione che più conta: il qb.
Brock conta più intercetti che touchdown, Savage che pareva il salvatore della patria è nel concussion protocol. Commozione cerebrale.
Il sorriso dei texani, comunque, non scompare del tutto: la difesa è tra le migliori del campionato, Clowney è l’alter ego di JJ Watt.
Questi sì che hanno salvato la patria.

Ultime del giovedì: da indiscrezioni di Ian Rapoport O’Brien, facilmente, lascerà i Texans a fine stagione. Specialmente se sabato finisse in tragedia.

Buonanotte.

Venerdì.
E’ arrivata la befana, nei fuochi epifanici più di qualcuno ha gettato i cattivi pensieri. Tra di loro, certamente, i tifosi texani.

Nfl.com regala speranza in un articolo che è più gossip che sport. Osweiler, dopo essere stato panchinato, ha scelto di seguire un nuovo credo: “vai li fuori e divertiti”. Brock ha infatti raccontato ad espn.com come, nella partita con i Titans, ha scelto di seguire questo suo nuovo credo: “Appena sono stato chiamato in causa, sono corso sul terreno di gioco e prima dello snap ho raccontato una barzelletta agli uomini della o-line. Abbiamo riso per un po’ e poi abbiamo giocato”.

Che Dio ti protegga Brock.

Il venerdì corre veloce. Nella tarda serata l’approfondimento sulla partita riguarda la capacità delle rispettive OLine di difendere il proprio QB. Staremo a vedere, certo, ma se guardassimo alla regular season la risposta sarebbe scontata: quante volte è andato in difficoltà il playmaker di Houston? Troppe.
Ogni partita, comunque, la propria storia. Specialmente nei playoff.

Gli altri grandi interrogativi che ci lascia questo venerdì sono: il gioco dei texani con Osweiler undercenter sarà, come più volte mostrato, quasi esclusivamente affidato al buon Lamar Miller o, finalmente, la palla verrà lanciata a quei due demoni che sono Hopkins e Fuller? Il fatto che Crabtree e Cooper siano listati come questionabili – lasciando trasparire qualche acciacco – creerà qualche pensiero al debuttante Cook?

Notte di pensieri.

Sabato.

GameDay.

L’orologio non scorre come dovrebbe. Per una volta il tempo pare rallentato. Continuo a cercare news da leggere per far passare il tempo ma, nonostante la più buona volontà, le 22.35 paiono essere ancora lontanissime.

Vado a correre. Non avendo il fisico da footballer mi sono dato al running.

Finalmente. Ci siamo. Bud Light arrivata dalla Germania sul tavolo, lavoro abbandonato in anticipo. Si parte.
“Oh say can you see…” Inno USA. Sempre un’emozione.

KICK OFF.

(ora inizia il vero) RECAP.
E’ mezzanotte e 21. I cioccolatini della befana la fanno da padrone nella mia pancia, la bud light è ritornata nel frigo ma la pepsi – sempre light – scorre a fiumi. Ah si, ho preso anche un moment act per il mal di testa. Tensione, si chiama tensione.

La ESPN ci offre un halftime show che in pratica è il carosello degli anni sessanta. Pubblicità e basta. Vi interessa la nuova promozione del McDonald? Se volete il caffe di qualsiasi misura è ad un dollaro. Volo aereo escluso.
Per il Cream Mocha (nella pubblicità la panna non si scioglie), invece, due dollari. Sempre volo escluso.
Niente da aggiungere, inizio a scrivere.

Kick Off. Possesso Houston che non si sa mai ripensando allo scorso anno. Ripartiamo da dove eravamo rimasti: difficoltà a muovere la palla.
Possesso Oakland: Cook comincia non male. Peggio.
Turnover: field goal di Novak. 3 a zero Houston.

Secondo possesso Raiders, Clowney dimostra di essere una first overall pick.

Inizia il secondo tempo, ricomincio a scrivere più tardi.

Riprendo da dove avevo lasciato, primo quarto.
Altro possesso Houston, touchdown Miller. E chi se no?
Via via verso il secondo quarto. La secondaria dei Texans inizia a fare sul serio dopo aver concesso uno score a Oakland.

Secondo quarto.
Tra i due QB è una gara a chi sbaglia meno. Vince Osweiler ai punti, di misura ma attenzione.

Espn è clemente (eufemismo, sta facendo una marchetta) con i Texans e trova il bene anche nel male: la OLine ha iniziato a coprire i blitz.

Quando hai un contratto da 72 milioni e 37 garantiti, ti senti in dovere di giustificarli. E infatti.
Al decimo minuto del secondo quarto scatta la scintilla: Brock si prende un down su corsa, slant perfetta su Fuller, super passaggio su Hopkins. Siamo a 1 e 20 dalla fine del secondo e arriva il passaggio da touchdown che tutti aspettavamo.

Osweiler ha capito che esistono i wide reciver.

Connor Cook vede in Clowney l’uomo nero. No, non è una battuta.

Inquadrano Brandon Weeden che ha la faccia più americana tra le facce americane. E’ stato anche una promessa del baseball, infatti, di mestiere fa la promessa.

Nota statistica: dal 2014 i texani sono imbattuti quando vincenti all’half time.

Secondo tempo.
Ps: se vi interessa, Crabtree – dopo lo screzio di domenica con Talib – si è rimesso la catenina d’oro.

Whitney Mercilus è, al momento, sack leader della partita. In pratica l’inizio del terzo quarto è stato un suo show personale.

Il microfono della sideliner di Espn ha ricominciato a funzionare.

La pausa non ha fatto bene a Osweiler. No assolutamente. Siamo al settimo minuto del terzo tempo. Altro punt. Forse la vogliono chiudere così.

Tra Crabtree e Cooper è gara a chi ne droppa di più.

Che allegria questo quarto…
Pubblicità del Cialis. Solitamente su CBS fanno quella del Viagra.
Cosa volete che vi racconti se gli ultimi 3 possessi per parte sono finiti con un Punt?
Dato l’incredibile sforzo dei punter questa sera, Lechler – scelto al quinto giro nel 2000 proprio da Oakland – ha perso due etti. King, invece, ha finito le varie esultanze. Al prossimo punt si spoglia.

Altra nota a margine, per colmare la noia, JJ Watt è tornato ad allenarsi. Se Houston va al Super Bowl gioca.
Riposati tranquillo Justin James.

Manca 1 e 33 e DeAndre Washington droppa un passaggio di Cook che Jack del Rio sta pensando al suicidio assistito. First down guadagnato da Crabtree alzato da Bouye (che fenomeno questo undrafted del 2013). Pardon, pass interference dell’attacco: 3rd e 22. Anche questo possesso finisce in un punt.
Nota: dall’aver guadagnato un down ad aver perso 26 yards (due penalità), Oakland ci ha messo meno di un minuto. Jack del Rio è partito per la Svizzera, motivazione qualche riga sopra.

Nel frattempo il New York Post comunica che Donald Trump vuole Romeo Crennel (defensive coordinator di Houston) quale segretario alla difesa.

Grazie a Grimes Houston conquista il primo down su corsa del terzo quarto.

Per quanto volete ancora che vada avanti?

Il terzo quarto in un’immagine: al mio albero di natale sono cadute le palle.

Ultimi 15 minuti.
Interferenza di passaggio su Hopkins: 1st and Goal per Houston.
Osweiler segna un touchdown su corsa. Ragazzi, ho visto tutto per questa sera.

Connor Cook, sul 27 a 7, inizia a lanciare. Complimenti, le faremo sapere.

Clowney guarda gli avversari come a dire: quando finisce l’allenamento.
Le Cheerleaders guardano Clowney come una pornostar guarda a Mandingo. Partita sospesa per allagamento della sideline.

Nonostante il biglietto per la Svizzera in tasca, Jack del Rio preferisce una fine lenta. Stoico.

Non solo la DLine, Houston dispone anche di una secondaria di tutto rispetto: Hal, Bouye, Joseph.

Cook deve capire che i suoi sono quelli con i caschi argento.

Crabtree e Cooper già pregustano il soggiorno a Las Vegas.

Touchdown Raiders: 11 giocate, oltre 4 minuti, 75 yards guadagnate.

La prossima serie da guardare sarà Black-ish.

Snickers, McDonald, Papa John’s Pizza. A guardare le pubblicità ho preso due chili.

Connor Cook, se vi interessa, ha vinto anche uno Rose Bowl. Ma nessuno, nessuno, sarà come quello tra Trojans e Longhorns del 2006. Una storia tragica dietro quella partita, uno slidingdoor hollywoodiano: i due qb – scelti al primo giro del draft – hanno miseramente concluso la propria carriera dopo due stagioni. Dalle stelle alle stalle.

A 5 minuti dalla fine la partita pare ravvivarsi.
Al momento Amari Cooper ha 10 yards guadagnate in tutto il match,
Intercetto Houston, Joseph. Mancano 4 minuti alla fine.

Affari negli USA: Burger King offre per 1 dollaro e 99 cent la possibilità di scegliere tra due Whooper e un cestino di Chicken Nuggets.
Il volo, come sempre, non è compreso.

A tre minuti scarsi dalla fine, tanto Houston quanto Oakland, dispongono ancora di 3 timeouts a testa. Potrebbero far durare questa partita fino a domattina.
4th and 2 a 20 secondi dal two minutes warning. Tutti pensavano ad un Go for it, Lechler ci sperava, invece, altro punt. Il punter di Houston raggiunge, dopo 20 anni, il suo peso forma.

La difesa di Houston ha concesso pochissimo e ha dominato tantissimo. L’attacco ha giocato la prima mezz’ora. Osweiler ha giustificato 1500 dollari del suo contratto.
Oakland è stata imbarazzante ma, con il beneficio del dubbio, tutto potrebbe essere stato diverso se la squadra fosse stata al completo specialmente con Carr al comando.

Il match finisce con l’intercetto di Bouye. Il commentatore di Espn si concede una licenza poetica e conia la frase “That’s my bouye!”

Kneeling di Osweiler che, dopo due quarti di nanna, fa il primo lancio della sua seconda metà di partita: palla verso la panchina.

Fine!

Vittoria Houston. La prossima settimana sarà divertente. Le probabilità che per i Texans tutto finisca tra sette giorni è alta ma, si sa, ogni partita la sua storia. Lo dicono anche gli anziani al bar.
Se vi è piaciuto il recap commentate in basso e la prossima settimana sarò qui a raccontarvi tutto. Ora vado a nanna. Go Texans.

Post By Carlo Alberto M. (3 Posts)

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9 thoughts on “Houston stacca il biglietto per il Divisional, Raiders a casa

  1. Bel recap davelavarra decisamente più divertente di una partita inguardabile…. E pensare che l’anno scorso in regular season nelle 6 partite giocate al posto di PM Brock sembrava un QB….
    Ora ho capito perchè Jack del Rio non ha provato almeno a cambiare QB…stava pensando alla Svizzera
    Peccato per i Raiders trovarsi senza Carr alla postseason …ma ovviamente io sono contento!

  2. non ho capito perchè lo staff tecnicvo di Okland ha continuato a basarsi solo sui lanci e non sulle corse…. da suicidio

  3. ….ahahah era un sacco che non me la ridevo cosi. 😊 complimenti… btw vogliamo menzionare quante volte ESPN abbia inquadrato JJ Watt che faceva il papà preoccupato/euforico x il suo “erede” in campo ??? Poesia….almeno x gli occhi. 😜 un po meno x tutti quelli di sesso maschile e/o non interessati

  4. Mi piace come scrivi, stilisticamente è ineccepibile l’articolo, ma per i contenuti e le informazioni che se ne traggono…..se questo è un articolo di sport io sono Bill Gates (credimi, vorrei esserlo!). Spero nel prossimo.

    • Max! Da che scrivo su questo sito, l’ho sempre detto: sono un appassionato di football e di scrittura. Cerco di raccontare le emozioni lasciando i playbook ad altri.
      Se preferite che vi racconti di pistol, shotgun, screen pass o pass rush – magari usandoli alla c…. come fa il buon Bagatta – lo farò. Sarà, comunque, meno divertente.
      Non è un articolo di sport ma della bellezza dell’essere sportivo e della grandezza del momento. Ho cercato di mitigare il tutto con stats e aneddoti…come quello sul rose bowl 2006. Che per me vale l’articolo! ;)
      Ti auguro di diventare Bill Gates! (anche se sono un apple lover) ;)
      Alla prossima!

  5. complimenti mi è piaciuto molto…..mi chiedo ancora in base a cosa hanno fatto un contratto del genere a BO?….possibile che nessuno abbia pensato che con una difesa del genera a Denver, chiunque poteva fare il QB?…se Elway lo taglia non ti viene il dubbio? non vale tutti quei soldi…..secondo me comunque la qualità dei QB negli anni si è abbassata di molto….aspetto i prossimi commenti.

  6. Max! Da che scrivo su questo sito, l’ho sempre detto: sono un appassionato di football e di scrittura. Cerco di raccontare le emozioni lasciando i playbook ad altri.
    Se preferite che vi racconti di pistol, shotgun, screen pass o pass rush – magari usandoli alla c…. come fa il buon Bagatta – lo farò. Sarà, comunque, meno divertente.
    Non è un articolo di sport ma della bellezza dell’essere sportivo e della grandezza del momento. Ho cercato di mitigare il tutto con stats e aneddoti…come quello sul rose bowl 2006. Che per me vale l’articolo! ;)
    Ti auguro di diventare Bill Gates! (anche se sono un apple lover) ;)
    Alla prossima!

  7. Alejandro! Brock Osweiler si ritrova quel contratto perchè frutto di scelte – obbligate?- disperate! Houston viaggiava sulla emotività di una wild card rovinosa. Servivano risposte e si pensava di trovarle in uno che aveva giocato appena otto partite da titolare. E soprattutto l’aveva fatto con la OLine di “quei” Broncos.
    Resta il fatto che sabato nel momento in cui hanno iniziato a bloccare i blitz si è mosso bene.
    Vedremo!

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