Che la regular season NFL ci passi davanti (purtroppo) senza che noi ce ne possiamo accorgere è un fatto risaputo, ma pensare che da domenica prossima si inizierà a giocare december football, in cui ogni partita può porre fine a speranze di titoli divisionali o playoff, appare totalmente assurdo. Eppure, eccoci qua, pronti per il rush finale, con una classifica più indecisa che mai.

Che i Falcons non scherzassero si era potuto intuire da vittorie come quelle ottenute contro Green Bay o Denver, ma il 38 a 19 con cui Atlanta ha liquidato Arizona, ha consolidato definitivamente lo status della squadra di coach Quinn: i Falcons sono veri e propri pretender. In una partita in cui tutti gli occhi erano puntati sullo scontro fra Julio Jones e Patrick Peterson, a regalare ad Atlanta la settima vittoria stagionale ci hanno pensato Devonta Freeman e Taylor Gabriel, con due TD a testa: fenomenale la prestazione dell’ex Brown, che con 102 yards totali (oltre che alle due realizzazioni) è riuscito a compensare all’opaca prestazione (35 yards) di Jones.

Con questa sconfitta i sogni di playoff dei Cardinals vengono definitivamente infranti, in quanto sul 4-6-1 le gare di distanza da Seattle iniziano ad essere troppe, mentre il 7-4 garantisce ad Atlanta il comando della division, anche se Tampa Bay, a sorpresa, rimane pericolosamente vicina…

…Perchè, grazie all’upset di giornata, i Buccaneers, sconfiggendo Seattle 14 a 5, si portano sul record di 6-5, e lanciano una poco pronosticata candidatura per la postseason.

Richard Sherman (numero 25) può solo guardare: decimo TD stagionale di Evans (numero 13), inevitabilmente fra i migliori nel ruolo.

Richard Sherman (numero 25) può solo guardare: decimo TD stagionale di Evans (numero 13), inevitabilmente fra i migliori nel ruolo.

Dopo le roboanti vittorie contro Patriots ed Eagles, l’incontro con i Bucs sembrava destinato ad essere una mera formalità per il team di Coach Carroll, sorpreso dalla partenza sprint di Tampa Bay: due touchdown nei primi due drive, entrambi firmati dal fenomenale Mike Evans, che in faccia alla Legion Of Boom (privata di Thomas, assenza pesantissima) è riuscito a ricevere 8 palloni per 104 yards. All’avvio sprint dei Bucs, Seattle ha saputo rispondere solamente con un safety (penalty in endzone del tight end Stocker) e con un field goal di Hauschka.

Prestazione da incubo quella di Russell Wilson, in grado di completare poco più del 50% dei passaggi tentati per la miseria di 151 yards, a cui vanno aggiunti pure due intercetti, mentre è stata a lunghi tratti fantastica la prova di Winston, che completando 21 passaggi sui 28 totali per 220 yards (2 TD e 1 intercetto) ha confermato l’ottimo stato di forma: da week 5 ad oggi i touchdown lanciati sono 14 a fronte di soli 3 intercetti. Attenzione NFC, i Buccaneers adesso vogliono continuare a sognare.

La partita andata in scena all’Oakland Coliseum fra Panthers e Raiders, in cui Oakland ha resistito alla rimonta di Carolina, vincendo 35 a 32, ha messo di fronte Carolina ad una squadra la cui stagione ricorda vagamente quella avuta lo scorso anno dai Panthers: l’esplosività dell’attacco di Oakland, in grado di mettere a tabellone 30 o più punti a partita, ricorda tanto l’esercito guidato da Cam lo scorso anno.

Dopo una prima metà finita 24 a 7 per Oakland, in cui la pick six di Mack sembrava aver definitivamente tagliato dalla partita Carolina, il 18-0 (PAT bloccato e due tentativi di conversione da 2 falliti) con cui i Panthers sono rientrati in campo, unito ad un infortunio alla mano di Carr, sembrava aver spianato la strada a Newton e compagni: nonostante l’infortunio, grazie ad un guanto e snap ricevuti solo dallo shotgun, Carr ha saputo pareggiare i conti lanciando un TD a Walford con annessa conversione da due punti, e l’eterno Janikowski, con meno di due minuti da giocare, ha dato il vantaggio definitivo alla squadra di coach Del Rio, che sul 9-2, guidata da un QB che sta giocando a livelli buoni per l’MVP, guarda tutta la AFC dall’alto. Sul 4-7, le speranze di Carolina evaporano definitivamente: i playoff ora sono utopia.

Restano in piena corsa playoff squadre come Baltimore, Miami e Buffalo che, grazie alle vittorie ottenute ieri, o guadagnano la testa della division (Baltimore) o lottano per una wild card (Miami e Buffalo).

Justin Tucker (numero 9) celebra l'ennesimo field goal messo a segno: le speranze di playoff dei Ravens sono tenute in vita dalla sua gamba destra.

Justin Tucker (numero 9) celebra l’ennesimo field goal messo a segno: le speranze di playoff dei Ravens sono tenute in vita dalla sua gamba destra.

Il 19 a 14 con cui Baltimore ha interrotto la maledizione Bengals (5 sconfitte consecutive contro Cinci), è stato lo show di quello che è a tutti gli effetti il miglior kicker della lega, Justin Tucker: ben 4 i FG realizzati, di cui tre oltre le 50 yards (52, 57 e 54 yards), che lo hanno portato ad aver messo a segno ogni field goal tentato finora (27 su 27).

Senza Green e Bernard le possibilità di successo per i Bengals erano poche, e con il duo Suggs-Dumervil finalmente riunito (2 sacks il primo, uno il rientrante Dumervil) Dalton ha potuto ben poco contro la difesa di Baltimore, che sul 6-5 si giocherà fino alla fine l’AFC North contro Pittsburgh.

Fatica, e non poco Miami, che riesce a spuntarla 31 a 24 sui 49ers, fermati a sole 2 yards dal completare un’improbabile rimonta. La sesta vittoria consecutiva di Miami è arrivata (finalmente) grazie ad un Tannehill continuo per tutta la partita: 66% di completi, 285 yards lanciate per 3 TD e 0 turnover. Buona pure la prova di Kaepernick, che oltre ad aver lanciato per 296 yards e 3 TD, ha pure guadagnato 113 yards correndo. Sul 7-4 e sulle ali di una serie da 6 vittorie filate, Miami può sognare, mentre sul mortificante record di 1-10, l’era Kelly sembra già destinata a finire.

A condurre Buffalo alla vittoria su Jacksonville, 28 a 21, ci ha pensato (come al solito) un fenomenale Shady McCoy, che, a meno di una settimana dall’operazione alla mano che aveva messo in dubbio la sua partecipazione alla partita, con 134 yards totali e 2 TD (fra cui un gioiello da 75 yards) tiene vive le speranze di Buffalo. In una giornata in cui Bortles miracolosamente non ha commesso turnovers, il QB dei Jags lanciando solo 126 yards non ha potuto evitare la nona sconfitta stagionale per la squadra più deludente del 2016.

Importanti pure i successi di New England e New York Giants: i Patriots, faticando più del dovuto, vincono 22 a 17 contro i Jets, mentre i Giants portano a casa l’ottava vittoria stagionale grazie ad un 27 a 13 contro i Browns. Andare a giocare a New York contro i Jets si rivela ancora una volta estremamente difficile per New England: una prima metà da soli 10 punti non è risultata fatale ai Patriots grazie al FG bloccato a Folk e all’ingenuo fumble del receiver Anderson, costati diversi punti a New York. Ottima la partita del rookie Mitchell, autore dei due TD messi a segno dai Patriots, che con questa vittoria, regalano la gioia numero 200 a Tom Brady, che raggiunge al primo posto di questa classifica Peyton Manning.

Soffre più del dovuto anche l’altra sponda di New York, quella dei Giants: i 3 TD lanciati da Manning oscurano solamente in parte il fatto che Eli abbia lanciato solo per 194 yards e che il running game, contro una difesa debole come quella dei Browns, non sia mai riuscito ad ingranare. A regalare la vittoria a coach McAdoo ci ha pensato la difesa che, con 7 sacks e 3 turnover totali, fra cui un fumble riportato in touchdown da Jason Pierre-Paul, ha mortificato ogni tentativo di rimonta di Cleveland.

Tengono vive, almeno aritmeticamente, le speranze di playoff pure Chargers, Titans e Saints: buon successo di San Diego ai danni di Houston, 21 a 13, in una partita in cui Osweiler mostra ancora una volta tutti i propri limiti lanciando 3 intercetti, che di fronte ai 3 TD lanciati da Rivers, spiegano sinteticamente la vittoria dei Chargers.

San Diego, 5-6, rimane ancora in vita, mentre Houston, ora sul 6-5 e con il fiato di Indianapolis e Tennessee sul collo, deve trovare un modo di mettere punti a tabellone, che a quanto pare non sembra essere un problema per Mariota e compagni, vittoriosi 27 a 21 sui Bears: si ferma a 7 yards dalla endzone dei Titans il tentativo di comeback di Chicago che, guidata da un Barkley che a 3 TD ha contrapposto molte ingenuità (fra cui due intercetti nella redzone di Tennessee, non riesce a trovare i 6 punti (più extra point) necessari a pareggiare i conti.

Ennesima ottima prestazione di Mariota, che lancia 226 yards accompagnate da 2 TD e nessun intercetto: il bye week non dovrà raffreddare quello che sembra essere il QB più caldo della NFL. Nonostante un Goff decisamente migliore rispetto a quello visto sette giorni fa, Los Angeles viene seppellita 49 a 21 da New Orleans.

Dopo aver lanciato 3 TD solamente nei primi due quarti, l’attacco dei Rams svanisce, lasciando alla difesa l’ingrato compito di fermare Drew Brees: solamente 8 incompleti su 36 tentativi, 310 yards lanciate e 4 touchdown, più uno corso, sono i mostruosi numeri del QB dei Saints, il cui attacco guadagna più del doppio (555 a 247) delle yards rispetto agli avversari. Sul 5-6 i Saints sembrano obbligati a vincere ogni singola partita rimanente, mentre il 4-7 di Los Angeles conferma la mediocrità di un team che dovrà separarsi il prima possibile dal proprio allenatore.

Tyreek Hill (numero 10) ha pure il tempo per scambiare un high five con i compagni: emblema del sorpasso dei Chiefs ai danni di Denver.

Tyreek Hill (numero 10) ha pure il tempo per scambiare un high five con i compagni: emblema del sorpasso dei Chiefs ai danni di Denver.

Il Sunday Night Football, inguaia e non poco Denver, sconfitta 30 a 27 da Kansas City ai supplementari, che ora, al terzo posto nella classifica divisionale, non può più permettersi errori. Perdere in una giornata in cui Siemian mette a referto la miglior prestazione dell’anno (368 yards buone per 3 TD e 0 intercetti), appare estremamente beffardo: a regalare la vittoria ai Chiefs ci pensa Tyreek Hill, che mette a segno un touchdown di ricezione, uno di corsa ed anche riportando un kickoff, facendo registrare una delle prestazioni all around migliori di sempre.

Sul 27 a 27, dopo aver messo a referto un piazzato a testa nei supplementari, coach Kubiak decide di giocarsi la vittoria tentando un field goal da 62 yards di distanza, che McManus sbaglierà, regalando un’ottima posizione di partenza a Kansas, che tramite due lanci a Hill e a Kelce, mette Santos nelle condizioni di vincere la partita convertendo un ben più facile piazzato da 34 yards, che il brasiliano non sbaglierà.

Dopo la brutta sconfitta patita contro i Bucs, Kansas riprende la propria corsa ai playoff, piazzandosi al secondo posto della AFC West con il record di 8-3, mentre i Broncos, 7-4, se la stagione finisse oggi non sarebbero ai playoff: ci andrebbe Miami!

Concludo rinnovando (ancora?!) l’invito a voi lettori di commentare nella sezione sottostante, in quanto vorrei sapere i vostri pareri su episodi come la sconfitta di Seattle o il fatto che i campioni in carica, al momento non sarebbero ai playoff!

Buona settimana a tutti, ci sentiamo lunedì.

Post By Mattia Righetti (20 Posts)

Mattia, 20 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso.

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18 thoughts on “Week 12: Lo scatto finale

  1. Atlanta si scioglierà al sole come sempre nel momento che conta, Dallas perderà in finale con Seattle e vedremo la rivincita con i noiosi ma vincenti Patrioti.. facile no? : ) detto questo volgiamo parlare di come ha giocato Jason 3 dita?
    I Broncos secondo me ci saranno.

    • Se il pass rush dei Giants inizia ad ingranare seriamente… 2011?
      Grazie Fabrizio!

    • Dallas se inizia a vincere nei play offs arriva al superbwl l’unica che la può fermare è atlanta. Poi il superbowl è storia a se

    • Mi unisco a chi vede bene i Giants, se ingranano col gioco di corse (più che per la loro pass rush). Seattle sarà in lizza fino alla fine, così come i sorprendenti Cowboys, mentre i Pats li vedo lì come sempre nei playoffs dopo una regular season sempre in scioltezza. Mi aspetto sorprese dai Raiders in verità perché giocano bene e perché Carr sta facend il fenomeno. Chiudo con un appunto sui miei Dolphins: a parte con Pittsburgh, non li ho mai visti davvero convincenti per tutta una partita intera, però se Gase riesce a chiudere anche solo 9-7 bisognerà fagli un monumento! Raggiungere i playoffs però sarà durissimo e coi Ravens ce li si gioca già al 60% domenica….

  2. Dopo la settimana dei calci sbagliati è arrivata la settimana dei drop: a fronte di prese da cinema tanti erroracci in end-zone hanno stroncato rimonte meritate. Crapernick fallisce la sua per 2 yarde. Seattle fa prendere troppe botte a Wilson: pessima idea, visto che l’attacco è solo lui.
    Gli arbitri sono troppo determinanti.

    • Purtroppo la linea d’attacco che dovrebbe proteggere Wilson non è veramente degna di giocare in NFL: speriamo che le troppe botte non taglino la carriera di quello che potrebbe essere (ed in parte è già) il QB di spicco della lega.

  3. kubiak ha fatto un errore incredibile!!!come si fa a prendere decisioni cosi…mah rimango sconcertato….l unica che mi sembra in grado oggi come oggi di vincere il superbowl sono i patriots,…..brady che prende il lombardi trophy da Goodwell è una vendetta che sogna tutta boston…vedremo.

    • Ciao Alejandro! Il rischio preso da Kubiak non lo posso condannare, in quanto un calcio da 62 yards all’aperto è molto difficile, ma McManus si è sempre mostrato molto accurato, e con rischi del genere si possono vincere partite tanto, ma tanto importanti! Probabilmente l’AFC al Super Bowl sarà rappresentata anche quest’anno da New England, ma… chi lo sa!

  4. Kubiak ha ribadito più volte in conferenza stampa che McManus in settimana quei calci li infila spesso e volentieri…nell’aria rarefatta di Denver era un rischio che andava preso. Anche perchè un pari non spostava molto per la vittoria di division considerata la vittoria di Oakland che sarebbe stata comunque 1 partita e mezzo avanti con lo scontro diretto a favore.
    A questo punto Denver e Miami si giocheranno l’ultima Wild Card rimasta…

    • Pienamente d’accordo con te Huskie! Probabilmente in trasferta un calcio del genere non lo avrebbero mai calciato, ma data la situazione (Oakland che scappa), la scelta di Kubiak è perfettamente sensata!
      Grazie mille!

  5. Dico.. ma se Tucker continua così.. non è che danno il premio MVP ad un Kicker?
    Non credo ovviamente, ma in fondo che può fare di più?
    Cmq che spettacolo che sono quest’anno la AFC West e la NFC East

    • Per vincere l’MVP dovrebbe metterne 3/4 da 50+ yards a domenica, fra cui uno sempre all’ultimo minuto! E’ già praticamente impossibile vincere l’MVP da non QB, da kicker è utopia. Pensa ad Antonio Brown, mai nemmeno considerato per l’MVP, eppure i numeri ci sono!

  6. Già, alla fin fine lo vincono sempre i QB e talvolta i RB. L’unico che poteva vincerlo da fuoriruolo era JJ Watt.
    Ma di sicuro una convocazione al probowl non gliela leva nessuno!
    Chi vedi favorito come MVP? L’eterno Tom Brady?

    • Guarda, se arriva a 35 TD e tiene sotto i 10 gli intercetti, magari portando 13-14 vittorie ad Oakland… Carr!
      Anche se, d’altro canto, dal momento che probabilmente Brady arriverà a 30 TD lanciando 3-4 intercetti al massimo, non vedo come sia possibile non darlo a lui. Ryan per quanto bene stia giocando, è decisamente dietro a Brady e Carr.
      Zeke difficilmente lo vincerà, anche perchè, alla tua domanda “Chi vedi come favorito per l’MVP?” ti risponderei : LA LINEA D’ATTACCO DI DALLAS!
      Nessuno sta giocando meglio di loro nel proprio ruolo, sono la cosa più spettacolare da vedere ogni settimana, e sono una linea d’attacco!

  7. Ciao Mattia sempre bello “rivedere” la week nel tuo articolo.

    Io probabilmente ne capisco di football molto meno di voi e faccio un po’ meno calcoli e statistiche ma, a sensazione, ti dico che, lato AFC, vedo sempre più i Raiders come squadra rivelazione dell’anno che sulle ali dell’entusiasmo potrebbe arrivare fino in fondo, fino al superbowl. Denver è un ottimo team, Von Miller è una macchina da guerra ma c’è qualcosa che non mi convince ( a parte la loro posizione in classifica). Patriots, solidi e andranno avanti ma anche lì vedo poca brillantezza (le difficolta in attacco contro i Jets sono la prova). Spero per Miami e occhio a Kansas City e ovviamente gli Steelers che sono li sornioni ma sono sempre gli steelers!

    Lato NFC Seattle, tra alti e bassi, sarà lì a cercare di tirare un brutto scherzo e rovinare la stagione stellare dei Cowboys (altri papabili per la finale secondo me). Vedo i Giants furbi e pronti ad arrivare in fondo più che i Falcons.

    Alla luce di queste mie “previsioni” basate più sull’intuito che sui numeri la mia domanda è appunto questa:
    ma alla fine, dati alla mano, al bowl ci arrivano le squadre più costanti o più spesso le rivelazioni?
    So che è una domanda stupida e incalcolabile ma è per capire se conta più l’entusiasmo del team o i suoi numeri.
    Comuqnue spero in una finale Raiders_Cowboys ma so che sarò smentito amaramente.

    Ciao e grazie.

    • Ciao Ric, bellissima domanda!
      Allora, il Super Bowl spesso è una storia a parte, due esempi: 2011 Giants, 2012 Ravens, ovvero squadre che si sono scaldate a fine dicembre e hanno sfruttato il momento per arrivare fino in fondo.
      Per quanto riguarda la AFC, è inutile girarci intorno: il Super Bowl passa sempre da Foxborough, devi battere i Patriots nel 99% dei casi per pensare di arrivare a giocartela. Nella NFC c’è più variabilità, anche se il discorso dei Patriots sta iniziando a valere pure per i Seahawks.
      In definitiva, la costanza in regular season conta relativamente, conta molto di più lo stato di forma tenuto a dicembre!
      Spero di aver in qualche modo risposto alla tua domanda, fammi sapere!
      Ciao e grazie mille!

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