Il lavoro del giornalista, nella maggior parte dei casi, si fonda sul costruire e alimentare dubbi il più possibile: chi leggerebbe cose già ovvie che già sa?

Per questo motivo molti analisti d’oltreoceano hanno continuato a mettere in dubbio il record di 8-1 di Dallas, oppure, dopo l’inquietante 9-3 con cui Seattle ha perso contro i Rams nella seconda settimana di football, i più vedevano i Seahawks come squadra profondamente mutata rispetto agli anni precedenti e per tale motivo in crisi.

Con le vittorie di ieri, Dallas e Seattle hanno ormai fatto svanire definitivamente ogni dubbio sul loro conto: stiamo parlando di Super Bowl material.

Dez Bryant (numero 88) sembra essere tornato ai suoi livelli: come si ferma l'attacco dei Cowboys?

Dez Bryant (numero 88) sembra essere tornato ai suoi livelli: come si ferma l’attacco dei Cowboys?

Iniziamo il nostro consueto viaggio settimanale proprio dal successo dei Cowboys, vittoriosi 27 a 17 contro i Ravens. In una settimana in cui sul confronto fra rushing attack di Dallas (il migliore della NFL) e rushing defense di Baltimore (71.3 yards concesse a partita prima di ieri, miglior dato NFL) è stato scritto di tutto e di più,a regalare il successo all’America’s Team ci pensa il gioco aereo: 301 yards e 3 TD lanciati, di cui due ricevuti dal redivivo Dez Bryant, hanno ribadito, per l’ennesima volta, il fatto che al momento è Prescott l’uomo giusto per gestire l’attacco di Dallas.

Non saranno pochi i rimpianti per Baltimore, che concludendo il primo tempo sul 10 a 10 sembrava effettivamente essere in grado di fermare la corsa di Dallas, ma con un attacco non in grado di muovere con consistenza la catena, diventa improbabile riuscire a battere questi Cowboys. Sul 9-1 (miglior record della lega) e con un attacco del genere, i sogni di Super Bowl appaiono sempre meno tali: potrebbe essere l’anno in cui diventano realtà.

In quella che ormai sta diventando una piacevole tradizione, se si è tifosi di Seattle, i Seahawks, vincendo 26 a 15 sugli Eagles, si presentano a dicembre come uno dei team più caldi dell’intera lega.

Per vincere a Seattle bastano tre big play e la solita difesa: ad aprire le danze ci pensa Prosise con una corsa in endzone da 72 yards, dopo il pareggio di Philly, su un complicato 3&11, Russell Wilson dopo una delle sue classiche “evasioni” trova Jimmy Graham con un TD da 35 yards ed infine, a seguito di una trick play viene trovato in endzone da Doug Baldwin (sì, avete letto bene, Baldwin lancia a Wilson).

Il touchdown di Green-Beckham e la successiva conversione da due di Agholor arrivano troppo tardi per Philadelphia e, grazie a questa vittoria, sul 7-2-1 Seattle può puntare al turno di riposo ai playoff. Brutta battuta d’arresto per gli Eagles, che probabilmente vedono svanire definitivamente i sogni di playoff.

Dopo quattro sconfitte definitive, Minnesota ritrova il successo per 30 a 24 contro i sempre più irriconoscibili Arizona Cardinals.

A regalare la vittoria a Minnesota sono state due giocate clamorose: sul 13 a 10 per Minnesota, con Arizona sulle porte della endzone, Xavier Rhodes intercetta un passaggio diretto a John Brown e lo riporta per 100 yards nella endzone avversaria regalando 6 punti ai Vikings, cosa che farà pure Cordarrelle Patterson pochi minuti dopo, ritornando per altri 6 punti il kickoff della seconda metà di partita.

La situazione per Arizona adesso si fa veramente disperata, in quanto con sole sei partite rimaste, lo svantaggio da Seattle continua ad aumentare, e l’impressione è che l’era Palmer sia oramai finita. Vittoria fondamentale per Minnesota, che uscendo dal proprio periodo nero tiene il passo di Detroit portandosi sul 6-4.

Giornata di successi per la AFC East: se il successo di New England contro San Francisco, 30 a 17, era ampiamente preventivabile, altrettanto non si può dire di Buffalo, che con un 16 a 12 manda in fumo le ambizioni di playoff di Cincinnati e per come si era messa la partita, il successo più a sorpresa è quello di Miami, vincente per 14 a 10 contro gli inguardabili Rams.

Julian Edelman (numero 11) apre le danze: è suo il primo touchdown della partita.

Julian Edelman (numero 11) apre le danze: è suo il primo touchdown della partita.

In una partita condizionata a lunghi tratti da pioggia battente, New England ha faticato più del previsto a sbrigare la pratica 49ers, come testimonia il 13-10 Patriots con cui si è concluso il terzo periodo di gioco: un TD di Amendola e del rookie Mitchell nel quarto periodo hanno dato alla squadra di Belichick lo strappo decisivo per la vittoria. Prestazione strana quella di Brady che nonostante molta imprecisione a causa delle condizioni climatiche è riuscito a lanciare 4 TD davanti al pubblico della squadra tifata da bambino.

La partita di Cincinnati è invece durata poco più di un minuto: su un incompleto A.J. Green sembra essersi rotto (test oggi) il bicipite femorale e senza Green l’attacco dei Bengals non procura grandi mal di testa ai defensive coordinator avversari.

A Buffalo per vincere è bastato un TD di McCoy (infortunatosi anche lui) e tre piazzati di Carpenter, mentre due extra point sbagliati di Nugent hanno costretto i Bengals a dover affidarsi ad una poco probabile hail mary per vincere la partita, invece di un abbordabile field goal.

L’esordio della prima scelta Jared Goff non poteva capitare in una partita più brutta di quella occorsa ieri al Coliseum, e utilizzerò alcuni dati per farvi capire la pochezza di questa partita: 467 yards totali guadagnate dalle due squadre, 3 su 24 sul terzo down e ben 18 punt, dovrebbero farvi capire quanto brutta sia stata questa partita, in cui Miami per 54 minuti non ha praticamente prodotto nulla.

Sul 10-0 Rams e con soli 6 minuti ancora da giocare, Tannehill è riuscito dapprima a trovare Landry, spinto in endzone in un vero team effort, e poi Davante Parker con soli 40 secondi rimasti sul cronometro. Anonimo l’esordio di Goff: 17 completi su 31 tentativi per sole 134 yards e l’impressione che servirà molta pazienza prima che l’investimento sull’ex Golden Bear paghi.

Successi importanti in ottica playoff per quanto riguarda la NFC per Lions, Buccaneers e Giants: al termine di una partita più tirata di quanto ci si aspettasse, Detroit la spunta 26 a 19 su Jacksonville, mentre l’upset della giornata arriva da Kansas City, dove i Chiefs vengono battuti a sorpresa 19 a 17 dai Bucs ed infine troviamo il sofferto successo dei Giants, 22 a 16 sui Bears.

In un pomeriggio in cui Stafford fa sembrare pazzo chi come me lo includeva nella conversazione per il titolo di MVP, a regalare il successo a Detroit ci pensano difesa e special team: prima Andre Roberts ritorna un punt per il primo TD della giornata di Detroit, poi Rafael Bush mette a segno una pick six a termine di un grandissimo sforzo personale.

Disastrosa anche ieri la prestazione di Bortles, che con i due intercetti lanciati ieri porta a 13 il totale in stagione: sarà una lunga offseason quella che si profila per Jacksonville.

Si ferma inaspettatamente a cinque la serie di vittorie consecutive di Kansas City che non riuscendo mai a mettere pressione a Winston (una sola QB hit in giornata) permette all’ex prima scelta di muovere consistentemente la catena, e limitando lo sterile attacco dei Chiefs a soli 25 minuti in campo, ai Bucs bastano quattro field goal di un finalmente sicuro Aguayo.

Trascinati da un Pierre-Paul da 2.5 sacks, i Giants riescono a portare a casa la settima vittoria della stagione, anche se soffrendo più del dovuto: le 129 yards totali (ed un TD) di Jennings si sono rivelate fondamentali per il successo di New York, in una giornata in cui Manning (21/36 per 227 yards e 2 TD) ha faticato non poco a muovere la catena.

Vittorie molto importanti per Pittsburgh e Indianapolis: 24 a 9 il successo di Pittsburgh su Cleveland, a cui per vincere bastano le 201 yards con touchdown guadagnate da Le’Veon Bell e una grande prova della difesa, che mettendo a segno 8 sack e un fumble recuperato in endzone, ha regalato a coach Tomlin una vittoria dopo quattro sconfitte consecutive.

The Sheriff is here: importante vittoria di Luck e compagni davanti a Peyton Manning.

The Sheriff is here: importante vittoria di Luck e compagni davanti a Peyton Manning.

Indianapolis invece resiste ai tentativi di rimonta di Tennessee, vincendo 24 a 17: una prima metà da 21 punti permette ai Colts di gestire il vantaggio negli ultimi 3o minuti, anche se i Titans vengono fermati solamente a 19 yards dalla endzone, quando su un decisivo 4&1 la palla viene data a Murray, incapace di guadagnare la iarda necessaria a tenere vive le speranze. Sugli scudi Luck, che pur completando solo 15 passaggi, lancia per 262 yards e 2 TD. In attesa di Houston, i Colts si issano al secondo posto della AFC South.

Il Sunday Night Football conferma la crisi di Green Bay, arrivati alla quarta sconfitta consecutiva: netto il 42 a 24 con cui i Redskins si impongono sugli irriconoscibili Packers. Quando il tuo QB lancia per 351 yards, 3 TD e non commette turnover, per perdere bisognerebbe possedere la peggior difesa della lega: è proprio questo il caso di Green Bay, la cui pass defense viene umiliata da Cousins e le sue 375 yards lanciate (buone per 3 TD) in una giornata in cui nemmeno la run defense riesce nella difficile impresa di giocar peggio, concedendo 137 yards (5.7 a portata) e 3 TD al rookie Rob Kelley.

Si complica terribilmente la corsa di Green Bay ai playoff, corsa che al momento sembra tenuta viva solo dall’aritmetica: ai playoff con una difesa del genere è impensabile andarci. Tiene il passo a New York, invece, Washington, che giovedì contro Dallas non avrà altra scelta che vincere per tenere vive le speranze per una wild card.

Week 11 verrà ricordato anche per un poco invidiabile record, che durava da 50 lunghi anni: i 12 extra point sbagliati ieri battono un record che durava da ben 46 anni, dove gli errori erano “solamente” 10. Sembra che l’obiettivo preposto dalla lega sia stato raggiunto: l’extra point non è più una rischiosa (per la salute dei giocatori) formalità.

Dopo questo “entusiasmante” dato, vi porgo come ogni settimana l’invito a commentare dicendomi le vostre prediction per i playoff, oppure dicendomi il vostro pensiero su questa crisi che sta colpendo i kicker, e, anche in questo caso come ogni settimana, vi ringrazio per aver trascorso il vostro tempo con me.

Ci sentiamo la settimana prossima!

Post By Mattia Righetti (21 Posts)

Mattia, 20 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso.

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18 thoughts on “Week 11: Tentativi di fuga

  1. finalmente Pittsburgh.. era ora!
    Dopo 4 sconfitte paventavo che pure i derelitti Browns potessero aver la meglio.
    Cmq una vittoria ottenuta pù grazie alla difesa, che non all’attacco costretto più volte al field goal e ad un TD di Bell con 0.00 da giocare..
    Ho paura cmq che le assenze di Bryant Wheathon Heyward Bey abbiano tolto tanto all’attacco degli Steelers, oltre ad un Big Ben sempre con qualche problemino.

    • Con i Bengals al 99% fuori dai giochi, il calendario di Pittsburgh è molto più semplice di quello di Baltimore. Detto ciò, a Natale ci sarà Ravens-Steelers a Pittsburgh: si deciderà tutto lì probabilmente.

      • Certo che mettere Steelers Ravens proprio a Natale.. sarà un match ad alta tensione!
        Che spettacolo!!

  2. attenzione ai Raiders che giocano stasera nel monday night e con una loro vittoria contro i texans arriverebbero 8-2 (come i Pats). A livello AFC vedo loro (o Patriots ovviamente) papabili per il Superbowl.
    NFC invece è ormai indirizzata: o Dallas o Seattle ma facendo attenzione ai Giants e alla “sorpresa” Atlanta.
    Ciao

    • Eccoli qua i Raiders, 8-2, con la possibilità di uccidere del tutto la stagione di Carolina. Si parla di trasferimento a Las Vegas ed iniziano a giocare così, fantastico!

  3. Io dico solo attenti alle wild cards ai playoff! Soprattutto a quelle della AFC North e West

    • Credo che ai playoff ci andranno 3 squadre della AFC West, al momento non vedo chi potrebbe andare a prendersi le altre due wild card.. Magari Miami, ma mi sembra improbabile!

  4. Mattia come te sono un tifoso Ravens
    Quest’anno sta andando a corrente alternata, ma osservando la conference browns a parte, forse nn ancora tutto e’ perduto, visto che cinci ha infortunati green e bernard e anche gli steelers stanno faticando. Nei rimanenti incontri credo sara poco probabile un W contro patriots ed eagles ma spero di essere smentito. Vedo una stagione da 8~8. Che ne pensi? Un saluto

    • Ciao Gianluca!
      Credo che ci sia una buona probabilità di fare 2 su 2 contro Cinci, mentre vincere a Pittsburgh .. non sono molto ottimista! Purtroppo mancano ancora Patriots e Eagles contro cui giocare, però se la difesa continua a giocare così, per vincere basterebbe un attacco un po’ più stabile: non si può abbandonare il running game dopo due quarti con la partita in parità, proprio no!
      Detto ciò sì, probabilmente potrebbe arrivare un 8-8, che temo non sarà sufficiente per i playoff.
      Grazie mille e buona giornata!

  5. Da Cowboys fan sono felice di questo 9-1, trovo la vittoria contro Baltimora determinante per mettere a tacere chi ci tacciava solo di “buono stato di forma”. Ovviamente gennaio è lontano e per arrivarci bene servirà anche molta fortuna. Però siamo solidi, con una discreta difesa e con un attacco super. Ma abbiamo oltre la coralità delle ottime individualità. Partendo dai giovani: Butler non è malaccio, anzi. Cosa dire di Eli e Presc… rockie eccellenti. Ma tanto passa ancora per Witten, di cui se.ne parla poco e di un kicker solidissimo. Ci manca un buon Rb che possa dar fiato ad Eliott, ecco. Morris corre pochissime yard…
    Vedremo, di solito chi rulla a novembre arriva spompato a gennaio. Speriamo di noi

    • Seattle a novembre di solito inizia a scaldarsi, poi a gennaio… ecco! La squadra è veramente solidissima, la difesa giocando poco riesce ad essere sempre fresca e limitare le ingenuità, secondo me, fino al Championship Game dovreste arrivarci senza troppi patemi, poi…
      Aspettiamo gennaio!
      Ciao e grazie!

  6. Da tifoso Giants sono ottimista perché mi ricordano quelli vincenti degli ultimi 2 SB, discontinui e pazzerelli con nulla da perdere.. ma potrebbe davvero essere l’anno di Dallas, almeno che non torni Roma in regia : )

    • Non sottovalutare mai e poi mai Romo! Prescott è assolutamente fenomenale, ma Romo è stato più volte vittima di circostanze/sfortunato, se andasse veramente ai Broncos l’anno prossimo Denver sarebbe addirittura superiore a New England. Ma rimane un “se”!
      Ciao Fabrizio e grazie!

  7. Non lo sottovaluto, lo prendo solo un po’ in giro : ) d’altronde noi abbiamo il fratello scarso dei Manning… Complimenti per gli articoli, li leggo sempre molto volentieri

  8. Ho appena finito di vedere (senza sapere il risultato) sul Game Pass il Monday Night tra Texans e Raiders. Non oso pensare cosa sarebbe successo da noi per una partita così determinata da chiamate arbitrali che definire dubbie è davvero poco. Mi riferisco al primo possesso dei Texans con la chiamata del judge-line che ha impedito un TD che a tutti i replay è apparso regolarissimo (Il WR non ha mai toccato la white line) e soprattutto allo spot sul 4to&inches che ha fermato l’attacco Texans nel momento decisivo. Da noi i giornali sportivi avrebbero fatto edizioni speciali e le moviole e supermoviole imperverserebbero per mesi. Resta poco da dire quest’anno ai Raiders va davvero tutto bene ma mancano 6 partite a gennaio. La ruota prima o poi girerà.

    • Non riesco a capire come con tutta la tecnologia che hanno sia stato possibile un errore del genere. Probabilmente Houston non avrebbe vinto la partita, però… Così possiamo apprezzare la differenza culturale fra Italia e America, dove il processo di Biscardi non esiste, per fortuna.

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