usatsi_9035371-1-copyI Jets non sono questione di amore o di odio. Serve partire da questo assunto per giungere alla più tragica delle conclusioni: fanno simpatia. Come si dice della bruttina che ti fai tanto per non continuare ad urtare i tendini della tua mano dominante: comunque è simpatica. Si, allora tanto vale andare con Sbirulino.

E’ la storia delle grandi città, quelle con la C maiuscola, lontane anni luce dalla periferia: là devi accontentarti.
Milano, Roma, Genova – per restare dalle nostre parti – Londra, Manchester – per emigrare Oltremanica – New York per giungere a destinazione: non c’è città simbolo che abbia un’ unica squadra. E qui si consuma la scelta amletica tra stare con i vincenti o abbracciare Cenerentola. I Jets sono squadra copertina. Il problema è che non si sa di quale rivista. Forse di un libro, quello dei sogni.

La perenne ricerca- scoperta del quarterback del futuro è storia. Triste ma pur sempre storia. Tanti atleti sono stati fregiati di quell’appellativo: il bacio della morte. Ultimo tra gli ultimi Geno Smith. La scorsa stagione per un diverbio – chiamiamolo così un occhio nero – con un compagno è stato messo fuori dalla porta. E’ rientrato dalla finestra perché all’aperto c’era nessuno ad aspettarlo. Chissà poi perché.

Arriva Fitzpatrick ceduto da Houston per una scelta al giro 7 del draft: insomma, gratificante. Ryan si fa valere tanto che ad un certo punto diventa Fitzmagic. Live and Die in New York semi-parafrasando Tupac. Playoff persi all’ultima giornata la scorsa season. Un peccato.

Le aspettative per l’anno in corso erano alte! Altissime, Purissime…Maledettissime.
A New York, sponda Jets, manca una vision, competenze e sistema di gioco. Tutto qui. Dici poco!
Inizialmente non partono male i Jets, tutt’altro: sconfitta di uno con i Bengals e vittoria con i Bills, Alla terza il tracollo, arrivano i Chiefs. Ryan Fitzpatrick – a suo tempo Fitzmagic – lancia sei intercetti e 0 touchdown. Passer rating? Ecchesserve!

1378673641000-usp-nfl-tampa-bay-buccaneers-at-new-york-jetsLa sfiga di vivere e giocare a New York è che lì va tutto di corsa tranne i treni che arrivano, come da noi, in ritardo.
Se ieri eri un idolo, oggi rischi di essere già un pirla. Anche se Fitz non lo è. E poi vedremo perché. Iniziano le pressioni, pesanti e naturalmente pressanti (gioco di parole), dei media: come se il cambio del qb fosse la panacea di tutti i mali! Ingrati! Piano piano si rifà vivo lo spettro di Geno Smith. Riesumato completamente nel corso della week 6 contro Arizona. Finisce comunque 3-28 per i Cardinals.

Media zitti, tutti contenti: week 7 contro Baltimore. Grazie ad un Matt Forte – lui si che è un antidolorifico alle laceranti escoriazioni dei tifosi verdi bianchi – la gara prende una buona piega. Non tanto la secondaria quanto la D-Line di Baltimore è in bambola. E pensare che fino a tre settimane fa erano tra gli imbattuti.
Tra le linee, comunque, c’è da dire che i Jets perdendo Erik Decker ad inizio stagione hanno avuto una gran sfiga. Anyway…

Tutto sembra funzionare, o quasi, e quindi – troppo bello per essere vero – Geno fa crack. Out.
Rientra Fitzpatrick che non brilla ma porta avanti alcuni buoni drive conservativi che assicurano la vittoria. Dio ti benedica Fitz. Tornando sui nostri passi: Fitz non è un pirla, dicevo prima. Ryan ha studiato ad Harvard e ha un quoziente intellettivo da paura, una splendida barba e due palle grandi come un dirigibile.

Conferenza stampa: “E’ difficile quando il proprietario, il GM e il coach perdono fiducia in te. E’ qualcosa che ho già provato (a Houston, ndr). Conto solo su di me e i miei compagni mi supportano”. Touchdown Fitz. Eccome. Nonostante tutto, nonostante New York. Anche Cenerentola è diventata principessa. Ma l’anno prossimo.

Post By Carlo Alberto M. (2 Posts)

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One thought on “New York Jets, un disastro infinito

  1. Ho già detto che Fitz è sicuramente superiore alla media come QB…detto ciò, si sa che nella NFL nessuno attende molto per trovare un capro espiatorio! Sinceramente non so se ha esagerato questa off season nel tirare sul contratto (troppe variabili in gioco per dirlo: salary cap, free agents, ecc.) …comunque un pensierino a Petty come starter io lo farei!

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