1) Minnesota Vikings (5-0) (=) Settimana di riposo per Minnesota, che ha avuto modo di lavorare sulle cose che hanno funzionato meno finora, come il running game, confermatosi ancora più improduttivo dopo l’infortunio di Peterson, e integrare i nuovi innesti, tra i quali spicca Jake Long, ex first rounder messo sotto contratto per dare una mano ad una linea offensiva decimata dagl’infortuni.

2) New England Patriots (5-1) (+ 1) Tom Brady ritrova il buon “vecchio” Rob Gronkowski e si sbarazza piuttosto agevolmente dei Bengals, rimasti comunque in partita fino alla metà abbondante del terzo quarto, quando proprio il tight end ha sbloccato la situazione e lanciato in orbita i Pats, approfittando anche di una defense capace di imbrigliare l’attacco avversario.

3) Seattle Seahawks (4-1) (+ 3) Continua la striscia vincente di Seattle, che dopo due quarti di assoluto controllo ne cede uno ai Falcons, prima di una rimonta finale che celebra una defense in grado di contenere lo straripante offense avversaria e un Christine Michael in ottima forma; senza infamia e senza lode Russell Wilson, che non decide il match ma non commette nemmeno alcun errore.

4) Pittsburgh Steelers (4-2) (- 2) Brutta sconfitta con i Dolphins che frena la corsa di Pittsburgh, ancora saldamente in testa alla AFC North ma leggermente ridimensionata da una prestazione non in linea con quelle fornite in precedenza; meno incisivo Ben Roethlisberger, che chiude con 1 solo touchdown pass e 2 intercetti lanciati.

5) Denver Broncos (4-2) (- 1) Le penalità, 103 yards totali, sono costate parecchio ai Broncos giovedì notte, quando hanno pagato lo scotto di una reazione troppo tardiva nel Thursday Night Football contro i rivali Chargers; del tutto inutile la segnatura finale di Bennie Fowler, uno dei nove terminali offensivi utilizzati da Trevor Siemian nella sfida visionale.

6) Green Bay Packers (3-2) (- 1) Qualcuno sostiene che “nonno” Brett abbia portato sfortuna, ma tant’è che Aaron Rodgers ha sfoderato una delle peggiori prestazioni della carriera proprio nel giorno in cui il Lambeau Field celebra l’ingresso nella Hall of Fame del suo leggendario predecessore; un brutto modo di festeggiare per i Packers, strapazzati in casa dai Cowboys.

7) Houston Texans (4-2) (=) La defense texana torna a brillare nell’ultimo quarto e a Houston riesce una rimonta disperata proprio grazie alla prova del reparto arretrato e alle corse di un Lamar Miller in ottima forma, capace di collezionare 178 yds e 2 touchdowns dalla linea di scrimmage; buono anche l’apporto di Brock Osweiler, da cui ci si attende un’ulteriore crescita nelle prossime settimane.

8) Arizona Cardinals (3-3) (=) David Johnson realizza 3 TD e trascina alla vittoria Arizona nel Monday Night della sesta settimana, sfruttando l’ottimo lavoro della linea offensiva e l’abilità della difesa di concedere pochissime yards ai Jets, annichiliti definitivamente a metà dell’ultimo periodo dal TD, su ricezione da 9 yds, di Michael Floyd.

9) Dallas Cowboys (5-1) (+ 1) Dak Prescott continua a stupire e il suo compagno di squadra Ezekiel Elliott non è da meno, e con due talenti del genere i Cowboys incontrano meno resistenze del previsto in Wisconsin, imponendosi con un netto 30-16; per Zeke possibile anche il raggiungimento di un altro obiettivo, quello del maggior numero di yards corse nella rookie season, finora detenuto da Eric Dickerson con 1,808 yds.

10) Atlanta Falcons (4-2) (- 1) La cosa positiva è che hanno recuperato lo svantaggio iniziale rimettendo in gioco tutto fino al termine della partita, decisa da un calcio del kicker avversario a meno di due minuti dal termine del match; buon l’attacco, resta da migliorare la difesa, finora il punto debole del team allenato da coach Dan Quinn.

11) Kansas City Chiefs (3-2) (=) Torna Jamaal Charles, 1 TD, ma trova comunque spazio Spencer Ware, che ha guidato il backfield dei Chiefs nelle ultime settimane; fondamentale, per la vittoria sui Raiders, anche la corsa del DL Dontari Poe, che regala il sorpasso decisivo ai Chiefs e consente ad Andy Reid di allungare la striscia di vittorie post bye week, salita a 16 affermazioni e 2 sole sconfitte.

12) Oakland Raiders (4-2) (=) Con Derek Carr tenuto sotto pressione costante da parte della D avversaria, Oakland ha faticato a produrre nella sfida divisionale contro Kanas City, nella quale ha retto il ritmo solo grazie alla buona prova della difesa, efficace soprattutto nel contrastare il gioco aereo di KC.

13) Washington Redskins (4-2) (+ 4) Quarta affermazione consecutiva per i Redskins, che domenica hanno saputo respingere l’assalto finale degli Eagles dopo aver tenuto a lungo in mano la partita grazie alle giocate di Kirk Cousins, 18 su 34 per 263 yards, 2 TD pass, 1 INT, in crescita nelle ultime settimane, e Matt Jones, 16 portate per 135 yds.

14) Buffalo Bills (4-2) (+ 4) Vittoria in scioltezza per Buffalo, che ribalta lo sciagurato inizio di stagione conquistando un altro risultato positivo contro San Francisco, letteralmente abbattuta delle corse di LeSean McCoy, che con 140 yards e 3 TD all’attivo è il protagonista indiscusso a Orchard Park; ottima anche la defense, che concede 300 yds totali ai Niners.

15) Philadelphia Eagles (3-2) (- 2) Leggermente inceppati nella sfida divisionale contro Washington gli Eagles, che riescono a tenere il passo dei rivali solo nel primo tempo; nel secondo la linea offensiva crolla sotto la pressione costante della pass rusher avversaria e la defense concede troppo terreno, soprattutto sui terzi down.

16) Baltimore Ravens (3-3) (- 2) Il miglioramento della fase offensiva dopo l’avvento del nuovo OC Marty Mornhinweg non è bastato ai Ravens per tornare alla vittoria ed abbandonare quel trend negativo che prosegue ormai da venti giorni abbondanti; ottima la prova di Terrance West, autore di 2 TD, ma a stupire in negativo è ancora la D, colpita con troppa facilità da Manning & Co.

17) Cincinnati Bengals (2-4) (- 2) Hanno scelto la settimana sbagliata per il loro viaggio a Boston i Bengals, surclassati da un rientrante Tom Brady dopo il vantaggio iniziale firmato prima da Andy Dalton, run da 2 yards, e poi da Brandon LaFell, che si vendica del suo ex team realizzando su pass da 5 yds; segnature rese praticamente inutili dagli ultimi 22 minuti giocati, a pieno ritmo, dai padroni di casa.

18) New York Giants (3-3) (+ 1) Finalmente si sblocca Odell Beckham Jr., che con due big play, e altrettante strambe esultanze, consente ai Giants di riallacciare il rapporto con la vittoria, superando in extremis i Ravens tra le mura amiche del MetLife Stadium; ora serve una maggiore continuità e un contributo più attivo da parte del running game.

19) Detroit Lions (3-3) (+ 2) La rimonta finale orchestrata da Matthew Stafford ha permesso ai Lions di rimettersi in carreggiata centrando la terza vittoria di questa stagione; oltre all’ottima prova del QB, autore di 4 TD pass, spicca la prestazione di Golden Tate, finalmente entrato in pompa magna nel passing game di Detroit. La speranza, soprattutto per Jim Caldwell, è che non si tratti solo di un lampo improvviso.

20) New Orleans Saints (2-3) (+ 2) Vincono la guerra dei punti, 41 a 38, con i Panthers e si rimettono in corsa per la NFC South dopo un inizio orribile di regular season; le 465 yards e i 4 TD pass lanciati da Drew Brees non fanno più notizia, come allo stesso tempo non sono una novità le 406 concesse alla squadra avversaria da una defense che non riesce ancora a trovare la quadratura necessaria.

21) Los Angeles Rams (3-3) (- 1) L’unico errore della partita è costato carissimo a Case Keenum e ai Rams, che dopo aver rimontato i Lions si spengono nell’ultimo assalto, quando il quarterback intercettato da Rafael Bush appena due giochi più tardi del field goal decisivo calciato da Matt Prater; uno scivolone che fa perdere qualche posizione al team di Jeff Fisher, che lascia però il Michigan con la speranza di aver trovato il QB su cui investire.

22) Carolina Panthers (1-5) (- 6) Crollo verticale di Carolina, che ormai sembra una lontana parente della squadra vista all’opera lo scorso anno, incredibilmente indebolita dalla partenza di Josh Norman, probabilmente il giocatore su cui si poggiava tutta la solidità delle secondarie dei Panthers; con una passing D del genere, non basta avere un fenomeno come Cam Newton sull’altro lato della palla.

23) Tampa Bay Buccaneers (2-3) (=) Settimana di bye per i Buccaneers, che hanno cercato di riordinare le idee in vista della delicata trasferta a San Francisco, dove probabilmente si giocheranno la possibilità di rimanere, o meno, in corsa per la Division; atteso un riscatto da Jameis Winston, finito un po’ sulla graticola nelle ultime week.

24) Tennessee Titans (3-3) (=) Trascinati da un Marcus Mariota in netta crescita nelle ultime uscite, i Titans hanno vita abbastanza facile con i Browns per i primi tre quarti, prima di addormentarsi e concedere una quasi rimonta agl’avversari, fermatisi ad un onside kick da una comeback che, vista la situazione, rischiava di essere storica. Serve maggiore concentrazione.

25) San Diego Chargers (2-4) (+ 1) La vittoria nell’anticipo del giovedì ha fatto tirare un sospiro di sollievo a coach McCoy, che almeno per una settimana potrà sedersi su una sedia che scotta un po’ di meno rispetto al recente passato; un cecchino John Lambo, che con 4 field goal trasformati sopperisce alla sterilità in redzone dei Chargers.

26) Indianapolis Colts (2-4) (- 1) Brutta sconfitta per i Colts, che ora dovranno cercare di recuperare più terreno possibile nelle prossime settimane; un’impresa tutt’altro che facile viste le recenti prestazioni sfoderate dal team guidato da Andrew Luck, reduce dall’aver concesso una rimonta inaspettata ai rivali Texans.

DolphinsHelmet27) Miami Dolphins (2-4) (+ 2) Pareva strano che l’attacco dei Dolphins apprezzato nel 2015 fosse sparito di colpo, e dopo tante battute a vuoto ecco che Ryan Tannehill ha fatto di nuovo vedere di che pasta è fatto; sono mancati i touchdowns, ma il suo carisma è quello che ha permesso a Miami di infliggere una sconfitta durissima agli Steelers, distrutti dalle 25 run, per 204 yards e 2 TD, del talentuosissimo Jay Ajayi.

28) Jacksonville Jaguars (2-3) (+ 3) Chi non muore si rivede, mai frase può esser più azzeccata se riferita ad Arrelious Benn, sparito dai radar NFL da diverse stagioni e tornato protagonista domenica, quando con una presa da 51 yards ha deciso la sfida tra Jags e Bears, regalando a Jacksonville la seconda vittoria del 2016, la prima dentro i confini statunitensi.

29) New York Jets (1-5) (- 2) Annullati dalla difesa di Arizona, i Jets paiono essere sempre più alla deriva, incapaci di reagire in qualsiasi modo; per Todd Bowles sembra essere giunto il momento della scelta, morire con Ryan Fitzpatrick o sopravvivere gettando nella mischia uno tra Bryce Petty, Geno Smith e Chirstian Hackenberg? Ai posteri l’ardua sentenza…

30) San Francisco 49ers (1-5) (- 2) Nonostante il ritorno di Colin Kaepernick alle spalle del centro i Niners non riescono ad invertire il loro trend, e arriva una nuova, brutta, sconfitta contro i Bills, dominatori assoluti del match; illusorio il TD su ricezione di Torrey Smith, che ad inizio secondo quarto aveva regalato l’unico vantaggio della partita ai californiani.

31) Chicago Bears (1-5) (- 1) Altra sconfitta per i Bears, battuti in rimonta dai Jaguars e sempre in costante difficoltà quando devono mettere punti sul tabellone; più positivo di Jay Cutler il redivivo Brian Hoyer, che comunque resta a secco di TD pass e non riesce ad incidere come vorrebbe sulla partita.

32) Cleveland Browns (0-6) (=) Che i Browns abbiano finalmente trovato il loro franchise quarterback? E’ presto per dirlo, ma Cody Kessler ha avuto perlomeno il pregio di infiammare i cuori dei fans di Cleveland, che al di là della sconfitta hanno potuto gioire per i suoi 2 touchdown pass lanciati a Terrelle Pryor.

Post By Andrea Cresta (363 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

Website: → FootballNation.it

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Commenta