A New York, sponda Jets si stanno mettendo gli ultimi mattoni di una costruzione solida, ma come per tutti gli archi ben costruiti senza il cuneo centrale l’intera struttura non sta in piedi. Questo cuneo centrale di cui parliamo è la questione centrale che riguarda la posizione di qb.

Come per i compagni di division dei Dolphins dalla posizione di qb dipenderà il risultato finale, ma al contrario di Miami, qui siamo ancora un po’ più indietro, perchè se in Florida sanno su chi puntare, con il progetto di risollevarlo, a New York non si sa neanche su chi puntare.

La scorsa stagione i Jets sono arrivati a tanto così dal vincere e una stagione così di successo al solo primo anno con la nuova guida tecnica dovrebbe far ben sperare per il 2016, ma molte questioni contrattuali e la confusione sul qb titolare non ci fanno capire se la traiettoria dell’evoluzione punta verso l’altro o verso il basso.

Non si può non partire dalla querelle qb e la cosa strana e che ci troviamo a ripetere le stesse cose di un anno fa. A differenza di un anno fa però possiamo affermare che non c’è querelle su chi sarà il titolare ma c’è querelle sul qb in generale.

Se infatti l’anno scorso Geno Smith e Ryan Fitzpatrick si giocavano il ruolo, quest’anno sappiamo che il titolare sarà certamente Fitzpatrick, ma altrettanto certamente sappiamo che il buon vecchio Fitz non ha la fiducia della società.

Prima di rifirmare il veterano i Jets si sono a lungo guardati intorno, hanno provato a manovrare al draft e solo dopo essere rimasti a bocca asciutta hanno deciso di “puntare” su Fitzpatrick, o forse non hanno avuto altra scelta che accontentarsi di Fitz.

Un comportamento societario poco corretto verso chi gli ha quasi regalato i playoff, ma che tiene conto, mi spiace per tutti i fan a ragione, del fatto che il qb l’anno scorso ha avuto l’anno della vita e nonostante questo non si sono qualificati per i playoff.

I timori verso il suo rendimento ci sono e sono effettivamente fondati, l’errore è stato palesare le incertezze e togliere quindi terreno sotto i piedi di un qb che può condurre i suoi verso un percorso sicuro senza splendere ma neanche senza errori. Che Geno Smith sia oramai fuori dalle rotazioni è un dato sicuro e quindi il piano di Bowles è quello di ricostruire fiducia nel proprio qb circondandolo di tanta qualità.

In questo verso la coppia di wr Marshall/Decker può assicurare tante prese, tante e yard e tanti TD, soprattutto perchè Fitzpatrick ha il lusso di giocare dietro una delle migliori linee offensive che ha la capacità di dar tempo al proprio qb di trovare una soluzione, senza costringerlo a fare quello che non riesce: improvvisare e bruciare i tempi.

Oltre a tutto questo Bowles e i Jets possono contare su un duo di running back dal sicuro valore. L’ex Chicago Matt Forte e l’ex Saints Robinson assicurano muscoli, velocità e capacità di infilarsi negli spazi che la linea, efficentissima, è in grado di creare. Nonostante le recenti partenze il livello generale dell’attacco non è sceso, anzi, e tutto passerà dal rendimento del qb.

Se l’attacco è quindi rimasto di alto livello, lo stesso si può dire della difesa. Nonostante alcuni cambi, i front seven dei Jets si presentano come tra i più forti nel difendere sulle corse e con una buonissima tendenza alla pass-rush. Wilkerson ha dimostrato di essere versatile e d’impatto da subito e se continua la crescita messa in atto l’anno scorso potrebbe già da quest’anno essere annoverato tra i difensori di elite.

La secondaria non è al livello della linea e dei linebackers, ma già la sola presenza di Revis la rende solida. Avere uno così in squadra significa esperienza, carisma ed esempio. Revis dovrà essere il trascinatore di un reparto che dovrà sopperire alla mancanza di Cromartie.

Sotto la guida di Revis, Skrine dovrà adattarsi al nuovo ruolo, Williams troverà più spazio e da Pryor ci si aspetta che faccia un salto di qualità entrando nel suo terzo anno. La scorsa stagione ha mostrato davvero grandi cose, soprattutto quando partiva da vicino alla linea di scrimmage. In tutto questo il kicker Folk assicura costanza e qualità come nelle 6 passati stagioni e tutto mischiato insieme questo frullato di Jets può davvero essere una buona ricetta.

L’età media avanza e ci sarà quindi bisogno dell’apporto di nuovi giovani, ma i Jets posso contare su un roster di livello con grande talento tra i ricevitori, diverse opzioni coi runnigback, una linea offensiva solida e una dei migliori front seven della lega.

In più ci sarà una generale miglioria nella conoscenza degli schemi e del gioco di Bowles che entra nel secondo anno e se Fitzpatrick giocherà al livello dell’anno scorso, ma anche solo andandoci vicino, i Jets hanno serie chance di qualificarsi, e perchè no, vista anche la squalifica di Brady magari puntare alla division.

D’altra parte però ci sono tanti se. I Jets sono quindi vicini, vicinissimi ai playoff, ma quanto vicini? Sarà il rendimento di Fitzpatrick a dircelo.

Post By Michele Comba (63 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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