Come tutti sapete, uno dei migliori WR che la NFL abbia mai visto, ha dato quest’anno il suo addio: Calvin Johnson.

Non parliamo solo di un WR forte, ma di un giocatore che è stato un elite nel suo ruolo per anni e che grazie anche al suo strapotere fisico è riuscito il più delle volte a battere ogni CB o S che lo marcava arrivando a fine carriera quasi a 100 TD pass sfiorando le 12000 yards.

Inevitabilmente, ogni tifoso di buonsenso di Detroit sentirà la sua mancanza, sopratutto perchè se analizziamo il roster attuale, pur avendo dei buoni WR, ci accorgiamo che manca l’elite, la punta di diamante, il top player a cui ci si affida nei momenti di difficoltà.

Questo però, non per forza deve essere preso come un punto negativo, sopratutto perchè in quel di Detroit, dopo una stagione fallimentare come quella di quest’anno, bisogna tener vivo l’entusiasmo senza ulteriormente abbattersi.

Un record di 7-9 solitamente non si deve considerare per forza qualcosa di molto grave, ma tenendo conto che lo scorso anno avevano raggiunto i PO con un convincente 11-5, questo dato, rende ancor peggiore il piazzamento del 2015.

Andiamo ad analizzare i motivi per cui il ritiro di C.J. dovrebbe essere considerato come un pregio e non un difetto.

Punto 1: I RICEVITORI

Pur non avendo come scritto precedentemente un WR d’elite, il reparto a disposizione Detroit è molto buono.

Partiamo da Golden Tate, che nel 2015 ha totalizzato 90 ricezioni (2 in più di Megatron), e che darà sicuramente un buonissimo contributo anche quest’anno, portando su di se ‘attenzione di CB e S avversari.

Questo, darà spazio al nuovo arrivato Marvin Jones di farsi amare dai suoi nuovi tifosi. Personalmente adoro questo giocatore in quanto dà molte garanzie. Arriva da un buon anno, con molte ricezioni ma pochi TD, complice anche il fatto che giocava insieme ad A.J. Green (che personalmente reputo il più forte ricevitore in questo momento) che l’ha un po’ eclissato.

Inoltre terrei gli occhi puntati sul giovane T.J. Jones. L’anno scorso, ha avuto la fortuna di trovare spazio in squadra complice l’infortunio a Fuller, e nelle partite in cui ha giocato, ha dimostrato oltre a delle buone doti tecniche, anche una personalità interessantissima che è necessaria per poter dare quel valore aggiunto ad una franchigia NFL.

Inoltre sembra che negli OTA si sia creata una buona intesa tra lui e Stafford. Siamo inoltre in attesa che Fuller faccia vedere quello che abbiamo visto 3 anni fa a Virginia Tech.

Tra gli altri ricevitori, mi aspetto qualcosina da Jeremy Kerley, giocatore di buone qualità che purtroppo è stato completamente eclissato la scorsa stagione da Brandom Marshall e da Erick Decker in quel di New York.

Dando diversi bersagli a Stafford, senza averne uno preferito, il gioco potrà essere sfruttato in maniera ben diversa diventando potenzialmente molto meno prevedibile rispetto agli anni scorsi, e questo è un valore aggiunto molto importante che potrebbe essere una delle armi in più di Detroit quest’anno.

Punto 2: Il GIOCO DI CORSA

Il playbook è sempre stato negli ultimi anni una spina nel fianco di questa franchigia. D’altro canto, una squadra con C.J. in campo non può permettersi di non sfruttare una risorsa del genere, esattamente come un Minnesota non può non correre avendo Adrian Peterson in squadra.

Se andiamo infatti a vedere le statistiche sulle Yards corse, troviamo Detroit all’ultimo posto preceduta da San Diego e da New England. I giochi sui lanci sono addirittura il doppio di quelli di corsa con la differenza, rispetto alle altre due franchigie citate, che il QB dei Lions, (con tutto rispetto) si chiama Stafford, e non Rivers, ne Brady.

Questo impone alla franchigia del Michigan, una rivoluzione sul playbook, e che occasione migliore dell’addio del loro ricevitore di punta? Potendo lavorare in modo uguale su lanci e corse, l’imprevedibilità sarà l’arma in più nel loro attacco, costringendo le difese avversari a concentrarsi su più campi e non solo su un singolo giocatore come in questi anni più volte è successo.

Credo che questa, sia l’occasione che non vedeva l’ora arrivasse il sig. David Walker, che potrà finalmente lavorare con Abdullah in modo più concreto, sperando che ci possa mostrare quello che abbiamo visto due anni fa a Nebraska che l’anno scorso purtroppo non ha mostrato, se non a sprazzi nella prima partita di regular season contro SD.

Questo la società penso lo sappia, non a caso troviamo nei primi 5 giri del draft di quest’anno, un OT un C e un OG che potrebbero contribuire a far macinare yards a questo RB ventitreenne.

Punto 3: MANCANZA DI PRESSIONI

Dopo l’addio di Megatron e dopo la stagione dell’anno scorso, la parola chiave è RIVOLUZIONE.

Aggiungendo che i Lions non sono storicamente una franchigia “vincente” (non me ne vogliano i tifosi di Detroit), non avendo mai vinto nè un SB nè un titolo di conference, con solo 16 apparizioni ai PO e con solo 4 titoli divisionali, l’ultimo intorno a metà degli anni 50, i giocatori non avranno nessun tipo di pressioni ne da parte della società, tanto meno dai tifosi.

Nessuno si aspetta che Tate o Jones facciano i numeri di Megatron, ne che Abdullah diventi Marshaw Lynch, anzi. Essendo arrivati ultimi nel running game l’anno scorso, servirà ben poco per ottenere dei risultati migliori, e tutto quello che verrà in più sarà solo un successo che porterà ulteriore energia e carica alla squadra e all’ambiente.

Tutto questo renderà l’ambiente molto sereno, il terreno fertile ideale per coltivare un progetto vincente che parte da delle buone basi e che se sfruttato in maniera adeguata porterà moltissime soddisfazioni sia ai giocatori che ai tifosi.

Giocatori che fino ad oggi hanno vissuto all’ombra di altri (Jones-Green/Tate-Megatron/Kerley-Marshall-Decker) potranno riprendersi la rivincita. Coaching staff chiuso da Megatron potrà sviluppare nuovi schemi e nuove tattiche che renderanno anche meno noiose e prevedibili le partite di Detroit.

Non so voi, ma io quest’anno le partite di Detroit me le guarderò molto volentieri, fiducioso che quello che ho scritto possa avverarsi, per poter vedere finalmente un gioco rinnovato diverso da quello che abbiamo visto fino ad ora. Anche se tutti sappiamo che spesso e volentieri, una giocata di Megatron valeva da sola il prezzo del biglietto.

Post By Alessio Gorlani (10 Posts)

Nato nel 1988 a Cremona, Istruttore di Fitness e Gestore di un LaserGame, appassionato di sport americani, seguo il Football dalle superiori (2002). Per anni non ho avuto una squadra preferita fino al 2013, anno in cui, complice una vacanza in California, mi sono avvicinato ai San Diego Chargers. Gioco inoltre a Football qui in Italia nei Piacenza Wolverines come TE/WR col numero 85.

Connect

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Commenta