Alla fine la fragilità è venuta fuori e sono crollati, o meglio, è crollato. Se sei il capitano e punto di riferimento di una squadra lo sei nel bene e nel male. E nel Super Bowl di male ce n’è stato parecchio. Io stesso ho speso molte parole per far notare quanto il Cam Newton del 2015 fosse migliorato e quanto fosse maturato rispetto ai primi 4 anni. Non ha caso ha vinto il titolo di MVP della stagione, cosa che merita in pieno, e non a caso è arrivato a giocarsi il titolo. Ma contro una difesa che resterà negli annali tutta quella maturità è venuta meno, si sono viste le lacune di un giocatore e di un reparto offensivo non completi e i Panthers sono rimasti a bocca asciutta. Ero pronto a fare mea culpa, e sicuramente un po’ lo devo fare, ma la fragilità che vedevo in questa squadra è, alla fine, risultata determinante.

von-miller-super-bowl-50-carolina-panthers-uhxrefwc3isl-9642533715La partita è andata nell’unico modo possibile per i Broncos di vincerla: bloccare Newton e bloccare così tutto l’attacco. Missione compiuta e pure con qualche stellina in più perchè la super D dei Broncos ha de facto giocato anche per l’attacco. Io non ho mai visto una doppietta di prestazioni del genere e non ho mai visto un Super Bowl realmente vinto dalla difesa, ma senza niente togliere allo strabiliante Miller e ai suoi compagni di brigata bisogna anche riconoscere a Carolina che non ha fatto il minimo sforzo per essere sorprendente e provare a scardinare la difesa avversaria. Domenica più che mai si è sentita la mancanza di quel Benjamin che nella rookie season ha fatto vedere enormi cose e con un Olsen in difficoltà nessuno ha fatto un passo avanti.

Nelle dinamiche di gioco è normale che l’unico ricevitore pericoloso sia oggetto di tutte le attenzioni e se le attenzioni sono quelle della difesa Broncos ci può anche stare che uno come Olsen non veda mai la palla. Il bello del football è però il fatto che un giocatore può essere determinante pur senza toccare la palla perchè i difensori sono sempre obbligati a coprirlo e giocare su di lui, e in qualche modo si libera qualcuno dei suoi compagni. E’ uno sport davvero di squadra e davvero democratico, ma domenica nessuno è riuscito ad aiutare Newton e valorizzare il difficile ruolo ricoperto da Olsen. Non ci è riuscito Ginn Jr di cui abbiamo tante volte sottolineato l’incostanza. Non ci è riuscito Funchess. Non ci è riuscito Brown e soprattutto non ci è riuscito Newton stesso che non ha saputo prendere in mano la squadra ed esaltare i compagni.

Perdere una partita capita ed è normalissimo. Qualcuno perde sempre, ma quello che non va bene è il tremento passo indietro di Newton sia dal punto di vista del gioco che da quello di carattere. Abbiamo rivisto il Newton del contratto da rookie, poco mobile, con difficoltà a scappare dalla pressione e impreciso coi suoi lanci troppo forti, troppo alti e troppo lontani dai ricevitori. Ma se può capitare ed è giustificabile un blackout tecnico, soprattutto contro una difesa simile, quello che non è assolutamente giustificabile, a maggior ragione per uno che guadagna 20 milioni l’anno e rappresenta il volto della squadra, è di abbandonare la nave prima che affondi. Come uno Schettino del football Newton ha abbandonato la squadra e ha rinunciato a giocare ben prima della fine e ben prima che il punteggio li condannasse, perchè in un modo o nell’altro la difesa dei Panthers ha tenuto botta e ha sempre dato occasione all’attacco di riportarsi sotto, e anche qualcosa in più. Ma Newton non ha mai capitalizzato quello che i propri compagni di difesa gli hanno dato, turnover compresi e ha lasciato l’impegno in panchina non riuscendo a correre e trasformando i Panthers in una squadra a una dimensione, quella peggiore, senza la loro arma più pericolosa: i piedi del qb.

cam-newton-nfl-super-bowl-50-carolina-panthers-vs-denver-broncos-850x560Non è stato aiutato da un front seven strozzante, non è stato aiutato dal proprio coach che non ha quasi mai chiamato giochi di corsa per il qb, ma Newton ci messo del suo lasciandosi andare e perdendo questa partita nella testa. Ware, Miller, Wolfe e gli altri gli sono entrati in testa e lo hanno ricoperto di paura: esemplificativo è il bruttissimo gesto di farsi da parte anziché ingaggiare una mischia per una palla da recuperare per terra. Ma ancora peggio è la reazione alla sconfitta, perchè in conferenza stampa la paura non c’è più, è tutto finito, e una figura come quella messa in piedi dal qb è davvero poca cosa, poca classe e poca stoffa da campione. A vincere son bravi tutti, a perdere sono bravi pochi, Cam non è tra questi, tutto sorrisi e foto, ma poi lamentoso, irrispettoso verso i compagni e i fan. E noncurante del lavoro dei giornalisti proprio quando il vero campione deve venire fuori. Brutti vizi che si pensavano estinti e invece no, sono ancora lì.

Nonostante la sconfitta e la brutta figura però Carolina potrà tornare più forte ancora l’anno prossimo. In base a come si riprenderà Benjamin, le priorità al draft saranno uomini di linea/ricevitori oppure ricevitori/uomini di linea. Il salary cap incombe e con la molto probabile franchise tag su Norman qualcosa dovrà succedere, ma tutti i leader sono lì e torneranno. Newton, Kuechly, Olsen, Mack e Davis vestiranno la stessa maglia e con alcuni veterani quali Allen disposti a un taglio di stipendio pur di rimanere a Charlotte sarà facile vedere ancora una volta le pantere nere in ottica titolo. Rivera deve lavorare sodo sulla testa di Newton e deve uscire un poco dagli schemi perchè se vuoi vincere non puoi presentare a una difesa come quella di Denver esattamente quello che si aspettano e che hanno visto nei film per preparsi.

Newton e Rivera rimandati, gli altri promossi con debito.

Post By Michele Comba (63 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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5 thoughts on “Newton e i Panthers sconfitti dopo soli 15 minuti

  1. Perché da mesi non sistemate l’attributo del DIV “post by …” che rende le pagine illeggibili da mobile? Dai basta poco, grazie! :)

    • Newton non ha inciso nella partita piu’ importante della stagione,
      ma credo ci possa stare, in fondo anche a Manning nel SB contro I Seahawks e’ successo….
      le pantere devono acquisire necessariamente un RB di livello e un’altro ricevitore da affiancare al rientrante Benjamin.Il resto del gruppo e’ ottimo negli altri reparti.
      Spero (ma non credo) che Carolina si prenda la rivincita il prox anno
      magari in finale contro I miei Ravens!!!

  2. Arbitri comunque pessimi su una ricezione mirabolante di Funchess da 30 yard su un 3&long. Dal punt seguente è venuta un’altra segnatura per i Broncos. Per capire che tipo è Newton basta vedere come si veste.

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