Kansas City era la squadra del momento, quella più in forma, quella delle 11 vittorie consecutive e del dominio totale contro Houston al wild card turn. New England era invece la squadra in declino, quella delle due sconfitte consecutive, delle quattro sconfitte in sei partite, del primo posto in classifica perso all’ultimo, degli infortunati e degli acciaccati. Ma invece la partita di ieri i Patriots l’hanno vinta prima di giocarla. Sono scesi in campo con tutti gli infortunati recuperati e con la mentalità che ha creato la dinastia, basata sulla disciplina, sia in attacco che in difesa.

tom-brady-nfl-afc-divisional-kansas-city-chiefs-new-england-patriots-850x560Dalla partita di ieri oltre ad uscire la prima contendente per il titolo di conference, è uscita l’ennesima conferma di New England: 10 finali giocate in 15 anni non sono frutto di fortuna, roster forti e ottime scelte al draft, sono soprattutto frutto di un’etica di lavoro che è più unica che rara. A non tutti piacciono i modi di Belichick e dei Pats, tant’è che spesso si montano antipatie e malumori, ma anno dopo anno, con o senza ricevitori, con o senza running back, con o senza difensori di calibro i Patriots sono sempre lì.

0959204001452963559_filepickerQuello che lo staff fa meglio di tutti gli altri coach è costruire un game plan attorno ai talenti disponibili: capiscono quello che i giocatori fanno meglio e glielo lasciano fare, ma soprattutto hanno l’abilità di sapersi costantemente adattare alle differenti situazioni che si trovano a dover affrontare di volta in volta. Fulcro di tutto è il capitano, anima e faccia della squadra, Tom Brady. Non ci diciamo più niente di nuovo. Di lui è stato detto tutto e da tutti eppure le parole non bastano per descriverlo. Ieri ha messo in scena una delle migliori partite della sua storia e in una NFL oggi considerata come una lega di passaggi, ieri i Pats hanno raggiunto lo stadio successivo. Se di norma le espressioni “favoriti per il Super Bowl” e “la squadra più equilibrata” vanno a braccetto in ogni discorso legato a chi sarà o meno il nuovo campione, i Patriots non rientrano tra le norme convenzionali e ogni settimana mettono in pratica un nuovo attacco basato sul gioco aereo.

I Patriots lanciano sui primi down, ma lanciano anche sui secondi e sui terzi. Nel divisional di ieri la palla è stata lanciata 42 volte contro le sole 14 corse di cui una di Edelman su un reverse e sei dello stesso Brady, mentre al duo di RB sono state lasciate solo 7 corse che hanno fruttato 21 yard. Questa situazione è dettata sia dalla necessità che dall’opportunità. Ancora una volta e meglio che altre volte, i Patriots hanno adattato il loro gioco al roster. Con Blount ai box, Jackson che ha da tempo lasciato alle spalle la sua parte migliore di carriera e White che viene usato più per screen e terzi down, New England non ha le risorse per testare le difese avversarie con attacchi diretti e frontali, ed ecco perchè il coordinatore Josh McDaniels ha chiamato diversi screen e lanci corti diretti ai ricevitori già larghi in fase di schieramento. I Patriots si creano il gioco di corse che non hanno. Statisticamente tutto questo risulta come un tentativo di lancio, ma nella pratica non è altro che un’estensione del gioco di corse che sa mettere a proprio agio i corridori e li mette nella situazione di dare il massimo. Brady si inserisce come il direttore d’orchestra e ieri sera ne è uscito con la sua nona partita da 300 yard lanciate. A parimerito con lui Manning. Meglio di lui nessuno.

Adattamento per necessità quindi, ma anche adattamento per oppurtunità. Un attacco di questo tipo è infatti la migliore arma per scardinare la difesa di Kansas City. La difesa dei Chiefs è infatti una delle più aggressive della lega e il coordinatore agisce proprio sulla pass-rush, costruendo molti giochi con l’obiettivo di portare pressione al qb avversario, ma i rilasci velocissimi (e precisi) di Brady hanno reso nullo il game plan di Kansas City e non abbiamo visto praticamente mai la difesa portargli pressione. “Semplicemente” i Patriots hanno anticipato il gioco di Kansas City ed è per questo che “l’hanno vinta prima di giocarla”.

rob-gronkowski-nfl-afc-divisional-kansas-city-chiefs-new-england-patriots-1-850x560A questo punto dobbiamo chiederci se i Patriots sono i favoriti per il Super Bowl avendo di nuovo lo star tight end Gronkowski in piena salute ed Edelman tra i titolari, anche se ieri ha dovuto togliersi di dosso parecchia ruggine. Gronk è infatti un giocatore di base fisicamente indifendibile: se si piazza lì e ti sta davanti nessun difensore ha abbastanza forza e lunghezza di braccia per poterlo difendere. E se si unisce l’intelligenza tattica, nonché i fondamentali che McDaniels riesce a far eseguire alla perfezione al suo reparto, ci si trova di fronte a piccoli capolavori come la stop & go move di cui ancora adesso Berry (un pro bowler, non uno a caso) non capisce nulla.

Se Berry in quell’occasione non ha capito nulla non vuol dire però che i Chief abbiano perso perchè sono usciti fuori strada. Potrebbe sembrare che Kansas City non abbia più avuto la forza di fare quello che l’ha portata a vincere tanto e bene e sicuramente non sono esenti da colpe, soprattutto per quanto riguarda la gestione del tempo, ma credo che si siano dovuti inginocchiare di fronte a un avversario superiore. Ieri i Chiefs non sono mai stati la squadra che erano fino a 7 giorni fa, o meglio, non gli è mai stato permesso di essere la squadra che erano. Certo se su 32 giochi in campo avversario riesci a segnare solo 3 punti qualcosa di tuo lo sbagli, ma i Chiefs hanno dovuto affrontare una squadra unita che ha giocato meglio, che aveva un miglior game-plan e ha saputo metterlo in pratica meglio. I Chiefs non hanno saputo adattarsi abbastanza in fretta e hanno dovuto inchinarsi di fronte a una squadra preparata alla perfezione. Non sono mai stati in partita, ma non ne hanno mai avuto la possibilità e non bisogna puntare il dito contro qualcuno. Bisogna piuttosto applaudire gli avversari e lo stratega Belichick perchè la squadra c’è, il roster anche e bisogna continuare a lavorare per il prossimo anno. In mezzo si infila una free agency terribile con Tamba Hali, Derrick Jonhson e Eric Berry in scadenza di contratto. Sapranno mantenere intatto il proprio roster? La sfida è dura, ma i Chiefs sono sulla strada giusta per far parlare di sé anche il prossimo anno.

c6f87dbee2c04baf83545a4e2f54a7b2New England invece può permettersi il lusso di non preoccuparsi del roster avendo capacità camaleontiche uniche. Oggi non ha running back affidabili, ma non ha bisogno di correre per vincere le partite perchè dà talmente tanto filo da torcere che le difese sono impegnate totalmente nei tentativi di fermare la macchina da football messa in piedi da Brady, Gronkowski ed Edelman. Pittsburgh e Denver sono avvisate, fermare questo attacco on-demand sarà un’impresa.

Post By Michele Comba (63 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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One thought on “New England e la partita perfetta

  1. Ottimo articolo, d’accordo su tutto e soprattutto su New England che ha meritato di vincere, non dimentichiamo però che i Chiefs oltre ad altri numerosi infortuni: hanno quasi tenuto testa a New England senza Charles, Houston (solo 8 snap da rotto) e Maclin per metà partita a mezzo servizio. Ma anche li va merito ai Pats di una stagione più costante che gli ha consentito di avere la pausa al primo turno (oltre al fatto di poter tirare un po’ il freno nelle ultime della regular season) e far rientrare molti acciacchi.

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