Quante volte Pete Carroll dovrà ringraziare la fine dell’holdout di Kam Chancellor? Esatto, proprio quello stesso giocatore che ieri, mentre Calvin Johnson stava entrando in end zone a poco più di un minuto dalla fine, gli ha colpito la palla causando il fumble che ha restituito ai suoi la palla risolvendo la partita e evitando che i Seahawks entrassero ufficialmente in crisi.

imagePrima del match Seattle, nonostante avesse perso due delle prime tre, era data ampiamente favorita sui Lions, soprattutto a causa della buona prova difensiva nello shut out della settimana precedente rifilato ai Bears, ma anche per le grandi difficoltà offensive dimostrate da Detroit in questo inizio stagione. Il match, come da copione, si è incanalato subito su binari prettamente difensivi. Le corse di Ameer Abdullah da una parte e di Thomas Rawls, rookie sostituto dell’infortunato Marshawn Lynch, non vanno da nessuna parte, e gli attacchi non riescono a muovere la palla.

Nel secondo quarto però Russell Wilson inizia a fare il Russell Wilson e la partita si sblocca. Prima se ne esce magicamente da un paio di “quasi sack” su un terzo e dodici, e nel gioco successivo manda in meta Doug Baldwin. Matthew Stafford e l’attacco di Detroit provano a reagire nonostante la linea sembri (quarto lineup diverso in quattro partite) in difficoltà, e mette insieme un buon drive che quantomeno sblocca il tabellone. Per qualche minuto si ha la sensazione che gli attacchi (in particolare quello di Seattle) possano sciogliersi e dare vita a un match diverso da quello visto fino a quel momento. Wilson alterna corse a completi, ma sul più bello la difesa di Detroit, Ezekiel Ansah su tutti, fa la voce grossa e il primo tempo si chiude sul 10-3.

Dopo l’intervallo la musica non cambia, con i Seahawks che muovono la catena grazie ad un Russell Wilson a tratti davvero imprendibile, ma ancora una volta non riescono a concretizzare, un po’ per qualche errore (vedi ad esempio il fumble di Tyler Lockett, che manca la presa su un ritorno di punt nel terzo quarto), un po’ perché la difesa dei Lions non molla e assesta qualche buon gioco, compreso un paio di sack con annessa un’altra palla persa (ancora Ansah sugli scudi).

Dall’altra parte le corse dei Lions, seppure in leggera ripresa rispetto all’inizio di stagione disastroso, non sono un fattore e Detroit è costretta a lanciare molto. Stafford non è un fenomeno di precisione ma non regala palloni, e nonostante col passare degli snap la pressione della difesa di Seattle e del “dodicesimo uomo” divenga davvero asfissiante, Detroit è ancora in partita all’inizio dell’ultimo quarto.

gettyimages-491477082_masterProprio quando ci si inizia a domandare come potranno mai fare i Lions a fare punti contro Sherman e compagni il match si riapre grazie, ancora, alla difesa di Detroit. Altro fumble di Wilson, sempre più spesso sotto pressione, palla recuperata e portata in meta da Caraun Reid. Il QB proveniente da Wisconsin subisce il colpo e non rischia niente nel drive successivo, riconsegnando la palla agli avversari a 6:30 dal termine. Stafford e compagni invece, adesso davvero con le spalle al muro, partono dalle proprie 9 yarde e mettono in piedi il miglior drive della serata, con un 5 su 5 sui passaggi e addirittura delle buone corse. Un drive forse vincente, se Chancellor non ci avesse messo lo zampone a un passo dal sorpasso. Gioia del pubblico, e infinite polemiche nel post partita. Sì, perché mentre la palla danzava in end zone, e prima che ne uscisse per il touchback, K.J. Wright ha avuto la brillante idea di accelerarne la corsa con un colpetto, il tutto sotto gli occhi di un arbitro che non ha invece ravvisato la penalità, peraltro ammessa a fine partita dallo stesso Wright (che se ne è lavato le mani affermando di non conoscere la regola) e riconosciuta da Dean Blandino, vice capo degli arbitri NFL.

Polemiche arbitrali a parte, i Seahawks portano a casa la loro seconda vittoria, ma non sciolgono i dubbi sulle loro difficoltà offensive, nonostante un Wilson (20 su 26 per 286 yarde e un TD ma anche due fumble) capace a tratti di dominare la difesa avversaria grazie alla sua incredibile mobilità. Nessun dubbio invece sulla forza della difesa, che negli ultimi 20 possessi avversari, ovvero da quando è rientrato Chancellor, ha consentito agli avversari solo un field goal.

Per i Lions invece la casella delle vittorie segna ancora zero, anche se in questa occasione hanno dimostrato orgoglio, una buona organizzazione difensiva e uno Stafford (24 su 35 per 203 yarde) solido e presente. Il calendario però non li aiuta, costringendoli domenica prossima ad un’altra partita tutt’altro che semplice contro i Cardinals di Carson Palmer.

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