Alex Smith

Alex Smith

Unica squadra ad aver battuto entrambe le finaliste del Super Bowl lo scorso anno, Kansas City è anche stato il primo team nella storia della NFL a chiudere la stagione senza aver realizzato alcun touchdown con un ricevitore, nonostante un quarterback tra i più efficienti della lega, Alex Smith ha lanciato per 3,265 yards, 18 TD pass, 6 INT, completando il 65.3 % dei passaggi tentati, ed un passing game che ha dimostrato di funzionare piuttosto bene da quando ha assunto il ruolo di head coach Andy Reid, insediatosi alla guida della franchigia del Missouri due anni fa, nel 2013.

Da allora il cambio di rotta del team è stato definitivo e costante, e i Chiefs sono tornati a lottare per la AFC West in ogni stagione, dimostrandosi avversari ostici per qualsiasi squadra affrontata , ma gli è sempre mancato qualcosa per competere fino in fondo con le corazzate della American Conference, sia per scelte sbagliate nella gestione del team e del roster, sia per gli infortuni che l’hanno privata di alcuni uomini chiave nel 2014.

Proprio traendo insegnamenti dagli errori fatti in precedenza, il general manager John Dorsey ha passato l’intera offseason a coprire i needs e donare maggiore profondità ai ruoli fondamentali di ogni reparto, a cominciare proprio dai WR, dove sono stati lasciati liberi tre dei protagonisti della passata season, Dwayne Bowe, Donnie Avery, A.J. Jenkins, ed è stato acquisito un giocatore in grado di far, fin da subito, la differenza, Jeremy Maclin, tornato nello stato che gli ha dato i natali e ha fatto da sfondo alle sue imprese con la divisa dei Missouri Tigers, in NCAA, dopo sette anni passati a Philadelphia.

Proprio con gli Eagles, sotto la guida di Reid, ha giocato alcune delle sue migliori stagioni da professionista, e la stesso capo allenatore di Kansas City si è mosso in prima persona quando ha capito ch poteva mettere le mani sul talento che aveva draftato nel 2009; veloce, dotato di buonissime mani ed in grado di sfornare big play in continuazione, sarà lui il nuovo WR#1 di un reparto che può contare anche su Albert Wilson, 16 prese per 260 yds, e Jason Avant, altro ex di Philly che continua ad essere considerato il terzo in depth chart, davanti all’interessantissimo rookie Chris Conley, che ha scalato diverse posizioni nei Draft ranckings dopo le ottime cose mette in mostra alla Combine di Indianapolis.

Lui e il second year D’Anthony Thomas, 269 yards, 1 TD, ricopriranno un ruolo importante nella stagione alle porte, in quanto l’offensive coordinator Doug Pederson intende puntare proprio su di loro per rendere più imprevedibile l’attacco aereo dei Chiefs, che nel traffico utilizzeranno ancora parecchio Travis Kelce, top receiver del team la passata stagione, con 862 yds e 5 touchdowns all’attivo; probabilmente il miglior tight end ad aver vestito la divisa di KC dopo l’addio di Tony Gonzales, guiderà un gruppo completato dal recuperato Demetrius Harris, al rientro dopo un infortunio al ginocchio, e dalle matricole James O’Shaughnessy e Brian Parker.

Rimpolpata, e rinforzata, anche la linea offensiva, che con gli arrivi di Ben Grubbs, right guard acquisita via trade da Seattle, e Paul Fanaika, lineman versatile che può ricoprire più posizioni, dovrebbe garantire una maggiore protezione a Smith, nonostante la perdita del centro Rodney Hudson, che sarà sostituito dal rookie Mitch Morse; quest’ultimo sarà il perno centrale del quintetto completato, all’esterno, da Donald Stephenson e Eric Fisher, che finalmente sembra aver risolto i problemi alla spalla che lo hanno costretto a star spesso fuori nelle ultime due stagioni.

Jamaal Charles

Jamaal Charles

Nessuna variazione, invece, per quanto riguarda il backfield, dove continuerà a farla da padrone Jamaal Charles, che ha chiuso il 2014 con 1,033 yards e 9 TD all’attivo, nonostante acciacchi vari che non gli hanno permesso di essere sempre presente; motivo, quest’ultimo, per cui potrebbe essere maggiormente coinvolto Knile Davis, runner da Arkansas che da tempo aspetta la sua occasione dopo aver, più che degnamente, sostituito il collega, accumulando 463 yds e 6 touchdowns nelle sporadiche occasioni nelle quali è stato chiamato in causa.

Sulla linea difensiva, Dontari Poe, 6.0 sacks, proverà a confermarsi uno dei migliori nose tackle della lega dopo aver respinto, almeno attualmente, l’assalto al suo starting spot da parte di Jaye Howard, reduce da una positiva esperienza come DE la passata stagione; il lineman arrivato due stagioni fa da Seattle ha approfittato dell’infortunio occorso a Mike DeVito, pronto a riprendersi il suo posto come end sul lato sinistro, per farsi apprezzare dal coaching staff, che ha intenzione di concedergli spazio al centro del front three completato da Allen Bailey, 27 placcaggi e 5.0 in quella che finora è stata la miglior stagione della sua carriera.

Subito dietro, il quartetto di linebacker guidato dall’ottimo Justin Houston, che dopo essersi fermato ad un passo dall’eguagliare i record di sacks messi a segno in un singolo torneo NCAA, 22.0 contro 22.5, andrà in cerca di conferme continuando a mettere insieme numeri impressionanti in pass rushing, partendo, come al solito, dalla posizione di outside; sul lato opposto il veterano Tamba Hali, 59 placcaggi, 3 forced fumbles, che ha dichiarato amore eterno a Kansas City in estate, accettando una riduzione di stipendio per continuare a far parte del reparto allenato da Bob Sutton, che ha deciso di postarlo all’esterno per liberare lo spot interno in cui inserire Josh Mauga, leading tackler della scorsa stagione con 103 stops all’attivo.

L’ex punto di forza degli special team dovrà guardarsi dalla concorrenza dei rookie Ramik Wilson e D.J. Alexander per salvaguardare il posto appena conquistato al fianco di Derrick Johnson, anche lui pienamente recuperato dopo l’infortunio rimediato nel kickoff weekend del 2014; ad un anno di distanza tornerà a dirigere una mediana in cui potrebbero ritagliarsi uno spazio importante, nel proseguo della regular season, la prima scelta dello scorso anno, Dee Ford, e l’ex Niners Frank Zombo.

Eric Berry

Eric Berry

Un graditissimo ritorno anche nelle secondarie, che recuperano il safety Eric Berry, tornato ad allenarsi a distanza di mesi dopo aver lottato contro un linfoma, e pronto a ricoprire un ruolo importante nel back-end, nonostante a fianco del FS Husain Abdullah, 71 tackles, 1 intercetto, sia ormai stato promosso il suo ex backup Ron Parker, preferito all’ex Raiders Tyvon Branch, arrivato in Missouri durante la free agency.

Sulle sideline difensive, Phillip Gaines, 20 tackles, 4 pass defended, affiancherà Sean Smith, 59 stops, 1 INT, che nelle prime tre partite di stagione regolare sarà sostituito dal rookie Marcus Peters, cornerback di talento che è stato selezionato nel corso del primo round del Draft 2015 nonostante i tanti problemi disciplinari, a causa di un carattere difficili, avuti in NCAA; a completare il gruppo, l’altra matricola Steven Nelson, Marcus Cooper, che era partito come starter l’anno passato, e Jamell Fleming.

Confermati, infine, in toto, gli special team, con i già citati Thomas e Davis che si divideranno il compito di ritornare l’ovale nei punt e nei kickoff, Dustin Colquitt che si occuperà dei punt e Cairo Santos, cresciuto tantissimo nel rush finale dello scorso torneo, che continuerà a ricoprire il ruolo di kicker.

Con un roster rinforzato e piuttosto completo, i Chiefs hanno solo da sperare di non incorrere, nuovamente, in una lunga sequela di infortuni per poter giocarsi fino in fondo le proprie chance, che rimarranno comunque intatte fino all’ultimo, nonostante un inizio di regular season tutt’altro che facile, che li vedrà affrontare Denver, Green Bay e Cincinnati, tre team che hanno disputato i playoffs nel 2014, dopo la complicata trasferta di Houston.

Post By Andrea Cresta (363 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

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