Arrivare per due volte ad un passo dal sogno, illudersi di poterlo finalmente raggiungere, e infine doversi arrendere allo stesso avversario, ha gettato nello sconforto più totale l’intera organizzazione Colts, che ha ormai identificato come sua nemesi i New England Patriots, lo scoglio insuperabile che ha finora impedito al team presieduto da Jim Irsay, mai come quest’anno deciso a costruire una corazzata per consentire a coach Chuck Pagano, alla quarta stagione alla guida di Indianapolis, di fare quell’ulteriore passo verso il Vince Lombardi Trophy.

Andrew Luck

Andrew Luck

Gli investimenti effettuati durante l’offseason sono stati tutti mirati e orientati ad un unico scopo, aggiungere qualità ad un roster cui mancavano davvero pochissimi tasselli per lottare ad armi pari e, soprattutto, fino in fondo, con le squadre migliori della American Conference, e, più in generale, della lega; nel farlo, il GM Ryan Grigson, ha scelto di puntare su alcuni dei giocatori più esperti lasciati liberi dalle rispettive franchigie e cercare i prospetti più intriganti, ed in grado di favorire, ulteriormente, la crescita dell’unico vero, grande, talento già presente, Andrew Luck.

Attorno al quarterback che solo tre anni fa era sbarcato nella lega con il pesantissimo fardello di essere l’erede designato di un certo Peyton Manning, e che ora, dopo aver vinto 11 partite in ognuna delle sue tre stagioni disputate da professionista, è diventato uno dei migliori giocatori della NFL, i Colts hanno capito che possono costruire un’armata in grado di raggiungere i traguardi più importanti, per questo hanno deciso di intervenire, a più riprese, sul reparto receiver, già tra i più produttivi nella passata regular season.

Il “vecchio” Andre Johnson, che dopo una lunga militanza a Houston, 13 anni, ha scelto di accasarsi ai rivali, e il giovanissimo Phillip Dorsett, prospetto che a prima vista sembra un doppione del nuovo compagno di squadra T.Y. Hilton, 1,345 yards, 7 TD, ma che invece si propone come una nuova, imprevedibile, risorsa, per l’attacco aereo di Indy, sono le due new entry di un reparto che può contare anche su Donte Moncrief e su Griff Whalen, e che dovrà contribuire a completare la crescita del numero 12, reduce da un’ottima season, 4,761 yds, 40 touchdown pass, 16 intercetti, e pronto a dar seguito alla maturazione costante che lo ha accompagnato fin dagli esordi in NFL.

Frank Gore e Andre Johnson

Frank Gore e Andre Johnson

Confermato il suo WR primario, il già citato Hilton, Luck, oltre ad un coppia di tight end di altisismo livello, formata da Dwayne Allen, 395 yards, 8 TD, e Coby Fleener, 774 yds, 8 segnature, potrà inoltre fare affidamento su un runningback del calibro di Frank Gore, ex Niners che, a differenza dei suoi tanti predecessori, attirerà sicuramente le attenzioni delle difese avversarie, consentendo al prodotto di Stanford di poter cercare, con maggiore tranquillità, il target più libero cui affidare l’ovale, e gestire, così, in una maniera ancora migliore, rispetto al recente passato, lo sviluppo del gioco offensivo.

Il veterano da The U sarà il back più coinvolto tra quelli rimasti a roster, dopo il makeup, quasi totale, che ha subito il reparto durante l’offseason, nella quale, in tempi diversi, sono partiti Trent Richardson, Ahmad Bradshaw e Dan Herron, messosi in luce sul finire della scorsa stagione, e sono arrivati due interessantissimi rookie, Josh Robinson e Tyler Varga, che si uniranno al backup Vic Ballard, pronto a rientrare nei ranghi dopo due anni passati sulla sideline, in borghese, a causa di due infortuni al ginocchio.

La speranza del coaching staff è di trovarsi nuovamente di fronte al giocatore che inanellò diverse buone prestazioni nell’anno da matricola, 2012, e avere, a quel punto, una risorsa in più in depth chart, pronto a sfruttare i blocchi di una linea che si presenta con due volti nuovi negli spot di guardia, Louis Lance, a sinistra, e l’ex Eagles Todd Herremans; in mezzo a loro l’undrafted 2014 Khaled Holmes, che dovrebbe aver ormai vinto la position battle con Jonotthan Harrison, e sui lati esterni Jack Mewhort e Anthony Castonzo, rispettivamente right e left tackle, completeranno il quintetto che deve fornire protezione adeguata a Andrew Luck.

Addirittura tre, invece, gli innesti nella linea opposta, dove troverà fin da subito spazio l’ex Rams Kendall Langford, all’apparenza, uno dei colpi più sottovalutati dell’ultima free agency NFL, l’elemento più esperto di un front three che dovrebbe veder partire titolari due rookie, entrambi provenienti da Stanford, il nose tackle David Parry, e il defensive end Henry Anderson, selezionati nel quinto e nel terzo round del Draft 2015; T.Y. McGill, Earl Okine e Zach Kerr, si alterneranno nella rotazione del terzetto, dando manforte ad una pass rushing che può migliorare ulteriormente la propria produzione dopo l’arrivo in Indiana di Trent Cole.

Altro ex di Philadelphia, il veterano alla tredicesima stagione da Cincinnati sarà fondamentale fino al rientro in campo del collega Robert Mathis, con cui comporrà la coppia di outside linebacker titolari, nonché cacciatori di quarterback per eccellenza, non appena il numero 98 rientrerà dall’infortunio subito al tendine d’achille; fino ad allora, il suo compagno di scorribande nei backfield avversari sarà Erik Walden, 46 tackles e 6.0 sacks messi a segno nella passata stagione, preferito all’ex prima scelta 2013 Bjoern Werner, 4.0 sacks, costretto nuovamente a lottare con le unghie e con i denti per trovare un posto al sole in depth chart.

D'Qwell Jackson

D’Qwell Jackson

Invariato il duo che si occuperà di difendere la zona centrale del campo, dove continueranno a farla da padroni D’Qwell Jackson, leading tackler del team con 167 placcaggi all’attivo nel 2014, e Jerrell Freeman, 126 stops, che da quest’anno potranno contare su una riserva di lusso del calibro di Nate Irving, ex di Denver in cerca di un pronto riscatto in Indiana, sulla scia di quanto fatto nella scorsa stagione da Mike Adams, SS arrivato proprio dai Broncos nella free agency dello scorso anno che ha strappato la prima convocazione al Pro Bowl della carriera dopo aver chiuso il passato torneo con 106 tackles e 5 intercetti.

Il trentaquattrenne sarà la guida di un gruppo che continuerà ad affidarsi a due dei migliori cornerback della Conference, Greg Toler, 2 INT, 1 touchdown, e Vontae Davis, 58 stops, 4 pick, e che sarà animato da una bella lotta nella posizione di free safety, per la quale sono in lizza l’ex di Atlanta Dwight Lowery e il fourth rounder dell’ultimo Draft Clayton Geathers, prodotto di Central Florida che potrebbe trovare ampio spazio già nel corso della rookie season.

Nessun cambiamento, infine, negli special team, con il veterano per eccellenza Adam Vinatieri, un cecchino con 30 field goal realizzati su 31 calciati lo scorso anno, confermatissimo nel ruolo di kicker, alla guida di una pattuglia che annovera altri due player esperti, come il punter Pat McAfee e il long snapper Matt Overton, ormai da tempo parte di un team che sembrerebbe poter aver vita facile nelle prime settimane della prossima regular season, quando affronterà, nell’ordine, Bills, Jets, Titans, Jaguars e Texans prima del match verità con New England, tra le mura amiche del Lucas Oil Stadium, il prossimo 18 Ottobre; chissà se, anche questa volta, sarà solo l’antipasto di una sfida che ci godremo nuovamente in postseason.

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