Ogni squadra della NFC South ha qualcosa da farsi perdonare e il 2015 per tutte sarà e dovrà essere l’anno del miglioramento, se non del riscatto.

Questo vale in particolare per gli Atlanta Falcons che con Mike Smith alla guida hanno raggiunto il risultato di una sola vittoria nei playoff in sette stagioni.

L’ex coach, attualmente senza casa, era stato chiamato per sviluppare un percorso di crescita che con alti e bassi ha effettivamente preso piede, ma che negli ultimi due anni si è sgretolato in mille pezzi anche e forse soprattutto per colpa dello stesso Smith che tra infortuni, scelte sbagliate nei draft e una pessima gestione dei momenti di gioco ha visto implodere la sua creatura mai pienamente cresciuta.

L’anno peggiore è stato proprio quell’anno che invece avrebbe dovuto essere l’anno della definitiva consacrazione e le sole 10 vittorie raccolte negli ultimi due anni hanno obbligato la dirigenza a dare un taglio netto e ricominciare dai punti saldi della squadra.

Tra le certezze su cui contare nei prossimi anni c’è la la coppia Ryan-Jones. Il qb e il ricevitore sono già in forma da regular-season e non hanno perso un colpo nonostante il nuovo coach staff e il nuovo sistema di gioco.

I passaggi tra i due saranno un trend topic costante della stagione e l’attacco vivrà molto sulle prestazioni di Julio Jones che orami è la guida di questi Falcons. L’ormai veterano ha già dimostrato come il ruolo di ricevitore numero 1 sia una certezza e le sua presenza è spesso l’ago della bilancia per l’intero attacco.

Intorno a lui infatti Roddy White, con tanta esperienza sulle spalle e una carriera di uomo di football oramai navigato, sta in realtà cominciando a sentire il peso degli anni.

E’ e rimarrà per tutta la stagione un giocatore su cui puntare ed è in grado di mettere a segno giocate importanti, ma, a ormai 33 anni, ci si aspettava una qualche concorrenza maggiore nel ruolo di secondo ricevitore.

Cosa che in realtà non c’è stata perchè Devin Hester, specialista nei ritorni di punt e kickoff può portare il suo contributo ma non può puntare a più responsabilità di quelle chieste a un terzo ricevitore. A giocarsi questo ruolo c’è anche la scelta del quarto giro Justin Hardy, ma forse è da tenere più sott’occhio Nick Williams.

Nella prima uscita di preseason ha fatto vedere delle buone cose nella second unit. Ha corso delle ottime tracce, ha saputo adattarsi ai lanci corti e ha raccolto 36 yard in tre prese. Un bottino non indifferente se si considera anche che Williams è già avvezzo al sistema di Shanahan dai tempi di Washington. Si è fatto notare anche per una stupida pass interference offensiva, ma potrebbe giocare un ruolo più importante di quello che si potrebbe pensare.

Dan Quinn, nuovo head coach in casa Falcons dopo le supervincenti e convincenti stagioni da defense coordinator a Seattle, avrà il difficile compito di organizzare il proprio attacco a partire dalla linea difensiva deboluccia e poco affidabile.

Il primo grosso incarico sarà quello di lavorare nella mente di Jake Matthews che non ha soddisfatto neanche un po’ le aspettative su di lui e per aiutarlo a diventare quel solido pilone che si pensava gli è stato messo accanto Chris Chester, veterano solido e che potrebbe aiutare non poco il lato sinistro della O line.

Se a destra tutto sommato la situazione non presenta né stelle né stalle, rimane il vuoto cosmico nella posizione di centro cosa che si farà sentire parecchio sia nella pass protection che negli schemi di corsa.

Schemi che saranno una parte importante del nuovo attacco perchè con le attenzioni extra che Jones attirerà su se stesso i RB saranno importantissimi per alleggerire il carico di lavoro chiesto al WR. Per questo motivo la dirigenza ha puntato parecchio a sistemare un reparto che non è riuscito a risollevare la carriera di Steven Jackson e negli scorsi draft sono arrivati prima Devonta Freeman e poi Tevin Coleman.

Battaglieranno per tutto il campo, ma l’impressione e che a entrambi sarà chiesto di partecipare a numerosi snap. Per questo motivo sono entrambi tenuti in una sorta di riposo cautelare visti i numerosi piccoli infortuni che stanno martoriando il gruppo di corridori.

La scelta di risparmiali è molto rischiosa perchè Coleman non ha ancora avuto modo di correre una sola corsa da professionista mentre Freeman ha toccato la palla solo 95 volte in una intera stagione.

Coi rischi del caso però Quinn ha deciso di tenerli in disparte perchè sa che i Falcons non possono assolutamente permettersi di entrare nel 2015 con i running back costretti a lottare con gli infortuni. Una decisione saggia e conservativa che, tra l’atro, ha permesso a Ryan di mettersi in mostra.

Il qb, che entra nella parte pesante del proprio contrattone, è al 100% sicuro del proprio ruolo e dovrà essere il capitano, leader e guida sapiente di tutta la squadra.

Matt è stato troppo spesso criticato, ma in realtà, pur non avendo un supporting cast di livello (eccetto per Jones, ovviamente) si è dimostrato uno dei migliori qb in circolazione e la scorsa stagione è arrivato nella top 10 di yard conquistate.

Quest’anno la situazione intorno non è cambiata molto e Quinn dovrà gestire molto bene il reparto corse in modo da dare al proprio qb un lavoro il più equilibrato possibile. Su Ryan rimane quindi poco da dire se non che anno dopo anno sembra sempre più pronto per il salto di qualità e si merita di avere alle spalle un coach staff in grado di metterlo nelle migliori condizioni per esaltarsi.

In difesa invece, dopo aver raggiunto i minimi storici con la posizione 24, 27 e poi 32 in termini di yard concesse non poteva non avvenire una rivoluzione.

In primis l’arrivo di Quinn in panchina non potrà che migliorare il reparto e l’inserimento di 5 nuovi volti ha l’obiettivo di invertire la tendenza.

Peggio del 2014 non si potrà fare, ma un netto miglioramento è necessario per poter risalire la china. L’aspetto più preoccupante della scorsa stagione è stato la pass-rush.

La pressione sul qb avversario è il compito più importante di una difesa moderna e su questo ruola la franchigia ha puntato molto scegliendo Vic Beasley, assetato di sacks, al primo giro.

Beasley da subito si è messo in mostra facendosi notare per diverse cose: ha pressato il qb sia da destra che da sinistra, ha attirato l’attenzione dei Tight End avversari in fase di bloccaggio e si è visto raddoppiare dagli uomini di linea offensiva. Beasley si è quindi dimostrato pronto per aiutare i Falcons a migliorare una pass-rush inesistente, ma si è anche dimostrato attento e pronto a difendere sulle corse.

Quinn ha ancora tre gare di preseason per valutare il suo LB ma lo staff di coach è rimasto impressionato dai lampi che hanno visto e dall’attenzione che attira su di sé.

Ma oltre alle prestazioni personali di Beasley la difesa interna ha già mostrato la velocità e fisicità delle difese di Quinn. Invece dei giocatori esitanti e fermi a pensare che abbiamo visto fino a poco fa, questo gruppo ha già fatto vedere esplosività, aggressività e caccia alla palla, mostrando così un cambio radicale rispetto alla passata stagione.

In definitiva sia la prima squadra difensiva che offensiva sono apparse buone.

Ryan e Jones sono due punti chiave, la linea ha fatto il suo lavoro senza strafare e gli errori, più che un problema di struttura, sembrano solo dei giri a vuoto in un ingranaggio che sta cominciando a funzionare.

D’altro canto però si deve fare troppo affidamento sulla linea Ryan-Jones e sulla speranza che il reparto corse rimanga in salute. Poco controllo e tanta speranza, mi fanno pensare che ancora per quest’anno i Falcons saranno a lottare per la terza piazza divisionale con un 5-11, ma il percorso intrapreso sembra molto buono e con importanti inserimenti l’anno prossimo potrebbero arrivare molti e ulteriori miglioramenti. Quest’anno però potrebbe essere una grande e lunga prova in vista del 2016.

Post By Michele Comba (75 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla “Who Dat Nation”.

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