Qualcosa sta cambiando tra i Pittsburgh Steelers, franchigia che lo scorso anno ha vinto la Afc North (11-5) per poi farsi bloccare immediatamente nei play-off dagli acerrimi rivali di Baltimore.

I ritiri in contemporanea delle colonne portanti della difesa quale sono state Troy Polamalu e Ike Taylor, oltre al taglio di Brett Keisel, hanno fortemente indebolito un reparto che nell’ultimo decennio ha dominato nella NFL.

L’attacco pare essere diventato il soggetto dominante nelle tattiche dei gialloneri, imperniato su tre ruoli chiave: quarterback, running back e wide receiver principale.

A dispetto dei 43 anni di età Mike Tomlin è ormai un veterano della panchina, essendo arrivato a dirigere gli Steelers per il nono anno di fila, ed è pronto a riportare in alto una franchigia che dal 2010 non vince una partita in offseason.

L’attacco sarà guidato come sempre da Ben Roethlisberger, che sembra essere come il vino, più invecchia e più è buono: una stagione 2014 monstre, probabilmente la migliore della carriera, con 4952 yards lanciate, 32 touchdowns e appena 9 intercetti (103.3 di rating).

Pure la tenuta fisica è migliorata rispetto al passato: negli ultimi due anni “Big Ben” è sempre sceso in campo dall’inizio, cosa che ha fatto felici le “Terrible Towels” dell’Heinz Field. A coprire le spalle di Roethlisberger ci sarà l’esperto Bruce Gradkowski, che rimane favorito per il ruolo di backup rispetto a Landry Jones.

Un altro che ha letteralmente fatto il bello e il cattivo tempo l’anno scorso è Le’Veon Bell: un tritatutto capace di macinare 1361 yards e segnare 8 touchdowns, per un 4.7 yds di media a portata. Peccato che abbia deciso di festeggiare il tutto nel modo sbagliato: starà fermo le prime 2 gare di regular season per possesso di marijuana e guida in stato di ebbrezza.

Al suo posto l’offensive coordinator Todd Haley (quarto anno agli Steelers) e il resto del coaching staff hanno scelto una sicurezza, DeAngelo Williams: il running back ha lasciato i Panthers dopo 9 stagioni e un 2014 pieno di guai fisici, ma arriverà a Pittsburgh senza il peso di essere il RB di punta e avrà il compito di catechizzare il ruspante Bell, oltre quello di sostituire LeGarrette Blount, tornato ai Patriots.

Nei primi match potrebbe rivelarsi molto utile anche il fullback Will Johnson, forte fisicamente e in grado di dare una mano a Williams prima e a Bell poi.

Il giocatore che ha beneficiato maggiormente del grande periodo di Roethlisberger è stato Antonio Brown. Il WR cresciuto a Central Michigan ha tirato fuori dal cilindro un’annata pazzesca: 129 palloni ricevuti per 1698 yds e 13 tds.

Nessuno meglio di lui in NFL nello scorso campionato, nessuno meglio di lui nella storia della franchigia. Ma si sa che un solo ricevitore, per quanto devastante esso sia, non basta a far grande una squadra.

C’è bisogno almeno di altre due paia di buone mani e gli Steelers sembrano avercele: Martavis Bryant ha fatto bene nella seconda parte del suo anno da rookie con 549 yards ricevute e 8 segnature in end zone.

Insieme a Markus Wheaton (644 yds e 2 tds) formerà la coppia incaricata di togliere un po’ di pressione su Brown e dare qualche alternativa a Roethlisberger. Sammie Coates è la novità del pacchetto: preso al terzo giro del draft, arriva da Auburn e ha fatto vedere di saper coniugare forza fisica e rapidità. Se dimostrerà di essere migliorato nelle prese, potrà sicuramente ritagliarsi uno spazio nel corso del campionato.

In mezzo a cotanta gioventù un pizzico di esperienza non può far male: ecco dunque che per il posto di tight end troveremo il confermatissimo Heath Miller, uno dei leader del team, bravo sia nei bloccaggi sei sul gioco aereo (66 ricezioni per 761 yds e 3 tds nel 2014). Dietro a Miller nelle gerarchie di Tomlin dovrebbe esserci Matt Spaeth.

Passiamo all’offensive line: il nome meno quotato è quello di Kelvin Beachum, left tackle preso al settimo giro del draft 2012, che nonostante una taglia non enorme è riuscito a conquistarsi la fiducia degli allenatori e manterrà anche per quest’anno il suo posto.

Maurkice Pouncey, già 4 volte Pro Bowler, uno dei centri più apprezzati dell’intera Lega per le sue capacità di adattamento e la possibilità di essere sfruttato nelle più svariate situazioni di gioco, si è infortunato in preseason e subirà un intervento alla caviglia: la sua stagione è a rischio.

Fortunatamente la guardia sinistra Ramon Foster, arrivato all’ultimo anno di contratto e perciò pronto a una grande annata da far pesare nella prossima offseason.

Sul lato destro della linea faranno parte della formazione titolare la right guard David DeCastro, ritenuta una delle prossime stelle di questo sport, e Marcus Gilbert, right tackle nella media che ha comunque dato il proprio contributo nella stagione scorsa.

Gli Steelers non hanno puntato su nessun OL durante l’ultimo draft, dunque dovranno continuare ad insistere con Mike Adams come backup dei due tackles, sebbene la seconda scelta del 2012 non abbia convinto del tutto lo staff tecnico.

Dick LeBeau se n’è andato ad allenare la difesa dei Titans e la scelta più logica in casa Pittsburgh è stata quella di promuovere come defensive coordinator Keith Butler, per lungo tempo allenatore dei linebackers.

Il nuovo DC apporterà solo poche modifiche rispetto agli schemi passati. Di sicuro rimarrà ben presente la 3-4 già utilizzata da LeBeau.

La linea pare bella che formata: Keisel è stato lasciato partire e il nuovo leader in pectore è Cam Heyward (7.5 sacks nel 2014) defensive end dotato di ottima mobilità e pronto a prendersi le principali responsabilità nel reparto.

L’altro DE è il giovane Stephon Tuitt, chiamato a migliorare la statistica dei sacks (solo 1 l’anno passato) per proseguire in modo tranquillo il campionato. Per la posizione di nose tackle potrebbe esserci una bella sfida, anche se il favorito resta Steve McLendon entrato in un anno chiave per la propria carriera, considerato che al termine del campionato sarà un free agent. A dargli battaglia ci sarà il gigantesco Dan McCullers, una macchina schiacciasassi difficile da contrastare.

Qualche perplessità la lasciano i linebackers: non tanto al centro, dove ci sono elementi di primo piano quali Ryan Shazier, prima scelta del draft 2014 la cui unica preoccupazione dovrà essere quella di non infortunarsi per dare un contributo importante alla difesa, e Lawrence Timmons, al Pro Bowl lo scorso anno grazie ai 132 tackles e ai 2 sacks messi a segno nella regular season, bensì sugli esterni.

Arthur Moats, che è stato rimesso sotto contratto per rimpiazzare il ritirato Jason Worilds, è un discreto OLB, ma non ha grandissima velocità e dovrà vedersela con la novità Bud Dupree, preso al primo giro nel draft di quest’anno.

James Harrison è tornato, convinto da Tomlin a rimandare il momento in cui appenderà il casco al chiodo, ma a 37 anni non può essere il mastino di qualche anno fa (anche se questo non gli ha impedito di portare a casa 45 tackles e 5.5 sacks l’anno scorso).

E’ evidente comunque che sulla destra il coaching staff voglia puntare su Jarvis Jones, prima scelta del draft 2013 non ancora sbocciato in NFL. Gli Steelers hanno assolutamente bisogno di lui per migliorare la pass rush.

Il backfield è un cantiere aperto. Durante il periodo di free agent non è stato preso nessuno, in quanto si è puntato a rinnovare il tutto tramite il draft: ben 3 scelte sono state utilizzate per dei defensive backs. Sono arrivati Senquez Golson da Mississippi e Doran Grant da Ohio State, che probabilmente vedremo competere con Antwon Blake nelle situazioni di nickel defense.

I cornerbacks titolari saranno però Cortez Allen, giocatore dal talento inespresso che dovrà rifarsi dopo un anno in cui è partito titolare ed è finito per fare la riserva, e William Gay (67 tackles e 3 intercetti un anno fa).

Di sicuro peseranno come un macigno gli adii di Polamalu e Taylor, oltre al passaggio di Brice McCain ai Dolphins. Anche tra i safety ci sono grossi punti interrogativi: Shamarko Thomas è stato ampiamente oscurato dall’ingombrante presenza di Polamalu, ha giocato pochissimo finora e non si sa esattamente quali garanzie possa offrire.

Lo stesso vale per Mike Mitchell, che a Pittsburgh sperano possa dimenticare il brutto 2014 e tornare ai livelli di 2 anni fa, quando giocava con i Carolina Panthers ed era stato in grado di mettere a referto 3.5 sacks e di forzare 2 fumbles.

Da due settimane a questa parte i tifosi degli Steelers hanno anche un’altra preoccupazione: Shaun Suisham, uno dei migliori kicker attualmente in circolazione con una media di field goals segnati che sfiora il 90%, si è rotto il legamento crociato anteriore e rimarrà fuori per tutto il 2015.

Un colpo durissimo al quale Pittsburgh ha provato a porre rimedio ingaggiando Garrett Hartley: l’ex Saint viene da una stagione di quasi totale inattività e le sue percentuali non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle di Suisham.

Passando ai punter, Brad Wing non ha risposto secondo le attese dello staff tecnico la passata stagione e per questo motivo dalle parti di Heinz Field hanno pensato di assumere anche il 24enne Jordan Berry, in modo tale da metterli un po’ in competizione e stabilire chi dei due calcerà durante il campionato.

Antonio Brown non può certo rischiare di infortunarsi per ritornare sia i punt sia i kick-off. Ecco che probabilmente sarà lo specialista solo nel secondo caso e a Dri Archer potrebbe essere data un’ultima chance per occuparsi dei calci nei quarti down degli avversari, sebbene l’anno passato abbia combinato più disastri che belle giocate. In caso di ulteriore fallimento la responsabilità potrebbe ricadere su Markus Wheaton, che ha mostrato discreti numeri ogni volta in cui è stato chiamato in azione nel 2014.

Gli Steelers avranno l’onore e l’onere di aprire la regular season 2015 andando a giocare in casa dei Patriots, campioni in carica, privi però dello squalificato Tom Brady. Il calendario alterna partite sulla carta più abbordabili a match complicati, ma nel finale ci sarà da divertirsi: le ultime 6 giornate vedranno gli uomini di Tomlin impegnati con Seattle, Indianapolis, Denver e con le tre rivali divisionali.

Un inverno ad alta tensione che rischia di complicare la rincorsa ai playoff dei gialloneri. I pezzi grossi della squadra stanno pian piano chiudendo col football giocato, anche se nel roster ci sono ancora nomi importantissimi come quelli di Roethlisberger, Harrison e Foster.

Il periodo di lenta ricostruzione è già scattato e resta la curiosità di vedere se questi Steelers a trazione offensiva sapranno ripetere i grandi numeri ammirati l’anno scorso. Certo è che la difesa deve migliorare perché come insegna la storia del football è soprattutto il reparto difensivo che fa vincere i titoli.

E a Pittsburgh il sapore delle sfide che contano nella postseason comincia a mancare da un po’ troppo tempo.

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