65a59a52bc9425516614a757a1b8c687_crop_northNon c’è stata partita. Dall’inizio alla fine non c’è stata partita. I Colts si sono presentati forti di una grande prestazione a Denver che ha creato non pochi sconquassi nelle franchigia del Colorado, ma ieri sera non hanno mai timbrato il cartellino della presenza. Brady e Blount da una parte, Revis dall’altra hanno dominato il gioco in tutte le fasi della partita e il risultato, pesante, rispecchia esattamente quello che è successo in campo. I Pats hanno passeggiato sui Colts e accedono al sesto Super Bowl dell’era Brady & Belichick conquistandosi la possibilità di rivincita sul grande palcoscenico dopo due sconfitte brucianti ad opera dei New York Giants. Dalla AFC Championship New England esce con un biglietto da visita importante. Si è dimostrata una macchina macina punti e macina campo e come in tutti gli incontri o quasi degli ultimi anni, i Colts escono a pezzi dal confronto con Brady. Che si trattasse di Manning ieri, o di Luck oggi, fa poca differenza.

Nel proprio biglietto da visita New England può segnalare un attacco specializzato in lanci corti che portano lunghi e debilitanti guadagni di campo. A poco a poco Brady ti porta via terreno e senza che te ne accorgi sei già in end zone, con la pressione addosso. Il 12 su 18 di conversione ai terzi down è un sintomo chiaro di un’identità precisa dove efficenza è la parola chiave per un attacco del genere a cui ieri sera ha girato tutto nel verso giusto, a partire dalla linea offensiva. Utilizzando spesso il sesto uomo New England, con la linea offensiva, ha immobilizzato la difesa di Indianapolis proteggendo Brady quasi alla perfezione e riuscendo ad aprire varchi ben sfruttati da Blount capace di infilarsi dappertutto e guadagnare yards anche dopo il primo contatto con la difesa.

Brady, protetto alla grande dentro la tasca, non può che uscirne con l’ennesima prestazione stellare fatta di 71% di passaggi completati e una presenza fisica e mentale paurosa. Ha lanciato un intercetto in un momento decisivo quando New England, avanti 14-0 stava cercando di chiudere la partita. Intercetto che poi ha portato ai 7 punti di Indianapolis, ma quello è stato l’unico errore, tra l’altro ininfluente, di una partita in cui i Colts hanno dimostrato di poter segnare proprio solo in quel momento. La capacità di macinare campo a piccoli passi con alte percentuali di riuscita corrisponde a un lento logorio da parte della difesa che passaggio dopo passaggio si rende conto di essere impreparata e impotente. Sembra quasi la tortura della goccia che poco a poco scava la sua buca e arriva al cervello. Un dominio tale è superiore anche al dominio tecnico fatto di grandi giocate che tagliano le gambe e che ti danno un carica forte, ma fragile e che può crollare di fronte ai primi errori. Un dominio tale non prevede l’errore, o se lo prevede non lo considera tale, ed è totalizzante.

461743474.0Se, come dicevamo, la linea offensiva è stata superlativa nel creare spazio per le corse, molto merito bisogna darlo a Blount. Il running back di New England ha raccolto alla grande tutto quello che la linea gli ha costruito e ci ha aggiunto del suo confezionando una delle migliori prestazioni. La notizia è ottima e non poteva arrivare in un momento migliore perchè anche solo per pensare di battare Seattle bisogna avere un buon gioco di corse. Appellandosi ai soli lanci contro la Legion of Boom non c’è nulla da fare e Green Bay ieri ha mostrato come un giusto equilibrio tra corse e lanci è l’unica arma per piegare i Seahawks. Ieri non ci sono riusciti, ma ci sono andati molto vicini. Lo scontro del 1 febbraio vedrà uno dei migliori attacchi contro la miglior difesa e lo spettacolo è assicurato.

Se in attacco ha girato tutto al punto da far entrare Garoppolo nei minuti finali, anche la difesa ha messo in campo una prestazione ai limiti della perfezione. Jamie Collins e Chandler Jones, con l’aiuto di Ninkovich, hanno portato pressione costante a Luck e pur non avendo registrato sack hanno comunque obbligato il qb di Indianapolis a lanci affrettati verso ricevitori coperti egregiamente dalla secondaria. Risultato? 12 su 33 per Luck e sole 126 yard guadagnate. Revis si è riscattato della difficile partita divisionale contro Baltimora, McCourty ha fatto sentire la sua presenza in tutta la larghezza del campo e Arrington ha limitato\annullato TY Hilton a una sola ricezione frutto più di un colpo di fortuna che non di una strategia pianificata. Va detto che l’assenza di un gioco di corse da parte di Indianapolis ha facilitato il lavoro a tutti perchè il front seven ha potuto concentrarsi nella parte arretrata di campo e contro Seattle non sarà la stessa cosa, anzi: Lynch e Wilson sono un duo imprevedibile e capace di sorprendere. A Matt Patricia spetta il difficilissimo compito di preparare il confronto a distanza con Dan Quinn e la Legion Of Boom e Revis, stimolato dalla rivalità tutta sportiva con Sherman, dovrà essere capitano e trascinatore in campo.

Al di la del duo Brady e Belichick però ieri New England ha dimostrato di essere una  working-class heroes dai meccanismi oliati e perfetti.

313083-pats-host-colts-in-afc-championship-f5b2dSe la prestazione di New England è stata così dominante è anche perchè i Colts non hanno avuto nulla da opporre. Luck non ha giocato una buona partita, ed è sembrato un po’ ansioso e frettoloso, cosa che ha portato a lanci fuori misura, incompleti e un solo buon lancio in tutta la partita. Certo non ha ricevuto aiuto da nessuno, ma rispetto alle partite precedenti il qb del futuro non ha saputo rispondere adeguatamente alla pressione della tasca e non è riuscito a caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle. Sono molte le ragioni per cui i Colts hanno perso e Luck, mi spiace dirlo, è proprio una di queste. Un’altra delle ragioni è l’incapacità costante dei ricevitori di Indianapolis di tenere la palla tra le mani, se di Bostick, nomen omen, si parlerà moltissimo, povero lui, del parco ricevitori dei Colts si dovrebbere parlare si più. Il numero di drop è impressionante e con le mani scivolose non si va da nessuna parte se sei contro una squadra che concede pochissimo. Per competere ad alti livelli bisogna capitalizzare ogni minima concessione e i Colts sono ben lontani da poterlo fare.

A livello difensivo, visti i 45 punti incassati, si potrebbe dire che è andato tutto storto, e invece non del tutto esatto. Vonte Davis e compagni hanno fatto quello che potevano e pur senza aver commesso errori gravi e puntuali come successo nell’altro Championship, non hanno neanche fatto grandi giocate e sono semplicemente stati surclassati dalla livello dell’attacco di marca Patriots.

Ai Colts va riconosciuto il merito di una grandissima cavalcata e arrivare fino alla finale di Conference con buchi così significativi nel roster è un sintomo di quanto questa squadra possa migliorare e aspirare a grande traguardi, ma ad oggi, Indianapolis non può assolutamente competere con le migliori quattro. Hanno il miglior giovane quarterback della lega e sin dal primo giorno in cui Pagano e Luck sono arrivati nella NFL i Colts hanno sfiorato la partecipazione al Superbowl, ma per raggiungerla manca qualcosa anche se la strada intrapresa è quella giusta. Bisogna lavorare per migliorare e imparare dalla lezione di football subita ieri sera. Sperando e lavorando affinchè a Luck non si prospetti una carriera alla Peyton Manning.

Per New England vincere contro Seattle sarà ben più difficile e per nulla scontata, anzi, ma sarebbe la prova ultima e definitiva che niente e nessuno è meglio del duo Brady & Belichick.

Post By Michele Comba (75 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla “Who Dat Nation”.

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2 thoughts on “I Pats passeggiano sui Colts e si preparano per il Super Bowl

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