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Round 1, pick 14: Kyle Fuller, CB, Virginia Tech Hokies
Kyle FullerCharles Tillman e Tim Jennings hanno già passato la fatidica soglia dei 30 anni, ed era quantomeno auspicabile che un team storicamente molto attento alla fase difensiva come i Bears decidesse di sottoscrivere una polizza di assicurazione per il futuro andando a pescare uno dei migliori talenti disponibili, nel ruolo di cornerback, della classe; giocatore completo, che permette di splittare senza problemi dalle coperture a zona, usate spessissimo da Chicago, a quelle a uomo, nonostante patisca un po’ i cambi di rotazione repentini ha dimostrato di saper offrire un buonissimo contributo sia nella difesa sui passaggi che in quella sulle corse. Dotato di un ottimo istinto per la palla e di una conoscenza del gioco ampia, Fuller è altresi un ottimo colpitore, che non si fa problemi ad immolare il proprio fisico per fermare avversari fisicamente più imponenti di lui; tra i prospetti più pronti del Draft, arriva da una famiglia che ha già dimostrato di possedere i geni necessari per giocare in NFL, dove sono transitati i fratelli maggiori Vincent, ex Titans, e Corey, attualmente ai Lions.

Round 2, pick 51: Ego Ferguson, DT, Louisiana State Tigers
Ego FergusonOttimo run stopper, Ferguson si presenta come un innesto di una certa rilevanza per la linea difensiva di Chicago, alla quale potrà certamente tornare utile per le sue dimensioni e la capacità di fronteggiare molto bene il gioco di corse, chiudendo, proprio sfruttando il fisico, unito ad un buonissimo lavoro con mani e braccia, gli spazi che i lineman avversari cercano di aprire centralmente; non eccelso come pass rusher, presenta ancora discreti margini di miglioramento, con l’ingaggio di Jay Ratliff potrebbe iniziare in sordina, magari entrando nelle difese di situazione, in modo da prendere confidenza con il football professionistico e farsi trovare pronto per quando l’ex Cowboys deciderà di appendere casco e paraspalle al chiodo.

Round 3, pick 82: Will Sutton, DT, Arizona State Sun Devils
Sept. 24, 2011; Tempe, AZ, USA; Arizona State Sun Devils defensive tackle Will Sutton (90) during the game against the Southern California Trojans at Sun Devil Stadium.  The Sun Devils beat the Trojans 43-22.  Mandatory Credit: Matt Kartozian-US PRESSWIREAltro defensive tackle per rimpinguare un reparto che l’anno scorso ha faticato parecchio a portare pressione sulla tasca avversaria, materia che pare essere di assoulta competenza di questo ragazzo proveniente da Arizona State che dopo una straordinaria stagione 2012 ha visto le sue prestazioni calare incredibilmente a causa di un aumento di peso eccessivo che ha gli ha creato diversi grattacapi, incidendo anche parecchio sul suo modo di giocare; un problema che ha pesato parecchio anche sulla sua valutazione da parte degli scouts e che l’ha fatto sicuramente scendere nel ranking pre-Draft, sollevando più di un dubbio sulla sua etica lavorativa e la voglia di sacrificarsi per la squadra. Indubbiamente, se vorrà fare strada in un’organizzazione come quella dei Bears, Sutton dovrà correggere un po’ il tiro e mettersi al completo servizio del coaching staff, tornando a dimostrare di avere tutti i mezzi necessari per diventare un buonissimo pass ruher a livello professionistico, dove la rapidità di movimento vista nei match NCAA di due anni fa può far danni e risultare eccezionalmente produttiva.

Round 4, pick 117: Ka’Deem Carey, RB, Arizona Wildcats
KaDeem CareyScelta spesa bene da Chicago, che dopo aver perso Michael Bush nel corso della free agency aveva bisogno di un runningback da inserire alle spalle di Matt Forté per consentirgli di rifiatare; Carey, che arriva da due season importanti a livello collegiale, sembra avere tutte le caratteristiche fondamentali per andare a ricoprire il ruolo di backup fin dalle prime battute della regular season 2014, sia per l’esperienza maturata in NCAA sia per la sua ottima predisposizione a ricevere fuori dal backfield, una dote molto ricercata nei runner che solitamente vengono utilizzati nelle azioni di terzo down. Paziente nel seguire i propri bloccatori e rapido a infilarsi nei buchi che gli vengono aperti, sa trattare molto bene l’ovale, tant’è che difficilmente ha prodotto dei fumbles durante la sua carriera universitaria; non troppo fisicato, potrebbe risentire di un confronto prolungato con i linebacker avversari, presenta anche qualche problema in termini di velocità, visto che non sembra godere di uno spunto tale da seminare gli avversari.

Round 4, pick 131 (from Broncos): Brock Vereen, S, Minnesota Golden Gophers
Brock VereenGiocatore versatile, in grado di coprire sia il ruolo di safety che di corner, a livello universitario ha accumulato esperienza in entrambe le posizioni, dimostrando di essere afidabile sia nelle coperture a zona che in quelle a uomo; reattivo, veloce, dotato di un’ottima tecnica di placcaggio, Vereen, fratello del runningback dei Patriots Shane, sa svolgere un buonissimo lavoro contro le corse e contrastare adeguatamente il gioco di passaggi. Poco abile con l’ovale, spesso lo si è visto sbagliare degli intercetti già praticamente fatti, il prodotto di Minnesota presenta ancora interessanti margini di miglioramento e sembra non aver ancora definitivamente completato il suo percorso di maturazione; proprio per questo i Bears potrebbero trovarsi tra le mani un elemento importante per il loro futuro.

Round 6, pick 183 (from Buccaneers): David Fales, QB, San José State Spartans
David Fales (#10, QB) gets set to throw a pass in the 3rd Quarter.Sceso un po’ a livello statistico a causa del cambio repentino di schemi che ha dovuto affrontare a San Josè State la scorsa stagione, Fales ha però confermato nel corso della sua carriera universitaria di essere un buon pocket passer, dotato di un rilascio veloce e di un’ottima accuratezza nel medio-corto raggio, dove solitamente riesce a mantenere un buon ritmo completando passaggi in serie; una dote che pare sia piaciuta davvero parecchio al coaching staff di Chicago, alla ricerca di un giovane da inserire alle spalle di Cutler e, potenzialmente, già in grado di concorrere già nella rookie season per lo spot di backup. La potenza limitata del braccio e la mancanza di esperienza nella pro-style offense difficilmente gli permetterano di poter aspirare a qualcosa di più di un ruolo da numero 2, anche se la vasta conoscenza del gioco e la velocità con cui assorbe le nuove informazioni e apprende i nuovi schemi lasciano qualche spiraglio in ottica futura.

Round 6, pick 191: Pat O’Donnell, P, Miami Hurricanes
Pat ODonnellPunter interessantissimo, dotato di una gamba potente ma ancora leggermente imprecisa, un difetto che ha già corretto parecchio nelle ultime due stagioni, quando nelle pause del college football si è allenato con il professionista dei Bengals Kevin Huber; proprio da Cincinnati è partita la sua carriera in NCAA, prima che un infortunio alla caviglia e il conseguente redshirt per motivi medici gli facesse perdere il posto da starter nei Bearcats e gli facesse prendere la decisione di provare a cercar fortuna altrove. Sbarcato a Miami, O’Donnell ha dimostrato negli Hurricanes di non aver perso lo smalto che lo aveva contraddistinto nella stagione da matricola, ed è migliorato tantissimo a livello atletico, diventando anche una risorsa importante quando c’è da fronteggiare i returner avversari. Intrigante, ha i numeri per competere fin da subito per lo starting role.

Round 7, pick 246 (from Broncos): Charles Leno Jr., OT, Boise State Broncos
Charles LenoProspetto da sgrezzare e che probabilmente troverà inizalmente spazio in practice squad, Leno ha giocato come tackle offensivo per l’intera durata del suo percorso universitario con Boise State, ma nel football professionistico potrebbe trovare una sua dimensione nella posizione di guardia, spostandosi quindi più all’interno, dove le sue misure fisiche e la sua buona mobilità laterale dovrebbero permettergli di fornire un buon contributo sia nello sviluppo del gioco di passaggi, sia in quello di corse; pesante, difficile da superare una volta che riesce a mettersi in moto e tirare giù la serranda, il prodotto dei Broncos sembra che prediliga un gioco statico sulla linea piuttosto che sganciarsi e portare blocchi sui linebacker. Sotto questo aspetto, spetterà al coaching staff dei Bears indagare a fondo e capire se era il playbook giocato dal college dell’Idaho a non prevedere questo tipo di movimenti oppure si tratti proprio di una sua mancanza; in caso si confermasse questa seconda ipotesi, auspicabile che venga utilizzato, maggiormente, come pass protector.

Undrafted free agent:
Texas-El Paso LB James Davidson; West Virginia OT Curtis Feigt; Michigan State G Dan France; Stanford TE-FB Ryan Hewitt; Texas G Trey Hopkins; Michigan State S Isaiah Lewis; San Diego State WR Colin Lockett; Buffalo WR Alex Neutz; Wake Forest FB Nikita Whitlock; Florida State RB James Wilder, Jr..

Voto Finale: 7,5
Nella Windy City i bisogni più impellenti erano già stati sistemati nel corso della free agency, soprattutto con il doppio colpo che aveva permesso alla franchigia di mettere sotto contratto i due end Jared Allen e Lamar Houston, probabili leader presente e futuro della nuova linea difensiva dei Bears che sta prendendo forma; con il Draft Chicago si è limitata a dare profondità ad alcuni reparti parsi un po’ in crisi nella passata stagione, e trovare i sostituti potenzialmente ideali per prendere il posto dei veterani persi nella prima parte di offseason. In quest’ottica Veeren va a rilevare lo spot lasciato vacante da Major Wright, Carey quello di Bush, mentre a Fales toccherà sostituire McCown, in un’alternanza mista a ringiovanimento che sposa alla perfezione la base teorica del management sportivo, secondo il quale ad ogni giocatore in uscita ne corrisponde uno in entrata; una conduzione delle operazioni impeccabile, almeno sulla carta, ed arrichita da alcuni talenti che potrebbero rivelarsi importanti per il futuro del team allenato da coach Trestman, alla sua seconda stagione nel football NFL.

Post By Andrea Cresta (367 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

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