Pocket

Link all’articolo originale su FootballNation.it.

Round 1, pick 17: C.J. Mosley, LB, Alabama Crimson Tide
CJ MosleyForse i Ravens hanno finalmente trovato l’erede di Ray Lewis, o almeno così’ sembrerebbe visto le capacità di cui è dotato il prodotto di Alabama, da qualche stagione uno dei migliori linebacker del college football nonchè leader di un reparto da tempo al vertice della nazione, sede, oltretutto, di un programma di football elitario che dovrebbe preparare al meglio i propri giocatori in vista del salto verso il professionismo; rispetto a chi lo ha precedeuto, Dont’a Hightower, e che forse è stato fin qui deludente, Mosley presenta garanzie maggiori, fornite soprattutto dall’intelligenza con cui si approccia al football, che gli dovrebbe permettere di diventare un every down LB fin dalla sua prima stagione a Baltimore, dove necessitano di atleti in grado di adattarsi a più allineamenti difensivi, dai canonici 3-4 e 4-3 al più innovativo 4-6, utilizzato spessissimo dai Campioni NFL 2012. Istintivo, rapido, in grado di leggere lo sviluppo del gioco in anticipo, l’ormai ex Tide è un giocatore molto solido, validissimo contro le corse e capace di difendere ottimamente anche sui passaggi, grazie a un fiuto per l’ovale e una velocità che gli permette di stare passo a passo con i receiver avversari, anche quelli più scattanti. Inizialmente utilizzato come linebacker interno, potrebbe splittare tranquillamente sul lato debole negli schieramenti a 3 in mediana.

Round 2, pick 48: Timmy Jernigan, NT, Florida State Seminoles
Timmy JerniganAltro giocatore versatile ed abile a ricoprire più posizioni nella difesa dei Ravens, e soprattutto sulla linea, dove può essere utilizzato sia come defensive tackle nell’allineamento a 4, sia come nose, suo ruolo naturale, in quello a 3; dotato di un buonissimo motore, ha mostrato di saper svolgere un grandissimo lavoro nel fermare le corse avversarie, mentre presenta ancora qualche limite in pass rushing, pertanto richiede un po’ di lavoro da parte del coaching staff di Baltimore. Jernigan, da molti esperti pronosticato come possibile chiamata del primo giro, è la soluzione ideale per il team del Maryland, alla ricerca di un prospetto in grado di prendere il posto di Arthur Jones, che ha lasciato la squadra durante la free agency; con lui davanti, anche per i linebackers, potrebbero aprirsi varchi interessanti per colpire il backfield avversario, vista la sua capacitù nell’impegnare più bloccatori sulla linea di scrimmage.

Round 3, pick 79: Terrence Brooks, S, Florida State Seminoles
Terrence BrooksMaturato tantissimo negl’ultimi due anni al college, Brooks ha raggiunto una buona consapevolezza dei propri mezzi ed una conoscenza del gioco che potrebbe permettergli di ritagliarsi uno spazio importantissimo nell’organizzazione Ravens fin dalla partenza del training camp, nel quale si giocherà le sue, buonissime, chanches di diventare la free safety titolare sul lato opposto a Matt Elam, selezionato nel corso del Draft 2013; abile a leggere il gioco avversario e guidare gli spostamenti dei compagni a seconda dello schieramento offensivo avversario, l’ex Seminoles, nonostante un fisico longilineo e troppo magro, offre un buonissimo supporto contro le corse, grazie alla velocità con cui riesce a piombare nel luogo di sviluppo dell’azione per dar manforte al resto del reparto. Validissimo anche in coverage, difficilmente perde di vista l’uomo a lui assegnato o lascia sguarnita la zona di sua competenza, cercherà di mettere su qualche chilo per trovarsi a proprio nell’aggressiva difesa di Baltimore e acquisire la resistenza necessaria a stare in campo in ogni situazione, anche in quelle dove è previsto l’utilizzo di safeties ibride, una posizione che lui ha già dimostrato di saper coprire.

Round 3, pick 99 (Compensatory): Crockett Gilmore, TE, Colorado State Rams
Crockett GilmoreOttimo bloccatore, Gilmore ha dimostrato nel corso della sua carriera universitaria di non essere un grandissimo ricevitore, visto le difficoltà che ha nel separarsi dal marcatore o comunque mettere yards tra lui e la linea di scrimmage, da dove deve sganciarsi una volta partita l’azione; proprio per questo limite è molto probabile che lo vedremo utilizzato principalmente come bloccatore negli schieramenti offensivi dei Ravens, con magari qualche licenza concessagli solo nei casi in cui la palla dev’essere scaricata appena al di là della linea offensiva. Dotato di grandi mani e di un ampio raggio di cattura, la sua presenza consentirà a Dennis Pitta e Owen Daniels di concentrarsi maggiormente sulle ricezioni, lasciando a lui il compito di difendere il lato scoperto del quarterback.

Round 4, pick 134 (Compensatory): Brent Urban, DT, Virgina Cavaliers
Brent UrbanLineman difensivo versatile, sembra costruito appositamente per occupare lo spot di defensive end nella linea a tre vista la capacità di impegnare più bloccatori e allo stesso tempo portare pressione sul backfield avversario facendo leva sulla sua forza fisica per costringere i pass protector ad arretrare; imponente, se non difettasse di rapidità sul primo passo sarebbe già utilizzabile in ogni down giocato dai Ravens, invece è molto probabile che lo vedremo inizialmente impiegato solo negl’allineamenti studiati per fronteggiare il gioco di corse, dove la sua stazza è in grado di fare la differenza chiudendo potenziali vie di sviluppo ai runningbacks. Potente, abile a restare sempre in movimento, è fruibile anche come defensive tackle nella 4-3.

Round 4, pick 138 (Compensatory): Lorenzo Taliaferro, RB, Coastal Carolina Chanticleers
Lorenzo TaliaferroRunningback paziente e abile a seguire i propri bloccatori, Taliaferro ha mostrato anche di possedere ottime doti di bloccatore quando l’attacco decide di puntare maggiormente sui passaggi, una situazione di gioco in cui potrebbe tornare molto utile anche al di fuori del backfield, vista la sua abilità nel ricevere l’ovale; non velocissimo, soprattutto quando deve rilanciare l’azione dopo aver effettuato un taglio, ha dimostrato di saper correre molto bene all’interno dei tackle e non disdegna abbassare il casco all’occorrenza, soprattutto se necessario per conquistare ulteriori yards dopo il primo contatto. Valido route runner, rappresenta un’ottima opzione quando si vuole tentare un big play, anche se, nelle idee del coaching staff di Baltimore avrebbe dovuto essere molto più importante fin da subito; sarebbe toccato a lui, infatti, fungere da garanzia per i probelmi off the field di Ray Rice, ma l’arresto subito pochi giorni dopo il Draft, ha cambiato un po’ le cose. Nel corso del training camp, conosceremo il suo futuro.

Round 5, pick 175 (Compensatory): John Urschel, OG, Penn State Nittany Lions
John UrschelChi l’ha detto che un rude giocatore di football non può anche essere un genio della matematica? Se qualcuno ci ha provato, beh, da oggi deve assolutamente ricredersi, visto che il qui presente Urschel dopo essersi assicurato la laurea a pieni voti in un’università di tutto rispetto come Penn State, ha deciso di darci dentro e tuffarsi a capofitto in un master di matematica per il quale ha ottenuto, negli scorsi mesi, un dottorato di ricerca, in barba al suo status appena acquisito di player professionista; eppure, il successo ottenuto sui cosidetti banchi di scuola non gli ha impedito di farsi onore anche sul terreno di gioco, svolgendo sempre un ottimo lavoro all’interno della linea dei Nittany Lions, dove ha dimostrato di rappresentare una garanzia sia contro le corse che contro i passaggi, nonostante una mobilità laterale non di primissimo ordine che gli ha causato qualche grattacapo di troppo contro le linee difensive più mobili ed aggressive. Grandissimo lavoratore, giocatore intelligente, i suoi coaches lo hanno sempre esaltato per la capacità di svolgere alla perfezione il compito lui assegnato; una qualità, unita all’impegno che ci mette sul campo durante gli allenamenti, che dovrebbe consentirgli di ritagliarsi un buono spazio anche ni Ravens, dove almeno inizialmente fungerà da primo backup nella posizione di guardia, la stessa che ha ricoperto con un buon successo anche in NCAA.

Round 6, pick 194: Keith Wenning, QB, Ball State Cardinals
Keith WenningGiocatore rivelazione del 2013 alla guida della sorprendente Ball State, Wenning è sicuramente il quarterback più intrigante, per margini di sviluppo e potenziale di questa classe; dotato di un buon braccio, preciso e abbastanza potente, con la divisa dei Cardinals ha orchestrato un attacco spettacolare ed avvincente, dando dimostrazione di saperci fare anche quando è costretto a liberarsi della palla sotto grande pressione. Mobile, ma non in possesso di una velocità tale da permettergli di agire da scrambler anche tra i professionisti, dovrà lavorare parecchio in questi suoi primi mesi in NFL per apprendere al meglio un tipo di football totalmente diverso da quello fin qui giocato al college, dove era solito partire dalla shotgun per sviluppare i vari schemi offensivi. Un anno da third quarterback a prendere appunti, imparare a ricevere lo snap dal centro e velocizzare il tempo di rilascio, è il minimo se vuole trasformarsi in un affidabile backup per Joe Flacco, magari con la speranza di poter mirare a qualcosa di più importante nel prossimo futuro.

Round 7, pick 218 (from Browns): Mike Campanaro, WR, Wake Forest Demon Deacons
Mike CampanaroAltra rivelazione dell’ultima stagione NCAA, Campanaro ha le caratteristiche ideali per diventare un buonissimo slot receiver a livello di NFL, a condizione, ovviamente, chr riesca a restar sano e risolvere finalmente i tanti problemi fisici che ne hanno fin qui limitato l’ esplosione; veloce, rapidissimo nello stretto e difficile da arrestare una volta che riesce a prendere il passo in campo aperto, nei Demon Deacons era diventato il punto di riferimento nei giochi aerei, grazie alle buonissime mani e alla sua capacità di sistemarsi al meglio per completare la presa. Solido ed in grado di assorbire il colpo nonostante gli svariati infortuni, presenta qualche difficoltà a separarsi dal proprio marcatore nelle prime cinque yards a causa di una stazza fisica minuta; se l’avversario riesce infatti a mettergli le mani addosso, difficilmente trova modo di levarselo di torno, a differenza di quanto succede invece nelle zone di campo in cui i difensori non possono intervenire, e dove il suo gioco di piedi gli permette di lasciarli facilmente sul posto e crearsi lo spazio per mettere a segno la ricezione.

Undrafted free agent: Western Kentucky LB Xavius Boyd; Temple DT Levi Brown; Tennessee-Martin WR Jeremy Butler; Northern Colorado WR Jace Davis; Oklahoma State OL Parker Graham; Virginia Tech DT Derrick Hopkins; North Carolina OT James Hurst; Texas A&M CB Tramain Jacobs; Houston P Richie Leone; Ashland DL Jamie Meder; Albany State S Dexter Moody; North Carolina A&T CB Deji Olatoye; North Texas LB Zachary Orr; Utah State DT A.J. Pataiali’i; Oregon CB Avery Patterson; Middle Tennessee State CB Sammy Seamster; Iowa OT Brett Van Sloten

Voto Finale: 8
Buonissimo il Draft condotto dai Ravens, che hanno inanellato una serie di scelte sulla carta azzeccatissime, soprattutto perchè complementari con un sistema di gioco collaudato e ben definito che nelle ultime stagioni ha regalato più di una soddisfazione alla franchigia del Maryland; Mosley, Jernigan e Brooks paiono addirittura pronti per andare a ricoprire un ruolo di primaria importanza già nel corso della rookie season, Gilmore e Taliaferro, quest’ultimo al netto dei suoi problemi off the field, hanno i numeri per ritagliarsi un buonissimo spazio in breve tempo, idem Urban e Urschel, che in rotazione potrebbero già dare un ottimo contributo. In prospettiva poi vanno sicuramente tenuti d’occhio gli investimenti Wenning e Campanaro, due ottimi giocatori a livello collegiale che hanno le carte in regola per trovare una propria collocazione, nonchè una propria dimensione, anche nel football professionistico. Coach Harbaugh, insomma, avrà il suo bel da fare, ma Baltimore ha indubbiamente gettato le basi per continuare a mantenere un certo livello di prestazioni e gioco nel prossimo futuro.

Post By Andrea Cresta (381 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

Website: → FootballNation.it

Connect

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.