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Mai nei due anni di Manning a Denver i Broncos hanno giocato così male, e per il QB, protagonista di una carriera straordinaria macchiata da delusioni in post-season, questa sconfitta totale suona molto più grave di tutte le altre. Mai si era visto un Manning così vicino a vincere un altro Lombardi Trophy e mai il rimbombo delle aspettative è stato così frustrante.

Peyton_2810275bI Broncos escono nettamente sconfitti dal MetLife Stadium: il gioco di corsa è stato inesistente, i lanci di Manning erano fuori misura o nelle mani dei difensori, la linea offensiva è crollata sotto i colpi della “legion of boom” e i ricevitori non sono riusciti mai a crearsi spazio per poter correre e guadagnare qualche yard dopo aver preso la palla. Denver esce sconfitta sotto ogni aspetto, ma soprattutto è sembrata un gradino sotto per quanto riguarda la testa e il fisico: in alcuni momenti è sembrato di vedere una squadra di professionisti contro le giovanili di una rappresentativa locale. Esagero certo, ma la lentezza, quasi sonnolenza, delle maglie arancioni ha mostrato una squadra che non ha retto l’urto della pressione di avere in squadra il qb destinato alla vittoria mentre il ritiro è dietro l’angolo.

Manning è arrivato a questa partita con un percorso che l’ha visto giocare un Super Bowl e dopo soli due anni non poter giocare affatto. I Colts del 2011 chiudono la stagione con un 2-14 facendo addirittura parlare di un possibile MVP proprio a Manning che non ha mai visto il campo. La sua assenza ha mostrato, per assurdo, quanto la sua presenza fosse invece decisiva. Un po’ come quando si scherzava di dare l’Oscar come miglior colonna sonora a “Non è un paese per vecchi”, film dove non si sente nemmeno una nota. Archiviata la carriera ad Indianapolis, Manning si sposta a Denver, convinto da John Elway che quella è la giusta piazza per mettere la ciliegina sulla torta della sua carriera e lasciare così il segno per i posteri. Il contratto con Denver è quasi una scommessa perchè Manning arriva con dubbi e preoccupazioni ben più numerose delle aspettative e speranze, ma risponde a sé stesso e agli scettici con una delle sue migliori stagioni alla prima uscita, e con la sua migliore stagione l’anno successivo. D’altronde, se i Broncos hanno giocato questo Super Bowl, lo devono al proprio qb che li ha portati fin lì. E lì scende in campo portandosi dietro giorni, settimane, mesi di domande su di lui e sulla sua legacy. Probabilmente se n’è parlato fin troppo ed è stato montato un clima di attesa senza pari tanto che le aspettative sulla vittoria dei Broncos, e Manning in particolare, erano a dir poco alte. In questa situazione, con questo contorno, al primo snap si vede la palla volare sopra la testa di Manning mentre la sua espressione cambia, e l’azione si conclude con una safety. Dalle piccole cose si capisce molto e questo primo terribile snap si porta dietro il peso della partita che sarà. Nel replay in slow-motion si racchiude, esteticamente, tutta la partita.

Lo sconfitto però non è solo Manning. Ci ha messo del suo sfornando una delle peggiori partite della sua carriera, ma non dobbiamo dimenticarci che John Fox, inizialmente massacrato per 22-0, non ha saputo trovare la soluzione ai suoi problemi, e il secondo tempo vede solo 8 punti a referto. Poca cosa per uno come lui.

Tra gli sconfitti non può non figurare anche quel Wes Welker che queste partite dovrebbe essere abituato a giocarle. Due anni fa però ha lasciato cadere quel maledetto passaggio che sarebbe significato la vittoria e quest’anno ha inciso pochissimo. Welker è uno dei migliori ricevitori e ha giocato con due dei più forti quarterback, ma alla voce SuperBowl si legge il numero zero. Manca ancora qualcosa.

Per fortuna però i Denver Broncos non sono da valutare solo da questa partita. Manning stesso ha detto: “It’s a difficult pill to swallow. You have to find a way to deal with it and process it and, if you can, find a way to fuel you next year.” Facile no? Per niente, soprattutto se hai tanti anni sulle spalle e il collo fragile. Uno così noi siamo abituati a vederlo giocare sempre e per sempre, ma gli anni passano e quest’anno pareva proprio come l’ultima carta da giocarsi per vincere il titolo. L’imperativo è rialzarsi e sollevarsi in fretta, perchè Manning di tempo non ne ha tanto, ma dopo una batosta del genere sarà un’impresa titanica. La gente del sud però è testarda e Manning, nativo di New Orleans, ha imparato cosa vuol dire essere tenaci, a non farsi abbattere dalle avversità e soprattutto a rialzarsi più forte di prima. La sua città lo fa ad ogni alluvione.

Di Manning si parlerà ancora.

Post By Michele Comba (84 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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8 thoughts on “Manning e i Broncos: gli sconfitti

  1. A mio avviso se Manning deciderà di continuare….Denver sarà ancora insieme ai Patriots la squadra da battere. Seattle invece il prossimo anno non si qualificherà neanche per i playoff

  2. Non ne sono molto convinto…il contraccolpo sarà pesante sia per lui che per i Broncos, e in più l’età e gli acciacchi ci sono tutti.
    Per me questo è stato il suo ultimo SB. Sinceramente spero di sbagliarmi perché P. Manning è veramente un grande. Per l’anno prossimo non prevedo troppi cambiamenti nella gerarchia della NFL , i Seahawks sono giovani, i Patriots hanno quel Tom Brady e una bella ossatura di squadra, i 49ers avranno un Kaepernick con un anno di esperienza in più, i Packers avranno un Rodgers ritornato in forma e altri 4/5 giocatori “mostri che q uest’anno non hanno giocato per infortunio e i Broncos dipendono dal destino del loro grande QB.

  3. Manning mollerà a fine contratto: mancano 44milioni di dollari da incassare (sponsor esclusi). Così i Broncos non potranno trattenere nessun free-agent di peso e tanti saluti ai futuri Superbowl.
    Che comunque perderebbe, distrutto da Seattle o S. Francisco.

    Fox dopo l’infarto deve essersi rincoglionito pesantemente (non che prima…).

    D’altra parte una squadra che becca 25 punti a partita dove vuole andare?

  4. Quoto @ralph mentre leggo i soliti commenti un pò a caso di @osservatore romano.

    In ogni caso il destino di Seattle passa da questa off season dove, se non erro, si ritroveranno con molti free agent soprattutto nella loro fenomenale secondaria; molti della Legion of Boom (nome per la verità particolarmente stupido) credo proveranno a testare la free agency dato che faranno gola a molte squadre. Dovranno essere molti bravi a seattle perchè senza la difesa Wilson diventerà un qb abbastanza anonimo (come fatto vedere a tratti quest’anno).

    Per l’anno prossimo, SF a parte (da valutare il recupero di Bowman) attenzione alle Pantere di Cam perchè con Luke K. hanno fatto un notevole upgrade in difesa e mi ha stupito non poco la loro uscita dai po.

    Denver deve tentare l’assalto al SB nei prossimi due anni puntellando una difesa imbarazzante, ma non possono prescindere da Manning, il quale li ha trasformati in una squadra da titolo in pochissimo tempo.
    Dubito, peraltro, che SF avrebbe distrutto Denver, ma tant’è.

  5. Ragazzi, tutto il rispetto x Manning, ma questa e’ un occasione che difficilmente si ripetera’. Ha 38 anni, mobilita’=0 e certi treni non passano 2 volte. cmq staremo a vedere…
    Riguardo ai 49ers,mi piacciano molto ma volglio fare 2 considerazioni :
    C.Kaep deve cercare di non incaponirsi in situazioni chiavi a cercare solo Crabtree (mossa che ormai tutte le difese avversarie sanno), e poi la secondaria di SF non e’ all’altezza del resto della difesa

  6. É presto per dire cm saranno i valori dell`anno prossimo…c` la free agency e soprattutto il draft…!! Concordo sul fatto ke i broncos nn ripeteranno i risultati di qst anno e ke forse i seahawks nn avranno lo strapotere, specie difensivo di qst anno…ma nn si puó direi ancora…

  7. Rimango dell’idea che un’occasione così, per Manning, non si ripeterà…. la NFL è imprevedibile.
    Anche se la AFC non è competitiva come la NFC, quindi la finale di Conference la dovrebbe raggiungere…
    Sinceramente pensavo che la difesa di Seattle era più forte del loro attacco…però non pensavo un KO così netto…
    Manning è Manning…se gli dai protezione è micidiale…ma se vengono giù da tutte le parti divenda mediocre…e comunque ha fatto un anno super…
    Adesso la off season…speriamo in qualcosa di interessante nel Draft e nella Free Agency…

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