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Week 11. Il gioco si è fatto duro e i duri hanno cominciato a giocare.

I Playoff si avvicinano, le partite pesano come macigni, e per portarle a casa serve di tutto. E abbiamo visto di tutto.

Rimonte, turnover a pioggia, big plays a raffica, colpi proibiti (o al limite; vero Ahmad Brooks?). La week 11 ci ha detto che Denver è davanti ai Chiefs, ma tra i due team la differenza non è incolmabile e all’Arrowhead potrebbe esserci da divertirsi.

Si diverte Seattle, sempre più sola in vetta alla NFC West, perché i Niners cadono a New Orleans in una partita tesissima. Ma la squadra più calda della lega è senza dubbio Carolina, e anche i Patriots lo hanno capito.

Nelle Division che nessuno sembra voler vincere colpi di Chicago e Philadelphia, Cinci vince la battaglia dell’Ohio, Miami vince l’ennesima partita che non avrebbe dovuto vincere e Jacksonville segna i primi due Td casalinghi della stagione. Per poi essere sconfitta da Arizona.

Ma basta chiacchiere, e andiamo di Top & Worst!

TOP

Giornata piena zeppa di big play, grandi numeri e protagonisti, era impossibile non affollare il podio. Ma almeno una tradizione la rispettiamo: un uomo solo al comando. Almeno questo.

cam1° Cam Newton: Carolina corre e sembra non fermarsi più. E dopo San Francisco mette ko un’altra contender, i New England Patriots, al termine di un Monday Night stupendo e in bilico fino all’ultimo. E a colpire è stata soprattutto la sicurezza e la maturità di Cam Newton, la prima scelta 2011 da Auburn, che guida l’attacco con sapienza grazie ad un braccio preciso e alle  sue gambe. Alla fine le cifre per lui diranno 19/28 per 209 con 3 Td pass e un rating di 125.4, a cui si devono aggiungere 7 corse per 62 yds. Primo posto del podio però soprattutto per la freddezza dimostrata nell’ultimo drive, quello del decisivo controsorpasso, e per la sua abilità nel mandare a vuoto i blitzer avversari, trasformando potenziali perdite in guadagni di yds e chiusure di down importanti. Chi riuscirà a trovare la kryptonite per fermare Cam Superman Newton?

Qb vecchio che fa buon brodo: ovvero due veterani che però domenica hanno risposto alla grande. Il primo è Ben Roethlisberger, il quale dopo aver passato una settimana in mezzo a mille voci che lo spingevano lontano da Pittsburgh scende in campo contro Detroit e guida gli Steelers ad una splendida vittoria in uno dei match più belli della giornata. Per Big Ben 29/45 per 367 yds e 4 Td pass, di cui 2 decisivi negli ultimi 5 minuti, con la perla di un drive da 97 yds (il più lungo della carriera). Mai dare per morti gli Steelers, e mai dare per oggetto di scambio il loro Qb…L’altro veterano è Carson Palmer, ai limiti della perfezione in quel di Jacksonville. 30 completi su 42 per 419 yds e 2 Td pass senza intercetti. Ne beneficia soprattutto Michael Floyd, a segno con un’azione da 91 yds. E i Cardinals sono in corsa per la postseason.

3° Qb giovane che fa buon brodo lo stesso: un sophomore e 2 rookie sugli scudi questa domenica. Iniziamo da Russell Wilson, 2° anno tra i Pro, che guida la corazzata Seattle in modo impeccabile contro Minnesota. Lancia poco, solo 18 passaggi, ne completa 13, ma le yds totali sono 230 con 2 Td pass e un rating di 151.4. Chapeu! A ruota segue EJ Manuel, Qb rookie dei Bills che demoliscono i Jets. Con l’ex Florida State che completa 20 passaggi su 28 per 245 yds con 2 Td (rating 121.9). Senza Intercetti. E soprattutto senza i 2 Wr titolari. Che Doug Marrone al Draft abbia visto giusto? E infine un altro rookie, però undrafted. Che ha esordito tra i Pro domenica, in trasferta. E ha vinto. Si chiama Matt McGloin, viene da Penn State, e ha guidato i Raiders alla vittoria in quel di Houston con 3 Td pass e nessun intercetto (e l’aiuto di un Rashad Jennings da 150 yds). Niente male come esordio.

Menzione d’onore

In una giornata così densa di eroi, limitare a pochi il podio è stato difficile. E quindi ecco tutti quelli che devono accontentarsi di una semplice menzione d’onore.

Su tutti Bobby Rainey. Il back up del back up di Doug Martin, dopo un signor Monday Night, si conferma caldissimo passeggiando sulle macerie degli Atlanta Falcons. Per lui 30 corse per 163 yds condite da 2 Td, di cui uno spettacolare da 43 yds. Un nuovo talento sta sbocciando?

A proposito di running back, Donald Brown. I Colts si sono svenati per prendere Richardson a stagione in corso, ma probabilmente non avrebbero mai espugnato Nashville senza I 2 Td e I cambi di ritmo del loro second Rb.

Sempre a proposito di giocatori decisivi, Demaryus Thomas. Il Wr dei Broncos non ha segnato neanche un Td, ma ha trasformato i 5 palloni ricevuti in 121 yds, contribuendo parecchio alla vittoria contro dei pur buonissimi Chiefs.

E ora un sottovalutato che pian piano sta crescendo: Charles Clay. Il TE/FB dei Dolphins sta forse finalmente esplodendo. Per lui domenica contro i Chargers 6 ricezioni per 90 yds e un Td stupendo da 39 in cui ha travolto tutti e tutto. E Miami resta in corsa per la wild card.

L’eroe sfortunato

Non bastano a Calvin Johnson 6 ricezioni per 179 yds con 2 Td per spingere i Lions alla vittoria all’Heinz Field. Ma Megatron continua a mettere insieme cifre ultraterrene. Merita però una citazione anche Joe Haden, uno dei più forti CB della Lega, che nel primo quarto intercetta 2 volte Andy Dalton e segna pure un Td. Peccato che poi l’attacco dei Browns rovini tutto.

WORST

Giornata di eccellenze, in un verso o nell’altro. E’ quindi ora di addentrarsi nel lato oscuro della week 11.

dm_131117_nfl_rich_cimini_jets_postgame1° Geno Smith: alternare prove positive e negative è tipico di ogni rookie. Ma la metodicità e la sistematicità con cui l’ex West Virginia sta confermando tale assioma sta assumendo contorni quasi surreali. Una sì e una no, una sì e una no. Per la gioia dei Bills domenica era la giornata no, e i Jets sono sprofondati. Per Geno, anche costretto a uscire temporaneamente dal campo in seguito a un colpo subito, 8/23 per 103 yds, nessun Td e ben 3 intercetti. Il suo rating? 10.1! Poi magari la settimana prossima lo troveremo tra i Top, ma un grafico di rendimento a forma di montagne russe come questo non si è mai visto neanche a Wall Street!

2° Joe Flacco: l’MVP dell’ultimo Super Bowl sembra solo un lontano parente di quello sfavillante degli ultimi Playoff, cioè quelli che gli sono valsi un rinnovo di contratto multimilionario. Chicago è un campo difficile per tutti, ma un 17/31 per 162 yds con un Td e 2 intercetti, con un rating di 53.4, sono cifre inguardabili per chi si è messo al dito un anello solo pochi mesi fa.

3° Jim Schwartz:  l’HC dei Lions è noto per essere un tipo piuttosto fumantino, ma sembrava aver messo a tacere quella vocina che ogni tanto lo spingeva a fare scelte azzardate in momenti chiave della partita. Non era così, e domenica con i suoi avanti di 4 a cinque minuti dalla fine, invece di chiamare un comodo FG per il +7, ha scelto di giocare alla mano con una FG fake. Fallita. Che ha messo definitivamente le ali agli Steelers. Con questo non vogliamo sminuire un HC che ha preso i Lions dello 0-16 e li ha riportati nella mappa del football che conta, però un po’ di prudenza in più non guasterebbe.

Menzione di disonore

Corey White dei Saints è stato protagonista di una delle giocate più comiche della giornata. Dopo aver intercettato un lancio di Colin Kaepernick si era involato verso la Goal Line per un clamoroso, importantissimo e fantastico pick six, quando, indisturbato, perde il controllo del pallone, che schizza via oltre la endzone. Touchback. Palla ai Niners sulle 20. Provaci ancora Corey!

Capisco il marketing, capisco le tradizioni, ma continuo a dirlo: la terza maglia degli Steelers, a righe orizzontali giallo nere stile Ape Maia, è secondo me orribile. Mi sembra di vedere i Pittsburgh Hornets. E poi leggere nomi e numeri (spesso invano) è roba da mal di testa. Possiamo rimetterla in un armadio e non tirarla fuori più?

Infine, la nuvoletta che segue i Baltimore Ravens. Vanno al Super Bowl e si guasta l’impianto di illuminazione. Da campioni, avrebbero il diritto di giocare l’Opening Game in casa ma non possono perché il parcheggio dello stadio è in comune con il Ball Park degli Orioles e quella sera gli Orioles giocano in casa. Devono andare a Denver e trovano un uragano. Vanno a Chicago e trovano un uragano. Devono ancora andare a Detroit e Cincinnati. Dove gli abitanti sono un po’ allarmati…

E così, tra il serio e il faceto,anzi, tra il serio e il molto faceto, si conclude questo Top & Worst. Appuntamento tra 7 giorni!

E buon football a tutti!

Post By Gerrki (65 Posts)

Folgorato dal football Usa all’età di 11 anni (era il lontano 1992), tifoso di 2 diversi tipi di Dolphins (quelli di Miami e quelli di Ancona), ha iniziato a scrivere su Play.it nel 2012. Appassionato di sport a 360°, di quelli che durante le Olimpiadi trasferiscono la propria residenza davanti alla Tv, considera il football lo sport di squadra per eccellenza, e una straordinaria fucina di storie di eroi ed antieroi. Che ogni tanto prova a raccontare!

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6 thoughts on “NFL Top & Worst 2013 Week 11

  1. Un Cam Newton di proporzioni davvero notevoli in generale… ma la sua “danza” per evitare i blitz con conseguente corsa a 1st down e molto di più é forse la cosa più spettacolare ke abbia visto in stagione!!!!

    Tra i worst insieme a corey white avrei inserito anche il ricevitore occasionale de 49ers (di cui ora mi sfugge il nome), che nell`ultima azione in special team su ritorno di Sproles commette uno dei fouls personali più stupidi che abbia mai visto, colpendolo qnd aveva chiamato già fair catch, dando poche chance alla difesa per arginare la posibilità di FG dei Saints :0 !!!!!!

  2. l occassionale ricevitore è kassim osgood,che fesseria che ha fatto, e diceva che era sciovolato, si vedeva lontano un miglio che semplicmente nn si era fermato

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