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NFL Week 9 – Top & Worst

Eccoci al giro di boa della stagione NFL, un momento che a noi tifosi sembra non arrivare mai, ma quando arriva ci sembra sia volato tutto troppo in fretta.

TOP

1- Chicago Bears : Monsters of the Midway

Urlacher festeggiato dai compagni.

Sembra proseguire la stagione da incorniciare per la difesa dei Chicago Bears, e i paragoni con quella che negli anni ’80 era la difesa più impressionante e spaventosa che l’NFL avesse mai visto, si sprecano.

Il primo obiettivo è quello di non far parlare (male) del quaterback Jay Cutler, e si , perché a differenza dei più rinomati Tom Brady, Drew Brees, e altri, per Cutler è già un traguardo il fatto che non ci sia nulla di negativo da dire, almeno per questa volta, sul suo conto.

I passaggi completati sono stati 19 su 26, sufficienti a coprire 229 yards e ben 3 touchdowns, ma come era facile intuire è stata la difesa a vincere l’incontro.

Il cornerback Charles Tillman, chi ci segue sa quanta ammirazione io abbia verso di lui, ha forzato addirittura 4 fumbles, e la statistica di squadra annota un totale di 5 turnovers per l’intera gara.

I Bears hanno segnato un record di franchigia mettendo a referto 28 punti solo nel primo quarto, di cui ben 14 sono nati dal fatto di aver forzato 3 turnovers solo nei primi 13 minuti.

Brian Urlacher, protagonista della gara con un ritorno di 46 yards per una segnatura, nel periodo del Maggio scorso aveva dichiarato che questa era la squadra più forte in cui lui avesse mai giocato, disegnando pericolosi parallelismi con quella che nel 2006 perse il superbowl contro i Colts.

Nel dominio che li ha visti battere domenica i Titans a Nashville Brian si è reso protagonista di 7 tackles, 1 forced fumble , 1 fumble recuperato ed un intercetto riportato in end zone, ma i dati più significativi sono che i Bears hanno, in questa stagione al momento, ben 7 intercetti riportati in meta in 8 gare, e la difesa degli orsi ha concesso solamente 9 segnature, andando quasi in pari tra touchdowns concessi e segnati.

Che il capitano abbia ragione? che questa difesa sovrumana basti a portare al superbowl Jay Cutler?

Al momento, non saprei come dargli torto.

2- Doug Martin : il nuovo che avanza

la nuova stella dei bucanieri, D.Martin.

Dunque, alzi la mano chi, come me, ha pensato, dopo quella corsa travolgente nello scorso finale di stagione contro i Packers, che avremmo visto Legarrette Blount portare la palla ancora molto a lungo nelle linee dei Buccaneers.

Nessuno? beh, io si.

E invece, giusto perché il fattore sorpresa nella NFL non è mai abbastanza, ecco che al draft arriva tale Doug Martin, rookie da Boise State, che domenica contro i Raiders ha fatto gridare al miracolo i tifosi della franchigia della Florida.

Il signor Martin ha corso per un record di franchigia di 251 yards e 4 TD’s, impressionante, nella vittoria per 42 – 32 su Oakland.

Doug Martin, nato per ironia della sorte in Oakland, è diventato il primo runningback dal 1940, a segnare su 3 corse da almeno 45 yards in una sola partita, secondo ” STATS LLC “.

Certamente Martin, 154 portate per 794 yards e 7 touchdowns in stagione, non basterà da solo a risolvere la stagione di Tampa Bay che ora ha un record di 4-4, ma che comunque ha saputo mostrare ottimi spunti per il futuro; i Buccaneers sono infatti primi nelle yards concesse dalla propria difesa su corsa, e nona nelle proprie rushing yards.

Che i pirati si siano tolti la benda dall’occhio e al draft ci abbiano visto non bene, benissimo?

3- Indianapolis Colts 

Andrew Luck dopo la gara.

Con l’ispirazione di vedere Chuck Pagano nuovamente nel “building”, e con la prova da record di Andrew Luck, i Colts vincono un altra difficile partita, per 23-20 conto Miami Dolphins, e si portano su un record, insperato, di 5-3.

Evidenziati da molti come una delle squadre più deboli dopo l’abbandono di Manning ed in fase chiara di ricostruzione, i Colts si trovano adesso nella griglia playoffs e Luck, rookie qb di Indianapolis, ha lanciato lo stesso esatto numero di yards del sopracitato Payton, settando il record di un rookie, è infatti il primo rookie nella storia ad aver lanciato per 433 yards in una singola partita, battendo di una sola yard Cam Newton, con 432.

Ha inoltre pareggiato la statistica del suo predecessore Manning, con la sua quarta partita da rookie dove ha lanciato più di 300 yards in appunto 4 gare.

Sesti nelle proprie passing yards, non so se i Colts sapranno farsi strada verso la post season dovendo affrontare test importanti davanti a se come New England in quel di Foxboro l’11 Novembre, e poi concludere la stagione affrontando per due volte i Texans nelle ultime tre gare stagionali.

Quello che è sicuro è che i tifosi non si aspettavano una partenza simile, e Luck sembra sicuramente “NFL ready”.

Menzioni d’onore

La difesa dei Saints è arrivata per 7 volte a Michael Vick nella vittoria contro gli Eagles, e questi sono importanti segnali di risveglio per una franchigia che dopo un terribile inizio sta imparando dai propri errori e vuole tornare competitiva.

Isaac Redman, running back degli Steelers, ha corso per 147 yards su 26 portate e ha trascinato i suoi nel ribaltare il risultato contro i Giants e ad assicurarsi la vittoria anche grazie al suo TD.

 

WORST

1- Philadelphia Eagles

il coach degli Eagles Reid sostiene che Vick non sia il problema.

Dopo la sconfitta per 28-13 contro i Saints, l’head coach Andy Reid continua a sostenere che Michael Vick non sia il problema, o perlomeno non l’unico e non quello principale, e a dichiarare che lo starting quaterback è e sarà il titolare degli Eagles.

Proprio a Michael Vick non è piaciuto, ma credo che nell’ambiente NFL non sia piaciuto a nessuno, lo sfogo di suo fratello, su twitter, che dichiara : “ Basta, voglio che vendano mio fratello lui non sta bene qui..”.

Benchè sia facile credere nella buona fede del fratello che, vedendo i Saints colpire ed atterrare per ben 7 volte il fratello,  non ce l’avrà più fatta ad assistere, questo non fa certo bene né alla squadra né alla situazione.

Vick si è detto infastidito dal commento del fratello e che al momento non esiste nessuna voce di trade, almeno da parte sua.

Dopo un inizio promettente con due belle vittorie su Cleveland e Baltimore, la fase si è fatta calante, ed ora il record di 3-5 fotografa lo stato della franchigia, che alla sua quarta sconfitta consecutiva deve in qualsiasi modo dare una scossa all’ambiente.

E’ l’ora di Nick Foles?

2- Buffalo running game

Il runner dei Bills Fred Jackson

L’unico che sembra capace di contenere il duo Fred Jackson-C.J. Spiller pare essere proprio il loro head coach Chan Gailey, che sembra essersi dimenticato di loro.

Lo stesso Gailey ha dichiarato di essere ovviamente al corrente di avere uno dei migliori “duo” di runners nella lega, ma che nella gara contro i Texans ha ritenuto più opportuno provare a lanciar e questo ovviamente non ha funzionato.

All’intervallo le squadre erano molto vicine, 7-6 per Houston, ma nella ripresa i Bills hanno letteralmente abbandonato il running game, con sole tre portate in tutta la ripresa, nonostante una serie di incompleti di Fitzpatrick.

Lo stesso qb di Buffalo ha dichiarato di sapere che devono affidarsi a Spiller e cercare spesso le corse, ma che domenica sia stata la loro inefficienza in red zone, a pagare dazio per tutta la gara.

3- Dallas Cowboys

L’ “America’s Team”, ovvero la squadra che rappresenta l’America; ma è ancora il caso di chiamarla così?

I Dallas Cowboys, come i sopracitati Eagles, sono una delle maggiori delusioni, e questo vale dalla scorsa stagione ad oggi.

Col record di 3-5, di cui 4 sconfitte ottenute nelle ultime 5 gare, Dallas evidenzia il fatto di essere sopravvalutata e decisamente fuori sincro in questo periodo; nella sconfitta ottenuta contro Atlanta per 13-19, il lavoro di Tony Romo e del coach Jason Garrett non è stato ovviamente sufficiente e benché anche a detta del coach : ” c’è un motivo se Atlanta è imbattuta…” proprio questo atteggiamento rinunciatario, ricolmo di promesse mai mantenute, fa si che a mio avviso gli americani non si rispecchino in una squadra con così poca personalità e con una discontinuità tale di risultati.

Dallas ha perso 9 delle ultime 13 gare, e che sia arrivato il tempo di rimpiazzarlo? Con chi?

Bene, tappatevi le orecchie ed il naso, perché a detta di Jean-Jacques Taylor di ESPNDallas.com, il papabile sostituto sarebbe nientemeno che, Sean Payton.

Si, l’attuale coach dei Saints, sospeso per un anno per il bounty scandal, a fine stagione sarebbe libero di firmare con chi gli pare visto il contratto in scadenza.

Garrett è 16-16 come coach dei Cowboys, e il club sta scalando verso il basso i rankings NFL.

Fantasia o no al momento i Cowboys farebbero fatica ad affermarsi nella griglia della post season e questo non può che far rabbia al popolo di Dallas.

Menzioni di disonore

Questa settimana siamo buoni, e rimandiamo alla prossima settimana alcune deludenti squadre come Oakland e Kansas City, che spesso dovrebbero figurare in questa sezione, sicuri che non  mancheranno i pretendenti alle nomine di questa sezione.

Grazie come sempre ai lettori, saluti!

 

 

Post By lilgoosy (25 Posts)

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