Prima settimana e primo power ranking stagionale che conferma il trend dello scorso anno con i Patriots che balzano subito in testa grazie all’ottima prestazione sfoderata contro Tennessee , con la quale hanno subito chiarito alle contender della lega che, chi vuole arrivare al Super Bowl prima e al Vince Lombardi Trophy poi, dovrà certamente fare i conti con loro.

E mentre Brady & Co. si apprestano a vivere un’altra stagione ai massimi livelli, sorprende la battuta d’arresto dei Packers, incredibilmente fermati da San Francisco al termine di una partita bruttina della offense guidata da Rodgers; uno stop che non pregiudica certamente le loro ambizioni, ma che di certo pone un piccolo freno ad una corsa che li vedeva tra i favoriti assoluti della NFC.

1.    New England Patriots (AFC East #1)

Stevan Ridley mostra una facilità di corsa impressionante nel match contro i Titans, correndo per 125 yards e 1 touchdown che riportano il running game dei Pats ai tempi di Corey Dillon, con un runner che sembra finalmente in grado di essere dominante nel backfield; un aiuto in più per Brady, che sembra poter contare anche su una difesa giovane ma già in grado di farsi rispettare, nella quale salta subito agl’occhi l’ottimo impatto dei rookies Dont’a Hightower, a segno  su ritorno di fumble, e Chandler Jones, entrambi con 5 tackles totalizzati a fine partita. Se il buongiorno si vede dal mattino…

2.    San Francisco 49ers (NFC West #1)

Vincere a Green Bay non è mai facile, soprattutto quando di fronte hai un certo Aaron Rodgers; eppure i ragazzi terribili di Harbaugh ci sono riusciti, giocando splendidamente in difesa per tre quarti e colpendo al momento giusto con un attacco che continua a convincere con Alex Smith, 211 yds e 2 TD pass, e Frank Gore, 112 yards e 1 touchdown, a fare da mattatori; esordio positivissimo anche per Randy Moss, che saluta il suo ritorno in NFL segnando i primi 6 punti stagionali dei Niners, confermando di essere una risorsa importantissima per il passing game della franchigia californiana.

3.    Baltimore Ravens (AFC North #1)

Partenza dirompente dei Ravens, che spazzano via i Bengals nella prima sfida divisionale dell’anno rifilandogli 44 punti con la premiata ditta Flacco & Rice, 2 touchdowns a testa, pronta nuovamente a far male come nelle passate stagioni, quando è mancato davvero poco a Baltimore per arrivare fino in fondo; un traguardo che in Maryland cercheranno di raggiungere quest’anno, approfittando anche di un Ray Lewis che, nonostante le 37 primavere, si è presentato al massimo della forma, tirato a lucido ed in grado di superare quota 2,000 tackles in carriera grazie ai 14 messi a segno nel match casalingo contro Cinci.

4.    Houston Texans (AFC South #1)

Volano nel secondo quarto i texani, che scavano un solco netto prima dell’intervallo, distanziando Miami di ben 21 punti, una differenza che, manco a dirlo, è stata fatta segnare da Arian Foster e Andre Johnson, punte di diamante di una squadra che si conferma ancora una outsider di assoluto rispetto, guidata da un Schaub convincente, 266 yards e 1 TD pass, e impreziosita dalla presenza in difesa di due ottimi elementi come Brian Cushing, miglior tackler contro i ‘Phins, e J.J. Watt, che pressa costantemente il QB avversario e per ora non sembra risentire della partenza di Mario Williams.

5.    Atlanta Falcons (NFC South #1)

Matt Ryan ha finalmente trovato il go-to-guy che cercava? Sembrerebbe proprio di si vista la prestazione stellare sfoderata da Julio Jones, che segna 2 touchdowns e riceve per 108 yards spianando la strada ad una vittoria roboante dei Falcons, che spazzano via i Chiefs con 4 TD realizzati dal proprio quarterback, 3 su passaggio e 1 personale su corsa, ed una prova difensiva di altissimo livello, dove oltre a Sean Whiterspoon, 7 tackles e 1.0 sacks, e William Moore, 7 stops e 1 intercetto, emerge il linebacker Stephen Nicholas, autore di 12 placcaggi e dell’intercetto che spegne la luce a Kansas City.

6.    Dallas Cowboys (NFC East #2)

Partire con il piede giusto in una division difficile come la NFC East non è solo importante, ma fondamentale, ancor più se nel primo scontro divisionale si battono i Campioni in carica, cosa che permette di acquisire un indubbio vantaggio in caso di arrivo al fotofinish che già in passato è costato caro a diverse franchigie; i ‘Boys si sono presentati come ci si attendeva, Ware e Lee sugli scudi in difesa, Romo e Murray a guidare l’attacco, dove a sorpresa si è messo in luce Kevin Ogletree, miglior receiver della squadra con 114 yards e 2 TD all’attivo, al suo secondo anno a Dallas.

7.    Green Bay Packers (NFC North #1)

Partenza falsa per Rodgers e compagni, che pagano ancora una volta l’inconsistenza del loro running game, mai in grado di tenere sulle corde una difesa dei Niners agevolmente concentrata sulle sbracciate del quarterback di Green Bay, che ha comunque chiuso positivamente lanciando per 303 yards, 2 touchdowns e 1 intercetto; in difesa piacevole la riscoperta di A.J. Hawk, tornato titolare dopo l’infortunio di Bishop e autore di 14 tackles, e interessante l’esordio del rookie Perry, già sul pezzo con 8 placcaggi all’attivo, in un reparto che promette di fare scintille ed essere un punto di forza di questi Packers.

8.    Chicago Bears (NFC North #2)

Ok che i Colts sono in piena rifondazione, ma la vittoria ottenuta dai Bears, 41-21, è stata davvero convincente, e in buona parte ha confermato le parole spese su di loro prima della partenza della regular season, quando da ogni parte erano arrivati elogi per i rafforzamenti delle seconde linee, i 2 TD run di Bush ne sono una prova, e per il doppio investimento Marshall-Jeffery, che ora più che mai pare assolutamente azzeccato; a giovarne, oltre ai tifosi di Chicago, ne è sicuramente Jay Cutler, che pare essersi già cucito addosso gli schemi offensivi del nuovo OC Mike Tice.

9.    New York Giants (NFC East #1)

Dare per cotti i Giants prima del tempo sarebbe tanto assurdo quanto sconveniente, perché già in passato gli uomini di coach Coughlin ci hanno dimostrato cosa sono in grado di fare quando partono come sfavoriti, almeno sulla carta, o non ne imbroccano mezza per buona parte della stagione; certo, le correzioni di rotta vanno apportate quanto prima, perché vedere Cruz droppare 3 palloni, il gioco di corsa incidere pochissimo sul match, e la difesa non riuscire ad impensierire adeguatamente, soprattutto con la linea, il QB avversario, non sono cose a cui ci hanno abituato i blue newyorkesi in questi ultimi anni.

10.   Denver Broncos (AFC West #2)

Peyton ritorna a calcare i campi NFL e fa subito sognare i tifosi Broncos, aprendo la stagione con una prestigiosa vittoria sugli Steelers, impreziosita dal TD pass numero 400 lanciato in carriera; un bel traguardo per il maggiore dei Manning che pare aver trovato subito il feeling con la sua nuova squadra, ma d’altronde, da uno come lui, era lecito aspettarsi questo, e probabilmente, in futuro, anche altro. Non si smentisce nemmeno Tracy Porter, uno che ha portato i Saints al Super Bowl a forza di pizzicare palloni, e che si è presentato ai suoi nuovi tifosi mettendo a segno l’intercetto, riportato in endzone, che ha chiuso il match.

11.  Philadelphia Eagles (NFC East #3)

Dopo tanti errori, 4 intercetti, Michael Vick è riuscito a regalare la vittoria in extremis ai suoi Eagles, lanciando il TD pass con il quale Clay Harbor ha segnato il sorpasso decisivo, proprio in dirittura d’arrivo del match di Cleveland, dove nonostante le difficoltà, l’attacco di Philly è parso in buona forma, con tutti i suoi alfieri, McCoy, Maclin, Jackson, Celek, in bella mostra; note positive sono arrivate anche dalla difesa, che dopo aver patito le pene dell’inferno sulle corse nella passata stagione, ha fermato senza troppi patemi uno dei rookie più attesi, il RB Trent Richardson, tenuto ad appena 2.1 yards a portata.

12.   Detroit Lions (NFC North #3)

Matthew Stafford sbaglia tantissimo, 3 intercetti, ma non fallisce il primo appuntamento stagionale, consegnando la prima vittoria del 2012 ai Lions al termine di un buon match contro i Rams, dove ancora una volta risulta decisiva una sua rimonta finale, ormai un vero e proprio marchio di fabbrica per l’ex Bulldog di Georgia; comeback resa possibile da un Kevin Smith, autore di 2 TD, 1 su corsa ed 1 su passaggio, che sembra tornato ad essere quello della stagione 2008, quando pareva destinato a diventare uno dei migliori RB della lega.

13.   Pittsburgh Steelers (AFC North #2)

Ravens e Broncos sono senza ombra di dubbio le bestie nere degli Steelers, con queste due squadre infatti la franchigia di Pittsburgh ha rimediato ben 4 delle 6 sconfitte totali subite dal 2011 ad oggi, ed in questo caso ha fatto segnare il primo passo falso della stagione; rimediabile, ovviamente, anche perché a conti fatti il team di Tomlin è ancora privo di due uomini fondamentali come Rashard Mendenhall, solo parzialmente sostituito da una discreta prova di Jonathan Dwyer, e Ryan Clark, titolari inamovibili in attacco e in difesa nelle rispettive posizioni.

14.   New York Jets (AFC East #2)

Probabilmente ci voleva lo sbarco di Tebow a New York per far suonare la sveglia a Mark Sanchez, forse mai così convincente prima d’ora, che nella sfida divisionale contro i Bills sale in cattedra lanciando per 3 touchdowns e 1 intercetto, sfruttando oltretutto due dei giovani della squadra, il rookie Stephen Hill, autore di due ricezioni in endzone, e Jeremy Kerley, furetto al secondo anno da Texas Christian; certo, di fronte c’era Buffalo, non una corazzata, per questo serviranno conferme questo fine settimana contro gli Steelers, avversari ben più ostici e impegnativi.

15.  Washington Redskins (NFC East #4)

Predestinato o no, Robert Griffin III fa il suo esordio in NFL mostrandosi per l’eccezionale talento che è, concludendo con una sola sbavatura, 1 fumble, una partita quasi perfetta, conclusa con 320 yards lanciate per 2 TD e nessun intercetto, e 42 yards corse, impreziosita da un’importantissima vittoria in trasferta sul campo dei Saints, dove lotta alla pari sul campo con uno dei migliori QB della lega; per la gioia di Shannahan, che riporta i Redskins alla vittoria, c’è da segnalare anche l’esplosione di Alfred Morris, undrafted rookie che, come da copione per le sue squadre, si appropria del backfield correndo per 96 yards e 2 TD.

16.  San Diego Chargers (AFC West #1)

Giocano una buona partita i Chargers ad Oakland, sfruttando al meglio i cali di concentrazione avversari per portare a casa la prima vittoria stagionale, che tornerà certamente utile per la lotta al titolo divisionale che già l’anno passato si è dimostrata parecchio combattuta; Philip Rivers sfodera la solita prestazione solida e convincente, ma per puntare al seed #1 della West San Diego avrà anche bisogno delle corse di Ryan Mathews, del quale attendono con impazienza il ritorno dopo la figuraccia rimediata dai suoi compagni di reparto, che non riescono ad andare oltre le 32 yards totali a fine match.

17.   New Orleans Saints (NFC South #2)

Esordio amaro per i Saints di Drew Brees, che dopo un’offseason turbolenta si presentano davanti al proprio pubblico fallendo il primo appuntamento stagionale davanti ad uno dei rookie più attesi; un match strano, nel quale New Orleans si sveglia tardissimo e nonostante le intuizioni del proprio quarterback, che cerca di riscattare al meglio gli errori, non riesce a prodursi nell’ennesima comeback di questi anni, cedendo ad una squadra che appare ben più solida di quanto si potesse effettivamente pensare. In difficoltà la difesa, che dovendo cambiare tanti uomini chiave non è riuscita a tenere testa agli Skins.

18.  Tampa Bay Buccaneers (NFC South #3)

Esordio vincente per Greg Schiano sulla sideline dei Bucs, con i quali ottiene la prima vittoria da head coach di una squadra professionistica giocando un football conservativo che risulta alla fine estremamente efficace, visto che permette a Tampa di partire con il piede giusto in questo 2012; solida come al solito in difesa, dove spicca l’intramontabile Barber, autore di un intercetto, non entusiasma in attacco, con Freeman che lancia per appena 138 yards e Mike Williams che si segnala solo per il TD che influisce parecchio sul risultato del match. Funzionano invece abbastanza bene le corse, dove non stecca alla prima Doug Martin, che chiude con 95 yards in 24 portate.

19.   Kansas City Chiefs (AFC West #2)

I Chiefs sono senza due uomini di punta in difesa come Tamba Hali e Brandon Flowers e si vede, perché con una pass-rushing che non funziona al meglio e delle secondarie che non possono contare su quello che probabilmente è il loro miglior giocatore Atlanta ha delle praterie in cui infilare i propri ricevitori e molto più tempo da consegnare a Ryan per cercarli; a questo si aggiunge un attacco che continua ad andare a corrente alternata, con Cassell che non riesce a brillare e Charles che dimostra di non essere ancora al meglio. Sicuramente da rivedere contro i Bills.

20.  Cincinnati Bengals (AFC North #3)

La connessione tra Andy Dalton e A.J. Green che aveva fatto faville l’anno passato si inceppa contro i Ravens, che riescono ad arginare l’alchimia tra i due giocatori dei Bengals con la solita difesa attenta ed aggressiva; per tre quarti regge anche il reparto arretrato di Cinci, e permette al team dell’Ohio di rimanere in partita, grazie anche al touchdown di BenJarvus Green-Ellis, che proprio prima dell’intervallo accorcia ulteriormente le distanze, dimostrando di non far rimpiangere, almeno per ora, Cedric Benson, passato via FA ai Packers.

21.  Minnesota Vikings (NFC North #4)

Finale thriller per i Vikings, che la spuntano nell’overtime sui Jaguars iniziando con il piede giusto quella che dovrebbe essere la stagione del rilancio; discreto Ponder, che non entusiasma ma non si produce in errori catastrofici, buone le prove di Rudolph e Harvin in attacco, e Greenway e Henderson in difesa, ma ancora una volta a fare la differenza è il fenomenale Adrian Peterson, che dopo essere ritornato a tempo di record da un bruttissimo infortunio, incide alla sua maniera sul match, spaccandolo in due con le sue corse, 17 per 84 yards, e decidendolo con i suoi 2 touchdowns.

22.   Tennessee Titans (AFC South #2)

Munchak sceglie di partire ancora con Hasselbeck ma di fatto la partita cambia quando si decide a mandare in campo il giovane Jake Locker, che conclude il match con la sua migliore prestazione da professionista completando oltre il 70 percento dei passaggi tentati, e confezionando un TD pass per Nate Washington che rende un po’ meno amara la sconfitta; imbarazzante nei Titans la prova di Chris Johnson, che in 11 corse guadagna appena 4 yards, un giocatore assolutamente irriconoscibile dopo la stagione dei record nel 2010 e che rischia di trasformarsi da valore aggiunto a ingombrante peso per Tennessee.

23.   Buffalo Bills (AFC East #3)

L’infortunio subito da Fred Jackson nei minuti iniziali della sfida contro i Jets è davvero una brutta tegola per il futuro prossimo di Buffalo, che nella scorsa stagione aveva regalato sprazzi di buon gioco e ottimi risultati ai suoi tifosi prima di incepparsi proprio sul più bello; la partenza non è stata certo delle migliori e i 48 punti subiti contro i biancoverdi newyorkesi sono la prova che la difesa dei Bills ha bisogno di una bella registrata, come il suo attacco, che ha faticato a prendere ritmo anche a causa degli alti e bassi di Fitzpatrick. C’è però una nota positiva, un C.J. Spiller, 169 yards e 1 TD, finalmente capace di mettere in mostra la sua velocità.

24.   Carolina Panthers (NFC South #4)

Strano vedere uno dei migliori attacchi su corsa delle ultime stagioni limitato a sole 10 yards di corsa in sessanta minuti di football, ma è quello che è successo ai Panthers, che senza poter contare su Jonathan Stewart le hanno provate tutte per mettere in crisi la difesa dei Bucs senza riuscirci; anche Cam Newton, che con le sue gambe aveva creato diversi big play l’anno passato, ha faticato parecchio ad incidere palla a terra, per questo ha cercato di affidarsi maggiormente al gioco aereo, ma anche qui i riscontri non sono stati completamente positivi. Sconfitta comunque di misura, Carolina avrà certamente modo di rifarsi.

25.   Arizona Cardinals (NFC West #4)

I Cardinals vincono la prima ma continuano a convivere con il dualismo nella QB position che non sembra nemmeno destinato a concludersi dopo che Kevin Kolb ha guidato la rimonta vincente contro i Seahawks, facendo certamente meglio del suo collega John Skelton, per lungo tempo tenuto sotto scacco dalla difesa di Seattle; finchè si rimane nell’incertezza e si vince le cose andranno bene, ma non vorremmo essere al posto di Wisenhunt quando le cose andranno male e la squadra non avrà un punto di riferimento nel backfield sul quale appoggiarsi.

26.   St. Louis Rams (NFC West #2)

La difesa tiene botta, guidata dai soliti Finnegan, autore anche di un TD su ritorno da intercetto, e Laurianitis, ancora una volta tra i migliori tackler di giornata con 9 placcaggi all’attivo, e per lungo tempo tiene i Rams in partita, a giocarsela punto a punto con i ben più quotati Lions; a non convincere del tutto, come nel recente passato, è l’attacco, con un Sam Bradford che sbaglia poco, si, ma non riesce nemmeno ad imporsi facendo la differenza, complice probabilmente un parco ricevitori ancora approssimativo, e un Steven Jackson che forse, ma diciamo solo forse, ha perso quel fatidico passo. Rimandati.

27.   Oakland Raiders (AFC West #4)

Cambia la guida tecnica ma non cambiano i Raiders, che continuano a perdersi nei propri madornali errori, alcune droppate di Heyward-Bey sono state scandalose, e in penalità evitabili che non fanno altro che metterli ancora più in difficoltà; salvano la faccia un, pare, ritrovato Carson Palmer, che non fa errori chiudendo con 297 yards e 1 TD pass, e il solito Darren McFadden, che in tutta solitudine prova a tenere in piedi la offense di Oakland correndo e ricevendo come un forsennato, tanto che a fine partita chiude con 28 palloni toccati tra corse e ricezioni. Se tutti ci mettessero la sua concentrazione e il suo impegno, forse le cose andrebbero meglio.

28.  Jacksonville Jaguars (AFC South #3)

Blaine Gabbert sfodera probabilmente la sua miglior prova da professionista, 260 yards e 2 TD pass, ma non basta per garantire la prima vittoria stagionale dei Jags, che cedono ai Vikings nell’overtime dopo un match tiratissimo nel quale Jacksonville paga i tanti errori in fase offensiva, dove pesano parecchio i fumbles del quarterback, di Mike Thomas, e di Maurice Jones-Drew, che in settimana era rientrato dall’holdout e sembrava pronto per guidare i suoi verso la vittoria. Bene la difesa, serve una maggiore incisività da parte dei ricevitori, tra i quali non splende come dovrebbe l’esordiente Justin Blackmon, che si riscatta solo nel finale trasformando la conversione da 2 punti che permette al team di aprirsi le porte verso i supplementari.

29.  Seattle Seahawks (NFC West #3)

Detto che si fatica a capire la scelta di Carrol di puntare con decisione su Wilson dopo aver strapagato Flynn all’inizio della free agency per assicurarsi le sue prestazioni, anche perché un conto è fare sfracelli in preseason, un conto è ripeterli quando si comincia a fare sul serio, Seattle paga un po’ l’inesperienza del proprio quarterback e un po’ la mancanza di killer instinct di parecchi suoi giocatori, che nel complesso disputano un buon match, tipo Lynch, ma non riescono ad incidere nel momento clou, quando ogni misera yard diventa decisiva.

30.  Cleveland Browns (AFC North #4)

Che l’attacco venda i biglietti e la difesa vinca le partite è cosa risaputa, ma nel caso dei Browns, di spettacolare, nel loro attacco, almeno attualmente, c’è poco o nulla, visto le battute quasi a vuoto degli attesissimi Brandon Weeden e Trent Richardson; quello che c’è, invece, è una buonissima difesa, capace di tenere sotto scacco a lungo gli Eagles e di portare Cleveland davvero ad un passo da un’inattesa vittoria, sfuggita per un soffio dopo la grande giocata di D’Qwell Jackson, che intercetta Vick sulle 27 e riporta l’ovale in endzone regalando un +6 che non viene però sfruttato dalla offense.

31.  Indianapolis Colts (AFC South #4)

Non inizia benissimo l’avventura dei nuovi Colts che subiscono un passivo di 20 punti dai Bears e confermano di essere un cantiere aperto nel quale si sta lavorando in ottica futura, con qualche dubbio, ovvio, ma anche con diverse certezze; su tutti i veterani Wayne e Bethea, il runner alla terza stagione Donald Brown, autore di 1 TD su corsa, e la coppia ex Stanford formata da Coby Fleener e Andrew Luck, che non avrà iniziato benissimo la sua prima stagione in NFL ma con 3 intercetti ha equiparato il suo esordio da Pro a quello di un quarterback che in Indiana ha lasciato buonissimi ricordi, un certo Peyton Manning. Che sia un segno?

32.   Miami Dolphins (AFC East #4)

Tre intercetti e un fumble rimediati in quattro possessi consecutivi potrebbero mettere a tappeto chiunque, ancor più se si tratta di un rookie quarterback sottoposto a quell’insana pressione di dover dimostrare di meritare una maglia da titolare e riscattare anni di magra nel più breve tempo possibile; se si esclude questo tour infernale, Tannehill alla fine non gioca malissimo, anche perché c’è da calcolare che è poco aiutato dai compagni d’attacco, che, all’infuori dell’ormai ritrovato Reggie Bush, non sfoderano prestazioni degne di una qualsiasi nota. A Miami si preannuncia una stagione lunghissima.

 

 

NB.Tra parentesi la posizione pronosticata in preseason dall’autore dell’articolo.

 

Post By Andrea Cresta (367 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

Website: → FootballNation.it

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One thought on “NFL Power Ranking: Week 1

  1. Felice di vedere i miei NE in cima alla classifica, tuttavia non riesco a capire se la vittoria sui Titans sia solo merito nostro o più demerito dell’avversario.
    Dopo la prima giornata è presto per capire gli equilibri ma credo che Ravens, C’boys e ‘Niners al momento mi hanno impressionato e li ritengo superiori.

    P.S. Dopo aver visto i Giants contro Dallas mi domando… ma un paio di drop non potevano farli nella finale di Indy??? Mannaggia a loro.

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